#ORIZZONTI
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Cronaca
26 Luglio 2026

#ORIZZONTI – Violenza vs cultura, perché un festival può farci migliori

Una parola descrive molto bene il tempo che stiamo vivendo ed è violenza. Quella di chi va a rubare in casa o in un’attività commerciale, che truffa un anziano o che picchia in branco qualcuno per strada, violenza è anche quella di chi, vittima di una violenza, si fa giustizia da solo. Violenza è quella vista nelle strade di Bologna ad opera di alcuni post fascisti che trasformano in una insopportabile guerriglia una manifestazione civile e democratica. Violenza è quella di un video pubblicato sui social con Vannacci vestito da imperatore romano che ordina la morte dei suoi avversari politici. Violenza è quella degli odiatori razzisti da tastiera che insultano una ragazza imolese che partecipa ad un concorso di bellezza.

La guerriglia di Bologna ha interrotto la proiezione in piazza Maggiore della rassegna «Sotto le stelle del cinema» confermando che la cultura fa paura ai violenti.

Per spiegare cosa può fare la cultura per sconfiggere la violenza (anche quella della Terza guerra mondiale a pezzi in corso) usiamo le parole del cavalier Marco Mingotti, presidente onorario dei Canterini e direttore artistico del Festival del folclore: «Contribuire alla costruzione di una umanità migliore – dice Mingotti – proponendo una forma di spettacolo che parla di pace, di condivisione, di cultura e porta energia, visibilità e valori duraturi».

E ancora, il festival è «piacere di imparare dalla cultura degli altri, consci che imparando a conoscere e rispettare gli altri non li potremo mai vedere come nostri nemici».

Paolo Bernardi

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