#Motori&Dintorni – Motorsport in tribunale: Minardi Jr sfida Antonelli
E così il nostro Andrea Kimi Antonelli è diventato grande. O meglio: grande e maggiorenne lo è già, mentre ora è pure grandissimo tra i piloti a quattro ruote. Ma, come da tradizione, quando si lascia l’anonimato, partono le beghe.
L’ultima in ordine di tempo è la querelle con l’ex società di management che seguiva il pilota Mercedes, ovvero la Giovanni Minardi Management (società del figlio di Gian Carlo) che opera nel settore delle corse ed è legata a un’altra società di diritto inglese, la Dag Management & Consulting Ltd. Il contendere sarebbe la rescissione unilaterale, da parte di Antonelli o chi per lui, del rapporto con il manager faentino quando l’attuale leader della classifica iridata della Formula 1 è entrato in Mercedes. Tentativi vari e alla fine la denuncia presso il Tribunale di Bologna con la Giovanni Minardi Management che ha coinvolto l’avvocato Mattia Cassani, un totem del diritto sportivo in Italia: sarà quindi una bella battaglia di carte bollate.
Questa faccenda svela un nervo scoperto del motorsport, ovvero il rapporto con i soldi in discipline dove ce ne vogliono tanti. Per capirci: non esistono i cartellini dei giocatori e i pilotini non passano da un vivaio vero e proprio. Esiste una commissione della Fia per l’automobilismo, chiamata Crb, con sede a Ginevra, il cui operato – e se ne sente un gran bisogno – dovrebbe essere esteso a tutto il mondo e a tutte le gare, sia di auto che di moto, perché di questi litigi incontrollati – Antonelli a parte – ce ne sono a ogni minuto e non è concepibile che gli apparati burocratici si girino dall’altra parte. Intanto, in silenzio, Gwen Lagrue, responsabile Mercedes e mente della divisione sportiva della casa tedesca dedicata a ricerca e crescita dei giovani, lascia la scuderia anglo-tedesca e passerà alla Red Bull per prendere il posto di Helmut Marko. Lagrue ha lavorato nell’ombra per la crescita di Antonelli prima dell’approdo in Formula 1. Sentiranno anche lui in Tribunale? Facile. Ma che anche questa storia dovesse finire così merita, con tutto il rispetto per le persone coinvolte e per i loro diritti, una sola considerazione: «Basta, dai. Pensiamo alle gare e alla gente che ci guarda…».
(nelle cuffia Ciao Ciao, Rappresentante di Lista, 2022)
Massimiliano Regazzi
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