Cronaca

Cronaca 29 Giugno 2020

L'associazione Bof dona quattro tonnellate di beni a No sprechi e 1.200 euro a Cri, Caritas e Banco alimentare

Più di 1 tonnellata di pasta, riso, farina e zucchero, quasi 400 litri di latte ed olio, e circa 3.700 confezioni di passate di pomodoro, tonno, cioccolate, merendine, grissini, biscotti, e prodotti per l’infanzia, per la persona e per l’igiene della casa, per un quantitativo complessivo di circa 4 tonnellate di beni.
Sono i numeri di Spesa solidale, l’iniziativa che l’associazione Bof di Imola ha lanciato durante il lockdown per aiutare l’Emporio “No sprechi” di via Lambertini.

E la raccolta fondi destinata al comitato di Imola della Croce rossa italiana, alla Caritas della Diocesi di Imola e alla fondazione Banco alimentare ha permesso di destinare a ciascuno di loro la somma di 400 euro, per un totale di 1.200 euro.

«Con l’impegno di tutti i nostri giovani volontari abbiamo ottenuto un buon risultato – commenta Alfonso Bottiglieri, presidente dell’associazione Bof – e questo ci da la carica per poter promuove nuove iniziative e collaborazioni sul territorio col l’auspicio di un supporto anche da parte delle autorità locali». (r.cr.)

Nella foto: la consegna della somma donata

L'associazione Bof dona quattro tonnellate di beni a No sprechi e 1.200 euro a Cri, Caritas e Banco alimentare
Cronaca 29 Giugno 2020

Le Guardie ecologiche volontarie ripuliscono via Braglia a Castello, raccolti 15 sacchi di rifiuti differenziati

Nella mattinata di sabato 27 giugno le Guardie ecologiche volontarie (Gev) della sede di Imola, con la collaborazione dei colleghi di Castel San Pietro e in accordo con l’Amministrazione comunale hanno provveduto a ripulire un tratto di via Braglia, nei pressi della stazione ferroviaria.

«Lo scopo dell’iniziativa è sensibilizzare i cittadini riguardo all’educazione ambientale che le Gev portano avanti da anni nei comuni convenzionati anche attraverso iniziative rivolte alle scuole – motiva Massimo Salvini delle Gev Imola -. In un tratto di strada di circa un chilometro sono stati raccolti 15 sacchi di rifiuti differenziati, questo pone l”attenzione al lavoro di educazione ambientale ancora da fare». (gi.gi.)

Nella foto: Guardie ecologiche volontarie al lavoro in via Braglia

Le Guardie ecologiche volontarie ripuliscono via Braglia a Castello, raccolti 15 sacchi di rifiuti differenziati
Cronaca 28 Giugno 2020

Al via i centri estivi per i piccolissimi a Imola e a Castello

Dopo l’uscita delle linee guida regionali per i centri estivi per la fascia 0-3 anni, i Comuni di Imola e di Castel San Pietro hanno organizzato il servizio. A Imola è rivolto ai bimbi dai 9 ai 36 mesi. In totale, i posti disponibili sono 269 (pari al 42% dei 640 bambini iscritti al nido a febbraio), di cui 178 nei privati convenzionati (di cui 48 solo part-time) e 55 nei comunali (solo a part time), a cui si aggiungono i 36 bimbi già accolti a tempo pieno nei centri estivi 3-6 anni, per un totale di 91 posti nei nidi comunali.

I nidi convenzionati attiveranno i centri a partire da domani, 29 giugno, per cinque settimane, mentre il Comune li garantisce presso le proprie sedi (nidi Fontanelle, Primavera, Campanella, Sesto Imolese, e Sasso Morelli) a partire dal 6 luglio, per quattro settimane. Per i centri organizzati dai gestori di nidi privati convenzionati con il Comune di Imola, la retta, da corrispondere direttamente al gestore, è di 110 euro settimanali per il part time e 130 euro per il tempo pieno; nei centri estivi realizzati dal Comune è di 77 euro a settimana. Per quanto riguarda invece Castello, dopo un periodo di ambientamento gratuito nella settimana precedente dal 29 giugno al 3 luglio, i centri estivi per i piccolissimi (9-36 mesi) saranno operativi dal 6 al 31 luglio. Verranno realizzati in piccoli gruppi e verrà data la possibilità a bambini e genitori di conoscere i nuovi educatori che verranno eventualmente inseriti in turno con gli educatori già presenti in servizio. (r.cr.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 25 giugno.

Foto d’archivio

Al via i centri estivi per i piccolissimi a Imola e a Castello
Cronaca 28 Giugno 2020

Due volontari Auser in bici per 2.600 km da Borgo Tossignano a Santiago di Compostela

In bici a Santiago di Compostela con la maglia dell’Auser. Due volontari dell’associazione, Roberto Albertazzi e Bruno Fabbri (per tutti Dudù), partiranno all’alba di domani, lunedì 29 giugno, da Borgo Tossignano alla volta del famoso santuario galiziano e poi fino a Finisterre, sull’oceano Atlantico, che raggiungeranno dopo avere percorso circa 2.600 chilometri in sella.

Con loro, idealmente, ci sarà anche l’associazione per la quale prestano volontariato come autisti, che ha aderito attraverso il suo presidente Giovanni Mascolo e ai responsabili di Vallata regalando ai due soci una divisa sponsorizzata «Auser – Volontariato Imola». E domenica 28, il giorno prima della partenza, i due ciclisti riceveranno la benedizione del pellegrino da parte del parroco di Borgo Tossignano, don Marco Baroncini. «Attraverseremo, utilizzando strade secondarie, ciclabili, sentieri sterrati, l’Emilia Romagna, il Piemonte e la Liguria – raccontano i due protagonisti -. Poi entreremo e attraverseremo la Francia meridionale, splendide regioni come la Costa Azzurra, la Provenza, la Camargue, risaliremo i 240 chilometri della ciclabile del Canal du Midi fino a dopo Carcassonne, per arrivare a Saint-Jean Pied de Port, località francese dalla quale inizia il vero e proprio “Cammino di Santiago”, che da Roncisvalle (vi ricordate l’Orlando Furioso?) si svilupperà poi tutto in terra spagnola, sino al traguardo di Santiago di Compostela. Qui poi, ai primi di settembre, ci raggiungeranno le nostre mogli e una coppia di carissimi amici con i quali passeremo alcuni giorni in totale relax e allegria».

Albertazzi e Fabbri coroneranno così un sogno che coltivavano da molto tempo. Inizialmente la partenza era prevista il 4 maggio (con ritorno il 7 luglio), ma l’emergenza Covid-19 li ha costretti a rimandare di quasi due mesi. Ora, con la riapertura della frontiera con la Francia avvenuta il 15 giugno e quella con la Spagna prevista per il primo luglio, è finalmente arrivato il momento di dare il via all’impresa. (mi.ta.)

Nella foto: i due volontari Auser

Due volontari Auser in bici per 2.600 km da Borgo Tossignano a Santiago di Compostela
Cronaca 28 Giugno 2020

Coronavirus, il Medicivitas riparte dal 15 luglio con le crescentine e cerca nuovi volontari

L’emergenza sanitaria ha fortemente provato la città di Medicina e il centro Medicivitas di via Oberdan, che ha pagato caro, con tante vittime tra cui volontari molto attivi e clienti abituali, l’onda violenta del Coronavirus. Ora, però, c’è tanta voglia di ripartire, seppur per gradi e con tutte le cautele del caso. E per farlo è stato scelto uno dei simboli del centro e delle sue feste, ossia le crescentine, come concordato nell’incontro di sabato 20 giugno. «Abbiamo deciso di riaprire da mercoledì 15 luglio, con le crescentine, che sarà possibile acquistare solo per l’asporto – aggiorna Simona Santoli del direttivo del Medicivitas –. Inoltre, vogliamo organizzare assieme al Comune un’iniziativa per la riapertura, durante la quale ricordare le vittime del Coronavirus».

Per le altre attività, invece, bisognerà attendere ancora. «Le crescentine d’asporto sono il segno di una piccola ripartenza, mentre per il bar e tutto il resto aspetteremo ancora un po’. Vogliamo essere cauti per tutelare i nostri volontari. Anzi, se qualcuno avesse piacere di unirsi a noi può scriverci un’email a csbocciofila@gmail.com». Per chi si volesse comunque ritrovare per fare due chiacchiere, ovviamente a distanza, indossando la mascherina ed evitando assembramenti, «abbiamo lasciato a disposizione qualche sedia nel dehor esterno, mentre per il caffè bisognerà per il momento andare altrove». (gi.gi.)

Nella foto: il centro Medicivitas

Coronavirus, il Medicivitas riparte dal 15 luglio con le crescentine e cerca nuovi volontari
Cronaca 27 Giugno 2020

A Medicina diplomi consegnati alle bambine ed ai bambini che a settembre entreranno in prima elementare

Questa mattina, a Medicina, l’anno scolastico si è chiuso definitivamente con la consegna dei diplomi alle bambine ed ai bambini che entreranno a settembre in prima elementare.

Alla cerimonia, insieme a famiglie e insegnanti, hanno partecipato l”assessore regionale alla Scuola, Paola Salomoni, il sindaco Matteo Montanari, l”assessore Dilva Fava e la presidente della V commissione Francesca Marchetti. «Abbiamo lavorato alacremente in questi giorni per permettere a tutti i nostri ragazzi di poter riprendere a settembre la scuola, ritrovando finalmente in presenza gli amici e gli insegnanti – ha detto l”assessore Salomoni-. L”ultimo giorno di scuola e la consegna dei diplomi sanciscono un passaggio importante per la vita di tutti i bambini, e noi abbiamo il dovere di rendere indimenticabili questi momenti. Avevamo detto che riaprire la scuola era la nostra priorità- ha aggiunto- e ci siamo impegnati perché fosse possibile». (da.be.)

Nella foto: la consegna dei diplomi

A Medicina diplomi consegnati alle bambine ed ai bambini che  a settembre entreranno in prima elementare
Cronaca 27 Giugno 2020

Nel 2019 incidenti e vittime in calo nel circondario. Tra le strade più interessate la via Montanara

È stato pubblicato nei giorni scorsi il report 2019 e primo trimestre 2020 sugli incidenti stradali nei comuni della città metropolitana di Bologna a cura dell”Ufficio statistica di Palazzo Malvezzi. Dai dati emerge che lo scorso anno sono in lieve calo gli incidenti, i feriti e i morti rispetto al 2018. Nei primi tre mesi del 2020, i dati provvisori sull’incidentalità relativa alle strade del territorio metropolitano bolognese (comunali, provinciali, statali e autostrade) mostrano una decisa diminuzione: il lockdown ha infatti portato ad un calo di circa il 70% degli incidenti stradali.

Nello specifico, nel 2019 sono infatti avvenuti 3.805 incidenti stradali con infortunati (5 in meno rispetto al 2018) con una media di 10,4 incidenti al giorno. Le persone decedute sono state 68 (7 in meno rispetto al 2018), le persone ferite sono state 5.197 con una diminuzione rispetto all’anno precedente di 8 unità. Tra gli oltre 5mila feriti 460 erano a bordo di bici e 494 pedoni. Se si prendono in considerazione i veicoli e gli utenti coinvolti, gli utenti deboli, pedoni, ciclisti, ciclomotoristi e motociclisti, comprendono il 56% dei decessi. La mortalità è diminuita per varie categorie di utenti, a parte i motociclisti che sono stabili rispetto all”anno precedente (14 decessi nel 2019 come nel 2018) che registrano però 994 feriti contro i 904 del 2018. Tra i ciclisti si osserva un aumento della mortalità e del numero dei feriti (11 decessi contro i 6 dell”anno precedente e 460 feriti contro i 446 del 2018). Diminuiscono invece i pedoni deceduti: 8, metà dei quali con più di 80 anni contro i 23 decessi nel 2018 e 494 feriti contro i 510 del 2018. In particolare nel comune di Bologna si osserva una diminuzione dei morti (-5) e dei feriti (-6) tra i pedoni.

Nel report si specifica anche territorio per territorio e strada per strada dove si sono verificati gli incidenti (clicca qui). Tra queste ultime spicca la Montanara, con ben 33 incidenti, 41 feriti ed un morto. Dal report emerge anche che il maggior numero di incidenti si sono verificati nei mesi di giugno (387) e ottobre (376), ma è agosto il mese in cui è massimo l’indice di infortunio, infatti pur essendo il mese in cui si verificano meno incidenti, ogni 100 di questi, si hanno 149 tra feriti e morti, tasso che mediamente è pari a 138. Nel 2018 il mese nero era stato ottobre sia per il numero di morti, feriti e incidenti.Anche nel 2019, venerdì è uno dei giorni in cui è più rilevante il numero di incidenti e di morti, intorno alle ore 18 e tra le 7 e le 9 del mattino dei giorni lavorativi. Nel fine settimana si registrano meno incidenti, anche se nelle ore notturne il loro numero aumenta. (da.be.)

Foto Isolapress

Nel 2019 incidenti e vittime in calo nel circondario. Tra le strade più interessate la via Montanara
Cronaca 26 Giugno 2020

Consegnati all’Ausl di Imola i pannelli fotografici con le immagini vincitrici del concorso #iorestoacasa di Marco Isola

Sono state consegnate oggi, alla tenda di pre-triage del pronto soccorso, quale luogo simbolo dell”ospedale di Imola in emergenza Coronavirus, i 15 pannelli fotografici con le immagini vincitrici del concorso #iorestoacasa, lanciato dal fotoreporter imolese Marco Isola ad inizio lockdown.

Le immagini, selezionate da una giuria di fotoreporter e giornalisti locali, sulle 142 foto che hanno concorso, sono state riprodotte in pannelli che saranno affissi nelle strutture sanitarie del nostro territorio, a memoria di un momento drammatico della vita della comunità, che oggipossiamo finalmente lasciarci alle spalle, ma che è bene sia ricordato per evitare comportamenti che mettano tutti nuovamente a rischio. «A Marco Isola e a tutti i suoi collaboratori il ringraziamento per questo dono e per la bella iniziativa che ne è stata l”origine» fanno sapere dall’Ausl di Imola. (da.be.)

Nella foto: le immagini della consegna

Consegnati all’Ausl di Imola i pannelli fotografici con le immagini vincitrici del concorso #iorestoacasa di Marco Isola
Cronaca 26 Giugno 2020

Ancora atti vandalici nei parchi di Medicina, danneggiati arredi nei giardini di via Oberdan

Ancora atti vandalici nei parchi di Medicina. Dopo che nelle scorse settimane erano stati presi di mira la staccionata del laghetto del parco delle Mondine e alcuni vasi che abbellivano il gazebo dell”associazione Germoglio, questa volta sono stati danneggiati alcuni arredi dei giardini di via Oberdan. Ignoti, infatti, hanno sradicato le assi di legno dello schienale di una panchina e di un tavolo. Un gesto stupido, non tanto per il valore economico (anche se panchina e tavolo saranno comunque da riparare a spese del Comune), quanto per la presa di mira di luoghi cari e frequentati dai cittadini di Medicina, bambini compresi.

A segnalare la cosa nella mattinata di venerdì 26 giugno è stato il consigliere del M5s Gaetano Bellobuono. «Questi vandalismi non sono più episodici – afferma Bellobuono -. Per la risoluzione di questo problema ritengo sia necessario non solo un intervento da parte degli organi preposti, ma un”opera di sensibilizzazione di tutta la cittadinanza volta a stigmatizzare questi comportamenti».

Sull’episodio è intervenuto anche l’assessore alla Sicurezza, Marco Brini. «I carabinieri sono stati allertati e presto parttiranno anche i controlli serali della polizia locale. Continuo comunque a ribadire che ci vorrebbe un maggiore controllo dei genitori di questi ragazzi, anche perché risalire ai colpevoli non è semplice. In zona, infatti, c’è solo una telecamera vicino al municipio, ma difficile che abbia ripreso qualcosa. Preoccupati? Sinceramente, nonostante i casi siano già diversi, penso che la situazione vada tenuta sotto controllo, senza ingigantirla troppo». (gi.gi. da.be.)

Nella foto: i danneggiamenti agli arredi del giardini di via Oberdan inviateci dal consigliere pentastellato Gaetano Bellobuono

Ancora atti vandalici nei parchi di Medicina, danneggiati arredi nei giardini di via Oberdan
Cronaca 26 Giugno 2020

Focus sullo micromobilità elettrica e l'uso dei monopattini. Sorbi (Osservatorio regionale): «Pericolosi nel traffico, servono regole precise»

Un anno fa entrava in vigore in diverse città italiane, fra cui Imola, il cosiddetto decreto Toninelli per la micromobilità elettrica. La sperimentazione della mobilità di monopattini elettrici, segway, hoverboard e monowheel nelle zone a 30 chilometri orari e nelle ciclabili individuate non era ancora formalmente partita in tutte le città che l’avevano abbracciata che il Governo ha optato per fare un ulteriore passo avanti: liberalizzare la circolazione dei monopattini elettrici, che da gennaio 2020 sono sostanzialmente equiparati alle biciclette, anche se bisogna avere almeno 14 anni per guidarli, come chiarito a stretto giro nel decreto Milleproroghe. Significa quindi che possono circolare seguendo in gran parte le norme già previste per bike ed e-bike (mentre per gli altri mezzi elettrici restano valide fino al 2022 le norme previste dalla già citata sperimentazione sia per i Comuni che l’hanno già scelta sia per quelli che intendono farlo). Ma come devono essere e quali regole devono rispettare i monopattini elettrici? L’argomento è tornato di stretta attualità dopo il recente incidente mortale, il primo in Italia, in cui è rimasto vittima un conducente di un monopattino. È successo lo scorso 11 giugno a Budrio. Mauro Sorbi, presidente dell’Osservatorio regionale per l’educazione alla sicurezza stradale, è da tempo critico nei confronti della nuova micromobilità elettrica. Da quando è iniziata la sperimentazione, l’Osservatorio ha denunciato venticinque incidenti gravi.

Sorbi, cosa significa dire che il monopattino elettrico è equiparato alla bicicletta?

«La normativa permette l’utilizzo dei monopattini elettrici al pari delle biciclette tradizionali o a pedalata assistita. Significa che possono circolare in tutte le piste ciclabili o ciclopedonali, sulle strade urbane con limite di velocità di 50 chilometri orari prive di corsie riservate tenendo però la destra della carreggiata e sulle extraurbane ma solo se dotate di pista ciclabile; che dove c’è la pista ciclabile devono usarla; che devono attraversare sulle strisce pedonali scendendo dal mezzo; che devono dare la precedenza a destra e non possono percorrere strade a senso unico contromano. Vi sono poi alcune norme da rispettare nel dettaglio: il limite di 0,5 kW di potenza e 25 chilometri orari di velocità, che scendono a 6 nelle aree pedonali e nelle piste ciclabili; il divieto di circolare sui marciapiedi e sotto i portici; l’obbligo di segnalatori acustici (campanello) e visivi (luce bianca davanti, rossa dietro) oltre che giubbotto riflettente di notte; il divieto di traino e di trasporto passeggeri. Secondo l’Osservatorio, però, sono necessarie altre regole. Siamo favorevoli alla mobilità sostenibile, ma il diritto di circolare sulla strada comporta indissolubilmente dei doveri». (mi.mo.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 25 giugno.

Nella foto: un monopattino nel centro storico di Imola

Focus sullo micromobilità elettrica e l'uso dei monopattini. Sorbi (Osservatorio regionale): «Pericolosi nel traffico, servono regole precise»

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