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Cronaca 16 ottobre 2018

Municipio di Imola, nel 2019 i lavori di consolidamento sismico al palazzo nuovo che si affaccia su via Appia

Mentre prosegue per gradi lo smontaggio delle impalcature legate ai lavori di consolidamento statico dei voltoni del palazzo comunale (di recente è stato riaperto anche il portico dal lato dell’ex bar Colonne, non più percorribile da tempo), l’ente locale si prepara ad appaltare il prossimo intervento, ovvero quello previsto sul cosiddetto palazzo nuovo, prospiciente via Appia.

Si tratta di un intervento corposo, che ha un costo di circa 3,2 milioni di euro, dei quali 220 mila relativi alla progettazione e i restanti ai lavori veri e propri. Se nel piano triennale delle opere approvato dal Consiglio comunale nel mese di luglio la scelta dell’Amministrazione pentastellata era stata quella di spalmare l’importo previsto per i lavori su più annualità fino al 2020, con le modifiche apportate in aula il 27 settembre l’intervento sembrava proprio sparito.

«In realtà abbiamo deciso di inserire tutte le risorse previste nel 2018 perché l’intervento è già interamente finanziato» spiega l’inversione di tendenza l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio. In effetti, si tratta di un’opera in programma già da diversi anni, uno dei tanti tasselli della ristrutturazione del municipio imolese. Nel caso specifico, l’intervento consiste in lavori di restauro e miglioramento sismico, ovvero l’inserimento di strutture di rinforzo in acciaio, catene e tiranti, opere non molto visibili dall’esterno, ma finalizzate a rendere più sicuro l’immobile. Proprio per questo motivo, già da tempo ha ottenuto anche un corposo cofinanziamento regionale per interventi di prevenzione del rischio sismico da ben 1,6 milioni di euro. La restante parte, invece, è stata possibile finanziarla grazie alla recente cessione della quota pari all’11,15% di partecipazione in Osservanza Srl del Comune di Imola al Conami, che ora controlla al 100% la società che gestisce il patrimonio del complesso dell’Osservanza.

L’operazione, pensata dalla precedente Giunta Manca già nel 2016 all’interno del piano operativo di razionalizzazione delle società partecipate e concretizzatasi nel 2017 con il conferimento a Osservanza Srl dei padiglioni di proprietà del Comune (i numeri 2, 4 e 14) fino alla recente cessione delle quote di partecipazione al Conami, ha portato nelle casse comunali circa 1,4 milioni di euro, dei quali oltre 1,3 destinati proprio a coprire i costi dell’intervento sul palazzo nuovo. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Municipio di Imola, nel 2019 i lavori di consolidamento sismico al palazzo nuovo che si affaccia su via Appia
Cronaca 15 ottobre 2018

Medicina, parte dalla sagrestia l'opera di recupero dell'ex chiesa del Carmine che risale a fine Seicento

Trasformare l’inutilizzata sagrestia in un luogo per conferenze, concerti, prove e presentazione di libri. E’ questo il primo passo per la ristrutturazione dell’ex chiesa del Carmine, l’imponente edificio di via Libertà, di proprietà della parrocchia di San Mamante, ma utilizzato da Comune e Pro loco per organizzare mostre, concerti ed eventi.

Costruito alla fine del Seicento, per i medicinesi è un fabbricato caratteristico che negli ultimi anni si è trasformato in contenitore di attività culturali, ma presenta tutti i segni del tempo che passa e necessita di importanti lavori di ristrutturazione. Da qui la decisione, ventilata da tempo dal Comune, di allungare sensibilmente la durata della convenzione con la parrocchia a 30 anni e di realizzare un vero e proprio progetto di recupero, che partirà dalla riqualificazione della sagrestia, ovvero la porzione che affaccia sulla laterale via Canedi. A esclusione di un primo blocco usato dalla Caritas, il resto, ossia sagrestia e anti-sagrestia, non vengono più utilizzate da oltre dieci anni.

«Non hanno problemi strutturali, ma serve un recupero complessivo per poterle usare diversamente» spiega il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici, Matteo Montanari. Tra gli interventi da realizzare ci sono «la sistemazione degli intonaci e di un’infiltrazione dal tetto, l’installazione dell’impianto elettrico e del riscaldamento – elenca Montanari -. Inoltre, lungo via Canedi verrà posizionata una rampa con scivolo per i disabili, che consentirà di accedere a tutto il Carmine. L’obiettivo è fare i lavori nel 2019 e iniziare ad usare la sagrestia nella seconda metà del 2020».Complessivamente, si tratta di un progetto da 153 mila euro. Per raggiungere questa cifra, l’Amministrazione comunale ha partecipato al bando della Fondazione Carisbo «Rigenerazione urbana» chiedendo un contributo da 100 mila euro.

«Siamo passati alla seconda fase e sono rimasti in gara una decina di progetti – aggiunge il vicesindaco -. Complessivamente, la Fondazione mette a disposizione 500 mila euro e speriamo di ottenere almeno una parte di quanto richiesto». Per il resto, l’ente locale potrà contare sia su risorse proprie, sia su risorse messe a disposizione dalle tre associazioni che hanno partecipato alla coprogettazione dell’intervento e che all’interno della sagrestia realizzeranno la maggior parte delle iniziative.

Nello specifico, si tratta de I Portici (che contribuirà con 10 mila euro), che gestisce il mercatino mensile dell’antiquariato e che sfrutterebbe questo spazio per creare un punto promozionale, della Corale Quadrivium (5 mila euro), che userebbe le sale per prove e concerti, e della Pro loco (ulteriori 5 mila euro), che organizza da sempre mostre ed eventi all’interno del Carmine. (gi.gi.) 

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Nella foto la sagrestia dell”ex chiesa di Medicina

Medicina, parte dalla sagrestia l'opera di recupero dell'ex chiesa del Carmine che risale a fine Seicento
Cronaca 12 ottobre 2018

Bagni, puntelli, impermeabilizzazioni e piccioni con i 220 mila euro per gli interventi urgenti nei cimiteri

Per i cimiteri imolesi sono in programma undici interventi di manutenzione straordinaria ritenuti prioritari ed urgenti, per un importo complessivo di 220 mila euro, programmati tra il 2018 e marzo 2019. Questo quanto illustrato mercoledì sera ai cittadini durante l’incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione in Consiglio comunale. La parte del leone ovviamente la fa il grande camposanto del Piratello, con i suoi 22 ettari e soprattutto un’area monumentale bella ma fragile e bisognosa di costanti e costose cure. E, viste le risorse scarse delle amministrazioni, da anni si convive a rotazione con tombe puntellate o interdette.

Tornando ai lavori, alcuni sono già in corso (data fissata per la conclusione il 20 ottobre) e, secondo la tabella di marcia resa nota e dettagliata da Andrea Dal Fiume che segue le opere pubbliche per Area Blu, la società partecipata del Comune che si occupa anche dei cimiteri, si tratta del rifacimento del tetto della zona archivi dell’ufficio che perde acqua, poi c’è la tinteggiatura dei loculi dei Gruppi X-Z, il rifacimento della pavimentazione dei corselli di accesso dal cancello alla scala centrale di ingresso al Campo nuovo per l’abbattimento delle barriere architettoniche e il rifacimento della zona bagni sempre sul lato nuovo (sarà distinto il bagno per il pubblico e l’handicap e un bagno per il personale delle attività presenti, i fiorai), infine sarà revisionata (ma non tolta) la puntellatura presente nelle tombe lungo via Montecatone.

Come precisato dall’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio, le attività presenti in questo pacchetto, e decise in accordo col Comune, sono «di tipo pratico per dare risposte a quello che vogliono vedere i cittadini, le opere di consolidamento sono molto costose e non rispecchiano le esigenze di chi vive i cimiteri». Un esempio di risposta alle specifiche richieste dei cittadini? L’intervento per cercare di eliminare i piccioni dal giardino del Chiostro, in programma entro marzo.

Sempre con i 220 mila euro a bilancio per quest’anno sarà sistemata la zona del Gruppo Q dove ad inizio anno è crollato il secolare cedro del Libano e consolidata la scala centrale del Campo nuovo, verrà fatta un’analisi strutturale del Murazzo che presenta dei seri problemi, inoltre sarà ripristinata copertura e solaio dei Gruppi T e impermabilizzate le pavimentazioni dei terrazzi all’ingresso dei Gruppi V. 

Per gli altri sei cimiteri del forese sono rimasti pochi spiccioli che serviranno per intervenire sulle pavimentazioni e marciapiedi di accesso e lattonerie o coperture. All’incontro erano presenti anche il vice sindaco Patrik Cavina e l’assessore Ina Dhimgjini, che ha la delega ai cimiteri, nonché il direttore di Area Blu, Carmelo Bonaccorso, e Romano Andalò che segue i cimiteri per la partecipata. «Riteniamo fondamentale il confronto con la cittadinanza per meglio capire le problematiche e risolvere in modo ottimale le criticità evidenziate nel nostro patrimonio» ha concluso Cavina.

In verità un confronto non particolarmente partecipato, dato che, di fronte ai sei relatori, c”erano appena 9 cittadini (tra cui la consigliera comunale 5 Stelle Elena Piancastelli, il consigliere comunale Pd Giacomo Gambi, la capofila del comitato per il Piratello, Raimonda Pittau, che da anni si batte per il giusto decoro e manutenzione dei cimitero, e Francesco Grandi dell’associazione «Figli spirituali e amici di Padre Luigi»). «C”erano quindici persone inclusi gli oratori, ovvero un flop – ha commentato per l”opposizione lo stesso Gambi -. A margine della notizia, peraltro più importante, che erano previsti 1,3 milioni per il 2018 per i cimiteri e invece la Giunta Sangiorgi ne ha lasciati solo 220 mila». (l.a.)

Nella foto grande gli operai al lavoro al cimitero in questi giorni. Nelle altre foto, dietro al tavolo gli assessori Minorchio e Cavina, Andalò, l”assessora Dimgjini, Dal Fiume e Bonaccorso, nell”altra carrellata dei cittadini presenti

Bagni, puntelli, impermeabilizzazioni e piccioni con i 220 mila euro per gli interventi urgenti nei cimiteri
Cronaca 12 ottobre 2018

Scuole, ancora in via di definizione gli interventi sui plessi imolesi: decisioni attese entro fine ottobre

Bisognerà attendere ancora un po’ per conoscere i prossimi passi dell’Amministrazione comunale in tema di edilizia scolastica. Si tratta di uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale della sindaca pentastellata Manuela Sangiorgi che, nel proprio programma elettorale, aveva scritto nero su bianco tra gli obiettivi da realizzare «saranno svolti nuovi sopralluoghi in tutti gli edifici scolastici per verificarne lo stato effettivo e la sicurezza» e «sarà necessario attivare piani di investimento straordinari per migliorare i livelli di sicurezza sismica, anche reperendo fondi regionali ed europei».

Proprio per questo, scorrendo il piano triennale delle opere 2019-2021 approvato in Consiglio comunale a fine settembre, non è stata poca la sorpresa, da una parte, nel veder slittare in avanti nel tempo alcuni interventi e, dall’altra, nel veder sparire dall’elenco altri lavori, sostituiti da due generiche tranche da 500 mila euro ciascuna nel 2020 e nel 2021, mentre per il 2019 veniva confermato soltanto l’efficientamento energetico e la messa in sicurezza finalizzata all’ottenimento del certificato di prevenzione incendi della palestra Ruscello di via Volta (540 mila euro).

Ma cosa è successo rispetto al precedente piano delle opere approvato a fine luglio, nel quale si prevedevano già nel 2018 ben 900 mila euro per adeguamenti normativi sugli edifici scolastici? «Sulle scuole sono previsti diversi interventi che hanno una copertura legata ai cosiddetti mutui Bei (finanziati dalla Stato, ndr) e finalizzati soprattutto all’ottenimento del certificato di prevenzione incendi, ma in alcuni casi sono opere più corpose che prevedono la costruzione di nuovi edifici» dice l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio.

In effetti, tra lungaggini burocratiche e ritardi vari del Miur, l’elenco è lungo. Innanzitutto, ci sono le opere inserite lo scorso marzo con decreto dall’allora ministro Valeria Fedeli nell’annualità 2017. Oltre alla palestra di via Volta, compaiono anche le primarie Ponticelli (200 mila euro), Sasso Morelli (100 mila), Rodari (320 mila), Campanella (280 mila), Cappuccini (200 mila) e Marconi (210 mila), i cui importi sono stati interamente finanziati dal ministero. A queste si aggiungono gli interventi legati ai mutui Bei presentati dalla commissaria Adriana Cogode e inseriti nella graduatoria delle opere per il triennio 2018-2020 che, in alcuni casi, riguardano anche il miglioramento sismico.

A Imola sono elencati interventi nelle scuole primarie Sante Zennaro (4 milioni di euro), Rubri (500 mila) e Zanoni di Sasso Morelli (139 mila), la media Sante Zennaro (2,2 milioni) e per costruire la nuova scuola di Sesto Imolese (8 milioni tra elementare e media). Per tutti questi, il Comune attende un cofinanziamento statale di circa 10 milioni di euro, mentre i restanti 5 milioni sono a carico dell’ente locale.

Molta carne al fuoco. Ad oggi, nel piano delle opere compaiono esplicitamente soltanto gli interventi sulle primarie Rodari e Sasso Morelli e solo nel 2021. (gi.gi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» dell”11 ottobre

Nella foto la primaria Rodari

Scuole, ancora in via di definizione gli interventi sui plessi imolesi: decisioni attese entro fine ottobre
Cronaca 4 ottobre 2018

Piano triennale delle opere pubbliche, slittano i lavori nelle scuole, più soldi per sistemare strade e cimitero

Da una parte slittano gli interventi sulle scuole e sul palazzo comunale, dall’altra aumentano quelli sulla manutenzione straordinaria delle strade e sul cimitero del Piratello, mentre restano invariate le cifre previste per le opere di adduzione alla quarta corsia dell’autostrada, almeno in attesa di sapere con certezza se e come verranno rivisti gli interventi previsti, a partire dal completamento della bretella. Quello approvato giovedì 27 settembre dal Consiglio comunale, con i soli voti favorevoli del M5s (contrari Pd, Carmen Cappello di Imola guarda avanti, Giuseppe Palazzolo di Patto per Imola e Lega), è un piano triennale delle opere 2019/2021 che, escludendo alcuni corposi interventi finanziati con risorse esterne, non sembra lasciare molti margini di manovra.

Rispetto al piano approvato in luglio, infatti, la spesa prevista per il 2019 scende da 4,6 milioni a 3,4 milioni di euro, mentre cresce leggermente (da 24 a 24,5 milioni) quella del 2020. Per l’ultima annualità, il 2021, si ipotizzano investimenti per appena 3 milioni di euro. «E’ un piano che si basa sulle previsioni delle possibilità di bilancio, vogliamo essere il più credibili possibili sulle coperture» ha motivato l’assessore ai Lavori pubblici, Massimiliano Minorchio.

Tra le principali variazioni, si nota l’assenza dei 900 mila euro previsti nel 2018 per adeguamenti normativi sulle scuole inseriti in luglio (ora compaiono nel 2020 e nel 2021 due generiche tranche da 500 mila euro), mentre sono slittati al 2021 i lavori sulle elementari Rodari (320 mila euro) e Sasso Morelli(100 mila euro), finanziati attraverso fondi statali dei mutui Bei.

D’altra parte, sono stati inseriti 200 mila euro già nel 2019 per manutenzioni straordinarie al cimitero del Piratello. Inoltre, è stata innalzata a 780 mila euro la cifra per le manutenzioni straordinarie sulle strade comunali (altri 480 mila euro sono stati inseriti nel 2021, mentre nel 2020 non ve n’è traccia).

«Sono investimenti all’insegna della decrescita e sono spariti del tutto riferimenti a nuove ciclabili e frazioni, mentre è stato ridotto all’osso il tema della messa in sicurezza degli edifici scolastici» ha commentato il consigliere del Pd, Roberto Visani. Stessi toni da Carmen Cappello: «Quando non si fanno le opere, questo significa fermare le imprese, il lavoro e la città stessa». (gi.gi.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 4 ottobre.

Foto d”archivio del Consiglio comunale di Imola

Piano triennale delle opere pubbliche, slittano i lavori nelle scuole, più soldi per sistemare strade e cimitero
Cronaca 1 giugno 2018

Ex ferrovia Budrio-Massa Lombarda, nuovo studio di fattibilità per utilizzare il vecchio sedime

La vecchia ferrovia Budrio-Massa Lombarda, dismessa da oltre cinquant’anni, torna a far parlare di sé. Di recente, infatti, il Comune di Medicina ha deciso di stanziare circa 20 mila euro per l’aggiornamento dello studio di fattibilità sulla ferrovia. L’occasione è stata la convocazione della Commissione consigliare di studio sulla Ferrovia Budrio–Medicina–Massa Lombarda, istituita a inizio anno per approfondire il tema alla quale hanno partecipato anche dirigenti e tecnici della Città metropolitana e della Regione, nonché assessori dei comuni limitrofi.

I 26 chilometri della Budrio-Massa Lombarda, gestiti dalla Società Veneta, vennero inaugurati nel 1887, anno in cui fu attivato anche il tracciato della Bologna–Budrio-Portomaggiore, migliorando in questo modo i collegamenti su strada ferrata fra i paesi serviti dalla linea con Bologna. Fino agli anni Cinquanta le locomotive erano a vapore, poi vennero sostituite da quelle termiche. L’avvento dell’automobile fu tra i principali motivi che portarono alla chiusura della linea nel 1964, quando il servizio venne via via sostituito da autobus.Nel 2003 la società Metis-Gruppo T Bridge svolse per conto della Provincia di Bologna uno studio di fattibilità per il ripristino della linea ferroviaria che parlava di oltre 130 milioni di euro necessari per la riattivazione delle rotaie. Inoltre da tempo Legambiente, e più di recente il Movimento 5 stelle, chiedono a gran voce la riattivazione del percorso. Sono state create pagine Facebook per sensibilizzare sul tema e anche una petizione su www.change.org, firmata da 464 persone.

Nel frattempo, nel 2015 la Città metropolitana ha chiesto che il tracciato della linea ferroviaria e il cosiddetto «corridoio di salvaguardia», ossia quella striscia che verrebbe utilizzata in caso di ripristino della ferrovia, sparissero dalle mappe del Psc. «Il corridoio vincola i proprietari dei terreni che, in sostanza, non possono utilizzarli – aveva chiarito il vicesindaco, Matteo Montanari –. Ad ogni modo, in quel tratto non è comunque possibile costruire case, quindi se un domani ci fossero le condizioni per riattivare la linea ferroviaria, si potrebbe sempre tornare indietro».

Da qui, dunque, la decisione di far eseguire un nuovo studio di fattibilità, pur consapevoli che, visti i costi, il passaggio dei treni da Medicina è, per certi versi, un sogno ancora lontano. «Guardando al futuro, così come chiesto anche nel Piano strategico locale, serve l’aggiornamento dello studio per valorizzare e tutelare l’ex sedime ferroviario, per tenere aperta quella porta» spiega Montanari. Per quanto riguarda il tratto medicinese, «il vecchio sedime è praticamente tutto percorribile, soltanto a Villa Fontana c’è il parcheggio delle scuole e in via del Piano le case sono molto vicine, «ma era stato individuato un tracciato alternativo – ricostruisce Montanari -. Inoltre, da via Licurgo Fava a Ganzanigo è stata realizzata una ciclabile».

Il sedime è in parte del Comune e in parte di privati, ma soprattutto è di proprietà di Conami, che al di sotto ha le tubazioni dell’acqua. (gi.gi.) 

Nelle foto l’ex stazione di medicina e il piazzale

Ex ferrovia Budrio-Massa Lombarda, nuovo studio di fattibilità per utilizzare il vecchio sedime

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