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Cronaca 24 Febbraio 2021

Coronavirus, da domani scuole chiuse. I sindacati: «Chi starà a casa con i bambini in dad? Reintrodurre subito i congedi straordinari»

Da domani, giovedì 25 febbraio, con l’introduzione della zona «arancione scura» a Imola e in tutto il circondario le scuole rimarranno chiuse, ad eccezione degli asili nido e delle materne. Ma chi starà a casa con i bambini che saranno in didattica a distanza? A sollevare il tema i sindacati Cgil, Cisl e Uil.

«La tutela della salute deve essere la priorità di tutti. Detto questo, nel momento in cui si decide di intervenire per scongiurare l’incremento dei contagi da Covid-19 in determinate aree a rischio, bisogna accompagnare le misure di lockdown con adeguati interventi, sia per quanto riguarda i ristori delle attività economiche sospese o limitate, sia per la conciliazione dei tempi di vita e lavoro delle famiglie. Per due settimane le attività economiche proseguiranno come da zona arancione “semplice”, ma chi starà a casa con i bambini che saranno in dad? Non tutti i genitori possono lavorare in smartworking e attualmente non sono previsti congedi straordinari per le zone arancioni. Non possiamo dimenticarci dei bambini e non possiamo mettere in difficoltà le famiglie. Il vuoto normativo deve essere immediatamente colmato, i congedi straordinari devono essere reintrodotti. L’ordinanza regionale entra in vigore domani e tuttavia nessuno si fa carico di istanze e difficoltà delle famiglie, genitori e lavoratori. Abbiamo già denunciato la mancata proroga per il 2021 dei congedi straordinari Covid nei casi di quarantena e sospensione della scuola in presenza per singole classi con casi positivi, frequenti anche in zona gialla. Ora ci troviamo di fronte ad un provvedimento, legittimato dall’andamento epidemiologico, che va a restringere ulteriormente le misure anche della zona rossa “classica”, che dispone la chiusura solo a partire dalla seconda e terza media». 

Foto Isolapress

Coronavirus, da domani scuole chiuse. I sindacati: «Chi starà a casa con i bambini in dad? Reintrodurre subito i congedi straordinari»
Economia 12 Febbraio 2021

Crisi, Confindustria e sindacati avviano una raccolta di contributi volontari tra aziende e lavoratori

Confindustria Emilia Area Centro e i sindacati Cgil, Cisl e Uil della Città metropolitana di Bologna hanno deciso di sostenere insieme un impegno di solidarietà, per garantire a tutte le persone in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria parità di accesso ai beni primari.

L’accordo è finalizzato a promuovere una raccolta di contributi volontari tra i lavoratori, l’equivalente di un’ora di lavoro, e l’equivalente contributo, dove si registrino le condizioni, da parte delle imprese. Tali contributi verranno raccolti tramite un conto corrente bancario dedicato al Fondo sociale di comunità, iniziativa avviata lo scorso dicembre dalla Città metropolitana di Bologna. Informazioni e aggiornamenti saranno disponibili sul sito www.dareperfare.it

Nella foto: il logo dell’iniziativa metropolitana Dare per fare

Crisi, Confindustria e sindacati avviano una raccolta di contributi volontari tra aziende e lavoratori
Cronaca 5 Gennaio 2021

Trasporti, sciopero del personale Tper l'8 gennaio, i servizi garantiti

Dopo gli scioperi del 13 novembre e del 7 dicembre, la protesta del personale Tper proseguirà venerdì 8 gennaio con uno sciopero di 24 ore, indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil-Trasporti, Faisa-Cisal, Ugl-Fna, per la tutela della sicurezza degli operatori. «Tper – spiegano i sindacati – in concerto con la Regione Emilia Romagna, ha dato seguito dallo scorso 11 settembre al superamento dell’inibizione della zona autista e l’apertura della porta anteriore dei bus, in un periodo in cui la curva dei contagi ha nettamente superato i livelli drammatici dello scorso marzo e la regione Emilia Romagna è stata dichiarata “zona arancione” a partire dal 15 novembre».

Lo sciopero si svolgerà dalle ore 8.30 alle 16.30 e dalle 19.30 a fine servizio per il personale viaggiante dei servizi automobilistici e filoviari Tper dei bacini di servizio di Bologna e Ferrara (bus e corriere). Negli orari di sciopero, i servizi di trasporto pubblico urbano, suburbano ed extraurbano non saranno garantiti. Più precisamente, per i mezzi urbani, suburbani ed extraurbani del bacino di Bologna saranno garantite solamente le corse dal capolinea centrale verso periferia, e viceversa, con orario di partenza fino alle ore 8.15 al mattino e fino alle ore 19.15 alla sera.

Nel rispetto delle fasce di garanzia previste, per le linee urbane di Imola verranno garantite tutte le corse complete in partenza dalla stazione ferroviaria, o dall”autostazione, fino alle ore 8.20 al mattino e fino alle ore 19.20 alla sera. Durante lo sciopero, al call center telefonico 051 290290 sarà garantita la presenza di un operatore. Lo sciopero riguarda anche il personale addetto all’area Sosta e Mobilità di Tper, per il quale saranno garantite le prestazioni, riferite alle attività di prevenzione e accertamento delle violazioni, relative a tre turni mattinali e tre turni pomeridiani di Operatori qualificati della Mobilità, nonché quello dedicato al servizio  Marconi Express. «L”azienda – fa sapere Tper – adotterà ogni misura tecnico-organizzativa utile ad agevolare, al termine dello sciopero, un più celere ed integrale ripristino del servizio». 

Le percentuali di adesione degli ultimi analoghi scioperi del personale Tper proclamati dalle stesse organizzazioni sindacali, svoltisi il 13 novembre e il 7 dicembre, sono state rispettivamente del 34,18% e del 47,55%. (lo.mi.)

Trasporti, sciopero del personale Tper l'8 gennaio, i servizi garantiti
Economia 12 Novembre 2020

Trasporti, domani sciopero di quattro ore del personale Tper

«Dopo la riduzione della capienza sugli autobus al 50%, mentre i dati della pandemia salgono in modo preoccupante, siamo costretti a scioperare per tutelare la sicurezza del personale di guida».

Così le segreterie regionali di Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Faisa-Cisal e Ugl-Autoferro annunciano lo sciopero di 4 ore del personale Seta e Tper, indetto per domani, venerdì 13 novembre. Una azione di protesta volta a chiedere «l’immediato ripristino della chiusura della porta anteriore, nonché il divieto per i passeggeri a oltrepassare l’area antistante il posto guida in tutti i bus urbani ed extraurbani».

Tale provvedimento era già stato adottato nella prima fase della pandemia. Successivamente però alcune aziende di trasporto pubblico locale hanno unilateralmente modificato questa modalità. Nello specifico, Seta e Tper hanno riaperto la porta, mentre Start Romagna e Tep hanno mantenuto la porta anteriore chiusa. «In più occasioni – spiegano i sindacati – con Tper e Seta (che gestiscono il servizio di trasporto nelle province di Bologna, Ferrara, Piacenza, Reggio Emilia e Modena) abbiamo sostenuto la necessità di ripristinare la chiusura della porta anteriore per consentire la separazione del posto guida e il distanziamento di almeno un metro tra utenti e conducente. Siamo convinti, infatti, che per la salita e discesa dei passeggeri si possano utilizzare le sole porte centrali e posteriori, con tempi di attesa idonei ad evitare il contatto tra chi scende e chi sale. Se la porta anteriore dei bus rimane chiusa non si compromette in alcun modo la sicurezza dei passeggeri e dei conducenti e non si pregiudica lo svolgimento regolare del servizio». (lo.mi.)

Trasporti, domani sciopero di quattro ore del personale Tper
Economia 12 Novembre 2020

Coronavirus, domani presidio davanti all’Ospedale di Imola a sostegno dei lavoratori della Sanità

«Pubblico per il pubblico, lavoratori uniti per dare cure e servizi ai cittadini». Questo lo slogan della mobilitazione promossa a livello nazionale da Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa, che si svolgerà venerdì 13 novembre, a partire dalle ore 12, anche davanti all’Ospedale di via Montericco a Imola. 

All’iniziativa parteciperanno i lavoratori del pubblico impiego, in segno di solidarietà verso il personale sanitario che sta affrontando in prima linea l”emergenza pandemica, per rivendicare il diritto a lavorare in sicurezza, il rinnovo dei contratti del pubblico impiego e nuove assunzioni. Un iniziativa che segue lo stato di agitazione già proclamato dalle categorie confederali del pubblico impiego nelle scorse settimane. 

«E’ prioritario in questa fase – spiegano i sindacati – garantire al personale sanitario e delle Cra di lavorare in sicurezza, a partire dalla sorveglianza sanitaria, innanzitutto a loro deve essere assicurata la quarantena, in caso di contatto con caso positivo. Continuiamo invece a ricevere segnalazioni di  comunicazioni operative dirette  agli operatori  che non sono chiare e sono interpretabili, creando confusione e allarmismo tra gli operatori stessi  in un momento teso in cui occorre la certezza delle operazioni da seguire per la sicurezza di tutti. Altrettanto indispensabile e urgente è accelerare sulle nuove assunzioni per implementare il personale sanitario e rafforzare i servizi sanitari, anche attraverso la stabilizzazione dei precari».

A incrociare le braccia domani nello stesso luogo (ore 9-11.30) saranno anche i lavoratori delle imprese di pulizia e multiservizi, 40 mila in Emilia Romagna, con il contratto nazionale di lavoro scaduto da sette anni. «Le lavoratrici e lavoratori del settore sono stanchi di essere considerati invisibili e ignorati – afferma Liviana Giannotti, segretaria Filcams-Cgil Imola -. Il loro quotidiano lavoro di pulizia e sanificazione è essenziale per garantire per il contenimento del contagio e l’accesso nei presidi ospedalieri, nelle Rsa, nelle case di cura, nelle scuole, nelle fabbriche, nei centri commerciali e negli uffici pubblici e privati. Nonostante questo, si continua a negare loro il rinnovo del contratto, ricorrendo a vergognosi ricatti, ad esempio l’aumento salariale in cambio di giorni di malattia. Questo atteggiamento è inaccettabile, tanto più che le imprese in questi mesi di pandemia hanno incrementato i loro fatturati. Un risultato ottenuto grazie al senso di responsabilità e all’impegno delle lavoratrici e dei lavoratori, le cui richieste non possono ancora essere ignorate». (lo.mi.)

Nella foto, l”Ospedale Santa Maria della Scaletta a Imola

Coronavirus, domani presidio davanti all’Ospedale di Imola a sostegno dei lavoratori della Sanità
Economia 11 Novembre 2020

Cefla, raggiunto l’accordo con i sindacati, massima tutela occupazionale fino al 30 giugno 2022

Dopo quasi 12 ore consecutive di trattativa, nella serata di ieri è stato raggiunto l’accordo tra Cefla e le organizzazioni sindacali sulle tutele per i 158 dipendenti della divisione Shopfitting, che dal 1° gennaio 2021 passeranno alla newco Imola retail solutions, controllata dalla multinazionale svedese Itab.

In sintesi: per 3 anni applicazione del contratto per gli addetti delle aziende cooperative metalmeccaniche; mantenimento del contratto integrativo aziendale per un anno (o almeno fino a quando non ci sarà il rinnovo dello stesso con la controllata italiana del gruppo Itab); impegno di Cefla a garantire la massima tutela occupazionale, dal 1 gennaio 2021 fino al 30 giugno 2022, con l’assunzione degli ex lavoratori, nel caso in cui la newco fosse costretta a tagliare posti di lavoro; dal 30 giugno 2022 fino al 31 dicembre 2023, possibilità per gli eventuali esuberi di entrare in un «bacino preferenziale» (regolato da una commissione paritetica composta da newco, sindacati e Rsu), da cui Cefla potrà attingere per ricoprire posizioni vacanti all’interno della cooperativa; tale bacino resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026 o all’esaurimento degli ammortizzatori sociali; l’impegno per 3 anni a non trasferire la sede di lavoro della newco.

«Come base di partenza avevamo chiesto le garanzie massime per tutti i lavoratori per 3 anni – commenta Stefano Moni, della Fiom-Cgil di Imola -. La trattativa è stata molto difficile. I sei mesi di tutele in più rispetto alle linee guida di partenza sono merito della lotta dei lavoratori». Soddisfatto del risultato finale è il presidente di Cefla, Gianmaria Balducci: «Anche al tavolo con i sindacati – spiega – ho chiesto se ci fossero esempi di garanzie simili per operazioni di questo tipo. Non ce ne sono. Garanzie che addirittura superano quelle dei dipendenti che restano in Cefla. A Imola – conclude – arriverà una eccellente società europea a produrre e arricchire il bacino imprenditoriale imolese. Lo vedo quindi come un importante tassello di ulteriore sviluppo per il territorio».

Sull’argomento è intervenuto anche il sindaco di Imola, Marco Panieri. «La firma dell’accordo fra la Cooperativa Cefla, le organizzazioni sindacali di categoria e le Rsu è un dato molto positivo, per il quale esprimiamo soddisfazione – ha detto il primo cittadino -. Fin dall’inizio abbiamo seguito la vicenda, tenendoci costantemente in contatto con i vertici dell’azienda, con le organizzazioni sindacali e con le Rsu, esprimendo anche direttamente, con la partecipazione ai presidi, la nostra vicinanza ai lavoratori. Per quanto di nostra competenza, siamo stati il più possibile vicini a tutte le parti coinvolte, per fare sì che potessero raggiungere un accordo in grado di dare tutte le necessarie garanzie riguardo al rispetto ed alla tutela dei lavoratori ed al mantenimento ad Imola della produzione, finalizzato alla  salvaguardia dell’occupazione. Perché, come abbiamo detto fin dall’inizio, deve essere chiaro a tutti che la tenuta occupazionale è una priorità assoluta per il nostro territorio ed è al centro del nostro impegno». (lo.mi.)

Cefla, raggiunto l’accordo con i sindacati, massima tutela occupazionale fino al 30 giugno 2022
Economia 5 Novembre 2020

Cefla, i sindacati chiedono al sindaco di Imola un Consiglio comunale straordinario e urgente

Al termine della giornata di sciopero, Cgil, Cisl e Uil del territorio imolese hanno chiesto al sindaco di convocare un Consiglio comunale straordinario e urgente per informare la città della trattativa in corso con Cefla.

«In un momento così difficile per il Paese, che affronta una crisi pandemica ed economica – scrivono Mirella Collina, Enrico Bassani e Giuseppe Rago – come organizzazioni sindacali ci stiamo confrontando con una delle aziende cooperative più importanti del nostro territorio per una scelta ponderata probabilmente dal Cda della cooperativa Cefla, ma non sicuramente condivisa con le  organizzazioni territoriali e le Rsu».  

E riassumono il percorso fino a oggi. «Nei primi incontri il presidente ci ha comunicato che questa è stata una scelta obbligata, perché l’altra strada sarebbe stata la dichiarazione di 55 esuberi. Dal momento che non abbiamo potuto discutere di questo percorso, nei tavoli informativi e di confronto abbiamo chiesto tutele per i lavoratori che sono in uscita dall’azienda cooperativa Cefla per tutti i 3 anni nei quali la Cefla rimane all’interno con il 19 per cento delle quote azionarie. Il presidente più volte ci ha “rassicurato” sulla scelta intrapresa perché, oltre a mantenere l’occupazione nel territorio, questa nuova azienda ricorrerebbe a  nuove assunzioni in quanto Itab, che sarà al comando della newco, è il primo gruppo del settore in Europa. Se tutto ciò corrisponde a verità, e non abbiamo elementi concreti per dire il contrario, ci chiediamo come organizzazioni sindacali per quale motivo l’azienda cooperativa Cefla non garantisca le tutele a tutti i 158 lavoratori in caso di crisi aziendale e/o di esuberi per il triennio nel quale è ancora all’interno della newco, come richiesto da parte sindacale e dal mandato dei lavoratori nelle assemblee».

E concludono: «Non possiamo permettere che la Cefla e tutta la cooperazione prendano le distanze dai valori cooperativi e inizino a ragionare solo di profitto e di business. Con questi presupposti ci potremmo ritrovare con altre divisioni in difficoltà e per questo motivo abbandonarle come un ramo secco. Ci rivolgiamo perciò al Cda e ai soci perché questa non è una decisione indolore e sicuramente crea un grave precedente. Gli articoli apparsi sulla stampa locale in questi giorni con le dichiarazioni della Cefla non aiutano certo ad avvicinare le parti nei tavoli di confronto». 

Quattro i punti principali attorno a cui si è svolto l’incontro di ieri fra sindacati e vertici Cefla: piano industriale, tutele contrattuali, integrativo aziendale, clausole di garanzia. In caso di crisi o esuberi, Cefla ha proposto la possibilità di riassorbimento di un numero limitato di persone sui 158 addetti che passeranno alla newco Imola retail solutions, rinunciando a eventuali lavoratori interinali. Una proposta ritenuta dai sindacati «divisiva» e inaccettabile. Il piano industriale presentato sarebbe privo di numeri. «Alla voce investimenti – spiegano – c’è scritto soltanto che “non ci saranno disinvestimenti”». Per questi motivi, le azioni di lotta e di confronto continuano. Il prossimo incontro è previsto per domani alle ore 15. (lo.mi.)

Nella foto, il presidio di oggi davanti alla sede Cefla di via Bicocca a Imola

Cefla, i sindacati chiedono al sindaco di Imola un Consiglio comunale straordinario e urgente
Economia 22 Ottobre 2020

Cefla, si apre il confronto con i sindacati verso la newco «Imola retail production»

«Senza una quantificazione dei futuri investimenti non possiamo accantonare le nostre perplessità». Resta ferma la posizione dei sindacati anche dopo l’incontro del 16 ottobre scorso con la direzione di Cefla e, per la prima volta, con i rappresentanti di Itab La Fortezza, la controllata italiana del gruppo svedese che entro fine anno è intenzionata a rilevare il ramo d’azienda della cooperativa imolese specializzato in soluzioni d’arredo per punti vendita. «Nonostante la cessione non sia ancora stata ufficializzata – proseguono i sindacati – la delegazione Itab ci ha presentato, a grandi linee, il progetto industriale per la business unit Shopfitting di Cefla».

Piano che prevede la costituzione di un polo produttivo italiano per il mercato del sud Europa. La produzione di Cefla andrebbe così a integrare quella di Itab La Fortezza, con sede a Pianoro e stabilimento a Scarperia, per fornire ai clienti soluzioni complete. La cessione del ramo d’azienda comporterà la creazione di una newco, che si chiamerà Imola retail production, inizialmente controllata, pare, da una società del gruppo Itab. Passerebbero a Itab circa 160 degli attuali 203 lavoratori dell’ex divisione Arredamenti. La differenza rimarrebbe all’interno di Cefla, in quanto soci della cooperativa. «Ci è stata comunicato – proseguono Fim, Fiom, Uilm – l’avvio della procedura per la consultazione sindacale, che sarà il primo passo ufficiale per l’inizio delle trattative e in assemblea con i lavoratori abbiamo condiviso il percorso». Resta intanto attivo il blocco di tutti gli straordinari e del f lex time. «C’è molta rabbia tra i lavoratori della divisione – aggiunge Stefano Moni, della Fiom- Cgil di Imola -. Molti si sono sentiti “venduti”. (lo.mi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 22 ottobre.

Cefla, si apre il confronto con i sindacati verso la newco «Imola retail production»
Economia 14 Ottobre 2020

Cefla, il sindaco Panieri e l’assessore Raffini incontrano i sindacati: «Pieno interessamento e appoggio nella trattativa in corso»

Dopo le perplessità avanzate dai sindacati riguardo la cessione di un ramo della Cefla all’azienda svedese Itab, l’Amministrazione comunale ha accolto in tempi strettissimi la richiesta di incontro avanzata dagli stessi sindacati confederali. L’incontro si è svolto ieri mattina, nella Sala del Consiglio comunale ed ha visto la presenza delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, dei sindacati di categoria e Rsu Cefla. Per l’Amministrazione comunale erano presenti il sindaco Marco Panieri e l’assessore allo Sviluppo economico Pierangelo Raffini.

Durante l’incontro, le delegazioni sindacali hanno rappresentato la situazione di forte disagio e preoccupazione dei lavoratori, che deriva da alcuni atteggiamenti della direzione Cefla e dalle scarse informazioni avute al momento. Per questo le delegazioni sindacali hanno chiesto l’interessamento e il supporto dell’Amministrazione comunale nell’affrontare questa difficile situazione che riguarda la seconda cooperativa nazionale, il tessuto economico del territorio e quello occupazionale, nonché il suo indotto. Il sindaco Marco Panieri e l’assessore allo Sviluppo economico Pierangelo Raffini hanno ribadito e sottolineato il loro interessamento ed il loro pieno appoggio riguardo la trattativa in corso, rendendosi disponibili a considerare il Comune come punto di snodo e di riferimento per gestire la suddetta trattativa fra le parti. Al termine, le delegazioni sindacali hanno espresso la loro soddisfazione ed il ringraziamento per il rapido interessamento e disponibilità all’incontro e di apertura nelle relazioni da parte dell’Amministrazione comunale. (da.be.)

Nella foto: il Comune di Imola

Cefla, il sindaco Panieri e l’assessore Raffini incontrano i sindacati: «Pieno interessamento e appoggio nella trattativa in corso»
Economia 9 Ottobre 2020

Cefla, incontro tra sindacati e direzione: «Passi indietro, nessuna comunicazione sulla tutela dei lavoratori»

Incontro oggi tra le organizzazioni sindacali e la Rsu Cefla con la direzione di Cefla, in cui l’azienda ha tentato di illustrare il contenuto dell’accordo sottoscritto con Itab raggiunto nella giornata di ieri. «Nulla oggi ci è stato comunicato in merito a tutele per i lavoratori ed il territorio – si legge nel comunicato congiunto dei sindacati Fiom Cgil Imola, Fim Cisl Area Metropolitana Bolognese, Uilm Uil territoriale, Uilm Uil Bologna, Cgil Imola, Cisl Area Metropolitana Bolognese e Uil Imola -. Abbiamo richiesto copia del testo ricevendo al momento un netto rifiuto, confidiamo di poter conoscerne almeno i contenuti che riguardino le promesse di tutela dei lavoratori al fine di intavolare una costruttiva discussione che porti ad un accordo soddisfacente.
Abbiamo richiesto sin da subito il coinvolgimento di Itab nelle trattative, cosa che si è concretizzata con il prossimo incontro previsto per venerdì 16 ottobre, data in cui l’azienda acquirente parteciperà con propri rappresentanti. Le trattative al momento stagnano per mancanza di dati su cui potersi confrontare e riteniamo sia utile sin da subito coinvolgere anche le istituzioni locali. A tal fine in data odierna abbiamo provveduto a richiedere incontro in merito al Sindaco di Imola Marco Panieri». (da.be.)

Nella foto: la Cefla

Cefla, incontro tra sindacati e direzione: «Passi indietro, nessuna comunicazione sulla tutela dei lavoratori»

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