Economia

Economia 10 Giugno 2019

Giulio Mengoli è il nuovo direttore generale del gruppo Sacmi, subentra a Claudio Marani

Dal 1° giugno il gruppo Sacmi ha un nuovo direttore generale. Si tratta di Giulio Mengoli, la cui nomina è stata ufficializzata dal Consiglio di amministrazione della capogruppo, Sacmi Imola. Mengoli subentra a Claudio Marani, che era a sua volta direttore generale dal 2016, dopo aver guidato dal 2000 al 2016 la Divisione Sacmi Ceramics.

Il neo direttore generale ha 49 anni, è padovano e vanta una lunga esperienza internazionale, con incarichi di vertice in Francia, Stati Uniti, Brasile, Svezia e Italia. In Sacmi è arrivato a novembre 2018, quando è diventato direttore generale Business units, carica ricoperta per sette mesi. Da subito ha però affiancato l’attuale management, partecipando alla definizione della governance e della pianificazione strategica di Gruppo.

«Con la nomina dell’ingegner Mengoli alla guida del gruppo Sacmi – dichiara il presidente di Sacmi Imola, Paolo Mongardi – vogliamo dare un segnale preciso nella direzione del consolidamento ulteriore della vocazione internazionale del gruppo e del rafforzamento della leadership in tutti i settori di attività». Il presidente aggiunge che tra le priorità di Sacmi nel medio termine, accanto allo sviluppo dei settori core, vi sono le tematiche della trasformazione digitale e dell’economia circolare «per offrire – conclude – prodotti e servizi sempre più personalizzati ed in linea con le reali esigenze della produzione e del mercato». (r.cr.)

Nella foto il nuovo direttore generale del gruppo Sacmi Giulio Mengoli

Giulio Mengoli è il nuovo direttore generale del gruppo Sacmi, subentra a Claudio Marani
Economia 9 Giugno 2019

Riscopriamo il bovino di razza Romagnola e le proprietà nutritive e organolettiche della sua carne

La spesa delle famiglie italiane per l’acquisto di carne nel 2018 ha fatto registrare un aumento di oltre il 5%, il valore più alto degli ultimi sei anni. A rilevarlo (su dati Ismea) è l’Osservatorio permanente sul consumo carni. Un rinnovato appetito per la carne che ci dà l’occasione per ricordare il bovino di razza Romagnola. Un animale caratteristico dei nostri territori, riconoscibile per l’aspetto massiccio, il manto chiaro e le lunghe corna, che un tempo tirava l’aratro e i carri, che forniva la carne e il latte, ed anche il concime per campi, che veniva portato alle fiere con orgoglio e fierezza, addobbato a festa.

Era la vera ricchezza per gli agricoltori, che però negli anni Cinquanta gli preferirono i trattori, per poi riconvertirlo, non senza difficoltà, in fornitore di bistecche. Anzi, di ottime bistecche, tanto da ricevere nel 2006 il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta, meglio noto con l’acronimo Igp, un marchio attribuito dall’Unione europea che ne garantisce l’allevamento in un determinato territorio. «La composizione nutrizionale della carne bovina di razza Romagnola – afferma Sebastiana Failla, ricercatrice del Crea, il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria – la rende un alimento estremamente funzionale, un aspetto su cui occorre puntare per incentivarne i consumi e garantire una migliore redditività agli allevatori. L’analisi che abbiamo svolto su sei porzioni di carne provenienti da altrettanti allevamenti ha messo in evidenza le straordinarie qualità organolettiche di questa carne, più tenera della Chianina e della Maremmana e dalle caratteristiche uniche in tema di frazione lipidica e proteica. Oggi il concetto che deve essere messo al centro del dibattito non è la vendita di carne in sé, bensì la vendita di alimenti altamente funzionali. E la Romagnola ha tutte le carte in regola per rispondere a questi input commerciali».

Una carne, insomma, dalle indubbie qualità organolettiche, vanto della tradizione e della produzione zootecnica romagnola, però non sufficientemente valorizzata da un punto di vista commerciale. «La razza bovina Romagnola – sottolinea Claudio Bovo, direttore di Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna – vive oggi un momento molto delicato e controverso, perché alle sue indubbie qualità, riconosciute soprattutto a livello scientifico, si contrappone purtroppo una scarsa valorizzazione commerciale che rischia di comprometterne l’esistenza. Negli ultimi dieci anni infatti sia le consistenze numeriche che gli allevamenti hanno registrato una drastica diminuzione e solamente da un paio d’anni si è registrata una stabilizzazione produttiva. Il rilancio della carne bovina di razza Romagnola è dunque una priorità perché lo è anche la salvaguardia della biodiversità, un tema che sarà sempre più centrale nei prossimi anni e rispetto al quale occorre adottare tutte le misure più efficaci di sviluppo».

Un rilancio della carne di razza Romagnola che passa anche dalla selezione genetica. Tema quest’ultimo che è stato al centro del convegno “La verità scientifica e il futuro della selezione”, organizzato dall’Araer in collaborazione con l’Associazione nazionale allevatori bovini italiani da carne che si è tenuto venerdì 7 giugno a Riolo Terme. (al. gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 6 giugno

Riscopriamo il bovino di razza Romagnola e le proprietà nutritive e organolettiche della sua carne
Economia 5 Giugno 2019

E' in costruzione in via Bicocca a Imola il nuovo showroom e training center della Cefla per il settore Medical

Nel quartier generale Cefla di via Bicocca i lavori di ampliamento proseguono. Dopo la realizzazione del nuovo capannone da 11 mila metri quadri per il nuovo polo logistico al servizio delle business unit Medical equipment e Finishing, ora il cantiere è in corso sul lato che si affaccia sull’autostrada, dove entro marzo 2020 sarà ultimato il nuovo showroom e il training center per il Medical, la divisione dedicata alle attrezzature per il settore odontoiatrico e medicale.

Con questo intervento verrà realizzato un polo funzionale che riunirà le sale espositive a un centro per la formazione dei commerciali, che si occupano di assistenza prodotti. La nuova struttura, di circa 3 mila metri quadri, avrà una altezza variabile da 3,80 a 10 metri. La collocazione non è casuale, perché, al termine, diventerà una vera e propria «vetrina sull’autostrada».

L’edificio si svilupperà su due livelli: il piano terra, dedicato alle sale espositive, e un piano seminterrato, dedicato alle sale corsi, collegati da una scala centrale. Anche questo intervento, così come gli altri realizzati da Cefla negli ultimi anni, è stato curato da Marco Bartolozzi e Federica Tabanelli, dello studio associato di ingegneria edile Tb di Imola. (lo.mi.)

E' in costruzione in via Bicocca a Imola il nuovo showroom e training center della Cefla per il settore Medical
Economia 5 Giugno 2019

La milanese DentalPro ha acquisito la maggioranza della nuova Srl che gestirà gli studi dentistici Identicoop

Il gruppo milanese DentalPro ha acquisito la maggioranza della nuova Srl che gestirà gli studi dentistici Identicoop. Soci di minoranza saranno la Srl imolese Hd16, che riunisce i soci fondatori di Identicoop, e Coop Alleanza 3.0. Era il 2013 quando un gruppo di professionisti in campo odontoiatrico, dentisti, titolari di laboratori e manager del settore, davano vita a Identicoop con la formula della cooperativa ad apporto di servizi, di cui Coop Alleanza 3.0 era socio sovventore. Con questo passaggio, l’esperienza maturata in questi sei anni di attività cooperativa proseguirà ora in forma di società di capitali.

Identicoop conta ad oggi 11 studi dentistici: due a Imola (uno al centro Leonardo e uno in via Baruzzi nel quartiere Pedagna inaugurato nel 2017), a Bologna, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini e San Benedetto del Tronto; manterranno tutti la loro insegna e andranno a rafforzare la rete di 154 centri dentistici DentalPro, che stringe così una partnership con Coop Alleanza 3.0, la più grande cooperativa di consumatori italiani. Non a caso gli studi dentistici Identicoop si trovano quasi tutti in gallerie commerciali vicine a punti vendita Coop e offrono servizi qualificati e convenienti soprattutto per i soci Coop, ai quali sono riservate condizioni particolarmente vantaggiose, con orari molto ampi e comodi.

Il gruppo DentalPro, invece, è nato nel 2010 da due odontoiatri e manager di esperienza e ha il suo quartier generale a Milano. Attualmente è presente sul territorio italiano con 154 centri in 13 regioni e 51 province. Con l’acquisizione di Identicoop, il gruppo DentalPro consolida quindi la sua presenza sul territorio italiano, passando a 165 centri, 17 dei quali in Emilia Romagna. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

La milanese DentalPro ha acquisito la maggioranza della nuova Srl che gestirà gli studi dentistici Identicoop
Economia 4 Giugno 2019

Il fragolone di Imola: ascesa, boom e declino della coltivazione di questo frutto e la Sagra che gli era dedicata

I fragoloni di Imola erano quelli belli, rossi e dolci. Quelli che oggi non ci sono quasi più. La loro storia inizia dalla terra dei «cento orti» – quelli ricordati nel 1902 dal poeta e scrittore Luigi Orsini – dove gli agricoltori imolesi coltivavano soprattutto fragole che, per la loro grossezza, venivano appunto chiamati fragoloni. Oggigiorno – secondo una recente ricerca – nell’imolese sono ancora amorevolmente coltivati su appena 6 ettari di terreno lungo via Canale, via Cipolla e nella zona di San Prospero.

La loro coltivazione, secondo alcuni, ebbe inizio a Imola verso la fine dell’Ottocento grazie all’agronomo Ugo Mazzoni, che introdusse le prime piantine nelle colline di Montecatone. Altri documenti affermano che furono i discendenti di quegli ortolani che nel 1931 andarono in Francia, ritornando con tre sporte di rafia piene di piantine di fragole utili a dare inizio ad una coltivazione che avrebbe preso poi uno sviluppo tale da fare dell’imolese il secondo grande centro nazionale di produzione, dopo il Veneto.

Il fragolone si diffuse negli anni Quaranta soprattutto negli orti a sud della via Emilia, dove si ricavavano i frutti più saporiti e più resistenti al trasporto. A Imola come nel resto dell’Emilia Romagna, tale coltura si affermò a partire soprattutto dagli anni Cinquanta. La fragola assunse così carattere di coltura industriale, in particolare nelle zone di Mordano fino a Spazzate Sassatelli, nelle valli del Santerno, del Sellustra, del Sillaro e quindi nei comuni di Imola, Dozza, Casalfiumanese, Borgo Tossignano e Castel del Rio, fino a 400 metri di altitudine. Inizialmente i fragoleti si svilupparono accanto al pesco, all’albicocco e al vigneto e la loro diffusione divenne rapidamente una delle voci principali dei bilanci aziendali dei poderi collinari, meritando la qualifica di «pianta colonizzatrice della collina imolese».

E proprio per reclamizzare e valorizzare sempre più uno dei più ricercati prodotti della frutticoltura imolese, un comitato cittadino organizzò la prima edizione della Sagra del Fragolone per domenica 8 giugno 1958, nel parco delle Acque minerali. Tale manifestazione proseguì almeno fino al 1985. (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto un”immagine della Sagra del Fragolone negli anni Sessanta

Il fragolone di Imola: ascesa, boom e declino della coltivazione di questo frutto e la Sagra che gli era dedicata
Economia 3 Giugno 2019

Avviati nei giorni scorsi a Ozzano i lavori di pulizia e di chiusura degli accessi dell'area ex Castelli di via Olmatello

Un tempo l’area dove sorgeva lo stabilimento Castelli in via Olmatello era sinonimo di lavoro, successo e lusso. La Castelli, infatti, produceva e vendeva mobili da ufficio di fascia alta a clienti di tutto il mondo. Poi alla fine degli anni Novanta è iniziato il declino, con ripetuti passaggi di proprietà, culminati nella definitiva chiusura e abbandono di tutta l’area di via Olmatello, dove avevano sede gli uffici e uno degli stabilimenti produttivi. Area poi acquistata all’asta da un’azienda di Roma, successivamente fallita, e che al momento risulta essere di proprietà di un fondo comune di investimento facente capo a due commissari liquidatori nominati dalla Banca d’Italia.

L’area interessata è piuttosto vasta. L’ex stabilimento e gli uffici versano in stato di abbandono e anni fa sono stati anche sede di ben due rave party, che hanno causato non pochi problemi al locale comando dei carabinieri. E da tempo i cittadini residenti nelle vicinanze lamentano il fatto che l’intera area è divenuta una discarica a cielo aperto. L’Amministrazione comunale ha rivolto vari solleciti ai commissari liquidatori, ma senza che producessero sin qui effetti duraturi. Ora il giro di vite. A seguito di un sopralluogo, il corpo forestale dei carabinieri ha fatto pervenire all’Amministrazione comunale una segnalazione con la quale si ravvisa l’abbandono di rifiuti pericolosi e non pericolosi presso l’area ex Castelli, proponendo un provvedimento amministrativo.

Grazie a questa segnalazione, la polizia municipale ha potuto intimare ai curatori fallimentari la rimozione e lo smaltimento di tutti i rifiuti abbandonati e il ripristino dello stato dei luoghi e, soprattutto, ordinare di adottare tutti gli accorgimenti (cancellata, recinzioni, eccetera) idonei a preservare l’area da ulteriori abbandoni di rifiuti. Lavori che sono iniziati in questi giorni a cura della ditta Marchesi di Pianoro. «Come Amministrazione comunale – spiegano dal Comune – seguiremo da vicino tali lavori per assicurarci che vengano eseguiti con precisione al fine di tutelare e salvaguardare la sicurezza dei tanti cittadini residenti lungo la via Olmatello, che da anni segnalano abbandoni di rifiuti e accessi non controllati di persone». (r.cr.)

Nella foto la palazzina uffici messa in vendita dal fondo Diaphora1

Avviati nei giorni scorsi a Ozzano i lavori di pulizia e di chiusura degli accessi dell'area ex Castelli di via Olmatello
Economia 3 Giugno 2019

Bilancio 2018 tra i migliori di sempre per Sacmi, in crescita gli investimenti, gli occupati e il patrimonio netto

Ricavi a 1,44 miliardi di euro; patrimonio netto a 668 milioni, in ulteriore crescita; e un utile di bilancio pari a 50 milioni di euro. Questi i dati più eclatanti del bilancio consuntivo relativo al 2018 che i soci della cooperativa Sacmi hanno approvato sabato 18 maggio. Un bilancio che vede in ulteriore crescita sia gli investimenti (42 milioni di euro nel 2018; oltre 220 milioni in 5 anni), sia la forza lavoro che, a livello di gruppo, ha superato le 4.500 unità. «Nella storia di Sacmi – tiene a sottolineare il presidente della cooperativa, Paolo Mongardi – il 2018 resta uno dei migliori risultati di sempre, con un margine operativo netto migliorato rispetto all’anno precedente».

Stabile la quota di export (85% dei volumi), performance tanto più significativa se la si inquadra in un contesto internazionale complicato, «dove le iniziali prospettive di brillante continuità rispetto agli anni precedenti – spiega Mongardi -, indicate dagli economisti su tutti i mercati, hanno progressivamente perso slancio in corso d’anno, evidenziando nell’evoluzione del ciclo economico un deciso e sostanziale indebolimento degli indicatori di crescita».

Nata nel 1919 (quest’anno quindi festeggerà il proprio centenario di storia), Sacmi è oggi un gruppo multinazionale. Guardando ai mercati, se l’Europa nel suo insieme ha fatto segnare risultati inferiori alle aspettative iniziali, buoni risultati sono arrivati dall’Italia. Allargando il campo al resto del mondo, si è assistito ad una sostanziale ripresa di mercati che avevano in parte segnato il passo negli anni scorsi (Russia, Ucraina, Brasile), mentre segnali di rallentamento si stanno riscontrando in nord America (specialmente negli Stati Uniti), in conseguenza di una politica commerciale che ha generato incertezze negli investitori. Bene l’Africa, con un quadro di progetti e investimenti in ulteriore crescita, mentre l’Asia vede, accanto al rafforzamento di Sacmi nell’area indiana, le perduranti sfide della concorrenza cinese, da inquadrarsi nel più ampio contesto geopolitico mondiale. (r.cr.)

L”articolo completo e ulteriori notizie sono su «sabato sera» del 30 maggio

Nelle foto il nuovo Sacmi Innovation Lab inaugurato il 9 aprile e il presidente Paolo Mongardi

Bilancio 2018 tra i migliori di sempre per Sacmi, in crescita gli investimenti, gli occupati e il patrimonio netto
Economia 3 Giugno 2019

Bio-on inventa il filtro naturale per le sigarette, che fa bene alla salute e all’ambiente

Un liquido naturale e biodegradabile al 100% che può sostituire la triacetina nei filtri delle sigarette. La notizia arriva da Bio-on. Un’invenzione dei ricercatori dell’azienda specializzata nel settore dei biopolimeri che promette benefici, sia per i fumatori che per l’ambiente, ed è già in produzione nello stabilimento di Gaiana di Castel San Pietro.

In questo modo sarà possibile utilizzare un «filtrante naturale che blocca fino al 60% gli agenti dannosi per il corpo umano senza modificare il gusto della nicotina». Non solo. I filtri delle sigarette sono il prodotto inquinante maggiormente prodotto dall’uomo, sebbene non siano al momento messi al bando come la plastica: ogni anno vengono prodotte e vendute oltre 5,5 trilioni di sigarette tradizionali e 40 miliardi di sigarette di nuova generazione (not burn), ogni giorno ne vengono dispersi nell’ambiente più di 10 miliardi e impiegano anni a decomporsi. Uno dei motivi sono proprio i collanti attualmente utilizzati dall’industria del tabacco nei filtri: la triacetina, ad esempio, non è biodegradabile naturalmente e questo rallenta i progressi disgreganti degli acetati di cellulosa.

«Questa innovazione è destinata a rivoluzionare il settore – dichiara Marco Astorri, presidente e ceo di Bio-on –. Siamo molto orgogliosi del lavoro di squadra che è stato fatto negli ultimi 24 mesi dai nostri ricercatori in Italia, nella Business Unit Cns (Cosmetic, Nanomedicine & Smart Materials), e dagli scienziati dell’Università di Clarkson». La produzione del nuovo liquido polimerico sarà rapidamente ampliata negli stabilimenti dei licenziatari che hanno già raggiunto accordi con Bio-on. Per la prima fase, la società è già pronta a produrre 15.000 tonnellate/anno (2019-20) e, alla luce del forte interesse che sta riscontrando, prevede di triplicare i quantitativi dal 2021. «Questi innovativi filtri sfruttano le caratteristiche chimico-strutturali dei poli-idrossi-alcanoati sviluppati da Bio-on» spiega Mauro, Comes Franchini, Scientific Director Business Unit Cns.  

Bio-on è in contatto da tempo con le più grandi aziende produttrici mondiali di tabacco.  «Una soluzione efficace e sostenibile – aggiunge Astorri – che nasce da idee e tecnologie Made in Italy». Tutti i biomateriali sviluppati da Bio-on sono ottenuti da fonti vegetali rinnovabili senza alcuna competizione con le filiere alimentari; possono garantire le medesime proprietà termo-meccaniche delle plastiche tradizionali col vantaggio di essere completamente ecosostenibili e al 100% biodegradabili in modo naturale.

Nella foto lo stabilimento Bio-on a Gaiana

Bio-on inventa il filtro naturale per le sigarette, che fa bene alla salute e all’ambiente
Economia 1 Giugno 2019

Il Palio dei Borghi con i balestrieri di Sansepolcro chiude la Sagra dell'Agricoltura edizione 2019

La 38ª edizione della Sagra dell’Agricoltura si avvia verso il gran finale: il Palio dei Borghi, in programma domenica 2 giugno, quest’anno nella sua veste innovativa con i balestrieri di Sansepolcro a sfidarsi in una gara di abilità balistica per il successo finale. Una novità che renderà sicuramente ancor più appassionante il 36º Palio dei Borghi, evento clou di una edizione della Sagra nella quale non sono mancati i momenti di festa, tra la tradizionale selezione di miss, l’offerta gastronomica (anche in questi ultimi giorni stand aperto dalle 19 e domenica anche dalle 12) e tante iniziative per bambini e ragazzi.

Ma le novità non sono certo mancate. Già a partire dalla prima giornata, venerdì 24 maggio, che ha visto per la prima volta il taglio del nastro tenersi alla mattina, con il sindaco Stefano Golini e il patron della Sagra, Renato Folli, accendere i motori della manifestazione circondati da tanti ragazzi. Erano i circa 600 alunni delle scuole di Mordano, Bubano e Sasso Morelli che si sono ritrovati tutti assieme per una mattinata in cui hanno partecipato ai numerosissimi laboratori tutti per loro.

La selezione di Miss Italia, andata in passerella sabato, ha visto il successo di Cecilia Buzzanca, 18 anni, di Argelato, che si è aggiudicata la fascia di Miss Mordano – Miss Palio dei Borghi. Al secondo posto, fascia Miss Rocchetta Bellezza, Martina Iacurci, 20 anni, da Modena; terzo per Maria Grazia Bologna, 18 anni, di Imola; quarto per Angela Tufano, 29 anni, di Soliera (Modena); al quinto posto a pari merito Beatrice Molignini, 17 anni, di Bologna e Matilde Fabbri, 19 anni, di Forlì. (r.cr.)

Maggiori dettagli sull”ultimo weekend della sagra sono su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto le miss elette nella selezione regionale a Mordano

Il Palio dei Borghi con i balestrieri di Sansepolcro chiude la Sagra dell'Agricoltura edizione 2019
Economia 30 Maggio 2019

Fallimento Shernon Holding, si muovono le istituzioni: l'esito dell'incontro che si è svolto oggi a Bologna in Regione

Si muovono tutte le istituzioni in seguito alla dichiarazione di fallimento della Shernon Holding, la società che lo scorso agosto aveva acquisito 55 dei 68 punti vendita del gruppo Mercatone Uno. Lunedì 27 maggio si è svolto l’incontro al Ministero dello Sviluppo economico, al quale ha partecipato anche il ministro Luigi Di Maio. «L’obiettivo minimo da attuare subito – si legge nella nota ufficiale del Mise inviata successivamente –  è la cassa integrazione straordinaria per i lavoratori, per la quale è necessario che il tribunale autorizzi la procedura di amministrazione straordinaria. Ciò permetterà di riprendere l’esercizio provvisorio il prima possibile, così da consentire il ricorso agli ammortizzatori sociali. Poi partirà la fase di reindustrializzazione per dare un futuro certo ai lavoratori».

Oggi, 30 maggio, erano in agenda due appuntamenti. Il primo, convocato dall”assessore regionale sllo Attività produttive Palma Costi, si è svolto in mattinata in Regione a Bologna, mentre il secondo, il tavolo tecnico con l”associazione dei fornitori e dei creditori, era in programma nel pomeriggio al Mise, ovviamente a Roma.

Nel primo incontro, al quale hanno partecipato sindacati, Città metropolitana di Bologna e amministratori dei Comuni dell”Emilia Romagna in cui si trovano le attività del Mercatone Uno, tutti i presenti hanno condiviso l”obiettivo prioritario di «salvaguardare i lavoratori del gruppo» e di «mettere in campo tutte le azioni possibili per assicurare gli ammortizzatori sociali e la rapida riapertura dei punti vendita su tutto il territorio emiliano-romagnolo anche a tutela dei clienti». In particolare, per la tutela dei posti di lavoro «si attende – scrive la nota uscita dalla Regione – una rapida pronuncia da parte del Tribunale di Bologna sulla retrocessione del compendio aziendale dalla Shernon, che consentirebbe la riapertura della procedura di amministrazione straordinaria. Dalla riunione – si prosegue – è inoltre emersa la richiesta al Governo perché, una volta ottenuta la retrocessione, agisca immediatamente affinché si attivino gli ammortizzatori sociali e l”amministrazione straordinaria per la riapertura dei punti vendita, così da mantenere il valore delle attività commerciali per rilanciare il marchio. tutto questo con l”individuazione di nuovi acquirenti che presentino un piano industriale credibile».

Per quanto riguarda l”incontro di Roma, la stessa Regione ha comunicato che tra le notizie emerse c”è anche la mancata istanza (per ora) dell”amministrazione straordinaria di Mercatone Uno al Tribunale di Bologna al fine di tornare a gestire la compagine aziendale di Shernon Holding. L”assessore Costi ha pertanto rimarcato una volta di più che il riavvio dell”amministrazione straordinaria è oggi «l”unico modo attraverso il quale è possibile salvaguardare il reddito dei lavoratori attivando ammortizzatori sociali e riprendere le attività commerciali».

E” il caso di precisare che nel nostro territorio sono coinvolti nella vicenda i circa 90 impiegati che lavorano nel centro direzionale di via Molino Rosso. Il Mercatone Casa Germanvox continua invece regolarmente la propria attività poiché, da inizio 2015, non fa più parte del gruppo Mercatone Uno ed è ancora gestito dalla famiglia Cenni attraverso la società Siel, che non è tra quelle poste dallo Stato in amministrazione straordinaria quattro anni or sono. (r.cr.)

Ulteriori approfondimenti sono su «sabato sera» del 30 maggio

Nella foto un gruppo di lavoratori del centro direzionale Mercatone Uno di Imola durante lo sciopero del 18 aprile scorso

Fallimento Shernon Holding, si muovono le istituzioni: l'esito dell'incontro che si è svolto oggi a Bologna in Regione

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