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Cronaca 10 Gennaio 2019

Consulta per l'Ambiente di Imola, una dozzina di richieste di modifica al regolamento

«Ad oggi sono arrivate una dozzina di mail con richieste di modifica della bozza e osservazioni – aggiorna Longhi -. Nei prossimi giorni ridifeniremo il regolamento e valuteremo quali modifiche inserire. Poi, una volta a punto fisseremo le date per il passaggio in Commissione e in Consiglio comunale per l’approvazione, ma non ci siamo dati delle scadenze precise». L’assessore all’Ambiente, Andrea Longhi, aggiorna sul percorso per la costituzione della Consulta per l”Ambiente avviato un mese fa. 

Per il momento l’assessore non dettaglia oltre, aggiunge solo che «le osservazioni sono arrivate dalle associazioni e non da singoli cittadini». Su questa partita Longhi continua ad essere affiancato dal consigliere pentastellato Valerio Giovetti, che già aveva ricevuto l’incarico dalla sindaca. Cosa farà la nuova Consulta? Nella bozza si legge che ha come obiettivo di «promuove iniziative capaci di diffondere la cultura della difesa dell’ambiente, del territorio, delle risorse naturali della città, della Protezione civile e, allo stesso tempo, ha la funzione di seguire da vicino gli atti inerenti le materie ambientali adottati dall’Amministrazione per esprimere pareri, dare suggerimenti e proporre eventuali modifiche».

Il Regolamento prevede inoltre che «il sindaco, la Giunta e il Consiglio comunale hanno la facoltà di coinvolgere la Consulta nella formulazione di specifici documenti e nell’organizzazione di iniziative». La durata sarà quella del mandato del Consiglio comunale e, come in tutte le consulte, la partecipazione è volontaria e gratuita. Chi potrà farne parte? Secondo la bozza le associazioni con riconosciute finalità ambientali e i singoli cittadini «che faranno motivata richiesta di adesione». Per il momento non sono fissati limiti numerici, è aperta ad un rappresentante di associazioni, gruppi e organizzazioni che «possono dimostrare di avere svolto nell’ultimo anno un ruolo attivo in merito alle tematiche legate alla tutela e salvaguardia dell’ambiente, del territorio e alle attività di prevenzione della protezione civile». Inoltre è aperta anche «a professionisti o semplici cittadini esperti delle materie strettamente attinenti le tematiche della Consulta stessa».

Come si ricorderà, l’idea della Consulta per l’Ambiente nasce dalla lettera inviata al Comune da alcune associazioni ambientaliste in ottobre dopo una riunione nelle sede di una di loro (leggi in proposito l”articolo del 18 dicembre 2018). (l.a.)

Nella foto l”assessore Andrea Longhi con la sindaca Manuela Sangiorgi

Consulta per l'Ambiente di Imola, una dozzina di richieste di modifica al regolamento
Cronaca 9 Gennaio 2019

Servizio civile nazionale, sono sei i ragazzi impegnati negli uffici del Comune di Castel San Pietro

Sono sei i giovani che stanno svolgendo il servizio civile nazionale per il Comune di Castel San Pietro Terme. Tre di essi sono impegnati all”Ufficio Scuola: Cristian Serotti, di 19 anni, residente a Castel San Pietro Terme e diplomato all’Istituto professionale commerciale Canedi, che negli scorsi anni aveva già fatto due tirocini nello stesso ufficio; Micol Daghia, 24 anni, residente a Castel San Pietro Terme, laureata al Dams che sta studiando come arte-terapeuta, alla sua prima esperienza di questo tipo; Siwar Ben Raies, 24 anni residente a Montecalderaro, proveniente dalla scuola superiore Ghini, che aveva già fatto uno stage in una scuola materna di un altro comune.

Due ragazze prestano servizio allo Sportello Cittadino: Beatrice Baldin, 20 anni, residente a Castel San Pietro Terme, diplomata al liceo artistico a Faenza e ora frequentante la Facoltà di Filosofia, alla sua prima esperienza lavorativa e Annalisa Perrone, 27 anni di Imola, una laurea in Servizi Sociali e in Management pubblico e dei Sistemi sociosanitari, con alle spalle un’esperienza presso un altro Comune in provincia di Brindisi.

Nelle Biblioteche comunali è in servizio, infine, Nicole Meloni, 24 anni, residente a Castel San Pietro Terme, con una laurea triennale in Culture Letterarie Europee e laurea magistrale in Italianistica, alla prima esperienza nel mondo del lavoro, ma con all”attivo un”esperienza di volontariato per l’aiuto ai compiti.

Il Servizio civile nazionale, rivolto a ragazzi e ragazze tra i 18 e i 29 anni, dura un anno e prevede un totale di 1400 ore (circa 30/33 ore settimanali), per 5 giorni alla settimana.

Nelle foto i sei ragazzi che stanno svolgendo il servizio civile per il Comune di Castel San Pietro Terme

Servizio civile nazionale, sono sei i ragazzi impegnati negli uffici del Comune di Castel San Pietro
Cronaca 18 Dicembre 2018

Pronto il Regolamento della Consulta per l'Ambiente, aperta a cittadini e associazioni “esperti in materia'

Convocazione all’ultimo minuto per l”incontro pubblico di presentazione della bozza del nuovo “Regolamento della Consulta per l’Ambiente” di Imola. L’appuntamento, infatti, è per domani mercoledì 19 dicembre alle ore 17.30, nella Sala del Consiglio Comunale (primo piano del municipio). Ad illustrarla sarà il neo-assessore all’Ambiente, Andrea Longhi, che ha raccolto il testimone della delega dalla sindaca Manuela Sangiorgi. Della Consulta potranno far parte tutte le associazioni con riconosciute finalità ambientali e i singoli cittadini che faranno motivata richiesta di adesione.

Per la precisione “è aperta a tutte le associazioni riconosciute e che possano dimostrare di avere svolto nell’ultimo anno un ruolo attivo in merito alle tematiche legate alla tutela e salvaguardia dell’Ambiente, del Territorio e alle attività di prevenzione della Protezione Civile”. La Consulta sarà formata da un rappresentante per ciascuna di queste associazioni, gruppi, organizzazioni, oltre che da professionisti o semplici cittadini esperti delle materie strettamente attinenti le tematiche della Consulta stessa”.

La Consulta dell”Ambiente ha come obiettivo di “promuove iniziative capaci di diffondere la cultura della difesa dell’ambiente, del territorio, delle risorse naturali della città, della Protezione Civile e, allo stesso tempo, ha la funzione di seguire da vicino gli atti inerenti le materie ambientali adottati dall’Amministrazione per esprimere pareri, dare suggerimenti e proporre eventuali modifiche”. Il Regolamento prevede inoltre che “il Sindaco, la Giunta e il Consiglio Comunale hanno la facoltà di coinvolgere la Consulta nella formulazione di specifici documenti e nell’organizzazione di iniziative”. La durata è la stessa del mandato del Consiglio comunale e la partecipazione è volontaria e gratuita. 

L’idea di costituire una Consulta per l’Ambiente è nata all’inizio di ottobre da alcune associazioni ambientaliste imolesi, che l’hanno messa nero su bianco in una lettera al Comune dopo una riunione nelle sede di una di loro in piazza Gramsci. Il problema è che il regolamento sulla partecipazione del Comune non la prevedeva, né il programma di mandato del M5S, nonostante l’ambiente sia stato un cavallo di battaglia della campagna elettorale della sindaca Sangiorgi. Soprattutto la procedura è parsa un po’ troppo una sorta di auto-riconoscimento delle sole associazioni coinvolte, cosa che ha creato una certa irritazione nella stessa Sangiorgi, ben palesata durante la commissione consiliare dell”11 novembre scorso in cui è stata data comunicazione della cosa («non mi risulta una richiesta di audizione»), nonché imbarazzo nella stessa maggioranza, a partire dal consigliere Valerio Giovetti (che era presente alla famosa riunione delle associazioni insieme all’assessore Claudio Frati) che nella stessa commissione aveva precisato «non ci siamo impegnati a fare nulla, né l’amministrazione si fa rappresentare sull’ambiente da queste associazioni».

Detto ciò, ora il Comune rilancia dicendo «che ha subito colto con molto interesse la proposta e l’ha sostenuta fino ad arrivare alla stesura di una bozza di regolamento». Le associazioni che hanno firmato a suo tempo la lettera sono il Comitato acqua pubblica Imola, il Comitato autodromo, il Comitato Vediamoci Chiaro, il Coordinamento imolese Salviamo il paesaggio, Gas Imola, Legambiente ImolaMedicina, Panda Imola, a cui si sono aggiunti i singoli cittadini Mario Zaccherini e Paolo Dal Molin. (l.a.)

Nella foto il municipio di Imola

Pronto il Regolamento della Consulta per l'Ambiente, aperta a cittadini e associazioni “esperti in materia'
Cronaca 13 Dicembre 2018

Rimborsi a 14 famiglie medicinesi per l'abbattimento delle barriere architettoniche grazie ai fondi del Governo Gentiloni

Entro il 31 dicembre 2018 a Medicina saranno rimborsate 14 famiglie di portatori di handicap che hanno sostenuto spese per abbattere le barriere architettoniche in casa, per un totale di quasi 55.000 euro.

La notizia è comunicata direttamente dall”Amministrazione comunale, che annuncia l”avvenuta erogazione dei fondi nazionali per l”eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati, che non venivano erogati dal 2003. Questi fondi sono frutto di uno stanziamento di 180 milioni di euro deciso dal Governo Gentiloni. Di questi, oltre 29 milioni sono stati destinati all”Emilia Romagna.

Per il Comune di Medicina, come detto, l”avvenuta erogazione apre la possibilità di liquidare le 14 posizioni aperte, ma anche «le restanti richieste presenti nella graduatoria nazionale –  precisa l”Amministrazione – saranno quasi totalmente liquidate con lo stanziamento dei fondi già previsti per l’anno 2019 dalla legge stessa». Quanto alla graduatoria regionale, questa viene evasa annualmente grazie all”attuazione della legge regionale 24 del 2001, che nel 2018 assegna a Medicina altri 14.000 euro per il 2018.

«Dopo quasi 15 anni di vuoto – è il commento del vicesindaco Matteo Montanari – nel Bilancio 2017 il Governo Gentiloni ha finalmente rifinanziato il fondo nazionale per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati. Questi fondi, molto attesi dai cittadini, copriranno buona parte delle richieste. Anche la vicepresidente della Regione, Elisabetta Gualmini, ha lavorato all”istituzione di un fondo analogo finanziato con risorse regionali per supplire alle mancanze regionali e questo ha dato una celere risposta alle richieste degli ultimi anni. Ma erano tante le richieste di contributi più vecchie bloccate da oltre dieci anni avendo accesso solo alla graduatoria nazionale. Quello sulle barriere architettoniche e sull”accessibilità – conclude Montanari – è un impegno che l”Amministrazione comunale di Medicina intende proseguire con forza».

La foto è tratta dalla pagina Facebook del Comune di Medicina

Rimborsi a 14 famiglie medicinesi per l'abbattimento delle barriere architettoniche grazie ai fondi del Governo Gentiloni
Cronaca 11 Dicembre 2018

Il poliziotto Andrea Longhi è il nuovo assessore alla Sicurezza. Seguirà anche Ambiente e Municipale

Tocca ad Andrea Longhi, poliziotto e segretario regionale del Sindacato autonomo di Polizia (Sap), prendere il posto del dimissionario Ezio Roi come assessore a Legalità e Sicurezza della Giunta Sangiorgi. Longhi si occuperà anche delle deleghe a Immigrazione, Centro storico e Frazioni come il suo predecessore. A queste affiancherà la delega alla Polizia municipale, in precedenza dell’assessore Maurizio Lelli, e quella dell’Ambiente, cavallo di battaglia della campagna elettorale pentastellata, e non a caso finora tenuta direttamente dalla Sangiorgi.

La presentazione ufficiale è avvenuta nel pomeriggio dopo alcuni rumors nei giorni scorsi. «Abbiamo cercato una figura tecnicamente preparata e motivata a servire la nostra città – spiega la sindaca, Manuela Sangiorgi -. Il fatto che venga dal Sap mi fa sottolineare che Longhi non ha tessere di nessun tipo di forza politica. Ci tengo a ribadire che la sicurezza non è di destra o di sinistra, ma dei cittadini». Imolese, classe 1964, due figli, diplomato all’Istituto agrario Scarabelli, laureato in Giurisprudenza, dal 1986 Longhi lavora in polizia. Attualmente è responsabile del gabinetto di polizia scientifica del Commissariato di Imola. Dal 2010 è segretario del Sap dell’Emilia Romagna e membro dell’esecutivo nazionale. Da quattro anni è consigliere regionale nella Consulta sicurezza dei Corpi di polizia.

«Spero di poter portare un contributo alla città e ai cittadini con l’esperienza di oltre 30 anni di polizia – queste le sue prime parole da assessore -. Mi rendo conto che il clima è acceso e il tema della sicurezza è molto sentito da parte della cittadinanza. Dovremo iniziare presto a porre in atto dei provvedimenti per affrontare la situazione microcriminale, che è reale e non percettiva come spesso qualcuno ha teso a evidenziare».

Pur prendendo le distanze da qualsiasi partito («il Sap non vincola nessuno ad un orientamento politico»), afferma però che «se sono qua è perché esiste una affinità di intenti con la Giunta». E  su questo non si può non ricordare che il segretario generale aggiunto del Sap è l”imolese Gianni Tonelli, che siede tra i deputati della Lega Nord.

Ma tornando a Imola, uno dei primi problemi da risolvere per Longhi è la scarsità di uomini e mezzi in forze al Commissariato, come più volte denunciato negli anni nel suo ruolo di sindacalista. «Qualche anno fa eravamo in 72, ora siamo scesi a 54. Poter garantire lo stesso tipo di sicurezza ai cittadini è difficile in queste condizioni. Sono convinto che a essere in calo non sia la microcriminalità, ma le denunce». Di recente il dipartimento ha rivisto le piante organiche anche dei commissariati distaccati, come il nostro. «Imola – sottolinea – non può essere inferiore a 65 uomini».

La nomina di Longhi ha coinciso con la visita in città e al Commissariato del questore di Bologna. «I cittadini sulla sicurezza vogliono risposte. In Italia si tende a giudicare prima. Chiediamo invece di farlo tra sei mesi, quando si saranno compiute azioni concrete» conclude la sindaca. (lo.mi.)

Nella foto il neo assessore con la sindaca Manuela Sangiorgi

Il poliziotto Andrea Longhi è il nuovo assessore alla Sicurezza. Seguirà anche Ambiente e Municipale
Cronaca 4 Dicembre 2018

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, commenti e ipotesi dietro l'uscita di scena di Roi

Dunque Ezio Roi non è più l’assessore alla Legalità e alla Sicurezza del Comune di Imola. Dopo un weekend di voci, articoli di stampa, post social, la prima bufera attraversata dalla maggioranza imolese a 5 Stelle ha azzoppato la Giunta Sangiorgi, che ora si ritrova con un uomo in meno. Parliamo di prima vera bufera, anche se a dire la verità qualche turbamento si era già registrato: il repentino avvicendamento nella carica di capogruppo tra l’eletto della prima ora, Fabrizio Favilli (guarda caso il più fermo sostenitore di Roi) e l’attuale Valerio Giovetti, la nomina a capo di gabinetto di Nicoletta Folli in un primo momento annunciata ma poi tramontata, con la sindaca che rinuncia completamente alla figura del capo di gabinetto. Tutte partite gestite senza grossi strascichi, perlomeno pubblici.

Questa volta è andata diversamente. Le motivazione ufficiale viene dalle parole pronunciate da Roi nella conferenza stampa convocata, sempre in Comune, per annunciare le sue dimissioni: «Una differente visione della strategia politica da adottare per il governo della città di Imola sul tema sicurezza». Piuttosto fredda la replica della Sangiorgi con la rassicurazione sulla «totale comunione d’intenti con tutte le forze dell’ordine che presenziano il nostro territorio», che pare suffragare la versione di Roi.

Ma altri segnali fanno pensare ad una lettura diversa della vicenda e invitano a guardare alle pesanti critiche che da destra, dall’area Lega, da mesi vengono inviate all’indirizzo di Roi. In particolare il lungo monologo pubblicato sul proprio profilo Facebook dall’ex capogruppo Fabrizio Favilli, che pare invitare a guardare fuori dal Movimento 5 Stelle per trovare la genesi della vicenda. «Una parte della nostra giunta è sotto attacco costante dal punto di vista personale», scrive tra le altre cose Favilli. «Tra tutti, Ezio Roi è stato messo nel mirino per la sua delega alla sicurezza. Ezio – prosegue Favilli – sta toccando i nervi scoperti di un sistema che altri vorrebbero lasciare coperto. Un sistema che altri, compreso chi della sicurezza ne fa un cavallo di battaglia a livello nazionale (si, parlo del centro-destra), vogliono lasciare così com”è. Quello che l”assessore Ezio Roi ha fatto è stato innanzitutto di chiedere un tavolo di confronto con le forze dell”ordine: chiedere dati, chiedere numeri, e le motivazioni per cui i numeri a Imola sono così disastrosi in termini di reati, furti e danneggiamenti in primis. E da lì partire per trovare soluzioni congiunte. Magari si, chiedendo uno sforzo in più agli agenti… ma questo ora è necessario. Vi sembra qualcosa di sbagliato? Vi sembra che a Imola la situazione furti e danneggiamenti sia sotto controllo? È assurdo che la Lega si metta contro chi sta cercando di riportare la legalità e la sicurezza». Il giorno dopo, la condivisione dello stesso Roi sulla sua pagina, accompagnata da poche amare parole: «Per coloro che non sanno, invito alla lettura del commento di Fabrizio, assolutamente non suggerito da me in alcun modo. Credo che interpreti bene lo spirito del M5S a Imola e dei tempi nuovi».

Quasi un avallo all’ipotesi che dietro l’uscita di scena non ci sia altro che l’ingombrante presenza della Lega, alleata a Roma ma all’opposizione a Imola. Che la Lega non vedesse di buon occhio Roi lo dicono non solo le critiche piovute su di lui dai consiglieri del Carroccio nelle settimana scorse, ma anche la stessa dichiarazione a caldo post dimissioni del segretario imolese Marco Casalini: «Le tardive ma ormai necessarie dimissioni dell’ex assessore Roi aprono oggi le porte a nuovi scenari per la città di Imola». E ancora: «Quando Roi lamenta che la Lega doveva utilizzare gli strumenti istituzionali per porre delle domande, gli ricordo che quando è stato fatto sono arrivate sterili risposte che parevano più un contentino che una vera risposta». Ma stiamo parlando di una forza che, a Imola, sta all’opposizione e non è troppo tenera con chi siede tra i banchi della maggioranza e qui, invece, la si ritiene in grado di esercitare una certa influenza sulla prima cittadina e almeno su una parte della Giunta.

A questo punto sarà interessante capire come si risolverà il «vuoto» in Giunta, chi sarà il nuovo assessore e come saranno riassegnate le deleghe. Sarà un segnale per capire anche quali sono le posizioni dentro al Movimento e i rapporti di forza all’interno del gruppo consiliare. La vicenda Roi ha evidenziato forse un problema di tenuta nella maggioranza che governa la città?

Azzardata l’ipotesi che si stia preparando nella sostanza, se non formalmente, una riedizione del patto di governo romano giallo-verde (la Lega con i suoi voti ha portato alla vittoria i 5Stelle il 24 giugno a Imola ma senza apparentamento vero e proprio e finora si è sempre tenuta le mani libere su critiche e opposizione)? Forse non a caso Daniele Marchetti, consigliere comunale e regionale della Lega, si è affrettato ieri a comunicare di aver presentato un “suo pacchetto sicurezza” che porta “a livello locale i contenuti del Decreto Salvini, convertito recentemente in legge. Potenziamento della videosorveglianza, Daspo urbano, contrasto ai parcheggiatori abusivi e agli accattoni”. (l.a. m.t.)

Nella foto, da sinistra Ezio Roi e Manuela Sangiorgi nel momento dell”entrata in Giunta a luglio, a destra Daniele Marchetti (Lega Nord)

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, commenti e ipotesi dietro l'uscita di scena di Roi
Cronaca 3 Dicembre 2018

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, l'assessore Roi si dimette: “Diversità di vedute'. La replica della sindaca

«Se sono un intralcio, mi tolgo di mezzo». Con queste parole l’assessore alla Legalità e Sicurezza del Comune di Imola, Ezio Roi, ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili dall’incarico affidatogli appena la scorsa estate dalla neoeletta sindaca Manuela Sangiorgi. Lo ha annunciato lui stesso, convocando questa mattina una conferenza stampa dopo che da tempo si rincorrevano rumors di attrito e divergenze politiche in Giunta.

«Recentemente è emersa, fra me e la sindaca, una differente visione della strategia politica da adottare per il governo della città di Imola – ha detto Roi -. Volevo dare il mio contributo per migliorare la qualità della vita dei cittadini imolesi, ma se non posso attuare la mia politica d’urto nei confronti dei problemi di microcriminalità diffusa che mi sono stati segnalati dai cittadini stessi, allora non posso più fare l’assessore, devo cambiare mestiere». Roi è tra gli uomini nella squadra Sangiorgi sin dall”inizio, ovvero da quando venne presentata la proposta di Giunta durante la campagna elettorale come costume del M5S.

La divergenza sarebbe nata, stando a quanto dice l”ormai ex assessore, da una lettera da lui inviata a tutte le forze dell’ordine imolesi per chiedere maggiori controlli notturni. «La sindaca aveva forse in mente una strategia più diplomatica e non ha apprezzato il mio gesto». Una decisione che avrebbe dunque, poco o nulla a che fare con le frequenti polemiche della Lega imolese nei confronti del lavoro ritenuto poco soddisfacente dell’assessore alla Sicurezza, tema fra i più cavalcati dalla compagine del segretario Salvini tanto a livello nazionale quanto locale.

Prontamente la sindaca ha affidato la sua replica ad una nota stampa nella quale, annunciando l”intenzione di assumere pro tempore le deleghe di Roi (oltre a Legalità e Sicurezza ci sono anche Immigrazione, Centro storico e Frazioni), ha assicurato che «le preventive dimissioni dell’assessore Roi non spostano minimamente la nostra costante attenzione al riguardo di una pianificazione di primaria importanza focalizzata, in primis, al contrasto della piaga della microcriminalità nella nostra città».

Sangiorgi ha concluso con una notazione che appare, in effetti, molto “diplomatica”, rimarcando come la «comunione d’intenti con tutte le forze dell’ordine che presenziano il nostro territorio è totale per l’applicazione di un percorso condiviso votato alla massima sicurezza e all’assoluta salvaguardia di ogni cittadino». (mi.mo.)

Nella foto l”ormai ex assessore Roi nella conferenza stampa in cui ha annunciato le dimissioni

La Giunta Sangiorgi perde un pezzo, l'assessore Roi si dimette: “Diversità di vedute'. La replica della sindaca
Cronaca 19 Novembre 2018

Fino al 13 dicembre tante iniziative in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

Il 25 novembre ricorre la Giornata internazionale contro il femminicidio e la violenza maschile sulle donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 in ricordo delle tre attiviste politiche della Repubblica Dominicana, le sorelle Mirabal, violentate e uccise da uomini dell’esercito durante la dittatura di Rafael Trujillo.

Anche quest’anno l’assessorato e la commissione Pari opportunità di Imola hanno presentato il calendario con le iniziative promosse in città da associazioni e istituzioni – Trama di terre, Perledonne, Circondario, Circolo Fiorella Baroncini e, per la prima volta in questa occasione, anche l’Anpi – che fino al 13 dicembre affronteranno il tema della violenza di genere nelle sue diverse sfaccettature (il programma completo è sul sito del Comune di Imola, nell’area tematica «Cultura e Società»).

«La violenza contro le donne – ha dichiarato l’assessore al Welfare, Ina Dhimgjini presentando le iniziative – rappresenta un fenomeno purtroppo in costante crescita. Intorno a questo tema non basta più riflettere, occorre dare un segnale forte, con azioni concrete. Occorre anche un lavoro di fondo sui carnefici, che pensano di trasmettere amore con la violenza». Sul territorio non ci sono dati univoci in grado di descrivere la gravità del fenomeno. Nella prima metà del 2018 si sono rivolte al pronto soccorso circa 150 donne, mentre all’Asp si registrano in media venti nuovi casi all’anno. «Nel 2017 – dettaglia Alessandra Davide, referente del Centro antiviolenza di Trama di terre e dallo scorso giugno anche presidente dell’associazione – abbiamo seguito 109 casi di maltrattamento e violenza, 76 dei quali nuovi. Fra questi ultimi, quelli riguardanti donne straniere sono stati 40, non molti di più rispetto ai casi di donne italiane. Dati più o meno in linea con gli anni precedenti. Oggi però le donne sembrano chiedere aiuto molto prima e questo è un risultato importante, frutto della sensibilizzazione e del lavoro di rete fatto in questi anni».

Ogni anno l’Asp circondario imolese investe risorse per garantire servizi sociali, sanitari e per pagare le rette nelle strutture di accoglienza. «Nel 2017 – spiega Maria Grazia Ciarlatani, dell’ufficio di Piano del Circondario – sono stati impiegati 270 mila euro, a cui si aggiungono 15.800 euro per le fasi di seconda accoglienza e 5.500 euro per i percorsi di autonomia, fondi messi a disposizione dai Comuni del Circondario». Un’ulteriore risposta contro la violenza sarà l’attivazione della «stanza rosa» da parte dei carabinieri di Imola all’interno della caserma, novità annunciata dalla stessa Dhimgjini. Uno spazio, analogo a quello aperto lo scorso giugno a Castenaso, dedicato alle donne e ai minori vittime di violenza, dove poter effettuare denunce e segnalazioni attraverso personale formato che assicura protezione e tutela della privacy.

A precisa domanda, è stata anche motivata la mancata presa di posizione da parte del Movimento 5 Stelle contro il disegno di legge Pillon su separazione e affido, a seguito dell’ordine del giorno presentato in Consiglio comunale lo scorso 6 novembre. Un disegno di legge che rischia di limitare la liberà di scelta soprattutto delle donne vittime di violenza familiare. L’ordine del giorno non è passato con il voto contrario della Lega e l’astensione del Movimento 5 Stelle. «Anche se ci sono molti aspetti che non condividiamo di questo disegno di legge – ha replicato la presidente del Consiglio comunale, Stefania Chiappe – non vogliamo votare un testo che non è ancora definitivo».(lo. mi.)

Il servizio completo è su «sabato sera» del 15 novembre

Nella foto un momento della manifestazione imolese contro il disegno di legge Pillon

Fino al 13 dicembre tante iniziative in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne
Cronaca 19 Novembre 2018

A Medicina entro il 30 novembre aperto il bando per il contributo al pagamento dell'affitto, a disposizione 50.000 euro

L’Amministrazione comunale medicinese ha destinato 50 mila euro a sostegno delle famiglie in difficoltà per il pagamento del canone d’affitto. I requisiti di ammissione sono, tra gli altri, possesso della residenza nel comune di Medicina da almeno 2 anni; valore Isee del nucleo familiare non superiore a 10.000 euro; patrimonio mobiliare non superiore a 15.000 euro al lordo della franchigia.

Le domande andranno presentate entro il 30 novembre. Per ulteriori informazioni: sportello territoriale Asp (051/6973900).

Il Comune di Medicina ha stanziato inoltre 34 mila euro a sostegno delle famiglie di lavoratori colpiti dalla crisi economica. E proprio in questi giorni è uscita la graduatoria definitiva delle domande relative a tale bando.

Per informazioni: ufficio Servizi scolastici e Politiche sociali (tel. 051/6979247).

A Medicina entro il 30 novembre aperto il bando per il contributo al pagamento dell'affitto, a disposizione 50.000 euro
Cronaca 29 Ottobre 2018

Cimiteri, crescono le richieste di cremazione. E ora l'Amministrazione comunale pensa a come ridurre i costi

La richiesta di cremazioni è cresciuta ancora, tanto che oramai nell’imolese rappresentano il 47 per cento rispetto al 43 per cento di due anni fa; siamo quasi a uno su due nei cimiteri del forese, come Linaro. Al Piratello da un anno è finalmente operativo anche il Giardino delle rimembranze, ovvero lo spazio dedicato alle cerimonie per lo spargimento delle ceneri dei propri cari.

Questa attività, tra l’altro, coinvolge anche la gestione periodica dei resti mortali, ovvero le esumazioni da terra o le estumulazioni dai loculi, argomento poco simpatico ma del quale tutti prima o poi dobbiamo occuparci, dal momento che nuove concessioni perpetue per le tombe non sono possibili e ad ogni rinnovo son costi. Ad esempio, il solo spargimento delle ceneri nel Giardino delle rimembranze costa 115 euro, al quale bisogna aggiungere l’eventuale targa commemorativa (ce ne sono già otto scritte nelle cortine di cemento che delimitano l’area). Costi, comunque, nettamente inferiori a quelli delle altre tombe in genere.

Non è un caso, quindi, che l’assessora al Welfare, Ina Dhimgjini, che ha la delega ai cimiteri, abbia dichiarato di voler mettere mano a breve al regolamento comunale con l’obiettivo, in particolare, di una maggiore economicità dei prezzi dei servizi di cremazione. Ma non basta. Le ceneri possono essere conservate anche presso gli eredi o disperse in natura (seppur con qualche vincolo), ma molti faticano ad accettare questa logica e preferiscono la via di mezzo: la conservazione dell’urna nel cimitero (che è l’unica pratica ammessa anche dalla Chiesa cattolica). (l.a.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 25 ottobre 

Cimiteri, crescono le richieste di cremazione. E ora l'Amministrazione comunale pensa a come ridurre i costi

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