Cultura e Spettacoli

Cultura e Spettacoli 12 Marzo 2018

Ritorna Bubano Blues, da domani sei serate per la rassegna primaverile

Bubano e il blues sono ormai una certezza nel panorama delle iniziative culturali del territorio. Così, da martedì 13 marzo ritorna alla sala civica la rassegna primaverile di Bubano Blues, ormai giunta al quinto anno e articolata su sei martedì sera durante i quali si esibiranno musicisti e band di primordine.

Si comincia, come detto, domani sera con il pop-rock-soul-blues degli Stop&Go con ospiti il trombettista Giuseppe Emiliani e il sassofonista Davide Villa. Una settimana dopo da Austin, in Texas, tornano a Bubano James & Black Soultet band per una serata r&b. Martedì 27 marzo il bluesman Fabrizio Poggi salirà sul palco col suo quartetto: tra i migliori armonicisti a livello internazionale, si è classificato secondo alla finale dei Grammy Awards 2018 svoltasi al Madison Square Garden di New York nella categoria Best Traditional Blues Album gareggiando nientemeno con i Rolling Stones eletti vincitori del Grammy. Il 3 aprile la band bolognese Groove City darà spettacolo con la bravissima cantante palermitana dalla potente voce black Daria Biancardi, e una settimana dopo la scena sarà per il Roberto Formignani Trio con la chitarrista Silvia Zaniboni. La rassegna chiude martedì 17 aprile con il quartetto Vince Vallicelli & Freddie Maguire che, oltre al batterista forlivese e allamericano con la voce alla Joe Cocker, vede in formazione anche Massimo Sutera al basso e Nahuel Schiumarini alla chitarra.

I concerti iniziano alle ore 21 e sono a entrata libera. Ma Bubano Blues è anche gastronomia, dato che, per chi vuole, c”è la possibilità di cenare prima del concerto, alle 19.30: domani sera il menù prevede tagliolini al bianco di pesce, zuppa di pesce, dolce della casa, vino e acqua a 18 euro (prenotazione cena al 333/6117299).

r.c.

Nella foto: Daria Biancardi con i Groove City in una precedente edizione di «Bubano Blues»

Ritorna Bubano Blues, da domani sei serate per la rassegna primaverile
Cultura e Spettacoli 11 Marzo 2018

Viene dal Giappone un piccolo grande talento del pianoforte

Sarà il giovanissimo talento nipponico di 12 anni, Takuma Onodera, ad esibirsi domani, lunedì 12 marzo alle ore 20.45 nella sala Mariele Ventre di palazzo Monsignani a Imola, per la stagione di concerti curata dall’Accademia pianistica.

Vincitore per sette anni consecutivi, dal 2011 al 2017, del primo premio alla Mainichi Newspaper Company”s Junior Piano Competition, ha vinto anche nel 2014 il primo premio alla Japan Steinway Competition e il secondo premio alla Osaka International Music Competition.

Nel luglio 2016 si è aggiudicato il «Premio Città di Imola» tenutosi durante la V edizione dell’Imola Summer Piano Academy & Festival e dal settembre del medesimo anno è studente dell’Accademia dove studia con Stefano Fiuzzi e Ryoku Yokoyama. Nel 2017 si è classificato come finalista alla Vladimir Krainev Moscow International Piano Competition.

A palazzo Monsignani presenterà un programma caratterizzato da musiche di Scarlatti, Beethoven, Chopin, Khachatuturian.L’ingresso al concerto è tramite tessera associativa (100 euro) che dà diritto alla partecipazione a tutti i concerti della stagione. L’entrata è libera per gli under 20, per gli allievi e i docenti della Scuola Vassura Baroncini e per gli studenti di ogni ordine e grado. Info: 0542/30802.

r.c.

Viene dal Giappone un piccolo grande talento del pianoforte
Cultura e Spettacoli 10 Marzo 2018

Domani la Rocca di Dozza torna nuovamente una Civitas medievale per un giorno

La Rocca di Dozza diventa nuovamente una Civitas medievale con la seconda edizione della manifestazione che, tenutasi con successo alla fine dello scorso anno, ritorna domani, domenica 11 marzo dalle 10 alle 19.30.

Un”occasione per tuffarsi nel XIV secolo e vivere da vicino le attività artigianali dell”epoca. Organizzata dall”associazione Civitas alidosiana in collaborazione con diversi gruppi e artigiani, la rievocazione storica sarà una ricostruzione fedele dell”epoca medievale con gli armati, la vestizione del cavaliere, l”orafo, e la spezieria di Diotaiuti, che riproduce, grazie allo studio delle fonti, l”attività di uno speziale imolese realmente vissuto nel Trecento.

Il programma e le novità. Per questa nuova edizione, ci saranno delle novità, a cominciare dalla dimostrazione della lavorazione della seta e dalla ricostruzione delle attività dei fabbri della città di Bologna, realizzata a partire dagli statuti del 1300. Le attività e gli allestimenti saranno presenti durante l”intera giornata e ci saranno delle dimostrazioni e delle presentazioni ad orari stabiliti: alle 10.30 sarà di scena l”attività della spezieria di Diotaiuti, alle 11.30 il mestiere del sarto, alle 12.30 la produzione della seta dal baco al filo, alle 14.30 il cerusico, alle 15.30 la tintura della stoffa, alle 16.30 il lavoro dell”orafo, alle 17.30 l”arte del ceramista, e alle 18.30 la vestizione del cavaliere. Saranno presenti inoltre le attività dei fabbri, della cucina medievale e della produzione di zucchero, vino speziato e distillati. Non mancherà la caccia al tesoro per bambini con un piccolo premio per tutti i partecipanti. Alle iniziative parteciperanno Civitas alidosiana, Compagnia d”arme Compagnia delle 13 porte, Società delle arti, Ptickart – Ars Vascellari, Ars Balistarum, Liquorista Albimonte e Silvio Luciani.

Ingresso con il biglietto del museo: 5 euro, gratuito fino a 18 anni. Info: 0542/678240 o www.fondazionedozza.it.

r.c.

Nella foto: la cucina medievale

Domani la Rocca di Dozza torna nuovamente una Civitas medievale per un giorno
Cultura e Spettacoli 10 Marzo 2018

Vasellame liturgico, al Museo diocesano una mostra con sessantacinque calici liturgici

«Tra il vasellame liturgico, il calice è l’oggetto che ha la maggior pregnanza simbolica; è infatti il solo elemento menzionato nei racconti neotestamentari di istituzione dell’Eucaristia».

Inizia così, nelle note rilasciate alla stampa, la presentazione della mostra “Fons Salutis. Calici liturgici tra Seicento e Novecento” da una raccolta riminese e dalla Diocesi di Imola, allestita da domani, domenica, nella Galleria Pio VII del Museo diocesano di Imola.

Promossa dal Museo stesso e curata da Marco Violi, proporrà sessantacinque calici liturgici realizzati in materiali vari – perlopiù argento e vermeil, ma anche metallo (rame, bronzo, ottone, ecc.) a sua volta argentato e dorato, oltre che smalto policromo, pietre preziose, corallo e turchesi – di grande qualità esecutiva, provenienti per metà dalla collezione riminese di Renzo Sancisi e per metà dal Tesoro della Cattedrale di Imola, dalla chiesa Collegiata di Lugo di Romagna, dalla parrocchiale di San Prospero, dal Museo parrocchiale di Castel Bolognese e, infine, dalla raccolta del Museo diocesano di Imola.

L”esposizione si propone di offrire al visitatore «una doppia chiave di lettura del tema – dicono le note per la stampa -: «una puramente conoscitiva a livello storico-artistico ed estetico (pannelli descrittivi e didascalie  dedicate per ogni singola opera ne favoriscono la fruizione) e l”altra prettamente devozionale, legata cioè anche alla devozione all”Eucarestia che, nella tradizione cristiana dei primi secoli, fu talvolta denominata “sacramento del calice del Signore”».

L”inaugurazione dell”esposizione avrà luogo domani alle ore 17, con i saluti del vescovo Tommaso Ghirelli e del vicedirettore del museo Marco Violi, e con interventi di monsignor Giovanni Signani, presidente del Capitolo della Cattedrale di Imola, di Massimo Pulini, storico dell’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Bologna, e di Renzo Sancisi, collezionista. La mostra sarà poi visitabile martedì e giovedì dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 17, mercoledì dalle 9 alle 12, sabato e domenica dalle 15.30 alle 18.30 (chiuso 1, 2 e 25 aprile).

r.c.

Vasellame liturgico, al Museo diocesano una mostra con sessantacinque calici liturgici
Cultura e Spettacoli 10 Marzo 2018

CooperAttivaMente torna oggi pomeriggio con Francesca Capossele e Viaemiliaventicinque

Torna oggi alle ore 17 presso Librerie.coop di Imola al Centro Leonardo (viale Amendola, 129) gli incontri di CooperAttivaMente in collaborazione con l”associazione culturale Viaemiliaventicinque con un incontro con l’autrice ferrarese Francesca Capossele che presenta il suo primo romanzo “1972” (Playground, 2017) ambientato tra la Nigeria e l’Emilia.

E’ una storia familiare d’amore, amicizia e giovinezza perduta che unisce i destini di due fratelli della provincia italiana a una figlia della ricca borghesia bolognese.

Presenta l”autrice Muriel Pavoni.

CooperAttivaMente torna oggi pomeriggio con Francesca Capossele e Viaemiliaventicinque

Festa della donna, tanti appuntamenti fino a domenica fra musica, cultura, spettacoli, antiviolenza, escursioni e difesa personale

La Festa della donna è, come si sa, la ricorrenza che ogni anno celebra le conquiste sociali, economiche e politiche ma anche le discriminazioni e le violenze di cui sono state e sono purtroppo ancora oggetto le donne nel mondo. Da un lato è un momento di impegno, dall”altro di svago.

Nel circondario imolese sono molteplici le proposte per “festeggiare” la festa della donna, appuntamenti a base di cultura ma anche divertimento.

I Musei imolesi propongono visite gratuite a tutto il pubblico imolese al Museo di San Domenico e alla mostra “Ricerche di stile” a palazzo Tozzoni (dove alle 17 è anche prevista una visita guidata gratuita).

Alle 16 dal piazzale della stazione dei treni parte anche la biciclettata contro ogni violenza sulle donne “In direzione ostinata e contraria”, con percorso dalla stazione Fs a piazza Matteotti, dove si terrà un presidio di donne antisessiste, antifasciste e antirazziste, a cura di Trama di terre con la partecipazione dei Coordinamenti Donne Cgil e Spi Imola.

Alla Sala Bcc alle 20,45 va in scena “Un”emozione da poco”, serata con e per le donne, organizzata dall”associazione di promozione sociale Argo.

Al centro giovanile Ca” Vaina si festeggia in musica con il rock in rosa dei gruppi femminili Mumble Rumble, Bubble Girlz e Ynaelle Acoustic Duo, dalle 21,30.

A Castel San Pietro intrattenimento degli Armisdè e racconti in dialetto sulle donne a cura di Roberto Dall’Aglio, alle 15 presso la Casa protetta Coccinalle. Al centro diurno, invece, festa con crescentine, musica e mimose (dalle 14,30).

A Medicina va in scena “Dietro lo specchio”, spettacolo teatrale interpretato dai ragazzi del Laboratorio Officine teatrali con la regia di Dario Criserà (sala del Suffragio, ore 21,15).

Nei giorni successivi altre iniziative vanno in scena sempre per celebrare la Festa della donna.

Venerdì vanno in scena il seminario “Molestie sul lavoro” a cura di Perledonne a Castel San Pietro (teatro Cassero, ore 20,30) ma anche il film “Jackie” a Medicina (sala del Suffragio, ore 21).

Sabato a Castel San Pietro c”è il tavolo di discussione “Donne al lavoro!” coordinato dall”associazione di promozione culturale e sociale Camminando insieme (ore 16, sala Sassi). La Cia di Imola propone invece l”iniziativa “I colori delle donne. Storie di donne e di agricoltura”, presso l”ex bar Bacchilega alle 16. A Medicina il flash mob “Stop alla violenza” alle 16 in piazza Garibaldi con la scuola di danza Grand Jetè.

Domenica Casalfiumanese organizza la cerimonia di premiazione per il settimo concorso letterario “Le donne di Casalfiumanese” e del primo concorso fotografico a esso associato (sala del Consiglio, ore 16,30). A Medicina proiezione del documentario “Paura non abbiamo” (sala del Suffragio, ore 15). Ozzano festeggia con pranzo, spettacolo e musica dalle 12,30 alla sala Primavera.

Per le sportive il Cai di Imola propone una escursione guidata di difficoltà E per domenica (pe rinfo: Stefania 4302639398).

Sabato 17 marzo, poi, a Medicina si terrà il corso gratuito di autodifesa femminile tenuto dal maestro Davide Vecchi e dal docente, dottor Christian Serra, della scuola Akademya, una giornata promossa dall”associazione PerLeDonne di Medicina (dalle 14 alle 17 alla sala Auditorium).

r.c.

Festa della donna, tanti appuntamenti fino a domenica fra musica, cultura, spettacoli, antiviolenza, escursioni e difesa personale

Da imbianchino ad artista, i muri antichi rinascono sulle tavole del dozzese Giuseppe Giaquinta

Da decoratore ad artista il passo non è lungo come sembra. O almeno non lo è stato per Giuseppe Giaquinta, siciliano trapiantato nel circondario imolese, fra Imola e Dozza, da ormai oltre metà della propria vita.

La sua storia inizia come tante storie di quella migrazione da sud a nord di cui è pieno il Belpaese: allora ventenne, Giaquinta, oggi quarantunenne, lascia Capo d’Orlando, nota cittadina di mare in provincia di Messina, per puntare alla grande Milano, con in tasca la professione di imbianchino.

«Dopo il primo trasferimento sono stato a Imola per un weekend e l’ho scelta per la vita – racconta –. Dal 2014 invece vivo a Dozza, paese originario di mia moglie. È merito loro, di mia moglie Margherita e della galleria d’arte a cielo aperto che è Dozza, se la mia vena artistica si è risvegliata e sviluppata fino a prendere il sopravvento».

Tu nasci come imbianchino, che percorso ti ha fatto arrivare alle opere che oggi realizzi, opere decorative che riproducono su tavola muri antichi?

«Lavorativamente parlando sì, sono nato come imbianchino, ma ho sempre desiderato fare il decoratore. Mio padre è restauratore, lavoro artigiano ma anche artistico, ed è stato lui il primo a mettermi in mano spatole e pennelli, strumenti che ho iniziato ad amare e che mi hanno fatto diventare imbianchino. A parte lui, quando ero piccolo non ho mai avuto un maestro. Per questo quando ho iniziato a lavorare ho potuto farlo seriamente solo come imbianchino, prima nella mia Sicilia poi trasferendomi. Poco dopo essere giunto a Imola mi sono messo in proprio ma poi, come è successo a tanti artigiani, la crisi economica ha messo in crisi anche me. Ma dalla crisi, grazie all’appoggio di mia moglie e all’ispirazione di Dozza, ho trovato la forza per tirare fuori la mia arte e puntare sulla mia manualità».

Passiamo dunque la parola all’artista: cosa realizzi?

«Ho una buona manualità dovuta al fatto che sono cresciuto nel laboratorio di mio padre e un amore innato per i muri, che per via del mio lavoro sono sempre stati il mio mezzo naturale. Unendo le due cose, io realizzo opere decorative che riproducono muri antichi. Il muro antico, sopravvissuto al tempo e al suo mutare, è deteriorato, sfumato, ma anche affascinante. È arte povera dalle decorazioni ricche, siano geometriche o floreali. Io cerco di riprodurre oggi, nei miei lavori su tavola, i muri antichi dei tempi passati di diversi stili e provenienze».

La tua tecnica?

«La tecnica è davvero mia. Non sono l’unico ad applicarla, chiaro, ma ho trovato la mia strada da me. Uso esclusivamente spatole e pennelli, con i quali riproduco il tempo passato strato dopo strato. I miei materiali preferiti sono la calce e la polvere di marmo ed altri minerali. Parto dalla texture del fondo riproducendo le tecniche antiche e tenendo conto delle ferite del tempo; poi disegno sopra il primo strato e coloro direttamente con le terre e le polveri pure fino ad ottenere lo strato finale che rappresenta il muro antico arrivato nel presente. Dopo la prima realizzazione casalinga, su richiesta di mia moglie, ho provato a fare qualche lavoro da mostrare e nel dicembre del 2016 sono stato invitato dal ristorante Piccola Osteria del Borgo a partecipare ad un’asta artistica per beneficenza con una mia opera, che è stata la più gettonata. È stata una soddisfazione che mi ha fatto capire che potevo puntare alle stelle, dopo avere provato le stalle della crisi».

E così hai aperto uno studio d’arte nella città d’arte…

«Inizialmente il mio laboratorio era la taverna di casa, poi un anno fa ho aperto lo studio con laboratorio nel borgo di Dozza, in via De Amicis 37. Nel corso dell’anno ho partecipato ad una estemporanea e diversi eventi organizzati dalla Pro Loco del paese e dalla Fondazione Dozza Città d’Arte. Ho preso parte anche alla Biennale del Muro Dipinto come assistente tecnico per gli artisti selezionati per due opere a Toscanella. Lì ho conosciuto il professor Marco Lazzarato, docente di ornati presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, che ha apprezzato il mio lavoro e mi ha invitato a seguire i suoi insegnamenti; con lui ho scoperto le geometrie, uno stile artistico che fa letteralmente vibrare le mie pupille, ed anche diverse correnti artistiche decorative come l’arte celtica con le trecce, quella romana e greca ricche di geometrie pure, ma anche l’islamica ed altre grandi correnti antiche, anche floreali».

Dunque oggi la tua strada è puramente artistica?

«Accanto alle mie opere ho ricominciato a trattare i muri, ma per lo più come decoratore, portando la mia arte ma anche solo la mia manualità direttamente sui muri. Arte, del resto, è per me tramandare tecniche e conoscenze nel tempo, ora mi sento in grado di definirmi un artista ma con tanta strada ancora da fare».

mi.mo

Nella foto: Giuseppe Giaquinta con alcune sue opere nello studio a Dozza

Da imbianchino ad artista, i muri antichi rinascono sulle tavole del dozzese Giuseppe Giaquinta

Ozzano sul grande schermo grazie a “Gli asteroidi' del regista Germano Maccioni

La crisi economica ha svuotato i capannoni e il futuro di Pietro e Ivan, due diciannovenni di provincia in conflitto con un mondo del quale non si sentono parte e “costretti” a vivere di furti. Ma per quanto possa essere difficile la vita, una minaccia più grande può sempre essere dietro l”angolo: un grande asteroide in procinto di passare vicino alla Terra, così vicino che potrebbe distruggere l”intero pianeta e le stesse vite di Ivan e Pietro…

Fortunatamente si tratta della trama del film “Gli asteroidi” che il regista ozzanese Germano Maccioni ha girato in parte nel proprio comune e che l”Amministrazione in collaborazione con il Circolo Arci Ozzano ha deciso di proiettare domani sera (martedì) 6 marzo alle 21 presso la Sala Primavera di corso Garibaldi 36 (biglietto unico 5 euro).

“Perchè questo film – spiega il sindaco Luca Lelli -? Per due buoni motivi: primo perchè si tratta del primo lungometraggio diretto da un nostro concittadino, Germano Maccioni, e secondo perchè gran parte del film è stato girato sul nostro territorio nell”estate del 2016. E poi si tratta di un ottimo film”.

Al termine della proiezione ci sarà un incontro con lo stesso regista Germano Maccioni presente in sala, che racconterà la sua opera prima dalla nascita alla nomination come miglior film guadagnata al Festival di Locarno. Una curiosità: la colonna sonora del film è firmata da Lo Stato Sociale, gruppo bolognese arrivato secondo all”ultimo Festival di Sanremo.

r.c.

Nella foto: il magazzino ex Buton di Ozzano dove sono state girate alcune scene del film

Ozzano sul grande schermo grazie a “Gli asteroidi' del regista Germano Maccioni

«Genitori digitali», incontro al Centro civico di Osteria Grande

Domani sera, alle 20.30, presso il Centro civico di Osteria Grande (via Broccoli 40) è in programma «Genitori digitali», un incontro che prosegue il percorso sull’uso consapevole delle tecnologie e sulla prevenzione del cyberbullismo, intrapreso nelle precedenti edizioni della rassegna.

L”appuntamento rientra, infatti, nel ciclo di incontri «Genitori e figli: istruzioni per l’uso», organizzato dall’amministrazione comunale per aiutare i genitori a comprendere le fasi di crescita, riconoscere i disagi e supportare i propri figli nei rischi che possono incontrare nelle relazioni quotidiane e sulla rete, per una genitorialità consapevole.

r.c.

Foto tratta dalla sito del Comune di Castel San Pietro Terme

«Genitori digitali», incontro al Centro civico di Osteria Grande

Rassegna Auser: domani si parla di Margherita Sarfatti, la donna che inventò il Duce

Nuovo incontro della rassegna gratuita Miscellanea, organizzata dall”Auser: domani, dalle ore 14.30 (sala conferenze del Cidra, via Fratelli Bandiera 23), Liliana Vivoli affronterà il tema Margherita Sarfatti, la donna che inventò il Duce per conoscere un aspetto della storia del XX secolo poco noto ai più, ovvero la vita avventurosa della coltissima e influente intellettuale veneziana, di origini ebree, che fu amante e consigliera politica di Mussolini nella sua ascesa al potere.

r.c.

Nella foto: Margherita Sarfatti

Rassegna Auser: domani si parla di Margherita Sarfatti, la donna che inventò il Duce

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