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Cronaca 28 Marzo 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – L’uomo che non stava in casa

Sabato 28 marzo, Medicina «zona rossa». Tutto questo finirà e, negli anni a venire, si racconteranno ai nipoti storie più o meno romanzate per ricordare questi giorni incredibili. Si parlerà di cani portati a spasso per ore e ore. Di sacchetti del pattume gettati, ripresi, rigettati. Tutto pur di stare qualche minuto in più all’aria aperta, in barba ai divieti. Voi vi limiterete a questi banali racconti, triti e ritriti, io no, io potrò dire di aver conosciuto «L’uomo che non stava in casa».

Conosco «L’uomo che non stava in casa» da un paio d’anni, non vi dirò perché e per come, ma soltanto che in questi due anni l’avrò incontrato, in giro per Medicina, sì e no un paio di volte. Da quando è scoppiata la pandemia «L’uomo che non stava in casa» è ovunque. Mi affaccio alla finestra per una boccata d’aria? «L’uomo che non stava in casa» è in fila da Buffetti per comprare i toner. Vado in pescheria? «L’uomo che non stava in casa» è lì, che tocca i branzini per sentirne la freschezza. Dal fornaio? Lui sta ordinando un toscano. In farmacia? Lui ha il numero davanti al tuo. «L’uomo che non stava in casa» è ovunque, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Alcuni dicono che dorma all’addiaccio, ogni notte in un posto diverso, ma sempre con soltanto le stelle sulla sua testa. Perché «L’uomo che non stava in casa», in casa non ci sta.

Vi racconto un aneddoto. L’altra sera, in una delle decine di chat che frequento, mi scappa detto che volevo cucinare il polpo al vino rosso, ma non avevo l’alloro. «L’uomo che non stava in casa», che frequenta quella chat, dice che me lo porta subito, arriva in bicicletta. «No», dico io, «non importa, uso il rosmarino». «Con il rosmarino fa schifo, arrivo subito!» «No, noooo», insisto, per fortuna anche gli altri partecipanti alla chat lo convincono a desistere. «Scusa», gli domando, «ma se ti ferma la polizia cosa racconti? Che stai portando tre foglie di alloro a un amico che deve cucinare un polpo?». Lui non ha risposto, perché «L’uomo che non stava in casa» non ha bisogno di rispondere, agisce e basta. Ieri pomeriggio un elicottero della polizia ha volato basso su tutto il centro storico. «Lo stanno cercando», ho pensato, «questa volta lo beccano». Invece no, due ore dopo «L’uomo che non stava in casa» era in fila dal fruttivendolo. (Corrado Peli)

Foto scattata da «L’uomo che non stava in casa»

Medicina «zona rossa» contro il virus – L’uomo che non stava in casa
Cronaca 28 Marzo 2020

Coronavirus, 1 morto a Medicina e 11 positivi nel circondario. Venturi: “Adesso test sierologici per tutti gli operatori socio-sanitari”

Ancora un decesso per il circondario di Imola, si tratta di una donna di 62 anni di Medicina. Poi ci sono 11 persone positive al Coronavirus in più di ieri: 4 residenti a Medicina, 4 a Imola, 2 a Castel San Pietro, 1 a Dozza. Nella giornata si conferma anche la quinta guarigione sul territorio, si tratta di una donna di Imola. Salgono quindi a 239 i casi positivi refertati nel circondario Imolese (compresi i 5 guariti clinicamente e i 22 decessi): 153 uomini e 86 donne; 139 residenti a Medicina, 63 a Imola, 18 a Castel San Pietro Terme, 4 a Dozza, 3 a Castel Guelfo, 2 a Casalfiumanese, 2 a Mordano, 1 a Borgo Tossignano e 7 persone residenti fuori dal Circondario. Sono 3  le persone ricoverate nel nuovo reparto sub-intensivo dedicato e 12  quelle in Terapia intensiva, 58 i ricoverati in reparto e 8 le persone trasferite al reparto post acuti dell”Osco.

Detto ciò, l’Emilia Romagna continua ad essere la seconda regione italiana per contagi dopo la Lombardia con 12.383 casi, 795 in più di ieri. Poco meno della metà, cioè 5.358 persone, sono a casa con sintomi lievi (301 in più rispetto a ieri). Continua, però, anche la lunga lista dei decessi che oggi arriva a 1.344, cioè 77 più di ieri, 44 uomini e 33 donne. “In Emilia-Romagna la situazione sta piano piano migliorando. Per la prima volta i decessi calano significativamente, ma lo dico piano e aspettiamo di consolidarlo” ha commentato il commissario regionale all’Emergenza Coronavirus Sergio Venturi nel suo quotidiano briefing.

Soprattutto Venturi ha annunciato che “ieri sono stati ordinati 100 mila test sierologici con cui dalla prossima settimana cominceremo a testare tutti gli operatori sanitari e sociosanitari a prescindere dal fatto che siano sintomatici oppure no. Seguiamo le indicazioni del ministero della Salute e del Governo che ci dicono che i tamponi si fanno solo ai sintomatici. Però abbiamo 60 mila dipendenti e dalla prossima settimana cominceremo i test sierologici”.

Cosa sono i test sierologici? Un altro modo per capire se c’è stata la malattia. “E’ un test che si fa sul sangue e serve per individuare gli anticorpi prodotti contro il virus, quindi a sapere se la malattia è in corso oppure l”ha avuta. Se una persona risulta positiva faremo una verifica per scongiurare falsi positivi e poi il tampone. E anche se asintomatica la persona starà a casa in isolamento. Se è negativa non succede niente e rifarà il test dopo 15 giorni come gli altri”.  

La richiesta in tal senso, per la sicurezza di tutti, personale sanitario e pazienti, è diventata pressante e Venturi si era già impegnato nei giorni scorsi a trovare una soluzione. “E’ la maniera più concreta che abbiamo trovato perché oggi tamponi a sufficienza per tutti non li abbiamo – ammette -, ma gli esiti sono sovrapponibili. E li ripeteremo dopo 15 giorni”. (l.a.)

Coronavirus, 1 morto a Medicina e 11 positivi nel circondario. Venturi: “Adesso test sierologici per tutti gli operatori socio-sanitari”
Cronaca 28 Marzo 2020

La storia di Giuliana Panieri, da Medicina alla Norvegia per studiare i ghiacci dell'Artico

La professoressa medicinese Giuliana Panieri, che lavora e vive in Norvegia con la sua famiglia da sette anni, studia i ghiacci dell’Artico o, per essere più precisi, i gas idrati (ossia il metano allo stato solido) e i forams, piccolissimi organismi fossili che possono fornire innumerevoli informazioni sull’ambiente e il clima. Attraverso le ricerche geologiche possiamo avere una fotografia del passato del nostro pianeta.

Domanda scontata dunque, che cosa dobbiamo aspettarci per il futuro del nostro Pianeta?
«Qualche settimana fa sono stati registrati 20 gradi a sud della Norvegia e qui a Tromsø, che si trova oltre il Circolo polare artico, abbiamo avuto pochissima neve e una sola settimana di freddo in linea con le temperature stagionali. La temperatura globale si sta alzando molto velocemente. Quello che dobbiamo cercare di capire è quali saranno gli effetti, sulla natura e sull’uomo, di questi cambiamenti climatici».

C’è chi obietta che il clima è sempre cambiato, in altre epoche storiche o geologiche si sono registrati importanti mutamenti climatici. Secondo la scienza dunque, che cosa è cambiato?
«La storia geologica della terra ha registrato variazioni climatiche molto importanti, ma sono state variazioni naturali, che avvenivano nell’arco di molto tempo. Quello a cui assistiamo oggi è anomalo perché semplicemente troppo veloce. Come reagirà la terra a tutto questo? Il pianeta sopravvivrà sicuramente, sono le condizioni di vita sul pianeta stesso che possono cambiare in modo tale da renderla impossibile. Il mondo scientifico su questo è unanime: le variazioni climatiche sono troppo veloci e quindi anomale, non naturali, ma condizionate in modo esponenziale dall’attività umana». (mo.or.)

Nella foto: la Panieri (in tuta arancione) con alcuni colleghi francesi, tedeschi e turchi sui ghiacci artici durante una spedizione e un primo piano della professoressa medicinese

La storia di Giuliana Panieri, da Medicina alla Norvegia per studiare i ghiacci dell'Artico
Cronaca 28 Marzo 2020

Colto da malore in centro storico, 69enne salvato dall’intervento della polizia locale

Solo la tempestività di una pattuglia della polizia locale di Castel San Pietro ha permesso di salvare la vita a una persona colpita da un improvviso scompenso cardiaco. L’intervento è avvenuto nel pomeriggio di ieri, venerdì 27 marzo, nel corso di una normale perlustrazione nel centro storico della città per il controllo del rispetto delle disposizioni per contrastare la diffusione dell’epidemia da Covid-19.

I due agenti avevano notato una Fiat Cinquecento parcheggiata al centro di piazza XX Settembre, di fronte al Municipio, in area pedonale. Dopo aver atteso dieci minuti il ritorno del proprietario e visto che l’auto era aperta, hanno controllato i documenti all’interno del veicolo, risultato appartenere a un uomo di 69 anni residente in un Comune limitrofo, trovando anche un certificato rilasciato da un dentista il cui studio è a pochi metri di distanza.

Proseguendo le indagini con l’aiuto del dentista, che aveva curato l’uomo una ventina di minuti prima per un’emergenza odontoiatrica, sono quindi riusciti a rintracciarlo poco distante, in via Cavour, in evidente stato confusionale. Allertato immediatamente il 118, dagli accertamenti sanitari è stato verificato come l’uomo soffrisse di un grave scompenso cardiaco tanto da essere trasportato al pronto soccorso di Imola.  «I medici del 118 hanno affermato che la tempestività dell”intervento della polizia locale, e quindi dei soccorsi da noi allertati, hanno salvato la vita a questa persona – sottolinea l’Ispettore Capo Leonardo Marocchi –. Ieri sera ha chiamato anche il figlio per ringraziarci». (da.be.)

Foto concessa dalla polizia locale di Castel San Pietro

Colto da malore in centro storico, 69enne salvato dall’intervento della polizia locale
Cronaca 28 Marzo 2020

Coronavirus, il supporto psicologico gratuito si aggiorna e si amplia a Castel San Pietro

E’ cambiato in corsa il servizio gratuito di supporto psicologico attivato la scorsa settimana da psicologi e psicoterapeuti castellani. Oltre ai professionisti dell’associazione Sándor Ferenczi  (Sipep-Sf) si sono attivati anche quelli di Percorsi Aps per offrire un supporto di ascolto e supporto telefonico in questo momento di difficoltà per l’emergenza Coronavirus, che si somma a quello analogo messo in campo dell’Azienda usl di Imola. Infine c”è la psicologa e psicoterapeuta Flavia
Adelizzi che svolge l’attività in libera professione a Castel San Pietro.

Nel dettaglio, per quanto riguarda Percorsi APS è possibile telefonare dal lunedi al venerdi dalle ore 20 alle 20.30 al 3883433947 e verrà concordato un appuntamento per il colloquio telefonico o in videochiamata. Le psicoterapeute che collaborano sono: Cristina Carisi, psicologa psicoterapeuta dell’età evolutiva (Centro Studi Martha Harris modello Tavistock); Maura Foresti, psicologa psicoanalista (Società Psicoanalitica Italiana); Daniela Gaddoni, psicologa psicoterapeuta dell’età evolutiva (Scuola Psicoterapia Psicoanalitica); Chiara Ghetti, psichiatra psicoanalista (Società Psicoanalitica Italiana); Daniela Lenzi, psicologa psicoterapeuta (Scuola perfezionamento psicoanalisi coppia e famiglia); Federica Stortoni, psicologa psicoterapeuta transculturale (Scuola Psicoterapia Psicodinamica). 

Flavia
Adelizzi invece si può contattare al numero tel.3471521959

Invariato, invece, il servizio già attivato dall’associazione Sándor Ferenczi  (Sipep-Sf). Nel comune di Castel San Pietro e per la Regione Emilia Romagna  si sono rese disponibili, tra gli altri, le psicologhe e psicoterapeute Lorenza Tosarelli tel. 3471402148, Skype: Lorenza Tosarelli; Manuela Grippo tel. 3471416186, Skype: magra6607; Lina Robertiello tel. 3388531836, Skype: linarobertiello: Caterina Martelli tel. 3398811119, Skype: Caterina Martelli. 

Per quanto riguarda l’Ausl di Imola si può chiamare telefonicamente o videochiamare per un colloquio con gli psicologi, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 11 e dalle ore 14 alle 16 al tel. 334/6687830. Il servizio è gratuito salvo per il costo della chiamata che è a carico del cittadino. (r.cr.)

Coronavirus, il supporto psicologico gratuito si aggiorna e si amplia a Castel San Pietro
Cronaca 28 Marzo 2020

Coronavirus, controlli della polizia stradale in A14. Sanzionati 12 automobilisti

Giornata quotidiana di controlli, anche quella di ieri, per gli uomini della polizia stradale, impegnati a Castel San Pietro lungo l’autostrada A14 per far rispettare i divieti imposti durante l’emergenza Coronavirus.

Nello specifico, gli agenti nel tratto in direzione sud convogliavano il traffico, attraverso la predisposizione di un’uscita obbligatoria, nell’area di servizio «Sillaro Ovest» per poi procedere con i dovuti accertamenti. Nel corso del servizio sono state controllate 262 persone a bordo delle proprie autovetture e 12 sono state sanzionate ai sensi dell’art. 4 D.L. 25.03.2020 n. 19. (da.be.)

Foto concessa dalla polizia di Stato

Coronavirus, controlli della polizia stradale in A14. Sanzionati 12 automobilisti
Cronaca 28 Marzo 2020

Sosta libera per i residenti di Castello con tesserino giallo negli stalli a pagamento fino al termine dell'emergenza Covid-19

Sosta consentita in tutti i parcheggi del centro storico di Castel San Pietro ai cittadini residenti fino alla fine dell”emergenza Covid-19. Lo ha deciso la Giunta comunale, autrice di un provvedimento che dà ai cittadini muniti di tesserino giallo la possibilità di parcheggiare l”auto liberamente non solo negli stalli gialli, ad essi riservati, ma anche in quelli blu, destinati alla sosta a pagamento su strada, oltre che di sostare senza limitazione temporale nel parcheggio di via Oberdan. 

In vigore da giovedì 26 marzo, il provvedimento prevede anche la sospensione delle relative multe. La ragione della sua emissione è così spiegata dal vicesindaco Andrea Bondi: «Per venire incontro alle esigenze dei cittadini e per favorire la rapidità degli spostamenti consentiti all”interno del comune, abbiamo deciso di autorizzare, fino alla fine dell”emergenza Covid-19, la sosta dei residenti, dotati di tesserino giallo, oltre che sui posti riservati anche su qualunque altro stallo presente in centro storico all”interno del piano sosta». (r.cr.)

Nella foto il parcheggio di via Oberdan

Sosta libera per i residenti di Castello con tesserino giallo negli stalli a pagamento fino al termine dell'emergenza Covid-19
Cronaca 28 Marzo 2020

Coronavirus, l'Azienda usl attiva un form online per cambiare medico di base senza spostarsi da casa

Anche cambiare medico di base, in tempo di emergenza da Coronavirus, può essere complicato. Per questo l”Azienda usl di Imola, in vista del pensionamento il 1° aprile della dottoressa Nadia Giovannini, medico di medicina generale, ha previsto modalità agevolate per i suoi assistiti che devono procedere alla scelta di un altro medico. Nell”intento di limitare al massimo gli spostamenti, l’azienda sanitaria ha attivato infatti anche un modulo compilabile (form) online, utilizzando il quale tutta la procedura potrà essere eseguita direttamente da casa, senza necessità di recarsi agli sportelli unici distrettuali.

Il form si trova sul sito internet istituzionale dell”Ausl di Imola (https://www.ausl.imola.bo.it/medici-pediatri) e si può attivare cliccando la frase in verde “Compila il modulo on line per la scelta del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta”. Per chi dispone del fascicolo sanitario elettronico, è possibile invece effettuare la scelta tramite questo strumento cliccando l’icona verde in alto a destra con la scritta “Servizi on line” e scegliendo l’opzione Cambio/Revoca medico di famiglia. Infine, le persone che non possono utilizzare una di queste due modalità possono telefonare all”Ufficio Anagrafe Sanitaria al numero 0542 604313 dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 12.45 ed il sabato dalle 8.30 alle 12. (r.cr.)

Nella foto l”entrata dell”ospedale vecchio, in viale Amendola a Imola, dove ha sede la Direzione del Distretto

Coronavirus, l'Azienda usl attiva un form online per cambiare medico di base senza spostarsi da casa
Cronaca 28 Marzo 2020

Coronavirus, il prezioso lavoro dei vigili del fuoco volontari di Medicina: «Morale alto al servizio della città»

«Forza Medicina andrà tutto bene». È questa la frase scelta dai vigili del fuoco volontari del distaccamento di via Morara per infondere coraggio a tutti i concittadini. Il cartellone, che ha già fatto il giro dei social, ora è appeso «nel piazzale della caserma sotto al pennone del tricolore che abbiamo issato così che tutti possano sentirsi meno soli», spiega il capo distaccamento, Giulio Pancaldi, raggiunto al telefono.

Dalle sue parole si intuisce che, nonostante l’emergenza, «il morale della squadra è alto – prosegue -. Il nostro obiettivo è dare il miglior servizio possibile ai cittadini e, personalmente, devo evitare anche il contagio tra i miei ragazzi». A Medicina tutto è cambiato dal 16 marzo, giorno in cui il capoluogo e la frazione di Ganzanigo sono diventate «zona rossa» per il focolaio da Covid-19. «Da quella mattina non possiamo uscire dall’area, a differenza di altri corpi che invece possono muoversi libe- ramente – illustra Pancaldi -. Per questo motivo la squadra è formata solo da chi vive all’interno dei confini ed è scesa da 35 a una decina di unità».

I pompieri di Medicina sono gli unici caschi rossi che possono intervenire all’interno della «zona rossa». «Dal Comando provinciale ci hanno fatto capire che se riusciamo dobbiamo cavarcela da soli, ma il loro supporto è fondamentale. Vengono infatti fino al check point sulla San Vitale per consegnarci il materiale nuovo e ritirare quello uti- lizzato che noi, comunque, abbiamo già bonificato – dice Pancaldi -. Alla fine di ogni intervento igienizziamo le tute vaporizzando un disin- fettante a base di ipoclorito di sodio, poi ci passiamo sopra l’acqua delle manichette. Usiamo anche mascherine, tute di vari tipi in base al genere di intervento, autorespiratori, maschere con i filtri e occhiali. In più, ci spostiamo sempre su due automezzi in modo da non stare troppo vicini nelle cabine». (da.be.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 26 marzo.

Nella foto: ii vigili del fuoco con lo striscione 

Coronavirus, il prezioso lavoro dei vigili del fuoco volontari di Medicina: «Morale alto al servizio della città»
Sport 28 Marzo 2020

Lotta, l’imolese Mirco Minguzzi sul rinvio delle Olimpiadi: «Decisione giusta, un anno in più di allenamenti mi farà bene»

Era inevitabile, solo questione di tempo. E così in questa ennesima settimana di emergenza da Coronavirus le Olimpiadi di Tokyo 2020 sono state spostate. Saranno sempre a Tokyo nel 2021, ancora non è dato sapere esattamente quando.

Così come non si sa, al momento, quali saranno le condizioni per qualificarsi per chi non aveva ancora in tasca un pass ed il biglietto per il Giappone. È il caso del lottatore imolese Mirco Minguzzi, appena uscito dalla quarantena volontaria dopo il rientro dall’Ungheria dove non ha potuto prendere parte al torneo europeo di qualificazione cancellato proprio a causa del Covid-19. «Rimandare le Olimpiadi è sicuramente la scelta giusta sia per motivi di salute sia per rispetto per le squadre che si stavano auto-escludendo per la sicurezza dei propri atleti, come il Canada – commenta Minguzzi -. Dal mio punto di vista potrebbe anche rivelarsi una buona chance: qualificarmi a 21 anni era un’impresa davvero ardua, un anno in più di allenamento, preparazione fisica mentale e incontri internazionali potrebbe farmi bene. Ora devo sfruttare al meglio questo tempo extra, sperando che l’emergenza Coronavirus si risolva in pochi mesi così da poter riprendere a fare incontri all’estero, perchè la materassina è la scuola migliore per un lottatore». (mi.mo.)

Nella foto: Mirco Minguzzi

Lotta, l’imolese Mirco Minguzzi sul rinvio delle Olimpiadi: «Decisione giusta, un anno in più di allenamenti mi farà bene»

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