Cronaca

Cronaca 23 Maggio 2018

Sicurezza stradale, successo per l'evento organizzato sabato scorso dalla Polizia municipale

Successo per l”evento svolto a Imola sabato scorso e organizzato dalla Polizia Municipale sul tema della sicurezza stradale. Tra i protagonisti gli studenti delle quinte della scuola primaria, che hanno dato vita al 33° Saggio di Educazione Stradale, a conclusione dell’attività di Educazione Stradale del 2018.

Il saggio ha preso il via dal parcheggio di Via Malsicura, dietro la tribuna centrale dell’autodromo, con i bambini e le bambine che sulle proprie bici hanno pedalato insieme ai loro genitori e ai bikers della Polizia Municipale. L’arrivo era posto al comando della Polizia Municipale, all’interno del complesso «Sante Zennaro» dove sono stati accolti dalla Banda musicale Città di Imola. A tutti gli alunni presenti è stato consegnato il patentino del ciclista.

Nel frattempo, sempre nell’area del comando della Polizia municipale, si è svolto anche l’11° Mini saggio di educazione stradale per gli alunni della scuola dell”Infanzia. Nella sede del Comando erano anche esposti alcuni veicoli in dotazione al Corpo di Pm e le strumentazioni utilizzate dagli agenti per garantire la sicurezza stradale, con operatori che ne hanno spiegato il funzionamento. Tra questi anche l”etilometro e occhiali particolari che simulano gli effetti dell”alcool sul nostro corpo.

r.c.

Nella foto: il saggio di Educazione Stradale

Sicurezza stradale, successo per l'evento organizzato sabato scorso dalla Polizia municipale
Imola 22 Maggio 2018

#ElezioniImola2018, voto disgiunto e preferenze, tutto quel che c'è da sapere per votare il 10 giugno

Tra meno di venti giorni i cittadini imolesi saranno chiamati alle urne per eleggere il nuovo sindaco e i consiglieri comunali. Queste le istruzioni fornite dal Comune per destreggiarsi con alcuni temi che potrebbero creare difficoltà come la possibilità del voto disgiunto e le preferenze.

La scheda sarà una sola sulla quale saranno già riportati i nominativi dei candidati alla carica di sindaco e, a fianco di ciascuno, il simbolo o i simboli delle liste che lo appoggiano.

E” possibile esprimere il proprio voto in tre modi, tutti e tre validi. Prima di tutto tracciando un segno solo sul simbolo di una lista oppure tracciando un segno sia sul simbolo di una lista sia sul rettangolo dove è riportato il nome del candidato alla carica di sindaco appoggiato dalla lista stessa. In entrambi questi casi si assegna il voto sia alla lista sia al candidato sindaco appoggiato da quest’ultima.

La seconda modalità prevede che si possa tracciare un segno sia sul nome di un candidato sindaco sia sul simbolo di una lista che non appoggia quel candidato sindaco. In questo caso l’elettore esercita il cosiddetto “voto disgiunto”. In altre parole si vota un candidato sindaco diverso da quello appoggiato dalla lista votata, il voto è valido e viene conteggiato sia alla lista che al candidato sindaco scelto.

La terza modalità prevede che si tracci un solo segno sul nome del candidato sindaco, in questo caso il voto non va anche alla lista o alle liste collegate.

Nel caso in cui si voti una lista accanto al simbolo possono essere indicate un massimo di due preferenze, cioè di nomi di candidati alla carica di consigliere comunale, purché di sesso diverso e sempre appartenenti alla stessa lista.

Sarà eletto sindaco al primo turno il candidato che otterrà la maggioranza assoluta dei voti validi (almeno il 50% più uno). Qualora nessun candidato raggiunga tale soglia si tornerà a votare la seconda domenica successiva (il 24 giugno) per scegliere tra i due candidati che al primo turno hanno ottenuto il maggior numero di voti (ballottaggio).

Da notare che in caso di parità di voti al primo turno, verrà ammesso al ballottaggio il candidato della lista più votata (

maggiore cifra elettorale) e, in caso di ulteriore parità, verrà ammesso il più anziano di età (gli stessi criteri saranno usati in caso di parità nel ballottaggio).

Al secondo turno viene eletto sindaco il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

Foto d”archivio

#ElezioniImola2018, voto disgiunto e preferenze, tutto quel che c'è da sapere per votare il 10 giugno
Cronaca 22 Maggio 2018

Legalità, a Borgo si combattono le mafie anche con la casa per il Dopo di noi

In tema di lotta alla mafia un’idea intelligente è quella del riutilizzo per scopi sociali dei beni confiscati a persone condannate per criminalità organizzata.  E’ quanto sta per accadere, ad esempio, a Borgo Tossignano, dove un appartamento di via Roma, appartenuto alla ‘ndrina calabrese dei Maesano, sarà riutilizzato per scopi sociali. E’ l’obiettivo al quale sta lavorando il Comune da quando in dicembre l’Agenzia nazionale per i beni confiscati ha segnalato la disponibilità dell’immobile. «Abbiamo formalizzato la nostra manifestazione di interesse  – conferma il sindaco Clorinda Mortero -, ma non è stato ancora emesso il decreto si assegnazione».

Nell’attesa il Comune ha già candidato il progetto ai fondi erogati dalla Città metropolitana per il Dopo di noi. «A Borgo – spiega il sindaco – è radicata l’esperienza dell’associazione La Giostra che organizza in paese dei momenti di vita autonoma al di fuori dell’abitazione familiare per i ragazzi disabili. Ad oggi vengono ospitati da un privato, noi vorremmo utilizzare proprio l’alloggio di via Roma per questa attività e per altre sempre di matrice sociale». L’appartamento a suo tempo è stato ristrutturato, ma è vuoto ormai da una decina d’anni (da quando il proprietario, Fiorello Maesano, è stato arrestato). «Serviranno dei lavori anche per l’eventuale abbattimento delle barriere architettoniche. Abbiamo stimato 55 mila euro di interventi, il bando prevede un cofinanziamento del 90 per cento, sarebbe la ciliegina sulla torta. Comunque vogliamo destinare l’alloggio a quella attività – conclude decisa il sindaco -. La palazzina ha l’ascensore, si trova nel centro del paese, i ragazzi possono uscire a piedi in sicurezza: è l’ideale».

Ad oggi ci sono ben 119 immobili confiscati alla criminalità organizzata in Emilia Romagna e come tali potenzialmente assegnabili dall’Agenzia nazionale ad enti locali, forze dell’ordine o altri soggetti per essere riutilizzati come luoghi di pubblica utilità, restituiti alla comunità e alla legalità. Sono visibili con tutti i dettagli nella banca dati www.mappalaconfisca.com, che viene costantemente aggiornata.

Per quanto riguarda il circondario imolese, oltre all’alloggio di via Roma a Borgo ancora da assegnare, c’è un appartamento di circa 60 metri quadri con box auto in un condominio di via Manfredi a Imola,  che apparteneva a Giuseppe Gagliandro, originario di Taranto. E’ stato già assegnato alla Compagnia dei carabinieri di Imola, che lo utilizza oramai da cinque anni come alloggio di servizio.

Un altro caso particolare riguarda Medicina: nel 2017 ai vigili del fuoco volontari è stato assegnato un fuoristrada appartenuto alla criminalità calabrese; l’hanno rimesso a nuovo ed ora è rinato come mezzo attrezzato in caso di allagamenti. (l.a.) 

Altri particolari nel “sabato sera” in edicola dal 17 maggio. 

Nella foto la palazzina dove si trova l’appartamento assegnato ai carabinieri a Imola

Legalità, a Borgo si combattono le mafie anche con la casa per il Dopo di noi
Cronaca 22 Maggio 2018

Legalità, parla Margherita Asta: «La mafia ci riguarda tutti, al nord come al sud»

«Attenzione a pensare che la mafia sia qualcosa che non ci riguarda, perché chi ha pigiato il pulsante quel giorno ha visto che c”era un”auto con delle persone che non c”entravano nulla, ma ha azionato ugualmente il detonatore. La strage di Pizzolungo ci fa capire che la mafia non guarda in faccia a nessuno». Margherita Asta aveva undici anni il 2 aprile del 1985 quando sua madre, Barbara Rizzo, e i suoi fratellini di sei anni, Giuseppe e Salvatore, morirono nell’esplosione destinata ad uccidere il giudice Carlo Palermo. La donna stava accompagnando i figli a scuola, furono dilaniati. Un eccidio avvenuto nel trapanese per mano della mafia. Oggi Margherita abita a Parma ed è impegnata nel testimoniare e tenere vivo il ricordo di quanto accaduto con l’associazione Libera. Mercoledì 23 maggio sarà a Imola per un evento che culminerà con l’intitolazione del giardino antistante il Teatro Osservanza proprio a sua madre e ai suoi fratelli, vittime innocenti. A promuovere l’evento è Adriana Cogode, commissaria straordinaria del Comune.

Qual è il messaggio che si auspica arrivi agli imolesi dall’intitolazione del giardino alla memoria di sua madre e dei suoi fratellini?
«Che è importante “fare memoria” non come semplice ricordo ma come voglia di riscatto e di dire basta. Ed è importante anche a Imola perché le mafie non sono solo nelle regioni del meridione, lo vediamo col maxi processo alla ‘ndrangheta in corso in Emilia. Tra l’altro non si conosce ancora fino in fondo la verità su quanto accadde a Pizzolungo, sono stati condannati i vertici di Cosa Nostra (all’ergastolo i boss Totò Riina, Vincenzo Virga e Baldassarre Di Maggio) ma il giudice Carlo Palermo arrivò a Trapani in febbraio e l”attentato ci fu in aprile, diede fastidio a qualcuno oppure c’è qualcos’altro, che aveva a che fare con le indagini che seguiva da prima, sul traffico di droga e armi…».

Cosa l’ha aiutata a superare un dolore così grande?
«Il dolore non si supera, ma ci si può convivere meglio e l”impegno con Libera mi ha aiutato a metabolizzare la perdita (nel ’93 è morto anche il padre, Nunzio). A Brescia un detenuto, durante gli incontri organizzati nelle carceri, mi ha chiesto di dedicare ai suoi compagni di cella il mio libro (“Sola con te in un futuro aprile” che Asta ha scritto per Fandango a quattro mani con la giornalista Michela Gargiulo, ndr), affinché facesse riflettere anche loro come aveva fatto con lui. Questi sono i semi che io e gli altri famigliari delle vittime di mafia cerchiamo di mettere in campo e a me danno il senso all”essere rimasta in vita, perché quel giorno avrei dovuto esserci anch”io in macchina, solo per un caso, perché i miei fratelli litigarono, non andai a scuola con loro. Credo di essere rimasta in vita perché dovevo fare la mia parte: dalla morte dei nostri cari far rifiorire voglia di speranza e cambiamento».

Le nostre zone si sono sentite per anni immuni alla mafia. Poi le inchieste Black Monkey ed Aemilia ci hanno mostrato che non era così.
«In Emilia Romagna ci sono tante iniziative con molta partecipazione di studenti e adulti, i cittadini cercano sempre più di fare la propria parte ed essere vigili. Ma occorre essere responsabili nelle scelte del nostro quotidiano, non cercare scorciatoie, penso sempre alla consulente coinvolta nel processo Aemilia che diceva “loro hanno i soldi…”. La mafia garantisce una falsa sicurezza, poi incendi e minacce…».

In tema di lotta alla mafia cosa si sente di dire al futuro Governo e al sindaco di Imola che verrà?
«In generale, che non si deve nascondere tutto sotto il velo della “sicurezza” di cui si parla tanto, bensì rafforzare i servizi sociali perché i mafiosi si radicano dove c”è la povertà, dove con i loro soldi riescono a garantire cose che lo Stato con sempre meno fondi non riesce a fare. Poi, occorrono controlli più sistematici sugli appalti e formazione per funzionari e impiegati pubblici. Il nuovo Governo dovrebbe garantire maggior autonomia alla magistratura e risorse economiche anche alle forze dell”ordine». (l.a.)  

L’articolo completo e ulteriori approfondimenti sul tema sul “sabato sera” in edicola da giovedì 17 maggio. 

Nella foto Margherita Asta (immagine tratta dalla sua pagina Facebook)

Legalità, parla Margherita Asta: «La mafia ci riguarda tutti, al nord come al sud»
Cronaca 22 Maggio 2018

Ad Ozzano prevista una nuova illuminazione a led in piazza Allende e al centro commerciale «La Corte»

Una quarantina di lampade obsolete (ai vapori di sodio o di mercurio) da sostituire con altrettante a led, quindi a risparmio energetico. E’ l’intervento che il Comune di Ozzano si appresta a realizzare nei prossimi giorni. Le aree interessate sono sostanzialmente quattro. Presso il centro commerciale «La Corte», in seguito alle richieste avanzate dai commercianti, verrà migliorata l’illuminazione della piazzetta e riqualificato l’impianto dal punto di vista estetico. «Qui verranno sostituite quattro lampade e i relativi pali – dettaglia l’assessore ai Lavori pubblici, Mariangela Corrado -. Sempre in quest’area, abbiamo già risistemato le fioriere più vicine agli esercizi commerciali e abbiamo in programma l’aggiunta di alcune sedute per consentire la sosta nella piazzetta ».

Spostandosi in piazza XXV Aprile, nel centro del paese, verranno sostituiti otto lampioni ed eliminati quattro punti luce ridondanti, mentre lungo il percorso pedonale di collegamento tra il retro del parcheggio del palazzetto dello sport e la baita degli anziani, verranno inseriti due nuovi punti luce completi «per creare una continuità luminosa del passaggio pedonale molto utilizzato soprattutto tra la primavera e l’estate» aggiunge la Corrado.

L’ultimo intervento riguarderà piazza Allende dove, come si legge nella determinazione comunale, «per ovviare alle innumerevoli problematiche e disfunzioni che si verificano periodicamente sull’impianto, nonché per migliorare il grado di illuminamento della piazza stessa e delle aree verdi laterali rialzate» verranno sostituiti gli attuali proiettori con nuovi apparati a led. «Sostituiremo sedici lampade e otto proiettori, in modo da mantenere l’elemento a vela esistente e caratteristico della piazza – spiega l’assessore -. Nella sola piazza Allende, passeremo da un consumo annuo di circa 604 a circa 157 chilowattora, con una diminuzione dei consumi di circa il 75%».

L’intervento, del costo di 24 mila euro, verrà eseguito dalla ditta Aldrovandi di San Lazzaro, alla quale è affidata la manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica comunali. «I lavori dovrebbero cominciare lunedì 28 maggio per concludersi nell’arco di due o tre giorni – prosegue la Corrado -. Stiamo valutando se indirizzarci verso un appalto integrato tra fornitura e gestione degli impianti di illuminazione pubblica che comprenda interventi di miglioramento dell’efficienza e della sicurezza dei punti luce oppure se procedere con una programmazione cadenzata finanziata nel piano comunale delle opere». Sempre in queste settimane, verrà realizzato anche un campetto da basket nel parco di villa Maccaferri. Attualmente, infatti, c’è un’area impermeabilizzata senza attrezzature. Ora verrà realizzata una nuova pavimentazione più ampia, inseriti i canestri e, ovviamente, l’illuminazione. I lavori, del costo di 17 mila euro, sono stati affidati alla ditta Adaco Srl.

gi.gi.

Nella foto: l”attuale illuminazione del centro commerciale «La Corte»

Ad Ozzano prevista una nuova illuminazione a led in piazza Allende e al centro commerciale «La Corte»
Cronaca 22 Maggio 2018

Nuova raccolta dei rifiuti, a Castello cassonetti chiusi da lunedì, ultimi giorni per ritirare la tessera

Cassonetti apribili senza tessera fino al 28 maggio a Castel San Pietro. Nonostante si sia deciso di prorogare l”apertura libera dei cassonetti (in origine prevista solo fino al 7 maggio), si avvicina anche per i castellani la data fatidica in cui diventerà operativa la nuova modalità di racconta con la tessera nominale. Per aprire i contenitori stradali dell”immondizia da lunedì prossimo occorrerà utilizzare, la cosiddetta Carta Smeraldo.

Per facilitare gli utenti che devono ancora ritirare la tessera sono previste altre due aperture straordinarie degli sportelli dedicati nelle giornate di giovedì 24 maggio dalle ore 15 alle 19 in municipio a Castel San Pietro e venerdì 25 maggio dalle ore 15 alle 20 nel centro civico di Osteria Grande. In parallelo, proseguono le tradizionali giornate di apertura ma con orario ampliato: al centro civico di Osteria Grande il martedì dalle ore 15 alle 20 e in municipio il mercoledì dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Occorre ricordarsi di portare i riferimenti del contratto o una bolletta Tari di recente emissione.

Nella foto un informatore ambientale ad Osteria Grande

Nuova raccolta dei rifiuti, a Castello cassonetti chiusi da lunedì, ultimi giorni per ritirare la tessera
Cronaca 22 Maggio 2018

Un giardino nuovo per i bimbi di nido e materna grazie ai genitori e alla comunità della frazione

Un giardino risistemato e con nuovi giochi. E’ quello che fa bella mostra di sé nell’area esterna del nido e della scuola dell’infanzia di Sesto Imolese, inaugurato giovedì 10 maggio con una grande festa che ha coinvolto bambini, genitori e la comunità della frazione, a cominciare dal parroco don Francesco Gaetta e dal responsabile del servizio comunale Infanzia Daniele Chitti.

Il Comune di Imola, infatti, ormai da diversi decenni gestisce il nido e la scuola dell’infanzia posta all’interno di un edificio di proprietà della parrocchia. I due servizi accolgono complessivamente 100 bambini d’età compresa tra 5 mesi e 6 anni. E sono gli unici servizi di questo tipo disponibili a Sesto Imolese. Ebbene, nel 2014-2015 i genitori dei bimbi ospitati nel nido e nella scuola d’infanzia hanno concordato un percorso per la riqualificazione dell’area verde esterna. Riqualificazione interamente progettata e messa in opera da loro stessi, grazie a diverse professionalità presenti nel gruppo, a cominciare da un architetto e da diversi professionisti dell’edilizia. Il 2015 è stato dedicato alla progettazione, dopo aver condiviso le idee e i desideri di tutti i genitori e il parere educativo espresso dal personale. Nel 2016 sono stati raccolti i fondi necessari per la risistemazione del terreno, attraverso alcune iniziative pubbliche promosse dai genitori e un contributo della proprietà. Verso la fine dello stesso anno, l’area è stata adeguatamente sistemata a titolo volontario dai genitori in possesso delle competenze tecniche necessarie.

Nel 2017 si è potuto utilizzare il contributo di un locale supermercato per poter acquistare e installare i nuovi arredi di gioco.Nel complesso «si è trattato di una bella esperienza di progettazione e di realizzazione partecipata a cui ha concorso un’intera comunità, che ha dimostrato un solido attaccamento e una diretta e fattiva responsabilizzazione per le proprie scuole». (r.c.)

Un giardino nuovo per i bimbi di nido e materna grazie ai genitori e alla comunità della frazione
Cronaca 22 Maggio 2018

Progetto di forestazione urbana, crescono a piccoli passi i 5000 alberi del «Bosco in città» a Imola

Sono ancora piccoli, in questo momento immersi tra i papaveri rossi, ma stanno già crescendo e svettano verdi verso il cielo. Sono i 5.000 alberi del progetto di forestazione urbana annunciato la scorsa estate dall’allora sindaco Daniele Manca e poi concretizzatosi nel corso dell’inverno. Il progetto si chiama «Bosco in città» ed è finanziato con 40 mila euro dalla Esco (Energy service company) AzzeroCO2, che ha come soci Legambiente e Kyoto Club, con la quale Area Blu Spa, la società in house che, dopo l’incorporazione di BeniComuni Srl, si occupa anche del patrimonio verde della città di Imola, ha stipulato una convenzione.

Gli alberi sono stati piantati a costo zero per l’ente locale perché generano crediti di emissione di anidride carbonica che vengono venduti sul mercato. In pratica, sono le aziende, non necessariamente del territorio, che vogliono compensare le loro emissioni inquinanti ad acquistare questi crediti e a finanziare gli interventi di forestazione. Le piante sono state inserite in tredici diverse aree verdi per un’estensione complessiva di 25 mila metri quadrati. Nel dettaglio, due aree sono in via Kolbe vicino alla zona sgambatura cani (764 alberi), quattro tra via Pio IX e via della Costituzione (583 alberi), tre tra via Rosa Luxemburg e via Montericco (1564 alberi), una tra il parco Tozzoni e via Montericco (1.103 alberi), una adiacente alla nuova ciclabile ricavata sul retro della nuova lottizzazione lungo via Montericco (462 alberi) e, infine, due nella frazione di San Prospero, vicino al Bosco dei bambini (524 alberi).

Undici le specie previste, autoctone, ovvero acero campestre, orniello, frassino angustifoglia, leccio, farnia, pero selvatico, roverella, carpino nero, bagolaro (anche noto come spaccasassi), ciliegio e melo selvatico. «Faremo un primo controllo dopo l’estate, in settembre – aggiornano il direttore generale di Area Blu Carmelo Bonaccorso e il responsabile dell’Unità operativa Verde, Loris Pasotti -. Le nevicate non hanno dato fastidio alle piante, anzi, hanno permesso di accumulare acqua».

Gli alberi sono stati piantati molto ravvicinati e non vengono annaffiati, proprio come in un bosco. Per questo, ci si aspetta una selezione naturale. «Ci aspettiamo un diradamento naturale del 10%, poi nel corso degli anni interverremo anche noi, magari creando radure e percorsi – aggiunge Pasotti -. Complessivamente, abbiamo previsto che su 5.000 nuove piante potremmo doverne togliere un migliaio circa. Questo diradamento sarà importante perché le piante che rimarranno, quelle più forti, cresceranno più che proporzionalmente rispetto a quelle tolte».

gi.gi.

Nella foto: l”area del «Bosco in città» vicino a via Onorio II

Progetto di forestazione urbana, crescono a piccoli passi i 5000 alberi del «Bosco in città» a Imola
Cronaca 21 Maggio 2018

Allerta anti-ladro tra vicini, creato un nuovo gruppo a Fontanelice

A Fontanelice si lavora per organizzare i gruppi di allerta anti-ladro tra vicini di casa. Il primo incontro si è tenuto lunedì 16 aprile alla presenza del sindaco Athos Ponti, del capitano della Compagnia dei carabinieri di Imola Claudio Gallù, di Gabriele Ceroni del corpo circondariale di polizia municipale e dei cugini Elena e Federico Visentin, ideatori del sistema «Tamtam Fadora», che prevede l’invio di sms di allerta a tutti gli iscritti al gruppo, che pagano una piccola quota per l’acquisto dei pacchetti di messaggi. «Al momento ci sono una ventina di adesioni – spiega il sindaco, Athos Ponti -. Adesso abbiamo preso contatti con un operatore telefonico per attivare il gruppo. Abbiamo scelto di usare i messaggi normali al posto dell’applicazione Whatsapp (molto usata in altre zone perché gratuita a patto di avere una connessione internet, ndr), in modo che sia facilmente utilizzabile anche da chi non ha dimestichezza con gli smartphone e per la conformazione del nostro territorio, visto che internet non funziona sempre bene ovunque».

L’iniziativa non è stata promossa da alcuna associazione specifica, ma c’erano state sollecitazioni in Comune per avviarla. Punto centrale è la collaborazione con le forze dell’ordine. «Sono loro i primi da avvisare in caso di segnalazioni importanti» ricorda il sindaco. Subito dopo si dovrà procedere mandando un messaggio di allerta ad un numero del gruppo che, automaticamente, girerà l’allerta agli iscritti. I referenti, scelti in accordo con i carabinieri, sono Massimo Salvini e Mario Giovannini.

Tra i loro compiti ci sono quello di raccogliere le nuove adesioni e di fare da collegamento con i gruppi di controllo del vicinato dei comuni vicini, tra cui i due appena nati a Casalfiumanese che, tuttavia, usano Whatsapp.«Abbiamo attivato da poco  la piattaforma per i messaggi e stiamo procedendo ad alcune prove, per ora sta funzionando tutto» spiega il referente Massimo Salvini che, assieme a Mario Giovannini, sottolinea «l’importanza di collaborare con i gruppi di controllo di vicinato creati a Casale», sia per confrontarsi sia per avere ulteriori nominativi da avvisare in caso di allerte di furti avvenuti nella vallata del Santerno.

re.con.

Nella foto: l”incontro del 16 aprile scorso

Allerta anti-ladro tra vicini, creato un nuovo gruppo a Fontanelice
Cronaca 21 Maggio 2018

Pomodori e fagiolini, gli orti comunali non sono solo una faccenda da anziani

Prosegue la «virata» degli enti locali nel dare in gestione gli orti comunali non solo ai pensionati, ma anche a giovani e famiglie. Un modo, da una parte, per sopperire all’avanzamento d’età dei pensionati che, a un certo punto, non se la sentono più di gestire un pezzetto di terra e, dall’altra, per dare la possibilità anche ai giovani di coltivare un proprio appezzamento e poter quindi mangiare la propria frutta e la propria verdura, realmente a chilometro zero. A Casalfiumanese questa possibilità è stata inserita nel regolamento comunale nell’ottobre del 2016 prevedendo che una quota degli orti non inferiore al 20% fosse riservata a cittadini che abbiano un’età compresa tra i 18 e i 54 anni oppure uguale o superiore a 55 anni se ancora svolgono un’attività lavorativa. A ruota, sono stati assegnati i primi due orti ad altrettante famiglie. In questi giorni è stato pubblicato un nuovo bando per assegnare sei appezzamenti che si trovano a metà strada tra Casale alto e Casale basso, sotto al parco di villa Manusardi. «In questi mesi abbiamo già ricevuto almeno altre tre richieste da parte di giovani e famiglie  – dettaglia l’assessore Beatrice Poli – vedremo se si concretizzeranno con questo bando». Per presentare la propria domanda c’era tempo fino a mezzogiorno di oggi.

Come detto, già un paio di orti sono stati assegnati a famiglie. Una di queste è composta da Cristina Burnacci, dal marito Roberto Morozzi, entrambi di 53 anni, e dai figli Laura e Riccardo, rispettivamente di 19 e 16 anni. Burnacci, casalinga, originaria di Bologna, è venuta ad abitare a Casalfiumanese nel 1996, quando si è sposata con il marito, di professione operaio. «Mi hanno sempre appassionato sia coltivare che i fiori – racconta Cristina -. Tempo fa avevo piantato due o tre piantine di pomodori nel cortile di casa e ne sono nati tanti. Quando ho visto che a Imola era stato approvato un regolamento per consentire anche ai “giovani” di avere un orto comunale ne ho parlato con l’assessore Beatrice Poli e poi è stato approvato il regolamento». Ora Cristina gestisce un appezzamento assieme al marito e ai due figli. «Coltiviamo soprattutto pomodori, abbiamo una cinquantina di piante grazie alle quali facciamo la salsa fatta in casa – va avanti -. Ma abbiamo anche fagiolini, scalogno, cipolla di tropea, fragole e insalata. Mi piace perché so cosa pianto e cosa mangio perché non uso pesticidi. Tra l’altro, è davvero a chilometro zero perché da casa mia ci vado a piedi».

Per la famiglia Morozzi-Burnacci l’orto è stata anche l’occasione per uno scambio generazionale. «All’inizio non eravamo molto pratici e il signor Olindo, un anziano che coltivava un orto a fianco al nostro, ci ha insegnato tante cose».

Casalfiumanese non è l’unico comune del circondario ad aver aperto la possibilità di coltivare anche ai giovani. A Imola sono stati assegnati in questo modo una quarantina di orti, mentre a Castel San Pietro sono una decina. Medicina, invece, già da alcuni anni ha in mente di realizzare i primi orti comunali in via delle Fragole. Anche in questo caso, quando saranno pronti, potranno far domanda pensionati, ma anche studenti e disoccupati. (gi.gi.)

Altri particolari sul “sabato sera” del 17 maggio.

Nella foto: un selfie nell’orto per Cristina Burnacci e Roberto Morozzi assieme ai figli Laura e Riccardo

Pomodori e fagiolini, gli orti comunali non sono solo una faccenda da anziani

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