Economia

Economia 5 Dicembre 2019

Crisi BIo-On, il 13 dicembre in Regione nuovo tavolo di salvaguardia per l'occupazione e la continuità aziendale

Un altro tavolo convocato in Regione per la crisi Bio-On. Il nuovo incontro è in agenda per il 13 dicembre prossimo, a partire dalle 10, con l”obiettivo di garantire la salvaguardia occupazionale e la continuità aziendale. Al riguardo, l”assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi e il vicesindaco della Città metropolitana, e sindaco di Castel San Pietro Terme, Fausto Tinti, affermano di ritenere che «le azioni intraprese dall”amministratore giudiziario possano andare in questa direzione». L”amministratore giudiziario Luca Mandrioli ha infatti sottolineato, nei giorni scorsi, di «aver avviato lo studio di un”operazione di ristrutturazione del debito volta a preservare la continuità aziendale e consentire il risanamento dell”impresa, evitando che venga dissolta l”organizzazione produttiva nelle sue componenti di occupazione, tecnologiche e di avviamento».

La nota inviata dalla Regione sottolinea inoltre che «le istituzioni sono costantemente in contatto con l”amministratore giudiziario e informate  in merito alle attività svolte per gestire l”attuale fase» e che «Regione, Agenzia regionale per il lavoro e Città metropolitana continuano l”attività per definire un quadro di possibili tutele sociali per i lavoratori coinvolti». Alla nuova riunione del tavolo saranno presenti l”assessore Palma Costi per la Regione, rappresentanti della Città metropolitana, dei lavoratori e l’amministratore giudiziario Mandrioli. 

La precedente riunione del tavolo regionale relativa a Bio-On, l”azienda di bioplastiche finita nella bufera dopo le misure cautelari che hanno raggiunto i suoi vertici, il presidente Marco Astorri (dimessosi nelle settimane scorse), il vicepresidente Guido Cicognani e il presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio, tutti e tre indagati per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. si è svolta l”8 novembre scorso. Successivamente l”amministratore giudiziario della stessa Bion-on, presente con uno stabilimento a Gaiana di Castel San Pietro, nel quale lavora la metà circa dei 100 dipendenti complessivi. aveva annunciato la sospensione di tutti i pagamenti, stipendi compresi. (r.cr.)

Crisi BIo-On, il 13 dicembre in Regione nuovo tavolo di salvaguardia per l'occupazione e la continuità aziendale
Economia 29 Novembre 2019

Il 2 dicembre Sacmi compie 100 anni, un sabato di festa per tutti per celebrare la ricorrenza

Era il 2 dicembre 1919 quando, all’indomani della prima guerra mondiale, nove meccanici e fabbri imolesi disoccupati si presentarono di fronte al notaio per costituire la Società anonima cooperativa meccanici Imola. Ecco i loro nomi: Luigi Santandrea, Filiberto Gamberini (poi sostituito da Primo Ermanari), Tiepolo Castaldi, Paolo Nonni, Giovanni Bartoli, Guido Selvatici, Vincenzo Franceschelli, Aldo Galassi e Armando Panari. Il capitale sociale era di appena 5.000 lire e con un mutuo di 25.000 lire concesso dall’allora Banca cooperativa di Imola furono acquistate le prime attrezzature (un tornio, una limatrice, alcuni trapani, l’impianto per la saldatura autogena e utensileria varia). Cento anni dopo, il gruppo Sacmi occupa 4.500 persone, detiene altrettanti brevetti industriali ed è leader internazionale nei settori delle macchine per ceramica, packaging, beverage closures, metals e materiali avanzati.

Nell’ambito delle celebrazioni approntate per il centenario della cooperativa Sacmi, domani sabato 30 novembre la cittadinanza potrà visitare, dalle ore 8.30 alle 18, la sede di via Selice Provinciale 17A. «Abbiamo pensato a questa giornata – spiega Paolo Mongardi, presidente di Sacmi Imola – con l’obiettivo preciso di stimolare un’occasione di partecipazione e confronto con la città. Una giornata che vogliamo trascorrere all’insegna dello stare insieme, della condivisione di orizzonti e valori come quelli della cooperazione, che hanno fatto la storia e la ricchezza di questo territorio». «Quella di Sacmi è una storia straordinaria che accompagna tutte le fasi della crescita industriale dell’Italia e della città di Imola, cuore di quel movimento cooperativo che ha dato forma e sostanza ad un sogno: creare benessere condiviso attraverso il lavoro», sottolinea Mongardi. Una «storia straordinaria» perché la Sacmi ha saputo affrontare ogni fase di cambiamento con lungimiranza, coniugando innovazione e attenzione al cliente con un insieme di valori (mutualità, solidarietà, radicamento sul territorio) ancora oggi alla base delle scelte aziendali.

«Proprio per questo – prosegue il presidente – abbiamo scelto di accompagnare questo anno di celebrazioni del nostro primo centenario di storia con un percorso di incontri di formazione sul cambiamento, e in particolare sulle tematiche legate alla digitalizzazione 4.0 della produzione e dei servizi». Incontri che hanno totalizzato 2.400 presenze, «segno – spiega Mongardi – della forte consapevolezza da parte delle nostre maestranze e dell’intero territorio di quale sia la posta in gioco: il cambiamento va inquadrato, guidato, anticipato nei giusti tempi e con la stessa straordinaria lungimiranza dei nostri padri fondatori». (r.cr.)

Il servizio completo dedicato al centenario della Sacmi è su «sabato sera» del 28 novembre

Il 2 dicembre Sacmi compie 100 anni, un sabato di festa per tutti per celebrare la ricorrenza
Economia 21 Novembre 2019

Crisi Bio-On, la produzione è ferma, ma i dipendenti restano al lavoro anche se non pagati

La buona notizia (se così si può definire) è che non sono ancora state escluse «possibili prospettive di continuità per l’azienda», la cattiva è che «in attesa di aver concluso tutti i necessari e dovuti approfondimenti, verrà sospeso qualunque tipo di pagamento e quindi, a titolo esemplificativo, i pagamenti dovuti nei confronti di dipendenti, fornitori ed istituti di credito».

Avevamo già annunciato nei giorni scorsi (leggi l”articolo) la decisione di Luca Mandrioli, nominato dal Tribunale amministratore giudiziario di Bio-On fino al 30 aprile 2020, di procedere alla sospensione di tutti i pagamenti, stipendi compresi. Ora facciamo più diffusamente il punto sulla situazione della società bolognese attiva nel settore delle bioplastiche e quotata in borsa, finita nella bufera un mesetto fa all’indomani delle misure cautelari che hanno raggiunto i suoi vertici, ossia il presidente (ora dimissionario) Marco Astorri, il vicepresidente Guido Cicognani e il presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio, tutti e tre indagati per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato. Per Astorri il gip ha poi accolto la richiesta presentata dai suoi legali, sostituendo l’iniziale misura degli arresti domiciliari con un’altra misura interdittiva (in pratica gli è vietato svolgere le precedenti funzioni, così come a Cicognani e a Capodaglio).

L’operazione della guardia di finanza, che vede indagate altre sei persone (fra amministratori, sindaci, direttore finanziario e revisore), si è sviluppata soprattutto dal mese di luglio, quando è stata rilevata una forte anomalia nell’andamento del titolo di Bio-On a seguito della pubblicazione di un report da parte del fondo speculativo di investimento statunitense Quintessential, che ne metteva in discussione la veridicità dei dati contabili e la solidità finanziaria, definendo l’azienda un «castello di carte» e «una grande bolla», paragonandola al crac Parmalat. Da qui la necessità di dotare Bio-On di un amministratore che deve, tra le altre cose, verificare «la situazione contabile, economica e finanziaria» e accertare «la persistenza della continuità aziendale» anche in riferimento «all’andamento e al mantenimento dell’impianto di Castel San Pietro».

In via Legnana a Gaiana, infatti, nell’estate del 2018 è stato inaugurato il primo stabilimento produttivo, nel quale attualmente lavorano 50 dipendenti, molti dei quali giovani e con contratto a tempo indeterminato. Bio-On, se fino a quel momento aveva concentrato la sua attività nella commercializzazione di brevetti, ora iniziava anche a produrre la cosiddetta bioplastica Phas, ottenuta nutrendo batteri con scarti di barbabietola o melasso derivato dalla frutta all’interno di enormi fermentatori nei quali si agisce sulla pressione e la temperatura (stando all’indagine delle fiamme gialle, la produzione era molto inferiore a quella dichiarata dai vertici aziendali). Ora, con la scelta di Mandrioli di sospendere tutti i pagamenti (gli stipendi risultano versati fino a settembre), la produzione si è inevitabilmente fermata. «I fermentatori hanno smesso di produrre da lunedì 11 novembre – aggiorna Tiziana Roncassaglia della Filctem Cgil di Imola -, ma gli operai continuano a presidiare su un doppio turno perché è un impianto che non può essere spento. Anche i ricercatori continuano a lavorare dimostrando grande attaccamento all’azienda». (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 21 novembre

Nella foto lo stabilimento Bio-On di Gaiana di Castel San Pietro

Crisi Bio-On, la produzione è ferma, ma i dipendenti restano al lavoro anche se non pagati
Economia 15 Novembre 2019

Un convegno organizzato da Sacmi per spiegare la rivoluzione 4.0 fra megatrend e «transumanesimo»

La vera rivoluzione 4.0 nel mondo dell’impresa è quella che rimette al centro l’uomo, le proprie competenze, valori, la capacità di progettare e guidare il cambiamento. Questa la tesi, dimostrata da numerose analisi e testimonianze, emersa dal ciclo di incontri «Re-thinking the future», organizzato nei mesi scorsi da Sacmi Imola per celebrare i suoi 100 anni di attività. Formare il proprio personale, attraverso dati, analisi e le migliori testimonianze d’impresa, è stato lo scopo principale dell’iniziativa, che nei precedenti incontri ha visto una partecipazione media di oltre 400 persone. L’evento conclusivo, dal titolo «Ri-conoscere il cambiamento», si terrà domani, sabato 16 novembre, all’Auditorium 1919 di via Selice 17/a (ore 9.30) e, questa volta, sarà aperto al pubblico.

Una scelta, motiva l’azienda, «per condividere con la cittadinanza il valore di un percorso di straordinaria attualità per l’intero sistema economico imolese e regionale», ma anche, sottolinea il presidente Paolo Mongardi, «un’occasione di incontro con il territorio, per confrontarsi su temi di grande attualità per tutti, non solo imprese ma anche vita quotidiana». Il tema del cambiamento digitale sarà declinato da relatori di spicco: Raffaele Secchi, direttore della Liuc Business School, parlerà dei «megatrend dell’innovazione tecnologica», ovvero quelle tendenze che coinvolgono il mondo economico ma, prima di tutto, la società e la demografia a livello internazionale. Andrea Pontremoli, già al vertice diI bm Italia e attuale amministratore delegato di Dallara, storico brand della motor valley emiliana protagonista dal 1972 nell’engineering e progettazione di veicoli sportivi ad alte prestazioni, interverrà sulla via italiana alle sfide del futuro.

Alberto Forchielli, imprenditore e investitore di origini imolesi, ben noto al grande pubblico per le sue lucide analisi sulla globalizzazione della manifattura e dei mercati, spiegherà come imprese e territorio possono tenere il passo dell’evoluzione tecnologica. In chiusura, un’analisi del «transumanesimo», quel fenomeno che riposiziona radicalmente il ruolo dell’uomo nell’era della digitalizzazione dei processi e della manifattura, con la tavola rotonda condotta dalla giornalista Rai Barbara Carfagna. L’evento è aperto al pubblico fino a esaurimento posti, previa registrazione alla pagina https://sacmiweb.sacmi.com/it-IT/Convegno-Riconoscere-il-Cambiamento.aspx. (r.cr.)

La foto di Alberto Forchielli è tratta dalla pagina Facebook dello stesso imprenditore

Un convegno organizzato da Sacmi per spiegare la rivoluzione 4.0 fra megatrend e «transumanesimo»
Economia 13 Novembre 2019

Crisi Bio-on, l'amministratore giudiziario comunica la sospensione di tutti i pagamenti, stipendi compresi

Pagamenti sospesi, compresi gli stipendi dei dipendenti, per Bio-on, l”azienda attiva nel settore delle bioplastiche finita al centro di un”inchiesta della Procura di Bologna per false comunicazioni e manipolazione di mercato. Lo ha comunicato in una nota Luca Mandrioli, amministratore giudiziario della stessa Bion-on, presente con uno stabilimento a Gaiana di Castel San Pietro, nel quale lavora la metà circa dei 100 dipendenti complessivi. «In attesa di aver concluso tutti i necessari e dovuti approfondimenti, verrà sospeso qualunque tipo di pagamento e quindi, a titolo esemplificativo, i pagamenti dovuti nei confronti di dipendenti, fornitori ed istituti di credito», si legge nel breve comunicato firmato dal dottor Mandrioli, che ricorda di avere partecipato venerdì scorso all”incontro convocato dalla Regione Emilia-Romagna nell”ambito delle attività del Tavolo metropolitano di salvaguardia del patrimonio produttivo dell”azienda.

Nel corso dell”incontro, al quale erano presenti l’assessore regionale alle Attività produttive Palma Costi, il vicesindaco della Città metropolitana e sindaco di Castel San Pietro Fausto Tinti, sindacati e sindaci dei comuni interessati, Mandrioli ha illustrato i risultati del primo quadro ricognitivo, non escludendo possibili prospettive di continuità per l’azienda. In attesa che il tavolo venga riconvocato, cosa che avverrà quando emergeranno elementi nuovi da parte dell”amministratore, si terrà a breve una riunione tecnica per valutare l”eventuale ricorso agli ammortizzatori sociali per i lavoratori. (r.cr.)

Crisi Bio-on, l'amministratore giudiziario comunica la sospensione di tutti i pagamenti, stipendi compresi
Economia 9 Novembre 2019

All'hotel Molino Rosso una giornata di studi sul nocciòlo per valutare l'impatto economico sul territorio

L’associazione ex Allievi periti agrari scarabelliani, l’istituto agrario Scarabelli, gli ordini professionali dei dottori agronomi e dei periti agrari e laureati delle province di Bologna e Ravenna e le organizzazioni Coldiretti, Cia, Confagricoltura e Ugc-Cisl, anche quest’anno propongono una giornatadi studi, che si svolgerà sabato9 novembre presso la sala Simposium dell’hotel Molino Rosso (via Selice Provinciale 49), a partire dalle ore 9 sul tema «Nocciòlo, esigente ma di reddito. Vera opportunità per l’agricoltura?» che sarà introdotta e coordinata da Pierangelo Raffini, già assessore all’Agricoltura e Attività produttive del Comune di Imola e vedrà succedersi quali relatori i più qualificati esperti, a livello nazionale, nella coltivazione del nocciòlo e della trasformazione industriale del frutto della pianta. Verranno trattati gli aspetti di agro-coltivazione da Claudio Sonnati di Agrion, Fondazione per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo tecnologico dell’agricoltura, il quale porterà tutta la grande esperienza e conoscenza di quella che è la terra di elezione della corilicoltura, la zona di Alba,ove per altro opera da decenni l’industria dolciaria Ferrero.

Descrivere e indicare i criteri di difesa avverso le patologie che colpiscono il nocciòlo sarà invece compito dell’entomologo Aldo Pollini, autore di fondamentali testi bibliografici attinenti alle malattie che colpiscono le principali e più diffuse colture erbacee ed arboree coltivate in Italia. Gli aspetti economici e la redditività attesa dalla coltivazione del nocciòlo, quali l’entità dei costi e dei ricavi colturali, dall’impianto del noccioleto alla fase di piena produzione, sarà esposta da Carlo Pirazzoli, docente presso il Dipartimento di Agraria di Bologna, anch’egli massimo esperto delsettore. Fabio Piretta, primo responsabile del processo di trasformazione industriale, a partire dal frutto in guscio fino al prodotto base per la vastissima gamma dolciaria che realizza Ferrero, indicherà quali sono i criteri di valutazione e valorizzazione del prodotto agricolo idoneo ad accedere alla filieraagro-industriale. Nicola Benatti, responsabile della redazione della carta dei suoli vocati della Regione Emilia Romagna, darà indicazioni circa l’eventuale adattabilità del nocciòlo nell’imolese ed in particolare sull’opportunità di proporne l’introduzione nella vallata del Santerno e nelle altre vallate limitrofe. Chi già, tra gli agricoltori, ha avviato la realizzazione di nuovi impianti di noccioleto oppure già produce ed anche trasforma il frutto darà testimonianze dirette della propria esperienza. Concluderà i lavori Simona Caselli,assessore all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna. (r.cr.)

All'hotel Molino Rosso una giornata di studi sul nocciòlo per valutare l'impatto economico sul territorio
Economia 7 Novembre 2019

Vicenda Bio-On, convocato il Tavolo di salvaguardia per tutelare i dipendenti dell'azienda

«La prima necessità è quella di garantire un sostegno al reddito dei lavoratori coinvolti ponendosi contestualmente l’obiettivo di salvaguardare gli attuali livelli occupazionali». Così si sono espressi Filctem e Filcams Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil al termine del primo incontro del Tavolo istituzionale di salvaguardia mercoledì 30 ottobre alla presenza della Regione e dei sindaci di Castel San Pietro, Minerbio e Bentivoglio. Oggetto del Tavolo, la crisi di Bio-On Spa, società bolognese attiva nel settore delle bioplastiche e quotata in borsa, finita nella bufera all’indomani delle misure cautelari che hanno raggiunto i suoi vertici, ossia il presidente Marco Astorri (dimessosi proprio nei giorni scorsi), il vicepresidente Guido Cicognani e il presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio, tutti e tre indagati per false comunicazioni sociali e manipolazione del mercato.

Per Astorri il gip ha poi accolto la richiesta presentata dai suoi legali, sostituendo l’iniziale misura degli arresti domiciliari con un’altra misura interdittiva (in pratica gli è vietato svolgere le precedenti funzioni, così come a Cigognani e a Capodaglio). Nel frattempo, il tribunale civile ha nominato come amministratore giudiziario, fino al 30 aprile 2020, Luca Mandrioli, commercialista di Vignola, esperto di crisi d’impresa. All’interno di Bio-On Mandrioli dovrà, tra le altre cose, verificare «la situazione contabile, economica e finanziaria». Un primo passo auspicato anche dai sindacati. In questa fase, infatti, ciò che più conta è cosa succederà alla stessa Bio-On Spa e ai suoi dipendenti, un centinaio in tutto, dei quali la metà lavorano nello stabilimento a Gaiana di Castel San Pietro, inaugurato nel 2018.

Lunedì 4 novembre l’assessore regionale Palma Costi, Fausto Tinti (vice sindaco della Città metropolitana e sindaco di Castello) e l’assessore del Comune di Bologna Marco Lombardo hanno avuto un primo confronto con Mandrioli e convocato il Tavolo di salvaguardia con i sindacati per venerdì 8 novembre. «I dipendenti continuano a lavorare, ma i dubbi che possa esserci un problema di liquidità immediata ci sono – dice Tiziana Roncassaglia della Filctem Cgil -. C’è chi sta già cercando un altro lavoro e due tra quelli che lavorano a Castello hanno già rassegnato le dimissioni». Oltre ai dipendenti, chi rischia di rimetterci maggiormente sono coloro, alcuni dei quali residenti nel circondario imolese, che avevano investito parte dei propri risparmi in Bio-On. A loro tutela,si stanno già muovendo il sindacato Siti, Codacons e Adiconsum, che hanno già raccolto numerose segnalazioni. (gi.gi.)

Nella foto lo stabilimento Bio-On di Gaiana

Vicenda Bio-On,  convocato il Tavolo di salvaguardia per tutelare i dipendenti dell'azienda
Economia 6 Novembre 2019

Cala la produzione di kiwi italiano, tra le preoccupazioni c'è la concorrenza sempre più forte della Grecia

La produzione del kiwi italiano, varietà a polpa verde e varietà a polpa gialla, sarà di 371.225 tonnellate, in calo del 6% rispetto allo scorso anno. Questo il dato saliente uscito dalla conferenza Kiwi 2019/2020, l’appuntamento annuale tenutosi a Verona il 16 ottobre, organizzato dalla Camera di commercio, per divulgare le stime di produzione e commercializzazione appunto del kiwi. Evento che ha fatto seguito a Iko (l’International kiwifruit organization), convegno internazionale tenutosi quest’anno in Italia, a Torino, dall’8 al 10 settembre, e che ha evidenziato come la campagna del kiwi si apra con prospettive tutte da scoprire per via delle incognite di mercato e fitosanitarie. Vediamole. La Grecia sta diventando un competitor sempre più forte, con superfici coltivate a kiwi ancora in crescita.

«Sicuramente non siamo di fronte ad una situazione di eccedenza di prodotto – ha rassicurato Elisa Macchi, direttore del Cso Italy, aggregazione unica in Italia che associa molte delle aziende italiane leader nella produzione e nella commercializzazione della ortofrutta nazionale -. Tuttavia – ha aggiunto – bisogna prestare attenzione alla Grecia, che denota un livello elevato di produzione come quello dello scorso anno. Il periodo di commercializzazione dei Paesi dell’emisfero meridionale, invece, è più limitato: per il Cile le spedizioni in Europa sono già terminate, mentre per la Nuova Zelanda, forte competitor del prodotto italiano, la fine della commercializzazione in Europa è prevista per metà novembre». Insomma, un passaggio di testimone senza tensioni.

E veniamo a casa nostra. In Italia il calo delle superfici coltivate e il calo di prodotto sono dovute prevalentemente all’abbattimento delle piante colpite da moria, mentre sono stati segnalati danni da grandine, qualche caso di batteriosi, mentre la popolazione di cimice marmorata è nella fase di crescita esponenziale, quindi di maggiore impatto sulle coltivazioni. E proprio di cimice si è parlato nella seconda parte dell’incontro veronese dedicata ai progressi nella lotta all’insetto originario dell’Asia. «Siamo in piena emergenza – ha confermato Daniele Salvagno, componente della Giunta della Camera di commercio di Verona -, per cui servono misure urgenti». Ed al riguardo «si attende il via liberad el ministero dell’Ambiente, che deve emanare le linee guida per l’impiego della vespa samurai, nemica naturale della cimice». (ale.gio.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 31 ottobre

Cala la produzione di kiwi italiano, tra le preoccupazioni c'è la concorrenza sempre più forte della Grecia
Economia 31 Ottobre 2019

Dal Governo nazionale un fondo da 80 milioni di euro per le aziende agricole colpite dalla cimice asiatica

«Un primo segnale importante. Una prima concreta disponibilità a favore delle imprese così duramente danneggiate. L’auspicio è che ora il fondo possa essere ulteriormente rafforzato durante l’iter parlamentare». L’assessore all’Agricoltura dell’Emilia Romagna, Simona Caselli, ha commentato con queste parole l’istituzione nella prossima legge di bilancio di un fondo triennale da 80 milioni di euro per fronteggiare l’emergenza causata nelle campagne dalla cimice asiatica. A darne l’annuncio è stato il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova durante un incontro svoltosi il 21 ottobre, a Ferrara. «Ringrazio il ministro Bellanova per l’attenzione con cui, fin dai giorni immediatamente successivi al suo insediamento, ha seguito questo problema, accogliendo le proposte contenute nel piano che, come Regione Emilia Romagna, abbiamo messo a punto con il mondo agricolo e condiviso con le altre Regioni del Nord Italia – ha detto l”assessore Caselli -. Ora occorre proseguire in questo impegno congiunto delle istituzioni perché la battaglia contro la cimice asiatica la si può vincere solo tutti insieme».

Oltre agli indennizzi alle aziende colpite, il piano messo a punto dall’Emilia Romagna prevede anche la necessità di una legge nazionale per la sospensione dei versamenti contributivi previdenziali, un passaggio questo ritenuto fondamentale per evitare alle aziende stesse di trovarsi in situazioni di irregolarità che potrebbero impedire loro di beneficiare in futuro di contributi pubblici; l’integrazione delle giornate lavorate per vedere riconosciuta la disoccupazione ai lavoratori agricoli; un rinnovato impegno per la ricerca e sul fronte europeo per introdurre alcune modifiche all’Ocm Ortofrutta e rafforzare il sostegno alle aziende del comparto. Per quanto riguarda le iniziative avviate direttamente dalla Regione, la Caselli ha ricordato quelle adottate per venire incontro da subito alla crisi di liquidità delle aziende. Dopo un primo stanziamento da 250 mila euro per mutui a tassi agevolati, grazie alla recente modifica della legge regionale sul credito sarà possibile raddoppiare gli stanziamenti abituali ai Confidi per portare i mutui sul prestito di conduzione a scadenze di 3-5 anni, con precedenza assoluta nel nuovo bando per le imprese danneggiate dalla cimice.

Ma non solo. Ammontano a 13 milioni di euro le risorse stanziate per le reti antinsetto, con un nuovo bando in arrivo a breve che, grazie a precedenti economie, metterà a disposizione 2 milioni di euro, elevando la quota di contributo pubblico all’80%, mentre un nuovo bando da 1 milione di euro a favore dei Goi, i Gruppi operativi per l’innovazione, permetterà di proseguire l’impegno sul fronte della ricerca. (r.cr.)

Dal Governo nazionale un fondo da 80 milioni di euro per le aziende agricole colpite dalla cimice asiatica
Economia 30 Ottobre 2019

Modifiche al disciplinare di produzione del Marrone di Castel del Rio, oggi la riunione pubblica a palazzo Alidosi

E’ convocata per oggi 30 ottobre, alle 15, nella sala Magnus di palazzo Alidosi a Castel del Rio, la riunione di pubblico accertamento per la nuova versione del “Disciplinare del Marrone Igp di Castel del Rio”. L’appuntamento è conseguente alla richiesta di modifica del disciplinare di produzione del Marrone di Castel del Rio Igp (ai sensi del Regolamento Ue 1151/2012 e del decreto 14 ottobre 2013) che il Consorzio dei castanicoltori di Castel del Rio ha inviato al Ministero delle Politiche agricole e forestali. Completata l’istruttoria e acquisito il parere favorevole della Regione, è stata redatta una proposta di disciplinare della quale oggi verrà data lettura, come prevede la procedura, nella riunione di pubblico accertamento che è stata fissata, d’intesa con la Regione stessa, per oggi, alla presenza dei funzionari del Ministero.

Lo scopo della riunione, pertanto, è quello di permettere al Ministero di verificare la rispondenza della disciplina proposta ai metodi previsti dal regolamento comunitario. La proposta di disciplinare che sarà letta durante l’appuntamento si compone di otto articoli che contengono la denominazione ufficiale del prodotto Igp (Indicazione geografica protetta), che è appunto “Marrone di Castel del Rio”; la descrizione del prodotto, ottenuto rigorosamente da castagneti della specie “castanea sativa mill.” (il castagno europeo) rappresentata dai biotipi “marrone domestico”, “marrone nostrano” e “marrone di San Michele” e con caratteristiche espressamente elencate nel testo; la zona geografica di produzione, compresa nei territori dei quattro comuni di Castel del Rio, Fontanelice, Casalfiumanese e Borgo Tossignano; il metodo di produzione; la prova di origine del prodotto e il legame con l’ambiente; modalità di controllo, confezionamento ed etichettatura. (r.cr.)

La foto è tratta dal sito del Consorzio dei castanicoltori di Castel del Rio

Modifiche al disciplinare di produzione del Marrone di Castel del Rio, oggi la riunione pubblica a palazzo Alidosi

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