Cronaca

Cronaca 7 Aprile 2018

Il Comune di Dozza «guarda» a Solaris per alloggi Erp e mensa

Due nuovi soci in vista per Solaris Srl, la società in house che attualmente gestisce vari servizi per conto di Castel San Pietro (socio di maggioranza con il 70% delle quote) e Ozzano Emilia (30%). Il Comune di Monterenzio vi ha già affidato la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) da inizio aprile, mentre Dozza ha iniziato il percorso per valutare la partecipazione del Comune in Solaris per passargli la gestione degli alloggi Erp e delle mense scolastiche.

La Giunta di recente ha approvato «l’atto di indirizzo per la predisposizione di un progetto inerente la partecipazione in Solaris Srl». L’anno scorso, infatti, l’ente locale aveva rescisso la convenzione con Acer (rinnovata peraltro nel 2015 dall’attuale Giunta), che da anni si occupa di un patrimonio non indifferente, che include 65 appartamenti sparsi tra via Amendola, via Bachelet, via Bassetta e via Marconi nella frazione di Toscanella e, per quanto riguarda il capoluogo, tra via Calanco, piazza Carducci e via De Amicis, più 32 autorimesse e 5 posti auto. Il recesso diventerà effettivo dal 1° agosto del 2018. «Non siamo contenti della gestione di Acer, che ha un patrimonio di molti alloggi e, forse anche per questo, c’è molta inerzia, sia nelle risposte agli inquilini, sia nel livello di attenzione per le manutenzioni, ma anche nella gestione della morosità. La dimensione di Solaris, più piccola rispetto ad Acer, ci convince di più e, una volta visto il progetto, decideremo» aveva motivato il sindaco dozzese, Luca Albertazzi.

Da notare che nel 2007, al momento della costituzione di Solaris, i Comuni di Medicina e Castel Guelfo scelsero di rescindere la convenzione che avevano con l’Istituzione dei servizi sociali castellana per la gestione associata della refezione scolastica e delle mense comunali. Soltanto Dozza, al contrario, per un paio di anni aveva mantenuto in essere la convenzione delegando a Solaris i servizi di mensa e gestione degli appartamenti protetti destinati agli anziani. Poi il passaggio ad Acer con l’allora sindaco Antonio Borghi. Esigenze opposte, dunque. «Ben vengano nuovi ingressi. E’ il riconoscimento che la società funziona e lavora bene» commenta il sindaco ozzanese Luca Lelli. Stessi toni dal collega castellano Fausto Tinti. «Con Solaris abbiamo migliorato la qualità dei servizi e ridotto i costi – dice -. Non è una società nata per fare utili, semmai reinveste gli utili in interventi di manutenzione. Questo potenziamento è il riconoscimento del valore di questa società, ora dobbiamo chiederci se in futuro Solaris debba o meno crescere ancora. Di sicuro, non cerchiamo soci privati».

Per quanto riguarda i prossimi passi, nel giro di un mesetto si potrebbe già arrivare alla definizione dell’ingresso dei due nuovi soci. Bocche cucite al momento sulla percentuale delle quote che sarà in capo a ogni ente locale. Ad oggi, la strada più probabile dovrebbe essere quella di un aumento di capitale piuttosto che quella ventilata inizialmente di cessione di quote. Per quanto riguarda la mensa, la cucina castellana di via Remo Tosi non dovrebbe avere problemi ad aggiungere alla produzione dei 352 mila pasti per Castel San Pietro e 155 mila per Ozzano anche quelli per Monterenzio, mentre per Dozza bisognerà pensare ad un’altra soluzione che preveda la preparazione ad opera di terzi (attualmente i dozzesi si affidano alla veneta Serenissima).

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: la sede di Solaris a Castel San Pietro

Il Comune di Dozza «guarda» a Solaris per alloggi Erp e mensa
Cronaca 7 Aprile 2018

Modifiche alla viabilità e al trasporto pubblico a Bologna per il disinnesco di un ordigno bellico

Oltre novemila persone fuori casa, modifiche alla viabilità e ai trasporti pubblici, bus e treni, anche l”aeroporto subirà qualche limitazione. A Bologna giornata complicata domani, domenica 8 aprile. A partire dalle ore 9, sono previste le operazioni di disinnesco di un ordigno bellico risalente al Secondo conflitto mondiale del peso di 500 libbre in cattivo stato di conservazione. E” stato trovato tra le vie Zanardi e Bovi Campeggi, nelle vicinanze del sottopasso ferroviario, in un terreno privato. Il disinnesco avverrà mediante dispolettamento sul luogo del ritrovamento e successivo trasporto nella cava I Laghi a Pianoro) per procedere al brillamento. 

I residenti che dovranno allontanarsi da casa sin dalle ore 8.15 sono 9.401, per un totale di 5.694 famiglie, di cui 1.270 over 75. Dovranno lasciare le abitazioni e comunque la zona fino al termine delle operazioni. La danger zone ha un raggio lineare di 800 metri dal luogo in cui è ubicata la bomba, interessa parte dei quartieri Navile e Porto-Saragozza. Sono stati allestiti anche sei punti di accoglienza (tre nel quartiere Navile e tre nel quartiere Porto-Saragozza) accessibili dalle ore 7 di domenica 8 aprile e fino a cessate esigenze.

Per le auto sono stati definiti dei percorsi alternativi consigliati nell’area interessata dall’operazione: per chi proviene dalla zona est della città, si consiglia di percorrere: in direzione nord, viale Berti Pichat e via Stalingrado e, in direzione sud o ovest, viale Gozzadini, viale Panzacchi, viale Aldini, viale Pepoli, viale Vicini e via Saffi; invece per chi proviene dalla zona ovest della città si consiglia di percorrere: in direzione nord, via Prati di Caprara, rotonda Granatieri di Sardegna, sottopasso Sabena, rotonda Battaglione Pistoia, via Terracini, rotonda Guidi, via Terracini, via Zanardi, via della Grazia, via Gagarin, via Gobetti, via Fioravanti, via Tibaldi, via Donato Creti e, in direzione sud o est, via Sabotino, viale Vicini, viale Carlo Pepoli, viale Aldini, viale Panzacchi e viale Gozzadini. Dai parcheggi Tanari e dal Nuovo Parcheggio Stazione in via Fioravanti le auto potranno essere ritirate entro le 8 o, in alternativa, dopo la conclusione delle operazioni e la riapertura della viabilità.

Anche le linee di trasporto urbano subiranno delle deviazioni consultabili sul sito Tper. La circolazione dei treni sarà parzialmente sospesa, i treni regionali diretti o provenienti da Piacenza, Verona, Padova, Porretta e Vignola effettueranno fermate alternative con un servizio autobus di collegamento. La stazione sotterranea di Bologna invece non sarà interessata pertanto il traffico Alta Velocità non subirà modifiche. Tutte le informazioni saranno disponibili nelle stazioni, sui siti di Trenitalia, Rfi e FSNews e sul sito dell”Aeroporto Marconi.

La comunicazione della conclusione delle operazioni verrà data direttamente ai cittadini e sul sito Iperbole o richiedendo notizie alla Centrale Radio operativa della polizia punicipale al tel.051/266626.

r.c.

Nella foto la bomba d”aereo dal sito web del Comune di Bologna

Modifiche alla viabilità e al trasporto pubblico a Bologna per il disinnesco di un ordigno bellico
Cronaca 7 Aprile 2018

La lunga storia del lino, dal tessuto fino al piatto. Appuntamento oggi alla Tenuta Nasano

Il lino, antichissima fibra tessile un tempo diffusa anche nelle nostre campagne, sarà protagonista della nuova iniziativa a tema organizzata dal gruppo «Arcord dla campagna» e dall’azienda agrituristica Gardi Bertoni – Tenuta Nasano, in via Rilone. Oggi la formula sarà simile a quella dello scorso anno, quando la regina, in campo e sulla tavola, è stata l’ortica.

Il programma in questo caso prevede, dalle ore 16.30, la ricerca di erbe spontanee in compagnia di Luciana Mazzotti, conoscitrice di tutti i segreti delle erbe di campo. A seguire, Mario Scalorbi esperto di tessitura al telaio, mostrerà le fasi di lavorazione del filato. Il pomeriggio proseguirà poi alle ore 19.30 con la cena a cura di Lea Gardi, che proporrà un menù a base di erbe di campo come cicerchia, ortica, borragine e lassana, con qualche tocco di semi di lino. «Il lino selvatico – racconta Luciana Mazzotti – cresce vicino ai corsi d’acqua. Le foglie sono strette e lanceolate, simili a quelle della pianta di santoreggia, mentre lo stelo di solito arriva a 30 o 40 centimetri. Si fa un po’ fatica a riconoscerlo. Molto più facile, invece, è distinguerlo quando fiorisce, perché è caratterizzato da bei fiorellini azzurri, a cinque petali».

Il lino può essere considerato la più antica tra le fibre tessili usate dall’uomo. Gli egizi lo consideravano simbolo di purezza e lo utilizzavano anche per ricavare le bende in cui avvolgevano le mummie. Nel Medioevo cominciarono a sostituire parte dell’uovo, allora usato nella composizione delle tempere, con l’olio di lino cotto, fatto decantare al sole, per rendere i colori più brillanti. L’acqua di lino veniva bevuta per mantenersi in buona salute, mentre i semi sono stati spesso usati come rimedi della nonna; l’olio di lino è consigliato come antinfiammatorio ed emolliente. «Il tessuto – spiega il medicinese Mario Scalorbi – si ricava dal fusto del “linum usitatissimum”. In agronomia questa pianta è considerata una coltura miglioratrice del terreno, perché dopo la raccolta lo lascia in ottime condizioni di sofficità e drenaggio. Il ciclo di crescita è breve, circa cento giorni. Si semina tra la metà di marzo e la metà di aprile. La fioritura avviene tra giugno e luglio e si raccoglie a fine luglio. Il tessuto di lino ha numerosi vantaggi perché ha un’elevata capacità di assorbire l’umidità e dà un notevole comfort, per questo è usato soprattutto per i capi estivi. E’ resistente più da bagnato che da asciutto; anche dopo frequenti lavaggi mantiene le sue qualità senza deformarsi». 

lo.mi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: Mario Scalorbi intento a tessere

La lunga storia del lino, dal tessuto fino al piatto. Appuntamento oggi alla Tenuta Nasano
Cronaca 7 Aprile 2018

Sfalci e potature nell’area della nuova caserma dei vigili del fuoco a Imola

Chi nei giorni scorsi si è trovato a passare tra via Correcchio e via Lasie avrà notato un netto diradamento di piante e arbusti all’interno dell’area in cui deve essere realizzata la nuova caserma dei vigili del fuoco. Un intervento che ha fatto sperare si stesse muovendo qualcosa anche per la nuova sede dei pompieri. «Era necessaria una manutenzione dell’area verde, ma non ci sono novità significative per la caserma» smorza gli entusiasmi Stefano Mosconi, direttore di Conami, proprietario dell’area.

Della realizzazione di quest’opera si parla da tempo. Nel 2011 i lavori erano stati appaltati all’Ati guidata dalla Pesic & C. Snc di Fano. Poco dopo, però, i pali di fondazione appena installati risultarono non adeguati a reggere l’opera. Rescisso il contratto con la ditta, ulteriori accertamenti avevano rilevato che «la mancata tenuta dei pali alle prove di carico è da attribuirsi a un errore progettuale» avevano spiegato dal Conami. Da allora, Conami ha chiuso un accordo transattivo da poco più di 350 mila euro con l’azienda costruttrice, riconoscendole i lavori effettuati e ottenendo la riconsegna dell’area. Invece, «è ancora pendente la causa di risarcimento danni con i progettisti (lo Studio Comes Srl, ndr) – aggiorna Mosconi -. Questa vertenza non osta in alcun modo con la possibilità di un nuovo cantiere».

Nel frattempo, sono ripresi i rapporti con il ministero dell’Interno per realizzare un fabbricato di dimensioni ridotte rispetto al progetto iniziale, che possa essere preso in affitto dal Viminale a costi inferiori. «Per ora non ci sono tempi certi per definire un accordo – prosegue Mosconi -. L’intervento resta nel nostro piano degli investimenti perché è un obiettivo della città e una cosa in cui crediamo». I pompieri, per ora, resteranno in via Manfredi, in pieno centro storico, in una sede non adeguata soprattutto a causa della viabilità non agevole.

gi.gi.

Nella foto: l”area in cui deve sorgere la nuova caserma dei vigili del fuoco

Sfalci e potature nell’area della nuova caserma dei vigili del fuoco a Imola
Cronaca 6 Aprile 2018

Industria 4.0, l'azienda imolese Cefla e la sua realtà virtuale. IL VIDEO

Può un simulatore essere utilizzato anche in azienda? La risposta arriva direttamente da Cefla che per le proprie linee e per i propri clienti ha messo a punto una vera e propria realtà virtuale. Con questo progetto l”azienda imolese si conferma al top e capace di rimanere al passo con le innovazioni tecnologiche che stanno caratterizzando questa quarta rivoluzione industriale.

da.be.

Industria 4.0, l'azienda imolese Cefla e la sua realtà virtuale. IL VIDEO
Cronaca 6 Aprile 2018

Io non taccio, la battaglia del giornalista Paolo Borrometi contro la mafia

Paolo Borrometi è un giornalista siciliano di 35 anni, per la precisione ragusano, che vive sotto scorta da quattro anni per le sue inchieste di mafia. Laureato in Giurisprudenza, ha collaborato con il Giornale di Sicilia, l”Agi (Agenzia giornalistica Italia) e ha fondato la testata giornalistica di inchieste online La Spia. L”attività del sito gli ha portato da subito diverse minacce da parte della criminalità organizzata ragusana e siracusana. Poi, una sua inchiesta ha contribuito allo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Scicli. Nel 2014 è stato aggredito, la porta di casa incendiata ed è costretto a trasferirsi a Roma. Un anno dopo il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella gli ha conferito l”onorificenza di Cavaliere dell”Ordine al merito della Repubblica italiana.

Domani, sabato 7 aprile, sarà a Medicina alle ore 17.30 invitato dal presidio Libera Alberto Giacomelli del circondario imolese e dall’assessorato alla Cultura del Comune di Medicina. “Io non taccio” è il titolo del suo libro in cui ha raccolto le storie di altri giornalisti minacciati o costretti a vivere sotto scorta. 

Come mai ha deciso di fare il giornalista dopo la laurea in Giurisprudenza invece di fare l’avvocato? 
“Negli anni del liceo ho “incontrato” la storia di Giovanni Spampinato, un giornalista, una delle vittime di mafia e terrorismo del nostro Paese e mi stupii perchè quando se ne parlava la stragrande maggioranza dei miei conterranei non lo conosceva e quei pochi dicevano “se l’è andata a cercare”, “in provincia di Ragusa la mafia non c’è”. Questo atteggiamento mi ha fatto inorridire. Una persona non “se la va a cercare” se fa il proprio dovere. E ho deciso che quando sarei stato più grande volevo fare il giornalista per comprendere su cosa stava indagando Spampinato. Così negli anni del liceo ho iniziato delle collaborazioni con delle testate giornalistiche continuate anche all’università”. Ho studiato la provincia di Ragusa la più ricca della Sicilia, dove abbiamo un numero di sportelli bancari superiore a Palermo e perfino alla capitale economia italiana, a Milano, in percentuale sulla popolazione. Mi sono messo a studiare le origini mafiose e i traffici. Per un certo periodo ho fatto il praticantato legale, poi mi sono successe le visissitudini ben note e ho chiuso con l’ambito forense”  

Vicissitudini sono le minacce continue, l’incendio della porta di casa e perfino un’aggresione. Ora vive sotto scorta da quattro anni.
“Sto affrontando 14 processi in cui sono parte offesa nei confronti di una trentina di appartenenti ai clan di due province diverse. E ho dovuto anche drammaticamente rendermi conto che le cose che dicevano a Spampinato sono le stesse cose che dicevano a me. Io credo che il giornalista sia una delle professioni più importante perché le mafie non possono essere sconfitte solo dalle forze dell’ordine o dai magistrati ma dalla conoscenza e per questo occorre la nostra professione. L’articolo 21 della Costituzione non indica solo il diritto e dovere di informare ma anche quello della popolazione di essere informati della popolazione, affinché la gente sia libera di poter decidere da che parte stare”.

Perché ha scelto La Spia come nome del sito web di inchieste giornalistiche di cui è il direttore?
Un appellativo negativo in terra di mafia.“Proprio per quel motivo. E’ una provocazione. Mi chiamavano sbirro e spione invece per me gli sbirri sono i tutori della legalità e lo spione nell’accezione che dicono i mafiosi è la persona che denuncia e fa il proprio dovere di cittadini e non di sudditi”.  

Processi come Black Monkey o Aemilia hanno fatto capire che anche da noi c’è la mafia. Come vede la situazione delle infiltrazioni mafiose dalle nostre parti, in Emilia Romagna?
Non a caso un collega straordinario come Giovanni Tizian ha subito lo stesso tentativo di intimidazione (dagli imputati del processo Black Monkey nato proprio da un’inchiesta sul gioco d’azzardo partita da Imola, il Comune di Imola si è costituto parte civile nel processo, nrd). Purtroppo il negazionismo e il riduzionismo complicano la situazione perché non fanno altro che dare la possibilità alle organizzazioni mafiose di insediarsi. Al sud le magie hanno anche un controllo anche militare del territorio, al nord il controllo è sostanzialmente e questo le ha rese meno visibili ma straordinariamente attive negli investimenti. Questo riduzionismo della gente e della classe politica ha creato l’humus ideale non solo centro e nord ma a livello europeo”.

L”incontro è presso la sala Auditorium del Palazzo della comunità in via Pillio 1.

l.a.

Nella foto Paolo Borrometi (dalla sua pagina Facebook)

Io non taccio, la battaglia del giornalista Paolo Borrometi contro la mafia
Cronaca 6 Aprile 2018

A Medicina nuovo parcheggio e ciclabile per i residenti di via Pertini

Da un lato aumentare il numero dei posti auto ed evitare così la sosta «selvaggia», dall’altro risistemare la ciclabile in direzione di Ganzanigo. Sono questi gli obiettivi che si è prefissato il Comune di Medicina per i prossimi mesi. Complessivamente, si tratta di un intervento da 110 mila euro totalmente a carico dell’Amministrazione comunale e ad aggiundicarselo è stata la ditta Ages Spa di Castenaso.

Per quanto riguarda via Pertini, strada residenziale a forma di «U» a ridosso della via San Carlo, l’idea è quella di realizzare una nuova area adibita a parcheggio. Si tratta di un comparto che l’ente locale ha preso in carico nel 2013 nel quale svettano ancora gli scheletri delle due palazzine mai finite dalla Cesi e, oltre alle case da finire, però, tutt’attorno c’è un comparto residenziale già abitato da alcuni anni. «C’è un problema nella gestione del traffico e del parcheggio, visto che talvolta le auto vengono posteggiate anche a lato della rotonda – dice il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari -. Ne abbiamo parlato anche con i residenti e abbiamo deciso di intervenire».

Il nuovo parcheggio verrà ricavato nell’area della rotonda in fondo a via Pertini, dove oggi c’è un’area verde. In totale, saranno 24 posti auto più uno per i disabili. Inoltre, a fianco dei parcheggi, correrà un tratto di pista ciclabile che si ricongiungerà con quella ghiaiata che costeggia il canale di Medicina fino alla rotonda di via San Paolo. Una volta ultimato il nuovo parcheggio, la stessa ditta si occuperà anche della riasfaltatura della pista ciclabile che, partendo dall’intersezione con via Licurgo Fava, conduce fino alla frazione di Ganzanigo, sbucando all’altezza di via Bergianti. «I lavori sono partiti pochi giorni fa e proseguiranno indicativamente fino a inizio luglio» conclude Montanari. 

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: i lavori nella nuova area adibita a parcheggio

A Medicina nuovo parcheggio e ciclabile per i residenti di via Pertini
Cronaca 6 Aprile 2018

In corso i lavori all'ex «L'Altro Caffè». Il nuovo ristorante aprirà in estate

Il cantiere è stato allestito e il tetto è stato scoperchiato. Gli operai della coop. Cims sono già al lavoro e dovranno completare l’intervento in un paio di mesi. L’area è l’immobile dell’ex L’Altro Caffè, che si trova al limite del complesso dell’Osservanza, a ridosso del parcheggio. Nel settembre del 2016 il fabbricato e l’area cortiliva annessa erano state aggiudicate per venti anni allo chef Michele Quitadamo.

In febbraio, finalmente, sono cominciati i lavori a carico di Osservanza Srl. Si tratta di un restauro conservativo, che include il rinnovamento dell’impianto idrico e fognario e degli impianti elettrici, l’allacciamento al teleriscaldamento, il  ripristino degli infissi, la realizzazione di nuovi servizi igienici, la manutenzione della copertura con lo smontaggio e il rimontaggio degli architravi e la pulizia della corte esterna. Il costo è di 500 mila euro. «Vogliamo concludere entro fine maggio con l’obiettivo che il nuovo gestore possa allestire i locali e non perdere tutta la stagione estiva» dice il direttore di Conami, Stefano Mosconi.

Dal canto suo, infatti, lo chef Quitadamo dovrà eseguire a sue spese i lavori di impiantistica dedicata all’attività vera e propria e provvedere all’arredo e all’allestimento della sala e della cucina. A quel punto, l’idea è quella di trasformare i locali in un ristorante e annesso dehor per mangiare all’aperto durante l’estate. «Vogliamo aprire il prima possibile, già nel corso dell’estate» anticipa Quitadamo. A fronte dell’apertura del nuovo locale, lo chef si è impegnato a pagare dal momento in cui gli verranno consegnati i locali ristrutturati un affitto crescente nel corso dei venti anni di durata della gestione.

gi.gi.

L”articolo completo su «sabato sera» del 5 aprile.

Nella foto: l”area interessata dai lavori

In corso i lavori all'ex «L'Altro Caffè». Il nuovo ristorante aprirà in estate
Cronaca 5 Aprile 2018

Case, verde e parcheggi il futuro del “Silvio Alvisi' in cambio dell'ampliamento dell'ospedale

Un centinaio di alloggi e una piccola area commerciale di vicinato, una ciclabile di collegamento tra viale D’Agostino e viale Saffi, parcheggi e una grande fascia di verde attorno. Questo il futuro del «Silvio Alvisi» in base all’accordo concertato tra l’Azienda usl, proprietaria dell’area, e il Comune. Nocciolo del progetto è trovare poi un costruttore o comunque un soggetto che, in cambio dell’area e relative possibilità edificatorie, realizzi l’ampliamento dell’ospedale nuovo, cofinanziandolo per una cifra fissata in 3 milioni e 500 mila euro, in sostanza si tratta di un appalto integrato.

La Regione ha già approvato da tempo questa ipotesi stanziando gli altri 3 milioni e 500 mila euro necessari per completare la nuova struttura in via Montericco che dovrà diventare la nuova sede delle attività ambulatoriali e riabilitative. L’anno scorso la proposta dell’Azienda sanitaria, trasformata in manifestazione di interesse, è stata inserita tra le schede del Poc comunale 2017-2020 adottato a gennaio dal Consiglio comunale come ambito di valorizzazione e riqualificazione 14. La direzione dell’Ausl il 7 marzo scorso ha infine approvato l’accordo concertato e ora è sul tavolo del commissario straordinario Adriana Cogode, che a sua volta dovrà firmarlo a nome del Comune. A quel punto mancherà solo l’approvazione del Poc da parte del nuovo Consiglio comunale che uscirà dalle amministrative di giugno per permettere all’Ausl di procedere con il bando per l’appalto.

Nel dettaglio, l’area del «Silvio Alvisi» è di 14.800 metri quadrati, l’accordo ne destina un massimo di 7.300 al residenziale (stimati 102 alloggi) e 700 a funzioni di servizio complementari, che per metà potranno essere negozi. Per questo scopo, tra l’altro, è stata individuata l’attuale porzione dell’immobile prospiciente viale D’Agostino, che sarà mantenuta (disegnato negli anni ’60 dall’architetto Zacchiroli, è considerato architettonicamente interessante ma non è sottoposto a vincoli); il resto potrà venire abbattuto per far spazio ad edifici di altezza variabile con un massimo di cinque piani. La logica è quella della riqualificazione e completamento di un comparto urbanistico residenziale a ridosso del centro. L’accordo prevede anche la realizzazione di ulteriori 2.000 metri quadrati di parcheggi pubblici in ampliamento di quello esistente (Bocciofila) con accesso da viale Saffi, e altrettanti di area verde pubblico e attrezzata all’incrocio tra vie Saffi e D’Agostino e in aggiunta una superficie analoga sempre di verde da monetizzare. Come zona cuscinetto tra le case e le scuole (oggi il «Luca Ghini» ma in prospettiva il nuovo polo dei licei) è prevista una fascia di parcheggi. Infine, l’accordo prevede che vengano versati 16.000 euro come contributo per interventi di edilizia residenziale sociale.Al di là dei particolari, non si tratta certo di una novità. La prima volta che è stata ventilata la possibilità di alienare il «Silvio Alvisi» era il 2012.

L’Azienda sanitaria è intenzionata a procedere comunque con l’ampliamento. Proprio in questi mesi sta completando la progettazione esecutiva e le verifiche belliche e archeologiche preventive sull’area. La nuova struttura annessa all’ospedale sarà una piastra ad «elle» di 4.500 metri quadri formati da un piano interrato più due piani fuori terra. La nuova ala servirà principalmente per spostare in via Montericco tutti i servizi riabilitativi dell’Ausl che attualmente sono nel «Silvio Alvisi». Quindi vi troveranno posto tre grandi palestre e i poliambulatori. Poi vi verrà trasferito il Cup ospedaliero, oggi angusto, e il Punto accettazione unico.

E qualora qualcosa si arenasse? L’accordo col Comune prevede che il Poc venga approvato entro il 2018 altrimenti occorrerà siglare un’apposita proroga. «Al momento tutto sta procedendo secondo le previsioni e non abbiamo motivo di ritenere che debbano subentrare delle difficoltà. Siamo convinti della bontà di questo progetto che punta a migliorare la fruizione del servizio da parte del cittadino e allo stesso tempo ad ottimizzare i costi di gestione» dicono dall”Ausl.

L”articolo completo sul “sabato sera” del 5 aprile.

l.a.

Nella foto uno dei rendering su come potrebbe svilupparsi l”area del Silvio Alvisi in futuro

Case, verde e parcheggi il futuro del “Silvio Alvisi' in cambio dell'ampliamento dell'ospedale
Cronaca 5 Aprile 2018

SuperEnalotto, a Imola vinti 100mila euro all'edicola Civolani del Supermercato Sigma

Bel modo di festeggiare la Pasqua quello “scelto” da chi, sabato scorso, si è portato a casa 100 mila euro al SuperEnalotto giocando una schedina presso l”edicola Civolani all”interno del Supermercato Sigma, in via Di Vittorio 70 a Imola. «Era uno dei 100 super premi messi in palio quel giorno – spiega la titolare Maria Elena Civolani – e il fortunato vincitore ha puntato almeno sei euro».

A distanza di qualche giorno si è fatto vivo qualcuno per ringraziarvi?

«Al momento non si è presentato e non ha chiamato nessuno. Per la riscossione della vincita, ovviamente, presenterà la ricevuta di gioco negli uffici premi Sisal e non passerà certo qui da noi».

Centomila euro sono una bella somma. E” la prima volta che viene vinta una cifra simile nella vostra edicola?

«Così alta e tutta in una volta si. Dieci anni fa, a distanza di pochi giorni, furono vinti due premi da 50 mila euro ciascuno».

Si è fatta una vaga idea di chi potrebbe essere il fortunato?

«Sinceramente no perché da noi passa tanta gente. Può essere benissimo un imolese o qualcuno che viene da fuori, ma può essere anche capitato a Imola quasi per caso».

r.c.

Nella foto: la titolare Maria Elena Civolani

SuperEnalotto, a Imola vinti 100mila euro all'edicola Civolani del Supermercato Sigma

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