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Cronaca 29 Marzo 2020

Coronavirus, l'Avis di Imola rassicura: «La sicurezza è garantita al centro prelievi per chi dona il sangue»

«Il Coronavirus non è un pericolo per chi decide di donare il sangue». Così il presidente dell’Avis di Imola, Fabrizio Mambelli, invitava i donatori a non sospendere le donazioni. I quali, chiamati, hanno risposto positivamente, quasi esaurendo le prenotazioni per il mese di marzo (con oltre 200 appuntamenti) e facendo registrare anche ottanta nuove disponibilità. Fra coloro che sono andati a donare la scorsa settimana c’è anche G., iscritto all’Avis da oltre quarant’anni e abbonato a «sabato sera», che ha voluto condividere con noi la sua esperienza al centro prelievi. «Inizialmente – dice – ci hanno messo in fila all’esterno per mantenere le distanze previste dalla legge, chiamandoci uno alla volta in base all’orario dell’appuntamento. Durante la visita mi hanno fatto domande di routine ma anche sulle zone frequentate recentemente, mi hanno provato la febbre e messo a disposizione il disinfettante. Tutto in totale sicurezza fino alla sala del prelievo di controllo prima del prelievo vero e proprio, una stanza dove eravamo in 6 o 7, a mio avviso troppi per il piccolo spazio. La sensazione era quella di essere raggruppati. Non potevano chiamarci più scaglionati per diradarci anche nell’attesa dei risultati del controllo?».

«Le donazioni avvengono nel pieno rispetto delle raccomandazioni ricevute dal Centro regionale sangue e dal Centro nazionale sangue dell’Istituto Superiore della sanità – risponde Pietro Fagiani, responsabile del Centro raccolta sangue dell’Ausl di Imola -. Come evidenziato dallo stesso donatore, sono state eseguite tutte le procedure previste». (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 marzo

Coronavirus, l'Avis di Imola rassicura: «La sicurezza è garantita al centro prelievi per chi dona il sangue»
Sport 29 Marzo 2020

Ciclismo, Marco Selleri e i rinvii di tutte le corse più importanti: «La salute è la priorità per tutti»

Anche il Giro d’Italia è finito nel turbine degli eventi sportivi annullati, sospesi o rinviati in seguito al diffondersi del Coronavirus in Italia e in Europa. Non ci sarà la grande partenza il 9 maggio a Budapest; ancora presto però per sapere se la «corsa rosa» si svolgerà in formato ridotto, se sarà posticipata o se salterà. Tutto dipende dall’evolversi dell’emergenza sanitaria: al momento il ciclismo agonistico è fermo, seguendo le direttive dell’Unione ciclistica internazionale (Uci) e della Federazione ciclistica italiana (Fci) che hanno già confermato lo «stop» almeno fino al 30 aprile.

Una data che sarebbe stata importante anche per il ciclismo romagnolo, con la partenza della prima delle quattro tappe del nuovo Giro di Romagna per Dante Alighieri, nuova gara a tappe per Elite e Under 23 lanciata quest’anno dalla Nuova Ciclistica Placci 2013 di Mordano, presieduta da Marco Selleri, in collaborazione con Com- munication Clinic di Marco Pavarini. «Al momento la gara è sospesa, in accordo con le giuste disposizioni di Uci e Fci, ma noi siamo pronti e appena ci saranno le condizioni cercheremo di identificare una nuova data. Ora, però, riteniamo sia opportuno e doveroso che lo sport agonistico resti fermo per affrontare al meglio l’emergenza sanitaria. La salute è la priorità per tutti e lo sport passa in secondo piano». (ma.ma.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 26 marzo.

Nella foto: da sinistra Davide Cassani (ct azzurro) e il mordanese Marco Selleri (presidente della Nuova Ciclistica Placci 2013)

Ciclismo, Marco Selleri e i rinvii di tutte le corse più importanti: «La salute è la priorità per tutti»
Cronaca 29 Marzo 2020

La rivisita statunitense Forbes mette tre giovani imolesi tra le 100 promesse italiane Under 30

Potrebbero essere di Imola i prossimi Mark Zuckerberg o Elon Musk, rispettivamente il fondatore di Facebook e l’inventore della Tesla. Fra le cento promesse italiane Under 30 che stanno cambiando il mondo individuate dalla rivista statunitense Forbes, infatti, ci sono tre giovani imolesi: Francesco Capponi, Matilde Padovano ed Emanuele Rossi, ideatori della piattaforma LeadTheFuture.

Insieme a loro nella classifica 2020 c’è chi ha inventato la bottiglia intelligente che pulisce il pianeta e chi ha resuscitato le cellule cerebrali di un maiale morto. LeadTheFuture, letteralmente «guida il futuro», è una comunità digitale per mettere in contatto gli studenti con figure professionali leader nel mondo Stem (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) che potranno fungere da mentori per l’orientamento accademico e lavorativo. Grazie al network lo scorso anno dieci giovani hanno ottenuto stage in aziende come Google e Nasa. In due anni di vita gli studenti coinvolti sono oltre trecento. (mi.mo.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 26 marzo

Nella foto Francesco Capponi, Matilde Padovano ed Emanuele Rossi

La rivisita statunitense Forbes mette tre giovani imolesi tra le 100 promesse italiane Under 30
Cronaca 28 Marzo 2020

Coronavirus, il premier Conte: «Appena firmato un decreto per girare 4,3 miliardi di euro ai Comuni per l’emergenza alimentare»

«Lo Stato c’è e siamo consapevoli che tante persone soffrono». Con queste parole il premier Conte ha aperto pochi minuti fa la conferenza stampa, annunciando di aver «varato un provvedimento di urgenza, coinvolgendo i sindaci di tutti i comuni che sono di fatto le nostre sentinelle sul territorio nazionale».

Nello specifico, Conte ha firmato un Dpcm per girare la somma di 4,3 miliardi ai Comuni per l’emergenza alimentare: i sindaci potranno erogare già dalla prossima settimana buoni spesa per i cittadini più bisognosi. «Aggiungiamo, inoltre, con un’ordinanza delle protezione civile, 400 milioni a questo fondo, un anticipo che destiniamo ai comuni col vincolo di destinarlo alle persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari» ha concluso il premier. (da.be.)

Nella foto: un frame della conferenza stampa del premier Conte

Coronavirus, il premier Conte: «Appena firmato un decreto per girare 4,3 miliardi di euro ai Comuni per l’emergenza alimentare»
Cronaca 28 Marzo 2020

Medicina «zona rossa» contro il virus – L’uomo che non stava in casa

Sabato 28 marzo, Medicina «zona rossa». Tutto questo finirà e, negli anni a venire, si racconteranno ai nipoti storie più o meno romanzate per ricordare questi giorni incredibili. Si parlerà di cani portati a spasso per ore e ore. Di sacchetti del pattume gettati, ripresi, rigettati. Tutto pur di stare qualche minuto in più all’aria aperta, in barba ai divieti. Voi vi limiterete a questi banali racconti, triti e ritriti, io no, io potrò dire di aver conosciuto «L’uomo che non stava in casa».

Conosco «L’uomo che non stava in casa» da un paio d’anni, non vi dirò perché e per come, ma soltanto che in questi due anni l’avrò incontrato, in giro per Medicina, sì e no un paio di volte. Da quando è scoppiata la pandemia «L’uomo che non stava in casa» è ovunque. Mi affaccio alla finestra per una boccata d’aria? «L’uomo che non stava in casa» è in fila da Buffetti per comprare i toner. Vado in pescheria? «L’uomo che non stava in casa» è lì, che tocca i branzini per sentirne la freschezza. Dal fornaio? Lui sta ordinando un toscano. In farmacia? Lui ha il numero davanti al tuo. «L’uomo che non stava in casa» è ovunque, a qualsiasi ora del giorno e della notte. Alcuni dicono che dorma all’addiaccio, ogni notte in un posto diverso, ma sempre con soltanto le stelle sulla sua testa. Perché «L’uomo che non stava in casa», in casa non ci sta.

Vi racconto un aneddoto. L’altra sera, in una delle decine di chat che frequento, mi scappa detto che volevo cucinare il polpo al vino rosso, ma non avevo l’alloro. «L’uomo che non stava in casa», che frequenta quella chat, dice che me lo porta subito, arriva in bicicletta. «No», dico io, «non importa, uso il rosmarino». «Con il rosmarino fa schifo, arrivo subito!» «No, noooo», insisto, per fortuna anche gli altri partecipanti alla chat lo convincono a desistere. «Scusa», gli domando, «ma se ti ferma la polizia cosa racconti? Che stai portando tre foglie di alloro a un amico che deve cucinare un polpo?». Lui non ha risposto, perché «L’uomo che non stava in casa» non ha bisogno di rispondere, agisce e basta. Ieri pomeriggio un elicottero della polizia ha volato basso su tutto il centro storico. «Lo stanno cercando», ho pensato, «questa volta lo beccano». Invece no, due ore dopo «L’uomo che non stava in casa» era in fila dal fruttivendolo. (Corrado Peli)

Foto scattata da «L’uomo che non stava in casa»

Medicina «zona rossa» contro il virus – L’uomo che non stava in casa
Cronaca 28 Marzo 2020

Coronavirus, 1 morto a Medicina e 11 positivi nel circondario. Venturi: “Adesso test sierologici per tutti gli operatori socio-sanitari”

Ancora un decesso per il circondario di Imola, si tratta di una donna di 62 anni di Medicina. Poi ci sono 11 persone positive al Coronavirus in più di ieri: 4 residenti a Medicina, 4 a Imola, 2 a Castel San Pietro, 1 a Dozza. Nella giornata si conferma anche la quinta guarigione sul territorio, si tratta di una donna di Imola. Salgono quindi a 239 i casi positivi refertati nel circondario Imolese (compresi i 5 guariti clinicamente e i 22 decessi): 153 uomini e 86 donne; 139 residenti a Medicina, 63 a Imola, 18 a Castel San Pietro Terme, 4 a Dozza, 3 a Castel Guelfo, 2 a Casalfiumanese, 2 a Mordano, 1 a Borgo Tossignano e 7 persone residenti fuori dal Circondario. Sono 3  le persone ricoverate nel nuovo reparto sub-intensivo dedicato e 12  quelle in Terapia intensiva, 58 i ricoverati in reparto e 8 le persone trasferite al reparto post acuti dell”Osco.

Detto ciò, l’Emilia Romagna continua ad essere la seconda regione italiana per contagi dopo la Lombardia con 12.383 casi, 795 in più di ieri. Poco meno della metà, cioè 5.358 persone, sono a casa con sintomi lievi (301 in più rispetto a ieri). Continua, però, anche la lunga lista dei decessi che oggi arriva a 1.344, cioè 77 più di ieri, 44 uomini e 33 donne. “In Emilia-Romagna la situazione sta piano piano migliorando. Per la prima volta i decessi calano significativamente, ma lo dico piano e aspettiamo di consolidarlo” ha commentato il commissario regionale all’Emergenza Coronavirus Sergio Venturi nel suo quotidiano briefing.

Soprattutto Venturi ha annunciato che “ieri sono stati ordinati 100 mila test sierologici con cui dalla prossima settimana cominceremo a testare tutti gli operatori sanitari e sociosanitari a prescindere dal fatto che siano sintomatici oppure no. Seguiamo le indicazioni del ministero della Salute e del Governo che ci dicono che i tamponi si fanno solo ai sintomatici. Però abbiamo 60 mila dipendenti e dalla prossima settimana cominceremo i test sierologici”.

Cosa sono i test sierologici? Un altro modo per capire se c’è stata la malattia. “E’ un test che si fa sul sangue e serve per individuare gli anticorpi prodotti contro il virus, quindi a sapere se la malattia è in corso oppure l”ha avuta. Se una persona risulta positiva faremo una verifica per scongiurare falsi positivi e poi il tampone. E anche se asintomatica la persona starà a casa in isolamento. Se è negativa non succede niente e rifarà il test dopo 15 giorni come gli altri”.  

La richiesta in tal senso, per la sicurezza di tutti, personale sanitario e pazienti, è diventata pressante e Venturi si era già impegnato nei giorni scorsi a trovare una soluzione. “E’ la maniera più concreta che abbiamo trovato perché oggi tamponi a sufficienza per tutti non li abbiamo – ammette -, ma gli esiti sono sovrapponibili. E li ripeteremo dopo 15 giorni”. (l.a.)

Coronavirus, 1 morto a Medicina e 11 positivi nel circondario. Venturi: “Adesso test sierologici per tutti gli operatori socio-sanitari”
Cronaca 28 Marzo 2020

La storia di Giuliana Panieri, da Medicina alla Norvegia per studiare i ghiacci dell'Artico

La professoressa medicinese Giuliana Panieri, che lavora e vive in Norvegia con la sua famiglia da sette anni, studia i ghiacci dell’Artico o, per essere più precisi, i gas idrati (ossia il metano allo stato solido) e i forams, piccolissimi organismi fossili che possono fornire innumerevoli informazioni sull’ambiente e il clima. Attraverso le ricerche geologiche possiamo avere una fotografia del passato del nostro pianeta.

Domanda scontata dunque, che cosa dobbiamo aspettarci per il futuro del nostro Pianeta?
«Qualche settimana fa sono stati registrati 20 gradi a sud della Norvegia e qui a Tromsø, che si trova oltre il Circolo polare artico, abbiamo avuto pochissima neve e una sola settimana di freddo in linea con le temperature stagionali. La temperatura globale si sta alzando molto velocemente. Quello che dobbiamo cercare di capire è quali saranno gli effetti, sulla natura e sull’uomo, di questi cambiamenti climatici».

C’è chi obietta che il clima è sempre cambiato, in altre epoche storiche o geologiche si sono registrati importanti mutamenti climatici. Secondo la scienza dunque, che cosa è cambiato?
«La storia geologica della terra ha registrato variazioni climatiche molto importanti, ma sono state variazioni naturali, che avvenivano nell’arco di molto tempo. Quello a cui assistiamo oggi è anomalo perché semplicemente troppo veloce. Come reagirà la terra a tutto questo? Il pianeta sopravvivrà sicuramente, sono le condizioni di vita sul pianeta stesso che possono cambiare in modo tale da renderla impossibile. Il mondo scientifico su questo è unanime: le variazioni climatiche sono troppo veloci e quindi anomale, non naturali, ma condizionate in modo esponenziale dall’attività umana». (mo.or.)

Nella foto: la Panieri (in tuta arancione) con alcuni colleghi francesi, tedeschi e turchi sui ghiacci artici durante una spedizione e un primo piano della professoressa medicinese

La storia di Giuliana Panieri, da Medicina alla Norvegia per studiare i ghiacci dell'Artico
Cronaca 28 Marzo 2020

Colto da malore in centro storico, 69enne salvato dall’intervento della polizia locale

Solo la tempestività di una pattuglia della polizia locale di Castel San Pietro ha permesso di salvare la vita a una persona colpita da un improvviso scompenso cardiaco. L’intervento è avvenuto nel pomeriggio di ieri, venerdì 27 marzo, nel corso di una normale perlustrazione nel centro storico della città per il controllo del rispetto delle disposizioni per contrastare la diffusione dell’epidemia da Covid-19.

I due agenti avevano notato una Fiat Cinquecento parcheggiata al centro di piazza XX Settembre, di fronte al Municipio, in area pedonale. Dopo aver atteso dieci minuti il ritorno del proprietario e visto che l’auto era aperta, hanno controllato i documenti all’interno del veicolo, risultato appartenere a un uomo di 69 anni residente in un Comune limitrofo, trovando anche un certificato rilasciato da un dentista il cui studio è a pochi metri di distanza.

Proseguendo le indagini con l’aiuto del dentista, che aveva curato l’uomo una ventina di minuti prima per un’emergenza odontoiatrica, sono quindi riusciti a rintracciarlo poco distante, in via Cavour, in evidente stato confusionale. Allertato immediatamente il 118, dagli accertamenti sanitari è stato verificato come l’uomo soffrisse di un grave scompenso cardiaco tanto da essere trasportato al pronto soccorso di Imola.  «I medici del 118 hanno affermato che la tempestività dell”intervento della polizia locale, e quindi dei soccorsi da noi allertati, hanno salvato la vita a questa persona – sottolinea l’Ispettore Capo Leonardo Marocchi –. Ieri sera ha chiamato anche il figlio per ringraziarci». (da.be.)

Foto concessa dalla polizia locale di Castel San Pietro

Colto da malore in centro storico, 69enne salvato dall’intervento della polizia locale
Cronaca 28 Marzo 2020

Coronavirus, il supporto psicologico gratuito si aggiorna e si amplia a Castel San Pietro

E’ cambiato in corsa il servizio gratuito di supporto psicologico attivato la scorsa settimana da psicologi e psicoterapeuti castellani. Oltre ai professionisti dell’associazione Sándor Ferenczi  (Sipep-Sf) si sono attivati anche quelli di Percorsi Aps per offrire un supporto di ascolto e supporto telefonico in questo momento di difficoltà per l’emergenza Coronavirus, che si somma a quello analogo messo in campo dell’Azienda usl di Imola. Infine c”è la psicologa e psicoterapeuta Flavia
Adelizzi che svolge l’attività in libera professione a Castel San Pietro.

Nel dettaglio, per quanto riguarda Percorsi APS è possibile telefonare dal lunedi al venerdi dalle ore 20 alle 20.30 al 3883433947 e verrà concordato un appuntamento per il colloquio telefonico o in videochiamata. Le psicoterapeute che collaborano sono: Cristina Carisi, psicologa psicoterapeuta dell’età evolutiva (Centro Studi Martha Harris modello Tavistock); Maura Foresti, psicologa psicoanalista (Società Psicoanalitica Italiana); Daniela Gaddoni, psicologa psicoterapeuta dell’età evolutiva (Scuola Psicoterapia Psicoanalitica); Chiara Ghetti, psichiatra psicoanalista (Società Psicoanalitica Italiana); Daniela Lenzi, psicologa psicoterapeuta (Scuola perfezionamento psicoanalisi coppia e famiglia); Federica Stortoni, psicologa psicoterapeuta transculturale (Scuola Psicoterapia Psicodinamica). 

Flavia
Adelizzi invece si può contattare al numero tel.3471521959

Invariato, invece, il servizio già attivato dall’associazione Sándor Ferenczi  (Sipep-Sf). Nel comune di Castel San Pietro e per la Regione Emilia Romagna  si sono rese disponibili, tra gli altri, le psicologhe e psicoterapeute Lorenza Tosarelli tel. 3471402148, Skype: Lorenza Tosarelli; Manuela Grippo tel. 3471416186, Skype: magra6607; Lina Robertiello tel. 3388531836, Skype: linarobertiello: Caterina Martelli tel. 3398811119, Skype: Caterina Martelli. 

Per quanto riguarda l’Ausl di Imola si può chiamare telefonicamente o videochiamare per un colloquio con gli psicologi, dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 11 e dalle ore 14 alle 16 al tel. 334/6687830. Il servizio è gratuito salvo per il costo della chiamata che è a carico del cittadino. (r.cr.)

Coronavirus, il supporto psicologico gratuito si aggiorna e si amplia a Castel San Pietro
Cronaca 28 Marzo 2020

Coronavirus, controlli della polizia stradale in A14. Sanzionati 12 automobilisti

Giornata quotidiana di controlli, anche quella di ieri, per gli uomini della polizia stradale, impegnati a Castel San Pietro lungo l’autostrada A14 per far rispettare i divieti imposti durante l’emergenza Coronavirus.

Nello specifico, gli agenti nel tratto in direzione sud convogliavano il traffico, attraverso la predisposizione di un’uscita obbligatoria, nell’area di servizio «Sillaro Ovest» per poi procedere con i dovuti accertamenti. Nel corso del servizio sono state controllate 262 persone a bordo delle proprie autovetture e 12 sono state sanzionate ai sensi dell’art. 4 D.L. 25.03.2020 n. 19. (da.be.)

Foto concessa dalla polizia di Stato

Coronavirus, controlli della polizia stradale in A14. Sanzionati 12 automobilisti

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