#ANGELOCÈ (anche in F1) – Il “mago del tempo” Ighina forse oggi ci aiuterebbe
Alla mia veneranda età credevo di aver visto ormai tutto. Ma non è così se l’ipotesi di correre un Gran Premio a Imola il 6 dicembre si concretizzasse. Un mese che profuma di panettone più che di F1 e che presenta l’incognita clima, anche se qui la neve non cade da oltre un decennio a dicembre. Potrebbe però fare molto freddo, rischio che non invoglierebbero certo gli appassionati ad acquistare il biglietto in prevendita.
E non c’è più Pier Luigi Ighina, «il mago del tempo», al quale raccomandarsi, come nell’83, quando minacciò di far nevicare nel Gran Premio dell’1 maggio. E dopo essersi sentito implorare dagli organizzatori di non farlo, fu magnanimo e con tanto di comunicato stampa rivelò che, dopo una leggera pioggerellina mattutina, al pomeriggio aveva fatto splendere un bel sole, favorendo la vittoria della Ferrari di Patrick Tambay.
Inserire Imola al posto di Abu Dhabi sarebbe un vero e proprio azzardo, ma anche il via libera a un evento senza precedenti, visto che fin qui il Gp più avanti in stagione disputato risale all’1 novembre 2020, anno del Covid. Stavolta sarebbero vicende geopolitiche a riportare la F1 qui, proprio quando il bolognese Kimi Antonelli può diventare campione del mondo. Se così sarà Stefano Domenicali finalmente manterrebbe la promessa di recuperare il Gp del 2023 annullato per l’alluvione. Chi vivrà vedrà.
Angelo Dal Pozzo
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