Sport

Sport 24 gennaio 2018

Calcio serie A, l'Hellas Verona è a Imola e si allena al Bacchilega oggi e domani

Dopo lo 0-3 di domenica scorsa contro il Crotone, l’Hellas Verona sembrava sul punto di cambiare l’allenatore, esonerando mister Fabio Pecchia. Il presidente Maurizio Setti, invece, ha deciso di confermare il tecnico e di mandare la squadra in ritiro in vista della delicata trasferta di Firenze di domenica 28 gennaio. Sede scelta: Imola, con la squadra che è arrivata ieri in città ed alloggerà all’Hotel Donatello, allenandosi oggi (dalle ore 11 alle 13) e domani mattina al Centro Tecnico Bacchilega, di fatto alternandosi con l’Imolese. Orari un po” complicati ma può valere la pena per vedere all’opera Pazzini, Cerci e gli altri calciatori gialloblù.

Nella foto (dalla pagina Facebook ufficiale dell”Hellas Verona): Cerci e compagni dopo un gol

Calcio serie A, l'Hellas Verona è a Imola e si allena al Bacchilega oggi e domani
Sport 23 gennaio 2018

Anche a Imola arriva il calcio per bambini con disabilità del progetto Edu In-Forma(Zione)

Da settembre arriverà anche a Imola Edu In-Forma(Zione) Bologna, il progetto inclusivo di avviamento calcistico e sportivo per bambini e ragazzi con disabilità nato due anni fa a Castel San Pietro e ad oggi attivo sul Sillaro e a Bologna.

A partire dal prossimo settembre “apriremo la terza sede a Imola – anticipa il presidente di Edu In-Forma(Zione) Giovanni Grassi -. Entrambe le sedi già operative, quella castellana aperta nel 2016 e quella Bolognese inaugurata lo scorso anno, hanno raggiunto i 15 iscritti, per un totale di 30 ragazzi che scendono in campo con noi. Per offrire un servizio migliore alle famiglie con difficoltà di spostamento abbiamo pensato di aprire la terza sede ad Imola”.

Ad ospitare la terza scuola calcio Aiac Renzo Cerè, castellano noto in ambito sportivo e prematuramente scomparso a causa di una malattia cui è dedicato il progetto, sarà il centro sportivo Zolino, in collaborazione con il Comune di Imola.

Gli allenamenti. Le iscrizioni alle scuole calcio Aiac Renzo Cerè sono sempre aperte. A Castello gli allenamenti si tengono al centro sportivo Casatorre il lunedì e il giovedì dalle 17 alle 18.30. A Bologna, invece, al centro sportivo Barca il martedì e il venerdì dalle 16.30 alle 18.

Il progetto delle scuole calcio inclusive Edu In-Forma(Zione) Bologna è il primo in Italia a vantare il sostegno dell”Aiac, l”Associazione italiana allenatori calcio. Lo scopo del progetto è l”utilizzo dello sport come strumento di sviluppo dell”autonomia e delle capacità relazionali per il raggiungimento di un maggior benessere psicofisico personale. Sono altresì promosse l”inclusione sociale e l”integrazione dei ragazzi con disabilità.

“Promuovere l”integrazione di ragazze e ragazzi disabili attraverso lo sport è un modo per fare comunità, privilegiando lo stare insieme”, afferma il sindaco Fausto Tinti. “Crediamo che lo sport rivesta, insieme alla scuola, un importante ruolo nel favorire la socializzazione dei ragazzi e delle ragazze”, gli fa eco il consigliere delegato allo Sport Andrea Bondi.

La colonna sonora del progetto. All”inizio e alla fine di ogni allenamento, i ragazzi della scuola calcio Aiac Renzo Cerè cantano il proprio inno, composto dal castellano Cristian Gasperini: “La felicità è prendersi per mano e giocare insieme, scoprendo quanto è bello correre dietro ad un pallone. La felicità è tirare anche un calcio di rigore ed esultare, mentre i nostri amici ci vengono ad abbracciare”.

mi.mo

Nella foto: i ragazzi delle scuole calcio Aiac Renzo Cerè di Castello e Bologna insieme in palestra

Anche a Imola arriva il calcio per bambini con disabilità del progetto Edu In-Forma(Zione)
Sport 22 gennaio 2018

Pallamano A1, il Romagna cade anche a Carpi

Ancora una occasione persa per il Romagna Handball che dopo la pausa è caduta 28-24 in casa del Carpi, contro cui arrivò la prima delle tre vittorie ottenute fino ad oggi in stagione.

La partita inizia bene per gli uomini di Tassinari che stanno avanti per buona parte del primo tempo (il 10-10 arriva al 23”), prima di andare all”intervallo in parità 14-14. Insomma, nulla di grave e ancora una partita da giocare.

Il secondo tempo invece sono i ragazzi imolesi a dover inseguire, con Carpi sempre in comando, ma a 5” c”è ancora una partita (26-24). L”ultimo guizzo dei padroni di casa vale non solo la partita, ma riescono anche ad impattare la differenza reti, visto che all”andata era finita 30-26 per il Romagna che rimane comunque ultima in solitaria a -3 dai modenesi.

Romagna che tornerà in campo sabato 27 gennaio alle 19 alla Palestra Cavina di Imola contro il Tavarnelle che all”andata vinse 30-20. (c.f.)

Terraquilia Carpi – Romagna Handball 28-24 (14-14)
Carpi
: Turini, Leonesi, De Giovanni, Vaccaro 5, Beltrami 1, Calzolari, Santilli 2, Ceccarini 11, Kere,  Kovacevic 8, Malagola 1, Nicolazzo, Piccolo, Sorrentino. All: Nezirevic.
Imola: Martelli, Sami, Folli 2, Minoccheri 2, F.Tassinari 4, Chiarini 11, Andalò, Dal Fiume, Rotaru 3, Golini, La Posta 1, Chika, Panetti 1, A.Boukhris. All: Tassinari.

Pallamano A1, il Romagna cade anche a Carpi
Sport 22 gennaio 2018

Da Cassino a Gerusalemme, il viaggio dell'ex giocatore della Virtus Imola Mauro Liburdi

«Fisicamente imponente per la B1 di allora, atletico, bello tosto e con una buona mano. Arrivava dalle Forze Armate, lo vidi alla Summer League e mi piacque perché era uno che lottava e si sbatteva. Era impulsivo, ma è sempre stato un ragazzo di animo profondo, faceva riflessioni importanti per la sua età (aveva 21 anni e segno 11 punti di media, raccogliendo 5 rimbalzi, ma fu leader nelle palle recuperate, e nella percentuale al tiro, nda)».

Così Stefano Salieri ricorda Mauro Liburdi, protagonista di una storia che andremo a raccontare. Quando il lungo di Cassino (provincia di Frosinone), sbarcò alla Virtus Imola di Littorio Galassi, eravamo nell’estate del 2003, la seconda targata Salieri, la penultima della lunga storia giallonera. Il playmaker era Borgna, la guardia Bonaiuti, in ala si alternavano Maestrello e Savazzi, mentre sotto canestro andavano a rimbalzo 4 lunghi come Sciarabba, Toppino, Perini e lo stesso Liburdi. Poi ci furono le alternanze di Grossi e Palazzi, mentre chiudevano il gruppo Confente, Marangoni e Saloni. Sono passati una quindicina d’anni e se siamo qui a ricordare il lungo laziale (oggi 35enne) è perché nelle ultime settimane ha fatto parlare parecchio di sé.

E’ infatti partito a piedi il 10 settembre scorso da Cassino, la sua città natale, per arrivare a Gerusalemme il 21 dicembre, a piedi, dopo 101 giorni di cammino, 3.000 chilometri percorsi, 5 nazioni attraversate, oltre l’Italia e Israele. Come recita il sito internet «Radio Cassino»: «La famiglia di Mauro Liburdi vive ancora nella cittadina all’ombra dell’abbazia, ma lui, fin da giovanissimo, ha preso la via del mondo. Spinto dalla pallacanestro, dove giocava a livello professionale, è approdato, appena 14enne, a Roma. Poi ha girato tutto il nord Italia. Ha vissuto anche 5 anni negli Stati Uniti, a New York. Una vita fortunata e ricca di esperienze, come lui stesso ammette. E proprio per gratitudine per tutto quello che gli era stato dato, nel 2012 si è avvicinato alla spiritualità. Per puro interesse personale ha studiato teologia. Da cristiano, alla fine ha deciso di andare in Terra Santa a studiare l’ebraico biblico. Così è partito. Una sfida, o, se si vuole, un voto a Dio. Senza soldi e senza carta di credito, è partito a piedi, senza nemmeno fare l’autostop. Da Cassino è andato in Abruzzo e da lì ha preso l’antico tratturo Pescasseroli – Candela, perché voleva seguire un sentiero di montagna. A Brindisi si è imbarcato per Durazzo. Ha attraversato l’Albania, la Macedonia, il nord della Grecia, poi la Turchia. Voleva andare in Siria, ma i profughi incontrati lungo il cammino gliel’hanno sconsigliato. Si è imbarcato per Cipro e infine è arrivato a Israele. Sono stati 95 giorni di cammino, 6 di riposo, di cui 3 nel monastero sul Monte Athos, in Grecia. Un percorso impegnativo, più a livello mentale che fisico».

Pare che adesso l’ex lungo giallonero si voglia fermare a Gerusalemme per i suoi studi. Per il momento è ospite in un monastero immerso nella natura, dove svolge opera di volontariato. Al giornale locale «Cassino informa» ha dichiarato: «Gerusalemme è una terra di pace costruita pe«Abbiamo infortuni lunghi e penalizzanti per giocatori da quintetto, siamo in 6 contati, ma penso che questa stagione, con la salvezza già in tasca a metà del cammino, sia una delle migliori della mia carriera, per i risultati e per la qualità del basket che giochiamo. Se per me sarà un rilancio non lo so, dipendo sempre dalla mia situazione famigliare».r dare l’esempio al mondo, a me interessava capire cosa succedesse in questa città e completare i miei studi. Durante il cammino ho trovato persone molto generose. E’ stato difficoltoso trovare da mangiare e posti per dormire ma ho incontrato tanta solidarietà anche tra i musulmani attraversando Albania, Macedonia, Grecia, Turchia e Cipro». Dunque un cambio di rotta in piena regola dopo anni infarciti di tanto basket ma anche di qualche disavventura, come un matrimonio fallito con una statunitense che poi è finita addirittura nella rete della Fbi (con l’accusa di truffa informatica), una squalifica di due anni per doping, ma anche una rissa sfiorata con Sacrati, l’ex patron della Fortitudo che lo aveva ingaggiato negli Eagles proprio nella stagione in cui allenava Salieri. L’oggetto del contendere era ovviamente economico.

Ricordando «Libu», l’allenatore castellano non può fare a meno di parlarci anche della stagione in corso, quella con Crema in B2 dopo alcuni anni di attesa. Nonostante l’ultima sconfitta con Desio, la squadra lombarda è terza in classifica, sorprendendo tutti gli addetti ai lavori. «Abbiamo infortuni lunghi e penalizzanti per giocatori da quintetto, siamo in 6 contati, ma penso che questa stagione, con la salvezza già in tasca a metà del cammino, sia una delle migliori della mia carriera, per i risultati e per la qualità del basket che giochiamo. Se per me sarà un rilancio non lo so, dipendo sempre dalla mia situazione famigliare».

Per chi fosse interessato, sabato 20 gennaio (ore 20.30) la squadra di Salieri giocherà a Lugo, nella prima delle trasferte dalle nostre parti, tutte previste nel girone di ritorno.

p.z.

Nella foto: Mauro Liburdi

Da Cassino a Gerusalemme, il viaggio dell'ex giocatore della Virtus Imola Mauro Liburdi
Sport 22 gennaio 2018

Volley, vittoria della Clai Imola contro Spezia Autorev

Rotonda vittoria per 3-0 per le ragazze della Csi Clai Imola contro il Volley Spezia Autorev nella 13ª giornata del campionato di pallavolo femminile di B2. Tra le mura amiche del palaRuscello di Imola le biancoblu non hanno lasciato spazio alle fantasie spezine, conquistando così l”undicesima vittoria in campionato (di cui cinque al tie-break), rinsaldando il terzo posto, a sole due lunghezze da Forlì, seconda e prima tra le “umane”. Un ottimo modo, insomma, per arrivare al giro di boa del campionato.
«Abbiamo chiuso un girone certamente al di sopra delle aspettative – commenta l”allenatore Manuel Turrini -. Ma nel ritorno, specie in casa, dovremo essere ancora più cinici e lasciare meno punti possibile per strada».
Nonostante la partita sia finita in soli tre set, sono quattro le imolesi in doppia cifra: Collet, Devetag, Tamburini e Ferracci.
Dopo una settimana di riposo, domenica 3 febbraio inizia il girone di ritorno con Imola impegnata ancora in casa contro le giovanissime ragazze del Sant”Ilario d”Enza. (c.f.)

Csi Clai Imola – Volley Spezia Autorev 3-0 (25-17, 25-18, 25-18).
Imola:
Rapisarda ne, Devetag 13, Bombardi 3, Cavalli 2, Ferracci 10, Folli ne, Ricci Maccarini (L2), Melandri 5, Tamburini 11, Collet 13, Tesanovic, Sandri, Magaraggia (L). All.: Turrini.
La Spezia: Telara ne, Petacchi ne, Vasi (L2), Gianardi 5, Battistini, Cento 4, Del Nero 2, Magni 5, Pilli ne, Bosio 10, D’Ambrosio 4, Vita (L), Graziani n.e. All.: Damiani.

Volley, vittoria della Clai Imola contro Spezia Autorev
Sport 21 gennaio 2018

C Gold, Vsv Imola mette sotto la Salus all'utimo respiro

Un canestro di Casadei e un libero di Dal Fiume valgono due punti in classifica per la Vsv Imola che supera la Salus con molto affanno. I bolognesi paiono più in palla nei primi 20” con Tugnoli che sembra difficile da contenere per i gialloneri, in palese affanno fisico per via di acciacchi e influenze varie. Con Zytaryuk evanescente, Ranocchi (17 punti alla fine) è il migliore per Imola, Casadei (15 punti a referto) ci mette unghie e mestiere, ma la Salus resta davanti anche se non trova mai il colpo del ko. Gialloneri avanti nel punteggio con una tripla di Boero (56-53 al 33”), ma Stojkov rimette la Salus davanti. Il finale è punto a punto: Tugnoli a 90 secondi dalla fine ricaccia Imola a -1 (63-64). Casadei ha la lucidità per mettere un tiro dalla media distanza (65-64) quando restano due azioni. I bolognesi sbagliano la loro, Dal Fiume porta a casa un fallo che lo manda in lunetta a 13 secondi dalla fine. 1 su 2 per lui e ultimo possesso per la Salus che in entrata con Stojkov non trova il canestro per il supplementare. Vince Imola e coach Davide Tassinari tira un sospiro di sollievo: «Voglio fare i complimenti ai miei ragazzi, perché oggi hanno giocato in condizioni fisiche davvero proibitive, dopo una brutta settimana tra infortuni vari. Alla fine la vittoria se la sono meritata per il grande cuore gettato in campo».

(pb)

Il tabellino

Vsv Imola – Salus Bologna 66-64 (11-18, 37-41; 51-53)

Vsv: Dalpozzo 8, Dal Fiume 6, Boero 3, Nucci 9, Creti ne, Casadei 15, Ranocchi 17, Sassi, Sangiorgi 2, Zytharyuk 6. All: Davide Tassinari.

Salus: Savio 2, Branzaglia, Amoni 10, Granata, Tugnoli 21, Polverelli 11, Veronesi 2, Stojkov 12, Arletti, Gebbia ne, Trentin 6. All: Stefano Fili

Nella foto: Casadei

C Gold, Vsv Imola mette sotto la Salus all'utimo respiro
Sport 21 gennaio 2018

Basket A2: ultimo quarto fatale, Imola cede a Ferrara

Imola perde a Ferrara ed esce dalla zona play-off. Fatale l”inizio dell”ultimo quarto per la squadra di Cavina. Andrea Costa condannata da pochi rimbalzi (51 a 32 per Ferrara )

Inizio forte degli estensi che dopo 5” sono a +8 (13-5, Hall e Moreno i protagonisti) e toccano il +12 (19-7) dopo 8”. Al 10” il punteggio è 22-14. Nel secondo quarto i biancorossi reagiscono con Alviti, Bell e Simioni che ricuciono lo svantaggio dopo nemmeno 2” e metteno la freccia. Il vantaggio imolese resiste ma Ferrara non concede mai più di 4 punti agli ospiti. A metà gara si va sul 39-43.

Imola tenta un altro allungo e una tripla di Wilson sembra di buon auspicio (+7 Imola, 48-41, al 22”). Nemmeno stavolta però arriva l”allungo decisivo. Andrea Costa meno reattiva in difesa e i padroni di casa mettono ancora il naso avanti nel punteggio con Rush che da 3 punti firma in chiusura di tempo il +4 (58-54)

Imola è in affanno e due palle perse in attacco consentono a Panni di aprire quella che sarà la fuga buona di Ferrara. Rush non si ferma più e qualche sprazzo di Alviti (1/2 da 2, 6/9 da 3) non basta per restare in partita. A 5” dalla fine Ferrara è a +14 (71-57). Bell dimezza lo svantaggio (71-64 al 39”) ma è troppo tardi per sperare. Finisce 76-65 il match a favore di Ferrara.

Il tabellino

Ferrara – Andrea Costa Imola 76-65  (22-14, 39-43, 58-54, 18-11)

Ferrara: Erik Rush 19, Mike Hall 16, Riccardo Cortese 11, Yankiel Moreno 10, Tommaso Fantoni 8; Alessandro Panni 9, Marco Venuto 3, Lorenzo Molinaro. Ne.: Mario Mancini, Davide Drigo, Mirko Carella.Imola: Davide Alviti 22, David Bell 12, Jeremiah Wilson 7, Alessandro Simioni 7, Michele Maggioli 6, Patricio Prato 6, Lorenzo Penna 3, Giovanni Gasparin 2, Tommaso Rossi, Davide Toffali, Massimilian Cai. Ne.: Thomas Wiltshire.

Nella foto Isolapress: David Bell

Basket A2: ultimo quarto fatale, Imola cede a Ferrara
Sport 21 gennaio 2018

L’Imolese torna a vincere dopo 40 giorni

Una bella vittoria per 3-1 dell’Imolese ancora priva di tanti protagonisti. Contro la Vigor Carpaneto non c’è stata partita, anche grazie ai due rigori concessi (reti di Borrelli e Pittarello dal dischetto) e al gol di Garattoni, prima della segnatura ospite al 50’ della ripresa.

In questa splendida giornata di sole si sono viste le migliori prestazioni stagionali di Borrelli e Pittarello, la solidità di Carraro, insomma una squadra che, pur considerando le assenze (Belcastro, Titone, Ferretti, rientrato nel finale) dimostra di non valere un distacco di 11 punti dalla capolista Rimini, che pur continua a vincere.

La domanda che ci ha fatto un po’ passare il tempo in questo pomeriggio senza troppe emozioni è stata la seguente: ma se i rossoblù di Gadda dovessero vincerle quasi tutte da qui alla fine, ci potrebbero essere ancora sorprese? Una cosa del tipo accumulare 40 punti dei 48 che restano a disposizione. E chiudere a quota 80. Si vedrà, a partire da domenica prossima, quando l’Imolese sarà in Toscana a casa del Tuttocuoio, mentre al Morgagni ci sarà uno scontro da non perdere tra Forlì e Rimini.

Per la cronaca, Gadda ha schierato una sorta di 4-1-4-1, con Rossi in porta, difesa con Boccadamo e Sereni ai lati e Checchi e Boccardi al centro; poi Carraro davanti alla difesa, centrocampo con le mezzeali Borrelli e Garattoni e nel mezzo Valentini e Crema, infine Pittarello all’attacco. Usati tutti e 5 i cambi con le entrate di Pellacani per Crema, Franchini per Borrelli, Galanti per Sereni, Ferretti per Pittarello e Salvatori per Carraro.

Dopo 9’ Pittarello si incunea sulla sinistra e viene contrastato da un difensore: secondo l’arbitro è rigore e Borrelli insacca. A metà tempo ci sono alcune occasioni per Valentini e Sereni, ma il portiere è pronto. Al 30’ Valentini dalla sinistra la spara in mezzo, ma c’è un tocco di mano e il rigore viene trasformato da Pittarello. Ripresa un po’ più sonnolenta, con un bel tiro di Pittarello al 6’. Al 33’ Borrelli dalla sinistra la mette in mezzo e Garattoni anticipa tutti di testa, mettendola in rete nel palo lontano. Al 40’ c’è il tempo per capire che Ferretti è pericoloso anche se gioca solo 5 minuti con un bel tiro. Pare finita ma allo scadere Rossi respinge un tiro e sulla ribattuta segna Tinterri.

p.z.

Imola

L’Imolese torna a vincere dopo 40 giorni
Sport 21 gennaio 2018

Stefano Salis, segretario generale della Spal, un imolese in serie A

Ottobre 2002: organizzazione logistica di Imolese – Florentia Viola. Novembre 2017: organizzazione logistica di Spal – Fiorentina. Basta questo a far capire come in 15 anni sia cambiato il mondo di Stefano Salis, segretario generale dell’Imolese allora e della Spal oggi: sì, l’unico imolese in serie A in questa stagione «riceve» tutti i giorni al centro tecnico G.B. Fabbri di Copparo (che sta alla Spal come il Bacchilega sta all’Imolese) e a domeniche alterne al Mazza, la casa della Spal in pieno centro a Ferrara.

«Tutti i bambini sognano di arrivare in serie A come calciatori – scherza Salis -, io ci sono arrivato come dirigente: sono partito dalla Stella Azzurra, dove allenavo e mi occupavo della parte dirigenziale, poi Oscar Visani mi propose di passare all’Imolese dell’allora presidente Tassinari, dove partii con il settore giovanile. Poi, quando Visani andò a Ravenna, diventai segretario generale, prima dell’Imolese e in seguito del Castel San Pietro che però, viste le difficoltà economiche della società, mi lasciò a casa. A meta del maggio 2011 arrivò però il regalo di compleanno: Walter Mattioli (attuale presidente della Spal, nda) boss dell’allora Giacomense (che comprò poi 2 anni dopo il nome ed il marchio della Spal, attualmente iscritta come Spal 2013 Srl, nda) mi chiamò su segnalazione di Silvio Poli e da lì è partita l’avventura: ogni volta che vedo Mattioli gli dico che quello fu il regalo di compleanno più bello della mia vita. A quei tempi A la Giacomense erà già una specie di serie A per me, figuriamoci adesso…».

Già, adesso: arrivare al massimo livello del calcio per chi è partito da Zolino e dalla Stella Azzurra significa un mondo in più di responsabilità.

«E’ chiaro che con le promozioni, prima in B poi in A, aumentano le paure di sbagliare: dalla C alla B il salto è notevole ma la Lega di B dà grande supporto alle segreterie delle neopromosse, aspetto meno presente salendo in serie A (per la serie “se ci sei arrivato, arrangiati”, nda). La tensione che possa scapparci qualche errore nei contratti c’è sempre, così come la paura di sbagliare qualcosa nell’organizzare le gare casalinghe: i nervosismi non durano certo solo il tempo della partita ma c’è un prima ed un dopo che finisce solo quando esce il comunicato e non ci sono eventuali sanzioni. Poi è chiaro che ci sono soddisfazioni, come quella della scorsa estate quando alla prima riunione in Lega, alla quale sono andato con il presidente Mattioli, ti trovi davanti tutti i volti che fino ad un giorno prima avevi visto solo in televisione».

I contratti da non sbagliare e la partita domenicale da organizzare: ecco i due punti cardine del lavoro del segretario generale biancoazzurro che fino allo scorso anno era affiancato da un altro ex Imolese, Umberto Sabattini.

«In serie B la nostra struttura comprendeva essenzialmente noi due, mentre adesso in A io sono la figura della segreteria più vicina alla dirigenza, mentre sono affiancato da un segretario più legato alla parte contrattuale sportiva e per i trasferimenti internazionali: io seguo la parte burocratica, lui (Andrea Gazzoli, nda) va operativamente con il direttore generale al calcio mercato ed interagisce con me, che resto in sede su problemi da risolvere e documenti da mandare. Fino allo scorso anno facevo tutto io e non era semplice perché si dipende per esempio dalla rete che può mancare non permettendoti di depositare telematicamente i contratti oppure, come capitava nei primi anni di C, nel dover lottare per accaparrarsi un computer per lavorare. Errori? L’unico che mi è capitato è stato lo scorso anno con Francesco Lodi, il cui passaggio alla Spal è saltato negli ultimi minuti: io ho inviato a Milano una stampa della copia non valida del contratto affinché venisse controllata prima della versione definitiva, siccome il tempo stava scadendo per errore è stata depositata quella ed il trasferimento non è stato convalidato. Il presidente come l’ha presa? Nessun problema, anche lui è stato d’accordo sul fatto che fosse una trattativa nata male, visto che c’è stato un lungo tiramolla e quindi alla fine è stato meglio così. Una situazione opposta c’è stata con Floccari, che in due giorni è stato preso e tesserato anche grazie alla collaborazione della segreteria del Bologna oppure con Antenucci, preso dal Leeds senza problemi visto che c’era tutto il tempo per fare le cose per bene. Oltre ai contratti, poi, mi occupo dell’organizzazione delle gare al Mazza».

Niente pettorina da ausiliario o paletta del vigile, però.

«Quando la Spal gioca in casa, arrivo allo stadio alle 9 del mattino, ma il lavoro comincia il lunedì prima assieme all’ufficio stampa che cura i rapporti con televisioni e giornali: assieme al responsabile strutturale dello stadio dobbiamo decidere come sistemare sia i camion delle televisioni che come gestire i 15 posti di parcheggio interno che abbiamo e nei quali devono starci non solo i pullman, ma anche le auto del presidente e delle autorità. Il martedì poi si fa la riunione con il marketing ed il commerciale per gli accrediti e le manifestazioni o eventi da proporre alla partita, poi ci sono il confronto con il delegato alla sicurezza, la riunione in Questura 15 giorni prima della partita legata alla vendita dei biglietti e quella con il responsabile della sicurezza interna allo stadio per quanto riguarda gli steward. Alla fine di tutto, per una gara come quella con il Napoli (la più tosta finora in casa, alla quale seguiranno nel girone di ritorno quelle con Juve, Inter, Milan e il derby con il Bologna, nda) sono 500 i pass che stampiamo fra il nostro staff e gli accrediti per stampa e giornali».

Stampa e giornali, quelli che dipingono il pianeta serie A e i suoi abitanti come extraterrestri o quasi.

«In realtà non è così: tutti i giocatori, compreso Borriello, sono persone affabili e gentili, tutt’altro che scorbutici o pieni di sé come possono apparire: sono ragazzi a volte timidi, ma comunque molto educati e disponibili con i fan. Il presidente è un tifoso, una persona squisita che spesso vuole risolvere i problemi in prima persona e che per esempio va negli spogliatoi a distribuire le figurine ai bambini del settore giovanile. Gli allenatori? Con loro c’è sempre stato un bel rapporto. Semplici a fine allenamento passa per due chiacchiere e fare qualche battuta, in passato alla Giacomense prima ed alla Spal ho conosciuto quella gran persona che è Massimo Gadda».

Arrivare al massimo livello del calcio significa anche arrivare in alto come stipendio?

«Qualche aggiustamento ovviamente c’è stato nel passaggio fra le varie categorie – ammette Salis – ma è soprattutto il presidente a capire la situazione: per noi è come un papà, riconosce e vede la nostra fatica e anche se non c’è scritto nei contratti, qualcosa in più arriva. Non posso dire che il mio lavoro sia faticoso dal punto di vista fisico, ma mentalmente è comunque stressante pensando al momento del mercato ed all’organizzazione delle partite casalinghe ogni due settimane. Le ferie? Il momento buono sarebbe febbraio…».

Quando, statene certi, il pensiero del segretario generale Stefano Salis sarà già rivolto al 18 marzo, quando al Mazza arriverà quella Juventus che è il suo primo amore calcistico.

«E’ chiaro che adesso tifo Spal, ma penso alla partita con la Juventus come quel tifoso bianconero che mi chiamò 2-3 mesi fa per avere i biglietti della partita di marzo. Alla fine si scusò con me dicendo: “Sa, noi juventini siamo così…” e io gli ho risposto “Guardi, sta parlando con uno juventino, ma adesso tifo Spal per lavoro”. Poter vedere la Juventus così da vicino sarà la fatica più grande di tutte, però sarà anche una grande soddisfazione».

an.mir.

Nella foto: Stefano Salis

Stefano Salis, segretario generale della Spal, un imolese in serie A
Sport 21 gennaio 2018

C Gold, i Flying Ozzano superano Castel Guelfo in un derby dai due volti

I Flying Ozzano si portano a casa il derby contro Castel Guelfo vincendo 78-66 al termine di una partita dai due volti.

Nel primo tempo, infatti, i ragazzi di coach Grandi giocano alla grande, con percentuali spaventose soprattutto dall”arco e, di fatto, annientano la difesa ospite fino al 60-40 dell”intervallo lungo, dimostrando come le difese nei primi 20” non abbiano funzionato troppo bene.

Nel secondo tempo, invece, si segna con il contagocce (18-26 il computo dei punti nei restanti 20”) e se Ozzano dimostra di avere ancora molto da lavorare su alcuni limiti di gioco emersi in queste ultime settimane, Castel Guelfo, certamente provata da 3 sconfitte consecutive, non abbandona il campo in anticipo, anzi tenta debolmente la clamorosa rimonta, arrivando nel finale a sfiorare un distacco sotto la doppia cifra. Mvp della serata Luigi Dordei con 22 punti.

Con questi due punti i Flying, in attesa della sfida di Imola di stasera contro la Salus, raggiungono proprio i gialloneri in vetta alla classifica, mentre in casa guelfese è ora di iniziare a guardare le avversarie alle spalle perchè, ad oggi, la zona playout dista solo due punti.

I prossimi impegni in calendario vedranno Castel Guelfo aprire il weekend cestistico venerdì 26 al palaMarchetti (ore 21) contro Castelnovo Monti in un match, a questo punto, fondamentale per la lotta salvezza, mentre Ozzano non avrà certo vita facile, domenica 28 (palla a due alle 18.30), a Granarolo contro un Bologna Basket in netta ripresa.

d.b.

Tabellini

Laco – Prosic 78 – 66
(31-23, 60-40, 69-52)

Ozzano: Folli 10, Masrè 3, Morara, Chiusolo 6, Magagnoli 3, Corcelli 16, Lalanne 10, Martini 2, Dordei 22, Agusto 6, Agriesti. All. Grandi.

Castel Guelfo: Bernabini 5, Rebeggiani ne, Baccarini 9, Grillini 15, Burresi, Musolesi 8, Santini 3, Pierii 2, Casagrande 6, Degli Esposti 9, Govi 5, Trombetti 4. All. Serio.

Nella foto (di Davide Benericetti): Luigi Dordei dei Flying Balls nell”area guelfese

C Gold, i Flying Ozzano superano Castel Guelfo in un derby dai due volti

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