Economia

Economia 3 Maggio 2019

Vitamina C, torna il concorso di Alleanza delle Cooperative per imparare a fare impresa

A scuola di impresa e di cooperazione. E’ questo, in estrema sintesi, il senso di «Vitamina C – Cooperazione, Condivisione e Cultura d’impresa», il format che l’Alleanza delle Cooperative (Aci) di Imola ripropone anche quest’anno alle scuole superiori del circondario imolese. L’obiettivo del concorso, che attraverso un percorso formativo stimola i ragazzi partecipanti a dare vita a progetti imprenditoriali in grado di affrontare il mercato, punta a diffondere tra i giovani la cultura d’impresa, con particolare riguardo alla forma cooperativa.

Il concorso compie quest’anno 18 anni: tanto è passato dal 2001, anno della prima edizione dell’iniziativa voluta dalla Lega delle Cooperative di Imola con il nome di Experiment, rimasto fino al 2017 quando fu cambiato, appunto, in Vitamina C. L’edizione 2019 è promossa, come già accade da qualche anno, da Aci (Lega e Confcooperative) in collaborazione con Legacoop Bologna, con il contributo della Camera di Commercio e di alcuni sponsor, il patrocinio di Ufficio scolastico regionale E/R, Ciist e Comuni del territorio. Nove i gruppi di studenti in gara (erano 10, ma uno si è ritirato), tutti frequentanti la quarta superiore nelle scuole del circondario imolese: quattro gruppi appartengono all’Alessandro da Imola, due all’istituto Scarabelli, due al Canedi di Medicina e uno al Paolini.

Tutti gli elaborati dovranno essere pronti entro il 4 maggio e che saranno caricati sul sito www.cooperativeimolesi.it per dare la possibilità a chiunque di esprimere il proprio voto online a partire dal 6-7 maggio. L’ambito premio finale, che andrà ai primi tre progetti classificati, sarà un viaggio, la cui metà verrà svelata solo nel corso della premiazione che si svolgerà lunedì 20 maggio 2019, alle 9.30, nella Sala delle Stagioni in via Emilia 25 a Imola. (mi.ta.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio 

Nella foto un momento della premiazione 2018

Vitamina C, torna il concorso di Alleanza delle Cooperative per imparare a fare impresa
Economia 25 Aprile 2019

Bestseller, cordoglio di Castel San Pietro per la morte dei tre figli del magnate danese Povlsen

Fra le vittime degli attentati avvenuti in Sri Lanka il giorno di Pasqua ci sono anche tre dei quattro figli di Anders Holch Povlsen, il miliardario e imprenditore proprietario della catena di abbigliamento internazionale Bestseller, la cui sede italiana si trova a Castel San Pietro, nell”edificio di fronte alla stazione. Proprio pochi giorni fa si era svolto un importante incontro tra azienda e Amministrazione comunale riguardante nuovi investimenti tra Castello e la frazione di Osteria Grande. La famiglia Povlsen si trovava a Colombo, capitale cingalese, in vacanza. 

Sulla pagina Facebook del Comune e su quella del sindaco Fausto Tinti è stato pubblicato un messaggio di cordoglio: “Il sindaco, l”Amministrazione comunale e l”intera città di Castel San Pietro Terme sono addolorati e affettuosamente vicini a Anders Holch Povlsen, alla sua famiglia e a Bestseller Italia per la tragica e incomprensibile perdita dei tre figli. Una morte inaccettabile e incomprensibile perché fondata sull”odio religioso. Bestseller Italia con Bjorn Iversen Ceo sono sempre stati vicini alla nostra città con la loro voglia di fare buona impresa e dare occupazione e futuro ai nostri figli e figlie. Non siete e non sarete soli”. (r.cr.)

Economia 25 Aprile 2019

Bestseller si ingrandisce, nuove assunzioni e più parcheggi per la stazione di Castello

Nuovi parcheggi per l’area a sud della stazione ferroviaria, un tratto di pista ciclabile e una nuova area verde: sono questi i consistenti interventi, che l’azienda Bestseller Italy Spa si è impegnata a realizzare in base alla nuova convenzione siglata con l’Amministrazione comunale. In cambio, vista la necessità di ampliare lo spazio espositivo all’interno della sede, la multinazionale danese ha acquisito da un’asta fallimentare una casa abbandonata di 400 metri quadrati in via Gramsci per adibirla a uffici. L”accordo prevede la modifica dell’asse viario che sarà orientato verso l’ingresso della stazione e si presenterà come viale alberato. Questo rotazione consentirà la realizzazione di 40 parcheggi al posto dei 15 presenti attualmente e di una pista ciclabile tangente la nuova recinzione, che si andrà a collegare a quella di via Gramsci realizzata già in parte dal Comune.

La multinazionale danese di proprietà della famiglia Holch Povlsen, miliardario, azionista anche di aziende leader dell’e-commerce (come la britannica Asos e la tedesca Zalando), produce e distribuisce in 45 paesi abbigliamento da donna, uomo e bambino, ed ha la sede operativa per l’Italia nell’edificio che si trova di fronte alla stazione ferroviaria castellana, dove oggi lavorano un’ottantina di dipendenti. L’edificio, in origine un vecchio mulino poi sede del Consorzio agrario, è stato ristrutturato una ventina di anni fa dall’architetto Francesco Coppola, che per un po’ vi portò anche la sede del suo Loop Design Center.

«Ricominciamo a lavorare con Bestseller dopo alcuni anni di stallo» ha ricordato il sindaco Fausto Tinti dopo l’incontro tenutosi nei giorni scorsi con Bjorn Iversen, amministratore delegato del gruppo Bestseller, l’assessore ai Lavori pubblici castellano Giuliano Giordani, il dirigente dell’Ufficio tecnico comunale Angelo Premi e lo stesso architetto Francesco Coppola, progettista di Bestseller Italy Spa. Il progetto di ampliamento, infatti, era già stato oggetto di una convenzione diversi anni fa, poi si era fermato tutto per motivi dovuti sopratutto alla crisi economica generale e dell’edilizia.

«Finalmente, dopo un anno e mezzo di difficoltà, vediamo la luce, c’è futuro e possiamo continuare la nostra crescita – ha aggiunto Iversen -. Ora è il momento giusto per investire, per fare nuove assunzioni: ne sono previste qualche decina in Italia, di cui una decina qui a Castel San Pietro. Oggi in Italia Bestseller conta 37 negozi monomarca, a gestione diretta, ad insegna Jack & Jones, e si prefigge l’obiettivo ambizioso, condizioni di mercato permettendo, di arrivare fino a 150. La sede di Castel San Pietro, ospita anche la direzione della società Bestseller Stores che si occupa dei negozi Jack & Jones. Quindi ci serve più spazio. E, se questa positività continuerà, potremo completare anche il gradino successivo previsto dal progetto iniziale, con lo sviluppo dell’atelier». Oltre all’investimento su Castello, l’azienda ha preso in affitto un capannone di 1000 metri quadrati a Osteria Grande da adibire a magazzino.

«Come è avvenuto anche nel caso di altri recenti insediamenti o dello sviluppo di altre attività promossi da questa Amministrazione Comunale – ha tenuto a sottolinerare Tinti -, l’ampliamento di Bestseller avviene in modo sostenibile, attraverso il recupero di un edificio abbandonato che, in quanto tale, creava problemi ai cittadini residenti negli appartamenti adiacenti. E in più i vantaggi dell’espansione di questa impresa riguardano non solo Castel San Pietro Terme, ma anche Osteria Grande, dove viene trasferita una parte dell’attività, con l’utilizzo di un capannone vuoto».

Nelle foto un rendering panoramico con i lavori previsti dalla convenzione e l”incontro per la sigla della convenzione, da sinistra il sindaco Tinti, Iversen, Coppola, Premi e Giordani.

Bestseller si ingrandisce, nuove assunzioni e più parcheggi per la stazione di Castello
Economia 23 Aprile 2019

La Cooperativa ceramica di Imola premiata negli Usa alla fiera internazionale di Orlando

Premio «Best in show» allo stand di Cooperativa ceramica d’Imola all’interno di Coverings 2019, la più grande fiera internazionale di settore del Nord America, che si è svolta dal 9 al 12 aprile ad Orlando, in Florida. Su circa 1.100 espositori, provenienti da 90 Paesi, lo stand dell’azienda imolese è risultato nella rosa dei sei migliori per design, creatività, esposizione dei prodotti, uso dello spazio e presentazione complessiva.

In particolare, Coop. ceramica si è distinta nella categoria «Urban modern». Come spiega il sito della fiera, lo stand imolese ha messo in risalto tre temi – bianco, metallo e legno – per un look nuovo ed accattivante. «Il design contemporaneo – spiegano gli organizzatori – ha evidenziato una varietà di differenti tipologie di prodotti simili a marmo, metallo e legno, offrendo una gamma di opzioni per la casa moderna». Lo scorso anno, invece, il premio «Overall best in show» era andato alla Florim di Mordano per il design distintivo e l’uso dello spazio studiato per il proprio stand a due piani, in cui spiccavano l’attenzione al dettaglio e gli elementi architetturali. (r.cr.)

Nella foto: il presidente di Coop. Ceramica, Stefano Bolognesi, mostra il premio «Best in show» al Coverings 2019

La Cooperativa ceramica di Imola premiata negli Usa alla fiera internazionale di Orlando
Economia 21 Aprile 2019

Torna l'interesse per gli animali da cortile, alla scoperta del pollo romagnolo e dell'oca di Romagna

Pollo romagnolo, oca romagnola, anatra romagnola, colombo romagnolo, tacchino romagnolo, tacchino di Parma e Piacenza, gallina modenese. Tutte razze presenti da sempre nelle aie dei contadini, ma via via soppiantate da razze più produttive. Così, per evitarne l’estinzione, alcuni agricoltori appassionati delle province di Bologna, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini hanno dato vita nel 2007 ad Arvar, l’Associazione razze e varietà autoctone romagnole, strumento di conoscenza della storia e della vita delle comunità locali rurali e con l’obiettivo di tramandarne il patrimonio culturale, ambientale, sociale e gastronomico.

In particolare, tra i pennuti, fin dal primo momento a riscuotere la maggiore attenzione sono stati il pollo romagnolo e l’oca di Romagna. «Anzi – ci spiega Davide Montanari, allevatore imolese di avicoli e colombi di razza romagnola in selezione e socio Arvar – la decisione di dare vita all’associazione è dovuta proprio al pollo romagnolo». Che sembrava una razza perduta, estinta. I primi documenti che parlano del pollo romagnolo risalgono infatti a fine Ottocento. Nel 1930 questa razza era presente ad una mostra avicola a Londra, poi un limbo documentale e non solo, che ne faceva temere la scomparsa.

Ma nel 1997 un anziano allevatore della campagna ravennate segnalò di avere ancora un ultimo nucleo (circa una trentina di esemplari) della razza locale di polli. Un dottorando della facoltà di Medicina veterinaria di Parma, Alessio Zanon, recuperò questi animali che parevano proprio di razza romagnola. Le analisi genetiche ne confermarono poi l’appartenenza e così partì un progetto (Agrobiodiversità nell’Appennino romagnolo) mirante alla diffusione della razza attraverso l’impegno diretto di Tiziana Nasolini, allora direttrice della Centrale ortofrutticola di Cesena (oggi Alimos), e dell’agronomo Stefano Tellarini di Faenza. La Centrale di Cesena cominciò a incubare le uova che settimanalmente le venivano inviate dall’Università di Parma e si cominciò così ad assegnare i primi pulcini di pollo romagnolo agli allevatori custodi. Nel 2015 la razza è stata riconosciuta dalla Regione Emilia Romagna. A Imola sono due le aziende agricole che vendono al dettaglio le uova di pollo romagnolo da mensa: l’A-zienda agricola Betti Roberto di via Punta 85/A e l’Azienda agricola «Il Colombarotto», con punto vendita denominato «La Bottega del contadino» in via Selice 191.

Un altro animale che merita un interesse speciale e che non mancava mai nelle aie dei contadini è sicuramente l’oca di Romagna o romagnola, meglio conosciuta in tutto il mondo col nome di oca di Roma, denominazione quest’ultima che le è stata data dagli avicoltori spagnoli di Barcellona quando, nel maggio del 1924, la nostra razza venne presentata in quella città ad una esposizione mondiale. In quell’occasione i visitatori si domandarono se la romagnola appartenesse alla razza che salvò il Campidoglio dalle truppe galliche di Brenno nel lontano 382 a.C. e fu gioco facile farglielo credere. Tant’è che ancor oggi negli Stati Uniti viene allevata in purezza l’oca romagnola denominata come Roman goose.

«Il mercato di Lugo era il centro di commercializzazione delle piccole ochette di razza romagnola – racconta Montanari, che possiede quelle molto rare definite ciuffate per il loro caratteristico e simpatico ciuffo sulla testa -. Era compito delle donne mettere a cova le uova di quest’oca sotto alle tacchine romagnole, apprezzate per la grande attitudine alla cova». L’oca romagnola era considerata il maiale dei poveri perché con le sue carni pregiate si potevano realizzare alcune preparazioni a lunga conservazione, come la carne sotto grasso o il prosciutto e il salame d’oca.  Retaggi di civiltà contadina che è giusto conservare, motivo per cui l’Arvar organizza e promuove iniziative in tutta la regione. Dopo la terza edizione de L’Aja in piaz-za, che si è svolta recentemente a Imola, e Agriolodi metà aprile a Riolo Terme, a maggio si terrà la sagra paesana di Bastia di Ravenna, per poi tornare a Imola dal 14 al 16 giugno con la Fiera agricola del Santerno. (al.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18

Nelle immagini Davide Montanari con esemplari di pollo romagnolo e oca di Romagna

Torna l'interesse per gli animali da cortile, alla scoperta del pollo romagnolo e dell'oca di Romagna
Economia 21 Aprile 2019

Clai, all’estero va forte il prosciutto di Parma bio

«Anche in un settore saturo come quello delle carni e dei salumi noi cresciamo, grazie a innovazione, investimento in ricerca e sviluppo, collaborazioni con l’Università di Bologna». Così il direttore generale della Clai, Pietro D’Angeli, ha anticipato l’andamento 2018 della cooperativa produttrice di salumi e carni fresche, in un incontro con la stampa in cui sono state presentate anche le novità per l’anno in corso. «Il 2018 è stato positivo – riassume D’Angeli -. Sono cresciute le vendite sia in Italia che all’estero e abbiamo creato lavoro. Anche per i primi tre mesi del 2019 i segnali sono positivi, i numeri ci dicono che stiamo andando nella direzione giusta».

Nel 2018 i volumi del gruppo, composto dalla cooperativa Clai e dalla società Zuarina di Langhirano produttrice di prosciutti di Parma anche bio, sono aumentati del 3%. Il fatturato Clai è stato di 266,6 milioni di euro. «Negli ultimi dieci anni – prosegue – lo sviluppo del comparto export salumi è stato continuo e costante, ? no a raggiungere nell’ultimo anno l’incidenza del 21 per cento sul fatturato. Le esportazioni hanno sbocco in oltre 30 nazioni diff erenti, anche se i volumi si suddividono principalmente tra Gran Bretagna, Francia, Spagna e Germania». Bene anche Zuarina, il cui fatturato si attesta a circa 11 milioni di euro, con l’export che incide per il 40%. «I principali mercati esteri sono Giappone, Usa ed Europa. Da segnalare la particolare attenzione che la proposta bio di Zuarina sta riscontrando sul mercato francese, svizzero e tedesco». L’Italia invece è ancora fanalino di coda in un settore di «supernicchia», dove il prezzo rappresenta «un aspetto che non concorre a far diventare i prodotti bio prodotti di massa – commenta il direttore -. E si rischia di demonizzare i prodotti non bio. In Italia, infatti, i controlli funzionano grazie alle veri? che attente della sanità e dei Nas». (lo.mi.)

L”articolo completo su «sabato sera» del 18 aprile.

Nella foto: in primo piano, il prosciutto di Parma «Zuarina»

Clai, all’estero va forte il prosciutto di Parma bio
Economia 19 Aprile 2019

Parziale chiusura durante le feste pasquali per la Cooperativa Ceramica e per la Florim di Mordano

Anche il settore ceramico risente del rallentamento che sta riguardando l’economia italiana. Secondo Confindustria Ceramica, «nel 2018 l’industria italiana delle piastrelle, dopo un quinquennio di continua crescita, ha registrato una battuta d’arresto di produzione, vendite ed export». Un trend che a fine anno il presidente di Confindustria ceramica, Giovanni Savorani, motivava in questi termini: «Il commercio internazionale di tutti i settori risente delle crescenti tensioni commerciali a livello mondiale, e in particolare tra Stati Uniti e Cina, che generano incertezza presso consumatori e operatori professionali. Recenti analisi dimostrano che i Paesi che soffrono maggiormente di questa situazione sono i forti esportatori e quelli dall’elevato debito pubblico, condizioni entrambe che riguardano l’Italia».

I dati Istat, riportati da Unioncamere Emilia Romagna, dicono che nel 2018 il settore dell’industria ceramica, alla voce export, è l’unico ad aver chiuso con una dinamica negativa (-3,5%). Questo è il contesto che sul finire del 2018 ha spinto alcune aziende ad allungare la tradizionale fermata natalizia per evitare un accumulo eccessivo di scorte. Le fermate si ripeteranno in via eccezionale anche in occasione delle prossime festività pasquali. E’ anche vero che quest’anno il calendario vede cadere nella stessa settimana il Lunedì di Pasqua e il 25 Aprile, concomitanza che ha fatto optare anche le aziende del nostro territorio per una chiusura straordinaria.

In Cooperativa ceramica d’Imola il «fermo» andrà dal 20 aprile al 5 maggio compresi. Dei circa 1.160 lavoratori all’attivo faranno eccezione gli impiegati e gli addetti del magazzino spedizioni oggi centralizzato in via Correcchio e sempre aperto. Inoltre, nello stabilimento di Faenza i tre reparti di rettifica, lappatura e cernita resteranno chiusi solo a rotazione. Questo per permettere alle maestranze di evadere una grossa commessa, arrivata un paio di settimane fa da un nuovo cliente americano. Anche alla Florim di Mordano, dove lavora una settantina di addetti, il reparto grès andrà in ferie dal 20 aprile al 1° maggio compresi. Forni sempre accesi, invece, nel nuovo reparto 4.0, oggi interconnesso al nuovo polo produttivo che l’azienda ha avviato a inizio anno a Fiorano Modenese, che continuerà a produrre le grandi lastre. Il mercato premia i grandi formati, che nel 2018 in Florim hanno visto aumentare le vendite di circa il 3%. (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 18 aprile

Parziale chiusura durante le feste pasquali per la Cooperativa Ceramica e per la Florim di Mordano
Economia 19 Aprile 2019

Cambio al vertice per due categorie della Cgil Imola: Liviana Giannotti segretaria Filcams, Veruska Grementieri alla Flai

Liviana Giannotti è la nuova segretaria della Filcams-Cgil di Imola. L’assemblea generale della categoria, che rappresenta i lavoratori del commercio, turismo e servizi, si è riunita lo scorso 9 aprile alla presenza del segretario della Filcams regionale Paolo Montalti e l’ha eletta con 20 voti a favore, un astenuto e una scheda bianca. Sindacalista della Cgil di Imola dal 1989, con esperienza in diverse ca-tegorie e da ultimo alla guida della Flai, Liviana Giannotti succede a Morena Visani, entrata a tempo pieno nella segreteria confederale della Camera del lavoro imolese. «La Filcams – spiega Giannotti – è la categoria in cui ho svolto la mia prima esperienza sindacale quando sono uscita in distacco dalla mia azienda molti anni fa. Ora è diventata la prima categoria della Camera del lavoro di Imola per numero di iscritti, oltre 2 mila. Mi impegnerò per portare avanti il buon lavoro svolto fin qui da chi mi ha precedu-to».

Alla guida della Flai, categoria che rappresenta i lavoratori del settore agroalimentare, subentra alla Giannotti Veruska Grementieri. Lunedì 15 aprile, infatti, è stata eletta dall’assemblea generale della categoria, alla presenza del segretario Flai Emilia Romagna, Umberto Franciosi: 11 i voti a favore e un astenuto. Grementieri ha iniziato la sua esperienza sindacale come Rsu in Coop Adriatica, per poi diventare funzionaria della Filcams-Cgil di Imola nel 2010, dove è rimasta fino a oggi. «Ringrazio le delegate e i delegati per la fiducia – ha affermato – e conto sul loro supporto per svolgere al meglio il ruolo che mi è stato assegnato». (r.cr.)

Nelle foto: a sinistra Liviana Giannotti con Paolo Montalti, a destra Veruska Grementieri

Cambio al vertice per due categorie della Cgil Imola: Liviana Giannotti segretaria Filcams, Veruska Grementieri alla Flai
Economia 17 Aprile 2019

Arriva “Imola City Hub', il progetto da 5,2 milioni di euro che potrebbe lanciare in orbita il primo satellite imolese

Imola potrebbe avere, in un futuro non troppo lontano, il proprio satellite in orbita a 500 chilometri da terra e in grado di monitorare il territorio, transitando sopra la città a cadenza quindicinale o settimanale. Il condizionale è d’obbligo, perché ancora non si conosce l’esito del bando europeo «Urban innovative actions» (Uia) che permetterebbe di finanziare il progetto, del costo di oltre 5 milioni e 200 mila euro, proposto dal Comune nel ruolo di capofila assieme a quattro aziende imolesi che metteranno in rete le loro competenze: Npc-Spacemind (na-nosatelliti per la raccolta dati), SisTer (analisi ed elaborazione dati), Imola Informatica (aggregazione e archiviazione dati), Antreem (interfacce utente per piattaforma web e smartphone).

Per ora si sa che il progetto «Imola city hub» è stato ammesso alla selezione assieme ad altri 174 progetti e che, di questi, ne verranno finanziati 25, con una probabilità di riuscita quindi che si aggira attorno al 14%. Ma l’Amministrazione comunale è ottimista e ha anticipato i dettagli in una conferenza stampa che si è svolta il 2 aprile alla presenza anche della sottosegretaria alle Politiche agricole alimentari e forestali, Alessandra Pesce. Il progetto in questione risponde al tema della «Transizione digitale», riguardante idee sulla digitalizzazione dei servizi delle città europee, finalizzate a sviluppare servizi pubblici digitali, riducendo il peso amministrativo e burocratico sui cittadini. Tradotto per Imola: un sistema che permette, ad esempio, di mettere in contatto gli imolesi con la Pubblica amministrazione, proporre referendum con voto online all’insegna della democrazia diretta, migliorare i servizi digitali esistenti, analizzare la situazione del dissesto idrogeologico, monitorare strade, parcheggi e flussi turistici (tramite l’uso delle celle telefoniche), ottenere dati sulla qualità dell’aria e per l’agricoltura, avviare percorsi di attrattività turistica.

In caso di vincita, il programma della Commissione europea finanzierà l’80% dei costi, mentre la parte restante, circa 1 milione e 200 mila euro, sarà ripartita tra i partner del progetto. Per quanto riguarda il Comune, ha precisato il vicesindaco e assessore allo Sviluppo economico Patrik Cavina, «metteremo a disposizione il personale e uno spazio fisico all’interno del centro storico (al momento non ancora individuato), per supportare l’alfabetizzazione informatica del cittadino e introdurlo ai servizi digitali offerti dal Comune».Un altro obiettivo è riuscire ad aumentare il numero degli imolesi iscritti alla rete regionale Lepida. «Oggi sono 5 mila, ma nei prossimi tre anni puntiamo a coinvolgere 20 mila cittadini» ha puntualizzato Cavina. Il satellite potrebbe essere utilizzato anche da altri Comuni, «ad esempio quelli gemellati con Imola – ha poi proseguito il vicesindaco -. Questa esperienza potrebbe essere portata a livello dei Comuni del ConAmi». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile 

Nella foto la presentazione del progetto “Imola City Hub”

Arriva “Imola City Hub', il progetto da 5,2 milioni di euro che potrebbe lanciare in orbita il primo satellite imolese
Economia 16 Aprile 2019

Sacmi ha inaugurato Innovation Lab, la struttura di ricerca cofinanziata da un bando regionale

L’assessore alle Attività produttive della Regione Emilia Romagna, Palma Costi, ed il presidente nazionale di Legacoop, Mauro Lusetti, hanno inaugurato martedì 9 aprile, l’Innovation Lab creato da Sacmi nel 2017, struttura di ricerca cofinanziata dal bando regionale sull’attrattività degli investimenti in settori avanzati di Industria 4.0 (Por Fesr 2014-2020) e candidata a diventare nodo della Rete Alta Tecnologia dell’Emilia Romagna. In pratica, un laboratorio dedicato alle attività di ricerca e sviluppo nell’applicazione dell’Internet of things e delle tecnologie abilitanti 4.0.

Tra i compiti dell’Innovation lab, però, non c’è solo l’individuazione di tecnologie abilitanti al servizio di Industria 4.0, ma anche e soprattutto la formazione delle figure professionali necessarie a gestire questo tipo di progetti ed a tradurli in una strategia vincente per il tessuto produttivo. Non è un caso, quindi, se martedì ha preso il via anche Rethinking the future, ciclo di incontri e seminari sui temi della rivoluzione 4.0 nel mondo delle imprese. Sei appuntamenti, all’auditorium 1919 di via Selice Provinciale, per aprire una «finestra sul futuro», secondo la definizione del professor Raffaele Secchi, docente alla Liuc Business School e curatore scientifico della rassegna. Sacmi, cooperativa fondata nel 1919, intende infatti celebrare i suoi cent’anni di storia aziendale all’insegna dell’innovazione, della qualificazione del lavoro, della sinergia con il territorio.

«Sacmi – ha ricordato il presidente Paolo Mongardi – nasce nel 1919 dal coraggio e dalla determinazione di nove persone, accomunate da un ideale: il miglioramento delle condizioni di vita attraverso il lavoro. In questi 100 anni di storia la nostra cooperativa ha raggiunto i vertici della manifattura mondiale grazie alla capacità di uomini straordinari di riconoscere ed anticipare il cambiamento, secondo le peculiari sfide poste da ogni epoca storica e contesto socioeconomico. Fare la nostra parte in questa delicata fase di trasformazione, che pensiamo altrettanto densa di opportunità per le nostre imprese e i nostri territori, è l’obiettivo di questi incontri che proseguiranno per tutto il 2019 per celebrare il centenario». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 aprile

Nella foto l”assessore regionale Palma Costi in visita a Sacmi accompagnata dal presidente Paolo Mongardi

Sacmi ha inaugurato Innovation Lab, la struttura di ricerca cofinanziata da un bando regionale

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