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Nella foto: Alberto Capolungo e Stefano Tura
Cronaca, eventi
2 Ottobre 2026

Uno Bianca e giornalismo, dall’inchiesta allo share con Alberto Capolungo e Stefano Tura

Il Festival della libertà di stampa di Conselice è un’occasione per riflettere su come il giornalismo cambia nel tempo. Una cartina di tornasole di questo cambiamento la offrono le vicende della Uno Bianca, la banda dei fratelli Savi che dal 1987 al 1994 portò a termine 103 azioni criminali, uccidendo 24 persone e ferendone 114. La banda era composta dai fratelli Roberto, Fabio e Alberto Savi, da Pietro Gugliotta, Marino Occhipinti e Luca Vallicelli (tutti poliziotti, tranne Fabio).

Il 3 ottobre di 40 anni fa, una sparatoria sull’A14…

Sabato 3 ottobre alle 18.30 l’Auditorium ospiterà l’incontro dal titolo «Uno Bianca, dal giornalismo d’inchiesta a quello dello share» con gli interventi di Alberto Capolungo, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime della Uno Bianca, e del giornalista e scrittore Stefano Tura, sotto la conduzione di Lara Alpi (direttrice del «sabato sera»).

Il 3 ottobre è una data che assume un valore simbolico: nello stesso giorno di 40 anni fa la Banda dei fratelli Savi fu protagonista di un conflitto a fuoco sulla A14 vicino a Cesena. I criminali stavano tentando un’estorsione ai danni di un commerciante riminese. All’appuntamento con gli estorsori andarono Antonio Mosca e altri poliziotti, ma furono accolti con decine di colpi di fucili a pompa. Mosca e altri due agenti rimasero feriti gravemente. Mosca, colpito a torace e testa, morì dopo un lungo calvario il 29 luglio 1989.

Minoli, Gabanelli e gli altri, Lucarelli su «sabato sera»

Ma che ruolo ha avuto il giornalismo nella storia della Uno Bianca? «Enorme – risponde Capolungo -. Se ne sono occupati le migliori firme del giornalismo televisivo e della carta stampata, da Minoli alla Gabanelli, da Lucarelli a tanti altri». Sicuramente svolgendo un ottimo lavoro di giornalismo di inchiesta.

Carlo Lucarelli in quegli anni segui sul settimanale «sabato sera» quelle storie. Anche per questo la Bacchilega, coop. di giornalisti, ha organizzato l’incontro a Conselice insieme al Comune.

A Belve «rappresentazione della banalità del male»

Capolungo, nel marzo scorso, parlando alla platea dell’Ordine dei giornalisti, ricordava però «anche il giornalismo inutile, se non dannoso» che si occupò e che continua ad occuparsi della Banda.

Un ruolo che è stato amplificato di recente con l’intervista che aprì la stagione della trasmissione «Belve crime» di Rai2, condotta da Francesca Fagnani con ospite Roberto Savi, il 5 maggio scorso. «Mi è sembrato proprio la rappresentazione plastica della banalità del male. Nessun segno di pentimento» ebbe a dire il giorno dopo Capolungo a Rai3 Emilia – Romagna dove si recò accompagnato proprio dal giornalista e scrittore Stefano Tura che sarà ospite a Conselice.

Paolo Bernardi

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