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Cronaca 17 Aprile 2019

Due candidati per la gestione della piscina Conca Verde a Fontanelice

Dopo lunghe vicissitudini sembra che per la piscina Conca Verde di Fontanelice, chiusa dal 2016, si veda la fine del tunnel. Il 15 aprile è scaduto il bando di gara, aperto sia a società che privati. Il Comune richiedeva un canone annuale di mille euro annui con la possibilità di usufruire delle attrezzature già presenti all’interno del complesso. Attrezzature lasciate da Geims, la società che per ultima aveva gestito la piscina, al termine del contenzioso con l’amministrazione. Il bando prevede una gestione di sei anni rinnovabili per altri sei.

Il sindaco di Fontanelice, Athos Ponti, per ora non si sbilancia: «Ci sono state due società che hanno partecipato al bando e fatto un’offerta al momento al vaglio della Centrale unica di committenza (il servizio associato del Circondario per la gestione delle gare d”appalto dei Comuni)». Sarà la Cuc ad occuparsi delle procedure di legge e a stabilire quale delle due aziende vincerà: «La commissione incaricata valuterà se le due società soddisfano i requisiti richiesti poi deciderà a quale delle due andrà la gestione».

I tempi dovrebbero essere piuttosto brevi: «Entro questa settimana spero di avere il nome della società vincitrice» conclude il sindaco. A quel punto la palla passerà nuovamente al Comune che con un atto assegnerà la piscina al nuovo gestore, sperando di mettere la parola fine al lungo periodo di inattività della Conca Verde.

Sarà la prossima amministrazione a dover decidere, invece, sul ristorante che si trova all’interno del parco, chiuso dal 2015 e sul quale grava un contezioso con la Città metropolitana per non aver rispettato i vincoli di un finanziamento da 187 mila euro. La sentenza in appello dovrebbe arrivare nel 2020. (re.co.)

Foto d”archivio della Conca Verde prima della chiusura (Isolapress)

Due candidati per la gestione della piscina Conca Verde a Fontanelice
Cronaca 17 Aprile 2019

Tredici geositi da vedere nel circondario imolese secondo la “Guida' di Stefano Mariani e Sonia Venturi

Ci sono mondi nascosti in piena vista, sotto il nostro naso, che aspettano solo di essere scoperti, altri sono talmente noti che non prestiamo loro troppa attenzione. Sono i geositi, luoghi che presentano caratteristiche uniche per motivi geologici, biologici o culturali, protetti da una legge regionale del 2006. Nel circondario imolese sono tredici. Per conoscerli ed esplorarli meglio ora c’è uno strumento in più, la «Guida del viaggiatore geologo» redatta da Sonia Venturi e Stefano Mariani per il Centro intercomunale di educazione alla sostenibilità (Ceas) del Circondario, e realizzata grazie ad un contributo regionale dedicato proprio alla valorizzazione dei geositi.

Mariani è imolese e si divide da sempre tra la sua passione per la geologia e la conduzione col fratello del ristorante «Donna Laura» sulle colline. «Ho cominciato a dedicarmi ai geositi e alla loro tutela fin dalla tesi di laurea e ho continuato con il dottorato con il borghigiano Giambattista Vai (già docente di Geologia oggi in pensione e direttore del Museo Cappellini di Bologna, ndr)». Ovviamente Mariani non poteva prescindere dall’esperienza di Giuseppe Scarabelli. «Sono almeno vent’anni che studio il suo archivio – racconta -. L’ho sempre trovato affascinante. Gli scienziati dell’Ottocento disegnavano tantissimo, quindi l’archivio è pieno di acquerelli. Inoltre i loro trattati scientifici sembravano dei testi poetici, un aspetto che oggi, nella geologia moderna, non esiste più».

La «Guida» voluta dal Ceas è un prodotto piccolo e maneggevole, con otto schede che raccontano i tredici siti dell’imolese. Nelle otto schede sono raccolte le località più note, come la Vena del Gesso romagnola, e altri meno conosciuti, come i vulcanetti di fango sul rio Bergullo. Molti sono vicinissimi al centro abitato, per altri occorre fare qualche chilometro a piedi. «In generale i nostri geositi non hanno subito gravi danni dall’intervento dell’uomo – aggiunge Mariani – e comunque tutelarli non vuol dire “bloccare” il passaggio o le attività, ma valorizzare il territorio». Un’idea per una gita domenicale con i bambini, quindi, oppure la meta per una pedalata in collina.

La «Guida del viaggiatore geologo» in formato cartaceo è disponibile gratuitamente presso il Ceas (all’interno del Complesso Sante Zennaro in via Pirandello 12 a Imola) o lo Iat del Comune di Imola, nei musei civici e nelle biblioteche del territorio, la versione online si può trovare sul sito del Ceas (ceas.nuovocir-condarioimolese.it). (re.co.)

L”articolo completo e altri approfondimenti su alcuni geositi della Guida sono su «sabato sera» dell”11 aprile

Nella foto i calanchi della Valsellustra

Tredici geositi da vedere nel circondario imolese secondo la “Guida' di Stefano Mariani e Sonia Venturi
Cronaca 22 Marzo 2019

Elezioni comunali, a Casalfiumanese il centrosinistra punta sulla venticinquenne Beatrice Poli

A Casalfiumanese il centrosinistra si presenta con il volto di Beatrice Poli, 25 anni, candidata sindaco per le prossime amministrative del 26 maggio. Nonostante la giovane età vanta una certa esperienza come amministratrice, dato che siede nell’attuale Giunta guidata da Gisella Rivola e con deleghe importanti (Sanità e Sociale, Cultura, Scuola, Frazioni e Pari opportunità). Nel contempo frequenta Scienze della formazione all’università di Bologna ed è insegnante supplente di scuola materna a Imola. Da qualche anno è tra coloro che hanno dato vita al gruppo giovani della Pro loco del paese.

Il nome della sua lista è “Insieme per Casalfiumanese”, nota di continuità rispetto alle precedenti elezioni.
«Sono iscritta al Pd ma l’intenzione è andare oltre, senza nasconderci, con una lista aperta al confronto, al dialogo con tutta la comunità, cercando di coinvolgerne la parte più giovane, che di solito rimane un po’ più marginale». La sindaca Rivola poteva candidarsi per il secondo mandato, invece è emerso il suo nome. «Ci siamo confrontati come iscritti Pd e c’è stata condivisione sul mio nome, tra cittadini di Casalfiumanese, nessuna “imposizione” da fuori o da Imola. Non si tratta di uno scontro con le persone ma di portare il mio contributo, quello che ho imparato in questi cinque anni».

Cosa porterà di questi cinque anni nel suo programma e quali cose nuove?
«Per il momento stiamo costruendo la lista, per il programma vorrei ascoltare prima di tutto chi si propone. E’ naturale, comunque, che quanto fatto lo porti con me su temi che abbiamo abbozzato ma che non riusciremo probabilmente a finire, come piazza Cavalli o il parcheggio di Casale basso. Come assessore ho lavorato tanto con i gruppi e le associazioni, il Teatro è diventata una realtà importantissima che abbiamo esteso alle frazioni».

Tramontata l’idea di una fusione nei comuni lungo il Santerno?
«Giusto o sbagliato che fosse quel film è finito e occorre cominciarne un altro. Bisogna dialogare in vallata, Casalfiuma-nese è incastrato fra tanti e non si può permettere di rimanere un’isola. Il tema o la sfida che sento più mia è quella dei giova-ni, integrare il loro entusiasmo con la competenza di chi ha più anni di esperienza, perché una comunità va avanti se c’è sinergia tra queste due compo-nenti. Occorre uno scambio di generazioni: tutti dicono largo ai giovani, poi quando è il mo-mento diventa difficile “lasciare lo scettro” e nello stesso tempo occorre accompagnare i giovani nel percorso, non lasciarli soli». (l.a.) 

L”intervista completa è su «sabato sera» del 21 marzo

Nella foto la candidata sindaco di Insieme per Casalfiumanese, Beatrice Poli

Elezioni comunali, a Casalfiumanese il centrosinistra punta sulla venticinquenne Beatrice Poli
Cronaca 5 Marzo 2019

Due riconoscimenti al gruppo Enduro Motor Valley e alla sua attività di valorizzazione dell'Appennino

Un doppio prezioso riconoscimento nei giorni scorsi per i componenti del gruppo di enduristi volontari “Enduro Motor Valley”: il negozio di abbigliamento ed accessori moto Capo Nord di Faenza ha fatto sapere di voler sostenere il sodalizio contribuendo a rinnovarne tutto l”abbigliamento, inoltre, grazie alla regia di Alessandro Benini ed Alex Zanoni, è stata messa a disposizione dalla concessionaria Trioschi Moto di Lugo una moto Beta 300 2T nuova fiammante.

«Vogliamo premiare la costanza di questi volontari – spiega Benini – che da anni si prodigano nel mantenere il patrimonio sentieristico della Valle del Santerno e che intervengono ovunque la loro poliedrica organizzazione possa valorizzare il nostro Appennino». Consegnando la moto, Alex Zanoni ha affermato: «I componenti del gruppo la potranno usare a loro discrezione per le varie attività programmate, ma anche per gite ed escursioni essendo un modello molto versatile e maneggevole».

Intanto, negli stessi giorni il gruppo di volontari ha consegnato due camion di ghiaia e pietrisco a due famiglie uno alla famiglia Ronchini in località Baia Volpe di Fontanelice  l”altro alla Famiglia Bonafè al Mulino della Caspa che si trova geograficamente nella vallata del Santerno, ma appartiene al comune di Casola Valsenio. «Questo tipo di materiale – spiega Alex Minoccari del settore giovani di Enduro Motor Valley – serve per fare un fondo robusto alle strade di campagna. Il nostro contributo vuole essere un sostegno alle famiglie che, fra mille sacrifici, continuano a vivere e ad investire, con le loro attività, in zone sempre meno popolate della nostra vallata».Proprio in occasione della seconda consegna Giorgio Bambini ha avuto l”onore di usare per la prima volta la Beta messa a disposizione dalla concessionaria di Lugo.(r.cr.)

Nella foto la consegna del carico di ghiaia al Mulino della Caspa

Due riconoscimenti al gruppo Enduro Motor Valley e alla sua attività di valorizzazione dell'Appennino
Cronaca 11 Febbraio 2019

Conca Verde, il Comune di Fontanelice ci riprova: dopo due anni di inattività è in arrivo un nuovo bando

Fontanelice ci riprova. Dopo due anni di inattività, la Conca Verde potrebbe finalmente tornare in funzione. Questo si augura l’Amministrazione comunale che ha preparato un nuovo bando alla ricerca di un gestore. La piscina pubblica è chiusa da tre anni, da quando il Comune avviò un contenzioso nei confronti di Geims, l’allora gestore, per inadempienze. Le questioni legali si sono risolte l’anno scorso con un accordo in base al quale Geims ha versato 40 mila euro e ha lasciato gli arredi, che sono divenuti così di proprietà comunale.

Sempre l’anno scorso l’Amministrazione aveva sistemato anche gli impianti di filtraggio ma non era riuscita a procedere per affidamento diretto e dunque la piscina era rimasta chiusa. Adesso Giunta e Consiglio comunale hanno approvato il nuovo bando, come spiega il sindaco Athos Ponti: «Confidiamo che in pochi giorni venga pubblicato». L’obiettivo è, dopo anni di incertezze, riuscire a stabilizzare la gestione. «Il bando prevede un’assegnazione di sei anni rinnovabili per altri sei – continua Ponti -. Un progetto sul lungo periodo, che non subisca nuovamente interruzioni, per questo il canone sarà di soli 1000 euro annui inoltre le attrezzature presenti saranno a disposizione. Il bando sarà aperto sia a società che singoli – continua Ponti – e speriamo abbia successo».

Altra nota dolente è il ristorante-pizzeria, sempre di proprietà comunale, all’interno del parco Conca Verde. «Stiamo lavorando anche qui ad un bando in modo tale che, se qualcuno fosse interessato a gestire sia piscina che ristorante possa partecipare ad entrambi. Per il momento, però, abbiamo dato priorità alla piscina». Il ristorante è chiuso dal 2015 e anche in questo caso a causa di un contenzioso, ma tra Comune ed ex-Provincia, ora Città metropolitana, di Bologna perché non sarebbero stati rispettati i vincoli previsti per il finanziamento ero-gato a suo tempo per la ristrutturazione (187 mila euro). (re.co.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 7 febbraio   

Nella foto la Conca Verde

Conca Verde, il Comune di Fontanelice ci riprova: dopo due anni di inattività è in arrivo un nuovo bando
Cronaca 8 Febbraio 2019

Prosegue tra le polemiche la pulizia dell'alveo del Santerno. Il sopralluogo Arpae: «Accertata la regolarità dei lavori»

Non si placano le proteste riguardanti i lavori di pulizia dell’alveo del fiume Santerno, cominciati a inizio gennaio a pochi metri dal ponte Alidosi e di cui ci siamo occupati sul sabato sera del 17 gennaio scorso. L’intervento, autorizzato da Arpae, riguarda quasi 50 ettari di terreno, per una lunghezza di 18,5 chilometri, da Castel del Rio a Codrignano. Oltre alle lettere arrivate anche alla nostra redazione (pubblicate su «sabato sera» del 7 febbraio), nei giorni scorsi le segnalazioni inviate da Giacomo Bugané di Geolab, onlus da che da vent’anni svolge attività di educazione ambientale sul Santerno, così come da numerosi privati cittadini, hanno indotto la Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio a intervenire sulla vicenda, sollecitando gli enti presenti alla conferenza di servizi che ha dato il via libera ai lavori di verificare, per quanto di competenza, «l’ottemperanza alle indicazioni contenute nel verbale conclusivo della conferenza medesima». Questo quanto si legge nella lettera di risposta indirizzata il 28 gennaio scorso a Bugané, al Comune di Castel del Rio e per conoscenza ad Arpae.

Gli enti preposti ai controlli, per la verità, si erano già attivati nelle scorse settimane, dopo l’allarme lanciato dalle Guardie ambientali metropolitane, Claudio Nicolini e Luisa Cottifogli, che hanno filmato la ditta incaricata mentre procedeva all’estirpazione di un pioppo con le intere radici e all’abbattimento a tappeto della vegetazione presente nell’alveo del fiume. L’ultimo aggiornamento che ci giunge da Arpae è che «i lavori di taglio da parte della ditta stanno proseguendo – spiega la dirigente Patrizia Vitali, che ha firmato l’atto di concessione -. Contestualmente proseguono gli accertamenti, che si concluderanno solo a fine lavori. Il 22 gennaio scorso è stato effettuato un sopralluogo guidato da Arpae e dall’Autorità idraulica, con la partecipazione dei carabinieri forestali, polizia provinciale, guardie ecologiche e naturalmente della direzione lavori, in cui è stata accertata la regolarità dei lavori, sono state date indicazioni alla ditta per migliorare le modalità di intervento (tipologia di piante da tagliare e/o da preservare, modalità di ripristino dei luoghi dopo l’intervento, ecc…) e sono state condivise con gli organi di controllo i principi e le caratteristiche generali del progetto».

In prospettiva, i lavori interesseranno anche un tratto di 7 chilometri e mezzo all’interno del Parco regionale della Vena del Gesso romagnola e del sito Natura 2000, da Borgo Tossignano a Codrignano, area sottoposta a tutela. Anche in questo caso è stato rilasciato regolare nulla osta, con prescrizioni inerenti la salvaguardia delle specie protette. Qui, dettaglia la concessione rilasciata da Arpae, è consentito un taglio del 30% degli esemplari pericolanti o a rischio caduta o specie esotiche, il rispetto delle specie autoctone e il taglio a raso di tutta la vegetazione arborea compresa nell’alveo di magra del Santerno. In prima battuta Arpae aveva addirittura proposto «un taglio percentualmente più importante, tale da garantire maggiore sicurezza idraulica ai territori rivieraschi fortemente esposti al rischio di esondazione e indicati nella pianificazione di bacino come aree a rischio elevato». Anche in questo caso, abbiamo cercato di capire se e come si concilia l’esigenza di salvaguardare un territorio protetto alla necessità di messa in sicurezza dal rischio inondazioni. «Interventi di questo tipo – ci spiega Gabriele Cassani, dell’Ente di gestione parchi e biodiversità – sono regolamentati da norme specifiche. Le norme di salvaguardia del Parco regionale della Vena del Gesso sono dettate da specifica legge regionale. Il tratto in questione coincide anche con un Sito di importanza comunitaria (Sic), sottoposto anche a tutele che discendono da direttive dell’Unione europea». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 7 febbraio

Prosegue tra le polemiche la pulizia dell'alveo del Santerno. Il sopralluogo Arpae: «Accertata la regolarità dei lavori»
Cronaca 24 Gennaio 2019

Il ponte di Filetto è solido, ma va ripristinata la briglia e intanto resta il divieto per i mezzi pesanti

Chi attraversa ogni giorno il ponte di Filetto, che passa sopra il Santerno lungo la via Maddalena nei pressi di Fontanelice, può dormire sonni più tranquilli. La struttura non presenta, al momento, alcuna anomalia. Questo è quanto sta scritto nella relazione, finalmente completata e resa nota, avviata dopo la scoperta di alcuni problemi alla piccola diga che si trova alla sua base e il timore di eventuali dubbi anche sulla stabilità strutturale del ponte. Per il momento, però, l’ordinanza per le limitazioni al transito rimane in vigore.

Il ponte è sotto sorveglianza da quando, nel marzo del 2017, venne segnalato che la briglia non funzionava più a dovere. Si tratta di una piccola diga, realizzata anni fa, con l’obiettivo di rallentare la potenza del flusso in modo tale che i pilastri del ponte non fossero continuamente messi sotto sforzo dalla corrente del fiume. L’acqua, però, invece di passare sopra la briglia, come avrebbe dovuto fare, aveva iniziato a passarci sotto. Tutto faceva pensare che si fosse creato un foro, detto sifone, come in effetti è stato poi dimostrato da un controllo dei sommozzatori. A quel punto il Servizio Area Reno e Po di Volano, a cui competono le opere nell’alveo del fiume, ha ordinato di effettuare dei controlli e, nel contempo ridurre l’impatto sul ponte introducendo delle limitazioni al peso dei veicoli in transito.

L’esame a cui è stata sottoposta in questi mesi la struttura lo dettaglia il responsabile dell’Ufficio tecnico associato del Circondario, Carlo Arcangeli: «Abbiamo affidato all’ingegnere Maccaferri l’incarico di produrre una relazione attraverso una verifica strumentale della stabilità. Sono stati svolti vari tipi di analisi: alcune visive con un cestello particolare che permetteva di vedere al di sotto della struttura, inoltre sono state poste delle sonde controllate dal satellite per capire la movimentazione della struttura». L’ispezione «non ha evidenziato alcuna anomalia», il ponte è solido. «Tuttavia – aggiunge Arcangeli -, ora serve un piano da parte del Servizio Area Reno e Po di Volano perché si deve comunque intervenire nell’alveo per non rischiare che si scalzi il basamento del ponte. Occorre un tempestivo ripristino della briglia» conclude.(re.co.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 17 gennaio

Il ponte di Filetto è solido, ma va ripristinata la briglia e intanto resta il divieto per i mezzi pesanti
Cronaca 21 Gennaio 2019

Servizi sanitari e sociali insieme nella nuova Casa della Salute di Borgo Tossignano per i cittadini della Vallata

E’ stata inaugurata sabato scorso, 19 gennaio, a Borgo Tossignano, la nuova Casa della Salute della Vallata del Santerno. I lavori della struttura, iniziati a fine marzo 2018, si sono conclusi il 17 ottobre, per un costo di poco superiore ai 300.000 euro, interamente finanziati da un progetto europeo. Sull’edificio, che risale al 1997 e ha una superficie lorda di 590 metri quadri, sono state effettuate ristrutturazioni sia esterne che interne: area ambulatori infermieristici, Cup/sportello distrettuale, ambulatori medicina generale, degli specialisti ambulatoriali e del volontariato.

All’inaugurazione erano presenti, insieme ai quattro sindaci della Vallata, il direttore generale dell’Ausl di Imola, Andrea Rossi, il vescovo Tommaso Ghirelli, la presidente dell’Asp Renata Rossi Solferini, i consiglieri regionali Francesca Marchetti e Roberto Poli e, in rappresentanza del Nuovo Circondario Imolese, il presidente Onelio Rambaldi con il sindaco di Mordano Stefano Golini.

«La Casa della Salute – ha affermato la prima cittadina di Borgo Tossignano, Clorinda Mortero – racchiude sotto lo stesso tetto, nella stessa casa, per la salute di tutta la comunità della Vallata” i servizi sanitari e sociali di base. Non è solo un modello organizzativo in cui la salute di ciascuno viene presa in carico a 360 gradi, sia dal punto di vista sanitario che sociale, ma deve essere anzitutto un modello di comunità per cui la salute di ciascuno è un fatto dell’intera comunità e viene presa in carico in maniera diffusa».

Il direttore generale dell’Ausl, Andrea Rossi, ha quindi spiegato l’origine dei finanziamenti, ottenuti grazie alla Regione Emilia Romagna e attraverso un Progetto Europeo. «Credo sia giusto affermare che c’è un’Europa che ha a cuore lo sviluppo dei piccoli comuni e delle nostre comunità – ha detto Rossi – E’ stato poi il Nuovo Circondario Imolese a decidere, con unanimità dei Sindaci, di candidarsi a questo progetto regionale, superando qualsiasi campanilismo e facendo prevalere un interesse superiore che ci ha permesso di raggiungere questo risultato».

Da parte dell’Asp, la presidente ha sottolineato che «la commistione tra sanità e sociale in un unico luogo fisico è una politica vincente. Siamo quindi molto orgogliosi di essere qui con un programma settimanale e mensile, che prevede la presenza delle assistenti sociali due mattine a settimana in libero accesso ed una mattina al mese di sportello migranti», mentre la direttrice, Stefania Dazzani, ha ricordato che Asp ha in carico in Vallata circa 400 persone, per lo più anziani, che hanno un progetto assistenziale che supporta le loro fragilità sociali.

Per quanto riguarda i servizi, la Casa della Salute ospita il nuovo Punto unico di accoglienza e di accesso all’assistenza socio-sanitaria a gestione infermieristica, integrato con lo sportello sociale. La funzione è dunque quella di accogliere e orientare i cittadini.

Sono inoltre presenti l’ambulatorio infermieristico, per l’esecuzione di attività di prelievo, medicazioni ed altre prestazioni infermieristiche, eseguite in collaborazione con il medico di medicina generale oppure in autonomia e lo studio dell’assistente sociale dell’Asp, la cui presenza è programmata. Le sedi del Servizio sociale professionale territoriale e del Servizio di Assistenza Domiciliare (Sad) mantengono l’attuale collocazione in contesti esterni alla Casa della Salute, mentre è presente il Nucleo di cure primarie (Ncp) Vallata del Santerno, costituito da sei medici di assistenza primaria e un pediatra di libera scelta, tre dei quali (due medici di base e un pediatra), usano come ambulatorio principale quello individuato all’interno della Casa della Salute. I sei medici del Nucleo garantiscono una copertura dell’ambulatorio (continuità assistenziale diurna) per 10 ore al giorno cinque giorni a settimana. Inoltre, la Casa della Salute è sede del Servizio di continuità assistenziale che opera per consulti telefonici o visite domiciliari di notte, in integrazione con Imola e con l’attività ambulatoriale ad accesso diretto dei cittadini nei prefestivi e festivi diurni. La rete del soccorso extra-ospedaliero prevede a Borgo Tossignano una postazione territoriale 118.  (r.cro.)

Nella foto il taglio del nastro

Servizi sanitari e sociali insieme nella nuova Casa della Salute di Borgo Tossignano per i cittadini della Vallata
Cronaca 18 Gennaio 2019

Il 19 gennaio a Borgo Tossignano inaugurazione della Casa della Salute dopo i lavori di ristrutturazione

Completati i lavori di ristrutturazione del vecchio immobile, sabato 19 gennaio alle ore 11 in via dell’VIII Centenario verrà inaugurata ufficialmente la Casa della salute della vallata del Santerno. Quella che era la sede dell’Ausl è stata trasformata nella terza Casa della salute del circondario, a servizio dei residenti dei comuni di Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio.

La struttura sarà dotata di Servizio di accoglienza a gestione infermieristica e vedrà presente, periodicamente, un assistente sociale dell’Asp. I lavori si sono svolti in tre fasi per garantire la continuità delle attività; per questo motivo, da marzo dell’anno scorso, quando sono iniziati i cantieri, è stato necessario fare alcuni spostamenti e sospendere alcune attività, ma ora è tornato tutto alla normalità. L’intervento è stato reso possibile grazie al finanziamento di 326mila euro ottenuto tramite il bando del Programma di sviluppo rurale regionale.

I lavori hanno riguardato l’aspetto edile ed impiantistico dei 500 metri quadrati su cui si erge la struttura sanitaria e serviranno per migliorare le prestazioni energetiche, la sicurezza antincendio e antintrusione, l’implemento degli impianti esistenti ed alcune modifiche planimetriche.

All’inaugurazione parteciperanno Clorinda Mortero, sindaco di Borgo Tossignano, Gisella Rivola, sindaco di Casalfiumanese, Athos Ponti, sindaco di Fontanelice, Alberto Baldazzi, sindaco di Castel del Rio, Renata Rossi Solferini, presidente dell’Asp del Circondario imolese, e Andrea Rossi, direttore generale dell’Ausl di Imola.

Il 19 gennaio a Borgo Tossignano inaugurazione della Casa della Salute dopo i lavori di ristrutturazione
Cronaca 16 Gennaio 2019

Scattati i controlli dopo le segnalazioni sul taglio degli alberi lungo l'argine del Santerno a Castel del Rio

Si parla spesso dell’importanza della manutenzione delle sponde dei fiumi per prevenire le inondazioni e ridurre così il rischio idrico. Opere necessarie, ma che richiedono controlli puntuali, per evitare che un”azione fondamentale di tutela del territorio possa trasformarsi in corso d’opera in un disboscamento indiscriminato. Questa volta a finire sotto la lente di ingrandimento, su segnalazione dei coniugi Claudio Nicolini e Luisa Cottifogli, volontari delle Guardie ambientali metropolitane, sono stati i lavori di pulizia delle sponde del fiume Santerno, autorizzati dall’Arpae il 27 novembre e avviati sotto il ponte Alidosi la scorsa settimana.

L’intervento riguarda circa 49,94 ettari, da Castel del Rio a Codrignano, per un totale di 18,5 chilometri. In base all’atto firmato dall’Arpae, il primo tratto di 11 chilometri, da Castel del Rio fino al confine con il parco regionale Vena del gesso romagnola, prevede la «manutenzione straordinaria della vegetazione spondale al fine di riduzione del trasporto verso valle, contenimento robinia e ringiovanimento formazioni forestali». Qui è stato autorizzato «il taglio a scelta» lungo le sponde, pari al 40% della massa, riguardante alberi «maturi, pericolanti vetusti, inclinati o specie alloctone comela robinia».

Poi ci sono altri 7,5 chilometri, in questo caso all’interno del Parco regionale della Vena del gesso romagnola, sottoposto a misure specifiche di conservazione. Qui la concessione, che ha ottenuto anche il nulla osta del Parco, ha per scopo «l’aumento della naturalità e della sicurezza idraulica dei popolamenti arborei» ed è autorizzato«il taglio fitosanitario nei confronti di esemplari pericolanti o a rischio caduta o specie esotiche; il rispetto delle specie autoctone che fanno parte degli habitat individuati; una intensità di taglio al massimo del 30% su tutta la sponda boscata facente parte dell’area demaniale una volta l’anno dall’11 agosto al 19 febbraio; il taglio selettivo di tutta la vegetazione arborea qualora presente compresa entro l’alveo dimagra (ovvero la zona in cui scorre l’acqua durante i periodi di magra, ndr), con asportazione massima del 30% degli esemplari suscettibili di creare rischio idraulico».

La ditta esecutrice dei lavori, che ha ottenuto regolare concessione valida fino al 28 febbraio (e per la quale è previsto un canone di poco più di 5.200 euro per il 2018-19) è la Fluvial forest, con sede a Codogno, nel lodigiano, che si occupa di commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale. L’istanza presentata in prima battuta dalla società comprendeva anche «il taglio e prelievo della vegetazione arborea e arbustiva» lungo il Santerno fino a Mordano, per un totale di 93 ettari, ma per l’ultimo tratto, di 8 chilometri, non è stata concessa l’autorizzazione, si legge sui documenti, «perché in conflitto con il programma di manutenzione già progettato e approvato» dalla Regione Emilia Romagna.

«Venerdì 4 gennaio – riassume Luisa Cottifogli – Claudio ha scoperto per caso che nei pressi del ponte Alidosi si stava apprestando un cantiere. La ditta ha iniziato i lavori la mattina di lunedì 7 gennaio senza transennare e tabellare il cantiere e senza informare i cittadini e i frontalieri, come previsto dalla regolare concessione. L’unico frontaliero al quale è stata chiesta un’autorizzazione al transito è il contadino padrone del campo sul quale i mezzi potevano anche depositare il legname. Dal ponte Alidosi lunedì scorso ho assistito alle prime operazioni svolte dagli operai con motosega ed escavatore, senza la presenza sul luogo di un tecnico e senza una precedente selezione e segnalazione degli esemplari da abbattere, senza alcun rappresentante di Arpae o dell’amministrazione comunale. Gli operai erano privi di caschetto e protezione antitaglio, sul cantiere nessuna transennatura o indicazione. I primi due pioppi sono stati estirpati con le intere radici, come barbabietole, dalla forza dell’escavatore. Poi è stata la volta dell’abbattimento dell’intero pioppeto, anche con l’utilizzo della benna dell’escavatore, fatta salva un’unica quercia secolare che il contadino aveva chiesto di risparmiare. Chiamati i carabinieri locali, questi hanno richiesto la documentazione dei lavori e segnalato ai corpi competenti la situazione, fermando il cantiere in attesa del piano esecutivo. I lavori, dopo una breve pausa, sono comunque proseguiti finché solo mercoledì 9 gennaio finalmente sono intervenuti il sindaco con un tecnico comunale, due autorità tecniche di Arpae e il tecnico forestale della ditta».

Il 10 gennaio la sponda del fiume era una desolata distesa di tronchi accatastati, solcata dalle impronte dei cingoli. «Mi chiedo – prosegue Cottifogli – se la gestione del patrimonio pubblico una volta tanto possa essere fatta al meglio, come ad esempio è successo a Imola dopo la grande pienadel 2014. Chi è questa ditta alla quale Arpae, un ente regionale, ha affidato la pulizia di parte di Santerno, Lamone, Montone, Ronco, Sillaro? Un’azienda fondata nel 2017 con 1.000 euro di capitale sociale versato? Almeno questi sono i dati che si evincono dalla visura camerale della ditta e da una semplice ricerca online fra le concessioni rilasciate da Arpae. Il mio profondo rammarico – conclude- è constatare una così scarsa sensibilità alla tutela del patrimonio ambientale da parte dell’ente preposto a salvaguardarlo».

Dal canto loro, i sindaci dei comuni interessati dai lavori sugli argini del Santerno assicurano attenzione, ribadendo però che le aree coinvolte sono demaniali  eche la responsabilità è dunque di Arpae e della Regione.  (lo.mi. re.co.)

Il servizio completo è su «sabato sera» in edicola il 17 gennaio

Nella foto la situazione sull”argine del Santerno a giovedì 10 gennaio

Scattati i controlli dopo le segnalazioni sul taglio degli alberi lungo l'argine del Santerno a Castel del Rio

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