Posts by tag: sindacati

Cronaca 18 Luglio 2019

Circondario, i sindacati mobilitati sul personale e per i servizi dei cittadini

Ad oggi capire quanti siano i lavoratori in capo al Circondario tra dipendenti e comandati non è facile. Gli ultimi dati parlano di un centinaio a cui vanno aggiunti i circa 200 dell’Asp. «Ma è difficile saperlo dato che le relazioni sindacali sono ferme da mesi» ricorda Maurizio Serra della Fp-Cgil. Questo ovviamente con ripercussioni in tema di contrattazione integrativa «con ricadute estremamente negative sia dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro che del salario accessorio».

Una mancanza di dialogo che, unita ai dubbi dati dal recesso di Imola dalla gestione associata di Servizi finanziari-Economato-Controllo di gestione, e di Castello, Gastel Guelfo e Mordano dalla polizia municipale, ha convinto i sindacati di categoria, Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Csa, ad indire lo stato di agitazione. Una mobilitazione che unisce i dipendenti del Circondario e quelli dei Comuni ad esso afferenti (Medicina esclusa) e dell’Asp. I sindacati minacciano lo sciopero e hanno scritto al Prefetto affinché operi per la conciliazione tra le parti. Una situazione talmente preoccupante da portare anche i confederali di Cgil, Cisl e Uil a chiedere un incontro urgente ai sindaci per capire «cosa sta accadendo e le strategie che gli eletti dai cittadini intendono mettere in campo per i prossimi anni per garantire servizi di qualità».

Poi, due giorni fa è arrivata la notizia dell’accordo per il rilancio del Circondario con la nomina della nuova Giunta, che vede come presidente la sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, e come vice il collega di Medicina, Matteo Montanari, e quella di Casalfiumanese, Beatrice Poli. Sangiorgi viene dall’esperienza maturata nel Patronato Uil, quindi conosce bene la materia sindacale. Forse le nubi si dissolveranno e ritornerà presto il sole sulla testa dei dipendenti pubblici.

Ma Mirella Collina, segretaria Cgil di Imola, va oltre e avverte: «A settembre si comincerà a discutere del progetto sulla sanità metropolitana e del distretto sociosanitario che vogliamo. Solo Imola non ha ancora presentato un progetto. E non è un problema dell’Azienda usl ma del fatto che manca la politica, i sindaci: il Comitato di distretto non è stato ancora nominato. Avevamo chiesto di potenziare l’assistenza domiciliare, è stato fatto? Con il Comune di Imola ci siamo accordati per delle risorse aggiuntive, ma non ne abbiamo più saputo nulla». (l.a.)  

Altri particolari sul “sabato sera” del 18 luglio.

Nella foto la sede del Circondario in via Boccaccio a Imola

Circondario, i sindacati mobilitati sul personale e per i servizi dei cittadini
Economia 14 Giugno 2019

Oggi lo sciopero dei metalmeccanici, la Fiom di Imola alla manifestazione nazionale di Firenze

Lo sciopero generale dei metalmeccanici di oggi, venerdì 14 giugno, si articola in tre grandi manifestazioni a Milano, Firenze (a cui partecipa la Fiom di Imola) e Napoli. Lo hanno indetto i sindacati Fim, Fiom e Uilm, in continuità con la mobilitazione di Cgil, Cisl, Uil, «a causa della sempre maggiore incertezza sul futuro – motivano -, vista la contrazione della produzione industriale, la perdita di valore del lavoro, l’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro». Da Imola sono partiti in pullman e in treno almeno un centinaio di lavoratori.

«Dobbiamo ridare centralità al lavoro industriale, agli interessi e ai diritti di chi lavora – ha affermato il segretario della Fiom-Cgil di Imola, Stefano Moni – per sostenere la crescita, l’innovazione, l’ecosostenibilità, la prevenzione e la salvaguardia di salute e sicurezza. Occorre cambiare modello di sviluppo. Senza il rilancio degli investimenti pubblici e privati, il sostegno dell’occupazione, l’aumento dei salari e della domanda interna non può esserci una fase espansiva in grado di respingere i rischi di una nuova recessione. Siamo perciò in presenza di una situazione grave e preoccupante che dobbiamo affrontare chiamando alle proprie responsabilità il governo e il sistema delle imprese, che non possono scaricare sui lavoratori la nuova crisi che stiamo vivendo».

Su queste basi Fim, Fiom e Uilm hanno elaborato un documento intitolato «Metalmeccanici per il lavoro e lo sviluppo», che è stato discusso in queste settimane nelle tante assemblee che si sono svolte anche nelle aziende del circondario imolese. (r.cr.)

Nella foto l”immagine del volantino ufficiale della giornata tratto dal sito della Fiom-Cgil nazionale

Oggi lo sciopero dei metalmeccanici, la Fiom di Imola alla manifestazione nazionale di Firenze
Economia 6 Maggio 2019

Mercatone Uno, il 18 aprile hanno fatto sciopero anche molti impiegati del centro direzionale di Imola

«Tu pensi che il peggio sia passato, invece è andato a chiamare rinforzi». E’ l’amaro commento postato nei giorni scorsi sulla pagina Facebook dei lavoratori del gruppo Mercatone Uno, alla notizia della richiesta di concordato da parte di Shernon Holding, una delle due società che lo scorso agosto aveva acquisito la maggior parte dei punti vendita (55 su 68) allo scopo di rilanciarli. E invece, dopo appena otto mesi di gestione, a inizio aprile la società si è rivolta al tribunale di Milano per far fronte ancora alla crisi. L’11 aprile il tribunale ha concesso a Shernon Holding il concordato con riserva. La società ha ora tempo fino al 10 giugno per presentare una proposta definitiva e credibile di concordato preventivo o una domanda di omologa di accordi di ristrutturazione dei debiti.

Nel caso in cui il tribunale di Milano non dovesse approvare la richiesta di concordato, lavoratori e punti vendita tornerebbero di nuovo in capo all’amministrazione straordinaria subentrata alla famiglia Cenni nell’aprile 2015 con decreto del ministero dello Sviluppo economico, procedura concessa alle grandi imprese in stato di insolvenza. All’epoca si parlava di debiti per quasi mezzo miliardo di euro, a fronte però di un attivo valutato in 320 milioni. L’amministrazione straordinaria, vista l’impossibilità di recuperare in tempi brevi l’equilibrio finanziario e patrimoniale del complesso, ha poi optato per la cessione dell’attività aziendale, avvenuta lo scorso agosto dopo una serie di tentativi non andati a buon fine.

Circa la metà dei 95 impiegati del centro direzionale di via Molino Rosso, anche loro confluiti nella holding milanese (al contrario del punto vendita di Toscanella ancor oggi di proprietà della famiglia Cenni e non coinvolto in tutta questa vicenda), lo scorso 18 aprile per la prima volta nella storia quarantennale dell’azienda hanno scelto di aderire allo sciopero nazionale per esprimere la loro preoccupazione. Un passo che i sindacati non esitano a definire «un grande successo», a conferma che anche tra i dipendenti della torre la misura ormai è colma. Alcuni di loro sono scesi in strada con cartelli e bandiere assieme ai rappresentanti dei sindacati territoriali. Altri si sono uniti ai colleghi di tutta Italia che lo stesso giorno sono andati a manifestare a Roma, davanti alla sede del ministero dello Sviluppo economico, in occasione dell’incontro tra le tante parti coinvolte nella vicenda: i commissari straordinari incaricati dal ministero, i sindacati nazionali, le parti politiche, i rappresentanti delle società Shernon Holding e Cosmo che hanno acquisito l’ex Mercatone Uno.

Nell’occhio del ciclone, infatti, sono finiti non solo la «nuova» gestione Shernon, ma anche i commissari, che avrebbero accumulato in tre anni ulteriori perdite, e il ministero stesso, che, attraverso il comitato di sorveglianza appositamente nominato avrebbe dovuto vigilare sulla procedura. «Per i lavoratori – commentano Silvia Balestri (Fisascat-Cisl Area metropolitana bolognese), Liviana Giannotti (Filcams-Cgil Imola) e Paola Saja (Uiltucs) – la notizia dell’istanza di concordato preventivo inoltrata dall’azienda al tribunale di Milano è stata una doccia fredda. I lavoratori sono duramente provati da anni di ammortizzatori sociali, da una considerevole riduzione del personale (circa 1.800 dipendenti oggi all’attivo in Shernon Holding, Ndr), dai ritardi nel pagamento degli stipendi, come avvenuto a febbraio, e non possono più tollerare questa precarietà occupazionale perenne».

La situazione pare essere precipitata a fine ottobre, quando i fornitori hanno cominciato ad annullare le consegne ai punti vendita, a fronte dei mancati pagamenti da parte di Shernon Holding. E i negozi a poco a poco si sono svuotati. «Una vera batosta per il sistema economico che ruota attorno al gruppo Mercatone Uno, in particolare per dipendenti e fornitori, tra i quali figurano molte imprese venete» ha fatto sapere in un comunicato Confimi Industria Veneto, il cui presidente, William Beozzo, produce scaffalature metalliche a Tezze sul Brenta (Vicenza): «I fornitori si trovano a subire la riduzione dei loro crediti di fornitura nell’insolvenza originaria, che sarebbe stata limitata se si fosse proceduto con la vendita immediata dei negozi come si evince dalla prima relazione dei commissari. Dovranno pagare inoltre la falcidia dei loro crediti per le forniture fatte durante la gestione commissariale, che tra aprile 2015 e agosto 2018 ha generato una perdita di 265 milioni di euro e un’ulteriore riduzione sui crediti di fornitura per le consegne fatte a Shernon nel periodo tra agosto 2018 e aprile 2019, in seguito alla procedura concordataria presentata da questa». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 maggio

Nella foto: lavoratori “Mercatone Uno – Shernon Holding” in sciopero davanti al centro direzionale di via Molino Rosso lo scorso 18 aprile (Isolapress) 

Mercatone Uno, il 18 aprile hanno fatto sciopero anche molti impiegati del centro direzionale di Imola
Cronaca 30 Aprile 2019

Primo Maggio, Cgil in piazza a Imola e Castel San Pietro, Uil e Cisl solo alla manifestazione nazionale di Bologna

La manifestazione nazionale di Cgil, Cisl e Uil in occasione del Primo Maggio, festa dei lavoratori, quest’anno si svolgerà a Bologna. Vicinanza che ha indotto Cisl e Uil a dare forfait nel circondario imolese, in favore della piazza bolognese. La Cgil di Imola invece no. «Il Primo Maggio sarà all’insegna dell’Europa, del lavoro, dei diritti e dello stato sociale. Temi che delineeremo anche nel nostro territorio», spiega la segretaria generale della Camera del lavoro territoriale, Mirella Collina.

La Cgil di via Emilia ha deciso di rimanere nelle piazze di Imola e Castel San Pietro ed al contempo di inviare una delegazione a Bologna a sostegno della manifestazione nazionale unitaria. «Le motivazioni che ci hanno portato ad assumere tale decisione – continua a spiegare Collina – sono legate soprattutto al valore storico e politico della festa dei lavoratori. E’ importante essere in piazza per i tanti lavoratori e pensionati che lo reputano un momento di aggregazione per ascoltare gli interventi sindacali e prendere i garofani, simbolo della giornata, ed essere comunque rappresentati da una delegazione alla manifestazione di Bologna».

Il cliché sarà quello consueto, con la presenza dei banchetti per la distribuzione dei garofani sia in piazza Matteotti a Imola che in piazza XX Settembre a Castel San Pietro, con l’intrattenimento musicale delle rispettive bande cittadine (dalle ore 10 e dalle ore 10.15) e gli interventi dal palco. «In questa ricorrenza, proprio chi rappresenta i lavoratori e i loro diritti non può non essere presente in piazza anche sul territorio, dove continuiamo ad incontrare difficoltà nel farci ascoltare dalle forze politiche sul tema del lavoro», rimarca la segretaria generale della Cgil di Imola.E se la celebrazione del Primo Maggio a Bologna si inquadra nella mobilitazione unitaria portata avanti da Cgil, Cisl e Uil affinché il Governo cambi passo nelle politiche economiche e fiscali, lo stesso vale a Imola e Castel San Pietro.

«Come organizzazioni sindacali – informa Collina – abbiamo chiesto più volte di istituire un tavolo circondariale per condividere le problematiche con tutte parti sociali ed elaborare insieme strategie di rilancio dell’economia territoriale. Però non abbiamo ricevuto risposte da nessuno».Nella mattinata, dalle ore 8.30 alle 11, tradizionale distribuzione dei garofani anche a Toscanella, in piazza Gramsci, a Borgo Tossignano, in piazza Unità d’Italia, e a Casalfiumanese, in piazza Cavalli. (r.cr.)

Primo Maggio, Cgil in piazza a Imola e Castel San Pietro, Uil e Cisl solo alla manifestazione nazionale di Bologna
Economia 17 Gennaio 2019

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Eurocoop Service

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività ai lavoratori di Eurocoop Service. Lo comunica la Cgil di Imola in una nota, precisando che l”intesa è stata firmata il 15 gennaio tra l”Assessorato regionale, il commissario liquidatore dell”azienda che si trova in liquidazione coatta amministrativa e le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Ui, confederali e di categoria.

«Per salvaguardare 110 lavoratori – prosegue la nota – le organizzazioni sindacali hanno richiesto l”avvio della cassa integrazione straordinaria per cessazione di attività, stante la sussistenza dei requisiti inerenti i percorsi di politiche attive del lavoro per il personale in esubero ed in base alla delibera regionale 1653 del 11 ottobre 2018 con pagamento diretto da parte dell’Inps. Ora l’accordo dovrà essere perfezionato al Ministero del lavoro e preceduto da una accordo regionale con l”Agenzia per il Lavoro sul piano di gestione, volto alla salvaguardia occupazionale e alle politiche attive».

«Contestualmente, considerando la procedura di licenziamento collettivo aperta, l”unico criterio per la cessazione dei rapporti di lavoro e per usufruire della Cigs sarà quello della non opposizione al licenziamento da manifestarsi in modo certificato», aggiunge la nota della Cgil.

L”ultimo passaggio riguarda la Wegaplast di Toscanella, che nei giorni scorsi (leggi l”articolo del 14 gennaio) aveva deciso di sospendere il lavoro esterno in appalto a Eurocoop Service. «La Wegaplast sta affrontando una riorganizzazione aziendale ed ha appena sottoscritto un accordo di Cassa integrazione ordinaria – concludono dalla Cgil -. La stessa azienda si è resa disponibile a sottoscrivere, in caso di future assunzioni, un accordo di prelazione a favore dei dipendenti Eurocoop che operavano in appalto in Wegaplast». (r.eco.)

Nella foto la sede della Wegaplast

Accordo in Regione per la cassa integrazione straordinaria ai lavoratori di Eurocoop Service
Cronaca 14 Gennaio 2019

Wegaplast Spa revoca un appalto, la Cgil lancia l'allarme: “A rischio 48 posti di lavoro'

“Wegaplast Spa ha sospeso il lavoro esterno in appalto all”Eurocoop Service, cooperativa di Rimini in liquidazione coatta amministrativa. Questa iniziativa unilaterale mette a rischio 48 posti di lavoro e non permette di dare corso agli adeguati ammortizzatori sociali a garanzia del reddito di questi lavoratori, nonché per favorire una procedura di cambio di appalto a tutela dell’occupazione”. La notizia è arrivata dalla Cgil, Filcams, Filctem e Filt. Il sindacato, preoccupato, ha organizzato per oggi uno sciopero di tutti i lavoratori coinvolti. 

Tanto per capirci, l”Eurocoop Service nel nostro territorio occupava circa una settantina di addetti distribuiti in diversi appalti. “In alcune realtà sono stati raggiunti accordi tra le organizzazioni sindacali e le singole aziende appaltatrici che hanno permesso di salvaguardare l’occupazione tramite il passaggio del personale” spiegano dal sindacato.

Invece la Wegaplast, azienda specializzata in stampi e stampaggio con sede a Toscanella di Dozza, venerdì scorso ha reso nota la sua decisione unilaterale. “Oggi pomeriggio è previsto un incontro presso la Regione Emilia Romagna per cercare una soluzione – aggiungono i sindacati -. Pertanto è incomprensibile l’atteggiamento assunto da Wegaplast Spa che non solo non ha dato disponibilità all’incontro, ma avrebbe potuto comunque attenderne l’esito”. Per domani è stata  fissata un”assemblea. (r.c.)

Wegaplast Spa revoca un appalto, la Cgil lancia l'allarme: “A rischio 48 posti di lavoro'
Cronaca 10 Gennaio 2019

Crisi piscina Ortignola, la Cgil scende in campo: “Piano di risanamento per tutelare i lavoratori'

La Cgil scende in campo a tutela dei lavoratori interessati dalla crisi del centro sportivo Ortignola, dedicato al sindaco Gualandi. Ieri, con un comunicato, hanno fatto il punto della situazione dopo l”assemblea seguita agli incontri svoltisi il 3 e l”8 gennaio con le società coinvolte. “La presidente della Deai Srl e Sport Up, Paola Lanzon, e il presidente della Uisp, Nino Villa, hanno presentato la situazione critica – dicono i sindacati – che imputano ad un ritardo, a suo tempo, nella consegna della struttura, con un conseguente rinvio delle attività, e a spese da loro sostenute nel corso degli anni (ad esempio per l’acquisto di arredi) di cui, secondo loro, avrebbero dovuto farsi carico la proprietà, il Comune di Imola, o l’impresa costruttrice Ortignola Srl, che ha sempre percepito regolare affitto anche se a tutti gli effetti la struttura non è stata ancora completata, soprattutto nell’area esterna”.

La situazione è così ricaduta su un complessivo di 120 lavoratori, di cui 13 dipendenti e 107 collaboratori “che percepiscono un compenso sportivo, ai quali non è stato retribuito il mese di novembre” sottolineano Mirella Collina la segretaria Cgil insieme a Davide Baroncini del Nidil e Michele Boffa della Slc. “E” stata pagata la retribuzione di novembre ai soli dipendenti, mentre per i collaboratori è ancora sospesa. Visto che la difficoltà di pagare le mensilità continuerà anche nei prossimi mesi, l’intenzione è quella di ridurre le ore di attività e decurtare del 15% il compenso dei collaboratori. Proposta a cui abbiamo risposto con una diffida, sostenendo che prima di applicare un simile provvedimento chiediamo di vedere i bilanci 2017-2018, per capire le cause che hanno portato a questa situazione di crisi, e di valutare il piano di risanamento”.

La Cgil si dice disponibile a discutere ed eventualmente sottoscrivere un accordo che “preveda una riorganizzazione e razionalizzazione, se temporanea, che distribuisca il disagio su tutti, in modo equo e con criteri condivisi. Riteniamo necessario definire un piano di rientro delle mensilità non retribuite con verifiche da effettuare mensilmente”.

Un secondo incontro con la proprietà è fissato per il 15 gennaio, “al termine del quale decideremo in assemblea nella serata sempre del 15, con tutti i lavoratori interessati, se accettare la proposta di accordo o intraprendere altre iniziative”.

La Cgil ha chiesto anche un incontro urgente a Ortignola Srl e al Comune di Imola “per capire se è possibile abbassare i costi, intervenire sul completamento della struttura e quali strumenti mettere in campo per aiutare i lavoratori in difficoltà. Stiamo parlando di una struttura pubblica e di servizi molto graditi alla cittadinanza, grazie anche alla professionalità e alla passione che molti giovani del nostro territorio mettono in questo lavoro”. (r.cro.) 

Crisi piscina Ortignola, la Cgil scende in campo: “Piano di risanamento per tutelare i lavoratori'
Economia 31 Ottobre 2018

Aperture festive, impazza il dibattito. I sindacati invitano a scioperare il 1° novembre

Aperture festive sì, aperture festive no. E’ la vigilia di Ognissanti e anche in questa occasione tiene banco il tema delle aperture dei negozi e dei centri commerciali la domenica e nelle festività.  

Nei giorni scorsi le sigle confederali del terziario di Cgil, Cisl e Uil Emilia Romagna hanno invitato, come già accaduto in altre occasioni, «i lavoratori e gli addetti di tutte le attività svolte all’interno dei centri commerciali ad astenersi dal lavoro», mentre le rappresentanze nazionali di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno chiesto al Parlamento un’immediata modifica legislativa per regolare la materia e hanno formulato le loro proposte nel corso di un’audizione della Commissione Attività produttive della Camera dei deputati. Ricordiamo che la piena liberalizzazione delle aperture era contenuta nel decreto «Salva Italia» (201 del 2011) del Governo Monti, tuttora in vigore.

Il Governo M5s-Lega ha già detto che è sua intenzione limitare le aperture, sullo strumento da utilizzare si parlava di fissare un numero di domeniche annuali di apertura oppure un meccanismo di turnazione tra gli esercenti. Una posizione avversata dalla maggior parte delle opposizioni, preoccupate che l’eventuale stretta metta a rischio molti posti di lavoro.

Storicamente contro le aperture domenicali e festive la Chiesa cattolica, mentre per una revisione del regime di totale liberalizzazione sono anche le associazioni dei commercianti, in particolar modo a tutela dei piccoli negozianti. A favore, pur con qualche distinguo, le associazioni dei consumatori e gran parte dei marchi della grande distribuzione (anche in questo caso però non mancano esempi contrari).

Intanto, nel territorio imolese domani la grande distribuzione risulta regolarmente aperta, per mezza o per l’intera giornata a seconda degli orari festivi normalmente osservati da ciascun marchio. (m.t.)

Nella foto l”immagine che i sindacati confederali del terziario dell”Emilia Romagna hanno scelto per il volantino che invita i lavoratori del commercio all”astensione dal lavoro il 1° novembre

Aperture festive, impazza il dibattito. I sindacati invitano a scioperare il 1° novembre
Economia 26 Ottobre 2018

Congresso Cgil Imola, Mirella Collina rieletta segretaria generale con l'86,36% dei voti

Sarà ancora Mirella Collina a guidare la Cgil di Imola. Il IX congresso della Camera del lavoro territoriale di Imola si è chiusa oggi con la conferma della segretaria generale, rieletta con l”86,36% dei voti, vale a dire 57 voti a favore, 3 contrari e 6 astenuti sul totale di 66 votanti. Un buon risultato per la Collina, migliore di quello ottenuto a gennaio 2018 (quando diventò segretaria generale in seguito alle dimissioni di Paolo Stefani).

Il congresso era cominciato ieri con una prima giornata aperta dalla relazione della segretaria, seguita dagli interventi degli invitati. Hanno preso la parola, tra gli altri, i rappresentanti della Città metropolitana, dell”Ausl, del Nuovo Circondario imolese, degli altri sindacati confederali e di varie associazioni.

Oggi è invece la giornata degli interventi interni, con 20 delegati di categorie e servizi che hanno dato vita alla discussione conclusa da Milco Cassani, in rappresentanza della Segreteria regionale della Cgil Emilia Romagna. Nel pomeriggio infine le votazioni, che hanno portato all”elezione, oltre che della segretaria, anche del Direttivo (60 delegati) e dell”Assemblea generale (72 delegati). Per i due organismi la percentuale di voti favorevoli raggiunta è stata del 94,54%. 

Congresso Cgil Imola, Mirella Collina rieletta segretaria generale con l'86,36% dei voti
Economia 19 Ottobre 2018

Congressi Cgil Imola, cambio nella categoria grafici e impiegati delle poste: Michele Boffa nuovo segretario

C”è un altro volto nuovo nella truppa dei segretari usciti dai congressi di categoria della Cgil. E” quello di Michele Boffa, che sostituisce Franco Mingotti alla guida della Slc Cgil, la sigla che tutela chi lavora in imprese grafiche e cartotecniche, poste e telecomunicazioni.

Boffa ha iniziato l”attività sindacale nel 1990 come delegato della Wienerberger  Spa (ex Laterizi Brunori). In distacco sindacale dal 2005, è entrato prima in Fillea come funzionario, poi ha fatto esperienze in altre categorie: Flai, Fiom, Filctem e, dall’aprile di quest’anno, Filcams. Dal 2015 è il referente del Coordinamento artigiani.

«Continueremo a monitorare la situazione delle aziende cartotecniche e le litografie – sono state le prime parole di Boffa da segretario generale Slc -, alcune delle quali sono in cassa integrazione e in un caso l’azienda non anticipa l’ammortizzatore per mancanza di liquidità. Difficoltà causate dalle modifiche degli ultimi anni che hanno interessato il mercato dei libri scolastici, fortemente in calo, per via del progressivo utilizzo di supporti digitali. Per quanto riguarda le Poste continueremo a prestare attenzione all’organizzazione del lavoro, nel rispetto della condizione lavorativa degli addetti, a seguito dei cambiamenti organizzativi adottati negli ultimi tempi».

Il segretario uscente, Franco Mingotti, lascia l”incarico dopo otto anni alla guida della Slc territoriale. Al congresso di categoria ha preso parte anche Loris Sermasi, del coordinamento regionale Slc Emilia Romagna, oltre a Mirella Collina e Morena Visani della Segreteria confederale della Cgil.

Nella foto il neo segretario

Congressi Cgil Imola, cambio nella categoria grafici e impiegati delle poste: Michele Boffa nuovo segretario

Cerca

Seguici su Facebook

ABBONATI AL SABATO SERA

Font Resize
Contrast