Cronaca

Cronaca 24 Marzo 2018

“Salviamo la montagna' piantando le tamerici, i volontari cominciano con le talee

Le associazioni venatorie delle vallate del Sillaro e dell’Idice ed Ekoclub International organizzano la 16ª edizione di Salviamo la montagna, la lodevole iniziativa di contrasto al disboscamento e per la tutela delle colline castellane, lungo la vallata del Sillaro e il torrente Quaderna, che vede la collaborazione di Comune, scuole e bocciofila di Osteria Grande.

Mercoledì 28 marzo decine di volontari si ritroveranno per mettere a dimora 15 mila piantine di tamerici che, oltre ad aumentare la superficie boscosa, sono particolarmente adatte a prevenire frane e smottamenti grazie allo sviluppo delle loro radici.

L”appuntamento. All’appuntamento sono invitati tutti i cittadini che desiderano contribuire alla difesa dell’ambiente. Il 28 marzo, volontari e studenti della scuola media Fratelli Pizzigotti di Castel San Pietro si incontreranno alle ore 8 nel piazzale della scuola in viale XVII Aprile e, dalle ore 8.30, opereranno nella vallata del Sillaro; in contemporanea un altro gruppo con volontari e alunni della scuola primaria Serotti partirà dalla bocciofila di Osteria Grande, in viale Broccoli 60, e metterà a dimora le tamerici lungo il torrente Quaderna. Alle ore 11 i due gruppi si ritroveranno alla bocciofila di Osteria Grande, dove saranno presenti il sindaco Fausto Tinti e l’assessore all’Ambiente, Tomas Cenni.Negli anni scorsi l’iniziativa ha registrato la partecipazione di oltre 200 volontari e simpatizzanti.

Per preparare la piantumazione, i volontari si incontreranno già domani (domenica 25 marzo) alle ore 7, presso il campo di addestramento cani Valquaderna, sopra Palesio in via San Giorgio, per la potatura delle tamerici e la preparazione delle talee. Chi desidera, può partecipare anche a questa iniziativa, che si concluderà alle ore 12 con una «sbraciolata» per i volontari.

La manifestazione è sostenuta anche dall’associazione Squadra cinghialai di Osteria Grande e dalla ditta Fratelli Farnè di Castel San Pietro.

Per informazioni e adesioni: tel. 051/943132 oppure 334/3377224 (Aldo Brusa); tel. 051/946216 oppure 338/3124336 (Giulio Dall’Olio); 338/8522410 (Claudio Nanetti).

r.c.

Nella foto: un momento dalla passata edizione della manifestazione

“Salviamo la montagna' piantando le tamerici, i volontari cominciano con le talee
Cronaca 24 Marzo 2018

A Spazzate Sassatelli una lapide in ricordo dei combattenti per la libertà dal nazifascimo

Una lapide in ricordo dei combattenti per la libertà e dei partigiani del luogo caduti durante la lotta di liberazione dal nazifascismo verrà inaugurata domani, domenica 25 marzo, alle ore 10.30 a Spazzate Sassatelli, nell’area ex scuole comunali, su iniziativa delle sezioni Anpi di Imola e Sesto Imolese.

Un forte movimento di lotta si sviluppò nella campagna della«bassa», attorno agli abitati di Sasso Morelli, Sesto Imolese, Balia, Osteriola e, appunto, Spazzate Sassatelli, dove erano organizzati più di un migliaio di braccianti tra uomini e donne, affiancati dalla quasi totalità dei contadini.Godevano dell’appoggio del Clned erano protetti da nuclei armati di partigiani suddivisi nei Gape nelle Sap, soprattutto queste ultime operavano nella zona.Tra i braccianti e i contadini non spiccavano nomi prestigiosi di capi, eppure coloro che guidavano il movimento erano riusciti a convincere la gente, facendola partecipe in prima persona nelle vicende della lotta armata contro i fascisti e gli occupanti tedeschi:evidentemente erano ancora vivi i ricordi delle lotte politiche e sindacali dei tempi del socialismo di Andrea Costa ed era attiva e operante una certa organizzazione clandestina comunista, che godeva dell’appoggio e della protezione di gran parte della popolazione.Questa pressoché compatta appoggiava la Resistenza e vi erano anche alcune giovani e giovanissime ragazze che, in qualità di staffette, tenevano legate le file dell’organizzazione clandestina e,con un coraggio e un’abnegazione incredibili, pedalavano lungo la via San Vitale, il Correcchio,la Gambellara, la Rondanina o scarpinavano in mezzo alle cavedagne per portare messaggi,stampa clandestina e armi.

Si compivano opere di sabotaggio,ad esempio cercando di impedire che il raccolto del grano finisse alle armate tedesche, come avvenne nell’estate del 1944, oppure i sabotaggi alle linee di comunicazione,o si affrontavano in rapide e cruenti sparatorie i militi fascisti ed i soldati tedeschi, e così via.

Tra le cose da ricordare c’è la lunga trafila messa in atto per nascondere una macchina tipografica con la quale si stampavano volantini e copie del giornale l’Unità clandestinamente. Era chiamata «pedalina» per la sua forma e i nazifascisti, che ben ne conoscevano l’esistenza,la cercarono assiduamente, tanto che parecchi patrioti persero la vita per nasconderla, torturati e fucilati, ma la stampatrice non fumai trovata: fu spesso spostata e fu nascosta anche nel territorio di Spazzate Sassatelli, dove anche due partigiani del luogo (che l”avevano nascosta) furono uccisi.

La lapide che viene inaugurata ricorda proprio in particolare tre caduti partigiani del territorio di Spazzate Sassatelli. Amedeo Marchi, bracciante, militava nelle Sap, ma purtroppo il 14 luglio 1944 i fascisti della Brigata Nera lo prelevarono dalla sua abitazione e lo uccisero a colpi di mitra. Gli altri due, sempre delle Sap, avevano contribuito a salvare la «pedalina» scavando una buca sotto un pagliaio e lì fu salva, ma i due purtroppo persero la vita. Leonida Passerini venne catturato il 14 aprile 1945 da tedeschi in fuga e in seguito fucilato: era stato soccorso dal partigiano sappista Giuseppe Tinarelli, fucilato anch’egli assieme al primo.

r.c.

Nella foto un”immagine della “pedalina”, oggi a Conselice un monumento la celebra come simbolo della lotta per la libertà di stampa contro ogni censura e dittatura

A Spazzate Sassatelli una lapide in ricordo dei combattenti per la libertà dal nazifascimo
Cronaca 24 Marzo 2018

Alla scoperta de «Il Cammino degli Sterpi» nel basso appennino bolognese

Ritorna il bel tempo e anche la voglia di camminare. Domani, domenica 25 marzo, la sezione imolese del Cai propone un”escursione nel «Basso Appennino Bolognese», più precisamente nel «Cammino degli Sterpi» del Parco di Montovolo.

Si toccheranno le località Riola di Vergato, La Scola, Ca Dorè, Poggiolino, Predolo, Gli Sterpi, Santuario di Montovolo. La partenza è fissata alle ore 8 dal parcheggio della Bocciofila in viale Saffi, con ritrovo alle ore 7.50. La camminata offre interessanti spunti, sia di tipo ambientale che storico. Durata 5 ore, dislivello 700 metri. L’accompagnatore è Maurizio (tel. 338-6552686).

r.c.

Nella foto un”escursione del Cai di Imola (dalla Pagina Facebook)

Alla scoperta de «Il Cammino degli Sterpi» nel basso appennino bolognese
Cronaca 23 Marzo 2018

Buche sulle strade dopo il maltempo, un milione di euro per ripararle

La neve e la pioggia di marzo si sono portate dietro uno strascico di disagi. Tanto per dare qualche numero, per far fronte a neve e ghiaccio sono state stese circa 150 tonnellate di sale che, sommate all’attività degli spazzaneve, hanno fatto lievitare il conto per il solo Comune di Imola a 171 mila euro.

Sciolta la neve, è iniziata la conta dei danni, a partire dalle buche stradali. «La combinazione di acqua, sale, neve e ghiaccio ha avuto effetti negativi soprattutto nelle strade che hanno una pavimentazione non più nuova e al confine tra i rappezzi e il vecchio manto, dove la “cucitura” è più fragile» spiega Armando Marchi dell’area Infrastrutture di Area Blu, che si occupa della manutenzione stradale di Imola. La società, tra l’altro, aveva chiesto ai cittadini tramite il proprio sito internet di avvisare della presenza di buche e sono arrivate un centinaio di segnalazioni.

Per il momento, considerato anche il maltempo persistente, gli interventi si sono limitati alla «chiusura delle buche con asfalto a freddo – dettaglia Marchi -. In alcuni punti abbiamo usato del materiale che dovrebbe garantire una durata di circa due anni, in altri è stato fatto solo un intervento tampone. Complessivamente, abbiamo già chiuso l’80% delle buche per una spesa di circa 30 mila euro».

Detto questo, Area Blu si è attivata per inviare alla Protezione civile una prima stima dei danni che servirà alla Regione per chiedere il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale. Tra buche, avvallamenti, fessurazioni, scubettature e ragnatele, gli interventi da fare sono stati divisi in tre filoni, via via più profondi e costosi. Complessivamente, «abbiamo stimato una spesa complessiva di 1 milione e 100 mila euro» dice Marchi.

I dettagli di strade e interventi sono su “sabato sera” del 22 marzo.

gi.gi.

Nella foto: buca evidente su via Emilia

Buche sulle strade dopo il maltempo, un milione di euro per ripararle
Cronaca 23 Marzo 2018

Vite da discarica, chi sono e cosa succederà agli addetti che lavorano nella Tre Monti

Nella vicenda della discarica Tre Monti gli unici finora a non aver avuto voce in capitolo sono stati coloro che ci lavorano. Anzi, ci lavoravano fino a qualche settimana fa, quando la sentenza del Tar del 10 gennaio scorso ha di fatto bloccato le attività di conferimento. Flavio Zoso, Avram Sirca e Dragutin Lekic sono tra i 12 addetti della modenese Discariche società consortile, aggiudicataria dell’appalto, con scadenza alla fine del 2019, per le attività di messa a dimora dei rifiuti e di controllo del percolato e biogas, attività quest’ultima che sta proseguendo e che fino a inizio aprile impegnerà solo due dei 12 addetti. Poi subentrerà personale di Herambiente.

Flavio e i suoi colleghi, invece, erano coloro che, sulle ruspe, avevano il compito di sistemare i rifiuti in arrivo, secondo le direttive del Piano di gestione operativa, formando strati sovrapposti e compattati. «Dovevamo sistemare i mucchi di rifiuti, metterli in sicurezza e sagomare le sponde come da progetto – racconta Zoso -. Inoltre, a mano, mettevamo i pozzetti, di rete, con al centro le tubazioni per il recupero del biogas. Ogni sera dovevamo poi coprire i rifiuti arrivati quel giorno con teli a carbone attivo per abbattere gli odori e con terreno sulle fasce laterali e sulle sponde».

Un lavoro di certo non per nasi fini, letteralmente in mezzo a tonnellate di spazzatura maleodorante, su due turni, dalle 6 alle 17, sei giorni alla settimana, per anni. Circa venti, per l’esattezza, quelli che Flavio ha passato in discarica, 16 quelli che invece ha all’attivo Avram, 12 Dragutin. E se, nel tempo lo scenario e le mansioni sono rimasti gli stessi, a cambiare in modo vorticoso sono state le società per cui hanno lavorato. Ben sette nell’arco degli ultimi 15 anni: «Eco veneta – elencano – Eco veneta assieme a Cmi Imola, Cmi Imola da sola, Sogliano Rubicone, Lombardi ecologica (fallita nel 2012), Ram (fallita del 2014) e infine la Discariche di Modena». I lavoratori sono passati da una all’altra, come pacchi. Prendere o lasciare. Ogni passaggio, però, azzerava gli scatti di anzianità, spezzava la continuità contributiva, senza contare gli effetti collaterali imprevisti, come, da ultimo, una contesa non ancora conclusa sul Tfr, che la Lombardi ecologica sostiene di aver regolarmente versato e che invece i lavoratori dicono di non aver mai ricevuto.

Un lavoro, insomma, poco invidiabile, per un salario di circa 1.300 euro al mese. In quanti sarebbero disposti a farlo? Per loro, invece, quel lavoro era tutto e il periodo di incertezza che si è aperto dopo il 10 gennaio, in attesa che il Consiglio di Stato si pronunci sul ricorso presentato il 5 marzo dalla Regione Emilia Romagna, rischia di diventare l’anticamera della disperazione: il licenziamento collettivo, niente lavoro e zero prospettive, a parte quella di diventare, ironia della sorte, rifiuti sociali, manodopera che nessuno vuole più.

«Ho 62 anni – dice Zoso nessuno è disposto ad assumere una persona della mia età, anche se ho esperienza. Sono solo, ma devo comunque pagare l’affitto e le rate della macchina, che mi serve, perché abito in vallata, in una zona fuori mano. Visto che mi mancano cinque anni alla pensione, ho provato anche a vedere se potevo richiedere l’Ape sociale, ma posso fare domanda solo fra due anni, allo scadere dell’indennità di disoccupazione e non è detto che fra due anni questa possibilità, per ora provvisoria, venga confermata anche dai prossimi Governi. Capisco far chiudere la discarica se ci fossero stati pericoli per la salute. Noi che lavoriamo lì da anni non abbiamo problemi. Ma chiuderla perché altrimenti si rovina il paesaggio… Devo dire un bel grazie alle persone e ai comitati che hanno fatto chiudere la discarica – aggiunge ironico -. Lo scriva che adesso lo stipendio dovrebbero essere loro a darcelo».

Su “sabato sera” del 22 marzo le storie di Avram Sirca e Dragutin Lekic, arrivati in Italia in cerca di un futuro migliore.

lo.mi.

Nella foto: un mezzo operativo alla discarica Tre Monti prima della chiusura

Vite da discarica, chi sono e cosa succederà agli addetti che lavorano nella Tre Monti
Cronaca 22 Marzo 2018

Gelo primaverile, nella notte delle campagne il rumore delle ventole anti-brina

Contro il gelo primaverile di questi giorni, quando soprattutto alla sera e al mattino presto le temperature sono tanto basse da mettere a rischio le piante da frutto che avevano già iniziato a fiorire, e di conseguenza la produzione agricola, in campagna sono diverse le misure anti-gelo ed anti-brina che i coltivatori adottano per salvaguardare le proprie piante.

Un metodo che sta diffondendosi sempre più è quello delle ventole, vere e proprie torri alte fino a 11 metri che, grazie a ventole a due o tre pale, mitigano la temperatura al suolo mischiando l”aria fredda bassa a quella più calda che si trova più in alto.

“La differenza di temperatura tra il suolo e i 14 metri di altezza (la misura raggiunta dalla torre più le pale della ventola che arrivano a 3 metri) può essere anche di 3 o 4 gradi” racconta Samuele Zanotti dell”omonima azienda agricola di Casola Canina, nell”imolese, e ha scelto questa soluzione da un paio di anni. “Si tratta di un investimento costoso, perché serve una torre ogni tre ettari di frutteto – precisa Zanotti -, e costano 14 mila euro l”una se usate, anche il doppio se nuove, ma è una soluzione fondamentale contro le gelate primaverili”. Oltre alla ventola in sè, che funziona con un motore diesel alquanto potente e rumoroso, come hanno potuto constatare in queste notti di gelate coloro che abitano nelle zone di campagna, è necessario costruire anche un basamento fisso in calcestruzzo per fissarle.

Altre soluzioni sono i fuochi controllati ma vengono utilizzate per riscaldare le piante non troppo alte, come le viti – racconta Marco Poggi dell”azienda agricola Poggi di Imola – oppure su usa l”irrigazione a ghiaccio, che permette di congelare il fiore al fine di controllare la temperatura a zero gradi anziché farla bruciare da un freddo più intenso, come meno tre, quattro gradi. Quest”ultima modalità non l”ho mai sperimentata però l”ho vista utilizzare”.

Detto ciò, non mancano poi anche le assicurazioni contro i danni da gelo, che tutelano gli agricoltori contro le perdite economiche causate dal maltempo primaverile particolarmente pazzerello come quello di quest”anno.

mi.mo.

Nella foto un esempio di ventola anti-brina (AgriExpo)

Gelo primaverile, nella notte delle campagne il rumore delle ventole anti-brina
Cronaca 22 Marzo 2018

Rubano due pulmini dell'Atletica Imola per compiere un furto nel bar di Faenza

Nella notte tra lunedì e martedì qualcuno ha forzato l”ingresso della società sportiva Atletica Imola, che ha sede all”interno dello stadio Romeo Galli, e si è introdotto negli uffici con l”intento di “ripulirli”. A prima vista si potrebbe dire per un ben magro bottino: a sparire, secondo quanto raccontato dalla stessa società sportiva, sono stati solo 130 euro in contanti, proventi di alcune iscrizioni. Da un controllo più accurato, però, sono risultati  mancare all”appello anche i due pulmini della società sportiva, marchiati sulla fiancata Atletica Imola Sacmi Avis le cui chiavi erano conservate negli uffici.

Uno dei due mezzi, tra l”altro, è stato già ritrovato il giorno successivo, mercoledì, sulle colline faentine, in pessimo stato. I ladri l”avevano utilizzato come ariete per compiere un altro reato: sfondare la vetrata e derubare il bar Sporting di via Oberdan, nella città manfreda.

Manca ancora all”appello il secondo pulmino. “Chi lo avvistasse è pregato di contattare le forze dell”ordine” chiedono dalla società sportiva, si tratta di “un Citroen grigio targato AF545ZR e con le grafiche dell”Atletica Imola Sacmi Avis sulle fiancate”.

Ad occuparsi del caso sono il Commissariato di Imola, per quanto riguarda il furto ai danni dell”Atletica Imola, e le forze dell”ordine faentine per il colpo al bar.

L”Atletica Imola sta pensando anche di avviare “una raccolta di fondi per comprare un altro pulmino, molto importante per le attività sportive della società”, fa sapere il presidente Massimo Cavini.

mi.mo

Nelle foto: la spaccata al bar Sportin di Faenza e il pulmino dell”Atletica Imola

Rubano due pulmini dell'Atletica Imola per compiere un furto nel bar di Faenza
Cronaca 22 Marzo 2018

RappOrti, per appassionati o semplici curiosi, per imparare a fare l'orto

RappOrti, ovvero cinque incontri per imparare a fare l’orto o tenere il giardino. Un’idea quantomai d’attualità vista la primavera alle porte. Un corso originale organizzato dal Comune di Imola all’interno del percorso di partecipazione ImolaRipartecipa. “Tutti possono partecipare, sia ortisti di professione che persone incuriosite dal tema, senza necessità di iscrizione ed è completamente gratuito, con lezioni frontali ma anche scambio di idee e valorizzazione di buone pratiche locali”.  

Per tutti gli incontri la sede sarà il centro sociale Orti Bel Poggio, in via Bel Poggio 1/e (dietro l’ospedale nuovo). La prima lezione è in calendario per domani venerdì 23 marzo dalle ore 18.30 alle 19.30 il taglio è generale con Monia Guarino, dell”associazione Principi Attivi, per inquadrare tematiche meno comuni: una carrellata sui diversi tipi di orto (orto, orto-giardino, orto di comunità, orto diffuso, verticale, eccetera). 

Gli incontri di giovedì 29 marzo, e 5 e 12 aprile si svolgeranno invece dalle ore 20.30 alle 22 e avranno un taglio tecnico e operativo: il terreno, lavorazione e sistemazione superficiale, esigenze nutritive e fertilità, concimazione e pacciamatura. Le piante, scelta e semina, trapianto e strutture di allevamento, protezione e interventi irrigui. La cura, avversità delle piante ortive, antagonisti naturali, provvedimenti di prevenzione e difesa ecocompatibili. L’incontro conclusivo di giovedì 19 aprile sarà un’occasione “aperta” a tutti per poter condividere esperienze e in generale strumenti, spunti e idee in cui verrà anche affrontato il tema delle diverse innovazioni (coltivazione biologica, biodinamica, sinergica); un’occasione “aperta” a tutti, anche a chi non potrà essere presente agli incontri, si potrà infatti partecipare segnalando buone pratiche proprie o di altri (presenti nel territorio imolese) così da contribuire all’expo finale.

A guidare gli incontri Francesco Tinarelli, Pietro Martelli, Aldo Pollini e Davide Zaniboni dell’Associazione periti agrari ex allievi dell’Istituto agrario Scarabelli di Imola.

Nel 2016 il Comune ha approvato la delibera che modifica il Regolamento per la gestione degli orti per anziani fissando una quota non inferiore al 5 per cento dei lotti a disposizione nel territorio comunale a cittadini di età compresa tra i 18 ed i 55 anni non compiuti. Un’apertura che ha consentito di assegnare ben 40 orti comunali a giovani e famiglie. “RappOrti vuole offrire un sostegno formativo a questi nuovi coltivatori e un’occasione di aggiornamento per gli ortisti più navigati facendo conoscere loro anche nuove tecniche di coltivazione e di tutela biologica” dicono dal Comune.

r.c.

RappOrti, per appassionati o semplici curiosi, per imparare a fare l'orto
Cronaca 22 Marzo 2018

Il circolo Arci di Castel Guelfo compie gli anni, ponte tra memoria e generazioni

I festeggiamenti per il sessantesimo compleanno del circolo Arci mostrano un’associazione piena di vita, che propone iniziative che coinvolgono persone di tutte le età e a volte le fanno dialogare in modo sorprendente. Il momento principale delle celebrazioni sarà venerdì 23 marzo, alle ore 20.30, presso la sede di viale 2 Giugno 6, quando avrà luogo un incontro pubblico organizzato per l’occasione.

Il programma completo, le motivazioni che l’hanno fatto nascere e altre notizie sull’associazione si possono leggere sul supplemento al numero 11 di “sabato sera” del 22 marzo 2018, dedicato completamente a questo tema. Il pezzo forte della festa sarà un incontro su “L’eccidio nazista di Pradellino di Casteld’Aiano, Storia, vicende e testimonianze di Sisto Benassi raccolte da Patrik Fontana”, durante il quale, oltre ai protagonisti, interverranno Ruggero Morini (presidente dell”Arci Castel Guelfo), Paolo Bernardi (presidente della Cooperativa Bacchilega), Bruno Solaroli (presidente Anpi Imola) e Davide Cerè (storico e consigliere Aned). Il motivo di questo particolare argomento è dovuto al fatto che Sisto Benassi,originario della frazione di Pradellino, vive a Castel Guelfo con la famiglia ormai da molti anni ed è stato testimone dell’eccidio perpetrato dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale. Il desiderio di conoscere qualcosa di più delle generazioni che l’hanno preceduto ha dato motivazione al giovane Patrik Fontana per intervistare l’anziano Sisto.

r.c.

Nella foto Sisto Benassi, Ruggero Morini e Patrik Fontana 

Il circolo Arci di Castel Guelfo compie gli anni, ponte tra memoria e generazioni
Cronaca 22 Marzo 2018

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

Oggi esce in edicola il nuovo numero di “sabato sera”: ecco un breve riassunto di ciò che troverete in prima pagina.

I mutamenti climatici causeranno nei prossimi decenni un forte aumento del fabbisogno irriguo delle colture agricole, tanto che serviranno delle vere e proprie “banche d”acqua” per i periodi di maggiore siccità.

Strade: dopo il maltempo, le buche. Per ripararle servirà oltre un milione di euro. Ma come chiedere risarcimento per gomme e ruote danneggiate? Le risposte in edicola.

Basta la salute, meglio se dimezzando il sale: come riuscirci in cinque mosse!

A Castello è operativo il nuovo Campus creato da Crif per 130 dipendenti; a Medicina si rinnovano le reti di acqua, gas e fogne; a Imola licenziamento imminente per 12 addetti della discarica.

Nel weekend tanto e grande sport: l”Imolese gioca gratis, nel basket partita dell”anno con il Firenzuola dove chi vince è primo; in scena anche le due ruote, quelle lente, con le Strade Bianche.

Per i meno sportivi, invece, tutto ma proprio tutto quello che c”è da fare fra enogastronomia, musica, arte e spettacoli. C”è pure Stefano Accorsi in città, impegnato al teatro Ebe Stignani!

Ma occhio che nella notte di domenica torna l”ora legale e le lancette dell”orologio vanno spostate avanti di un”ora.

Sabato Sera, questa settimana in Prima Pagina

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