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Cronaca 5 Dicembre 2019

Giuseppe Lesce (Sacmi): «Plastic tax, uno slogan che non risolve i problemi»

Tra le novità della legge di Bilancio 2020, al momento in discussione al Senato, c’è anche la contestata «plastic tax». Si tratta di una imposta che prevede il pagamento di 1 euro per ogni chilo di oggetti in plastica monouso, prodotti in Italia o importati dall’estero.

La plastic tax andrà quindi a colpire fabbricanti, importatori e commercianti, ma anche, in modo indiretto, i  consumatori, su cui si scaricheranno i maggiori costi di filiera. Si calcola infatti che la nuova imposta potrebbe gravare sui consumi delle famiglie per circa 110 euro l’anno. Più in generale, la bozza dell’articolo di legge ipotizza un gettito di 1.079 milioni di euro nel primo anno di applicazione (2020) e di circa 1.700 milioni all’anno una volta a regime.

La plastic tax ha subito fatto scalpore. Se l’obiettivo è inibire il consumo di oggetti in plastica monouso, dall’altro penalizza anche le aziende produttrici di imballaggi in plastica e in modo indiretto la Packaging valley emiliano romagnola. Tra le imprese locali che producono anche impianti per la realizzazione di bottiglie, tappi, capsule e contenitori in plastica per l’industria alimentare e farmaceutica c’è l’imolese Sacmi. Abbiamo chiesto a Giuseppe Lesce, direttore Public affairs di Sacmi, di darci il suo parere sull’argomento.

Cosa ne pensa della plastic tax?
«Mi sembra più uno slogan e non un provvedimento basato su un’analisi reale della situazione. Il ministro Di Maio ha detto che questa tassa è un investimento sul futuro delle nuove generazioni. E’ demagogia, oltre che un ossimoro, dato che una tassa non può essere un investimento. Un tema così complesso non si affronta con enunciati di principio, che non si basano su una conoscenza diretta della materia. Si vuole spingere la ricerca verso materiali innovativi e invece mettiamo una tassa sulla plastica. Non si sta affrontando il problema. Oggi il nostro mondo può davvero fare a meno della plastica? Quando sento dire all’ex ministro della Salute, Lorenzin, che auspica un futuro “plastic free”, senza plastica, mi domando: è mai entrata in un ospedale? I medicinali con che cosa sono confezionati? Le sacche, i cateteri, le attrezzature scientifiche, di che materiale li vogliamo fare? La plastica è stata una grandissima invenzione, ma è l’uso sbagliato che se ne è fatto nel tempo ad aver portato alle conseguenze che oggi sono sotto gli occhi di tutti. La “sportina” di plastica, ad esempio, è nata 60 anni fa dall’idea di un ingegnere svedese. L’obiettivo era salvaguardare gli alberi e il pianeta: rispetto a un sacchetto di carta era destinato a durare di più. Senza contare che il sacchetto di carta, dal punto di vista energetico, costa il triplo rispetto a uno di plastica. Ma questo la gente non lo sa. Se si vuole davvero affrontare il tema, mettiamo attorno a  un tavolo qualcuno che sappia almeno cos’è il “carbon footprint” (impronta di carbonio, ndr), cioè che cosa comporta a livello energetico globale una scelta rispetto a un’altra. Se abbiamo davvero a cuore l’ambiente, dobbiamo considerare tutti gli aspetti e non usare slogan, che oltre ad essere irritanti non aiutano a risolvere il problema». (lo. mi.)

L”intervista completa nel numero del Sabato sera del 28 novembre

Giuseppe Lesce (Sacmi): «Plastic tax, uno slogan che non risolve i problemi»
Cronaca 5 Dicembre 2019

Il viaggio della plastica dal cassonetto in poi

Dove va a finire la plastica che gettiamo nel cassonetto o che portiamo alla stazione ecologica? Quanto di ciò che viene conferito viene poi effettivamente recuperato? E ciò che non viene recuperato, dove va? Per saperne di più abbiamo interpellato Filippo Bocchi, direttore Valore condiviso e Sostenibilità di Hera.

Per quanto riguarda la plastica, il vostro ultimo report «Sulle tracce dei rifiuti» indica che nel 2018 la raccolta pro capite è stata di 31 chili. Un buon risultato?
«Esatto, nel 2017 erano 28 chili pro capite, dunque nel territorio di riferimento del gruppo Hera c’è un aumento a doppia cifra della raccolta della plastica e questo va di pari passo con l’aumento della raccolta differenziata, che si è avuto anche a Imola dopo la riorganizzazione del servizio di raccolta».

Dove vanno a finire, quindi, questi 31 chili pro capite?
«Tutta la plastica raccolta nella provincia di Bologna, e quindi anche nel circondario imolese, va, in prima battuta, nei nostri impianti di selezione di Granarolo dell’Emilia o di Voltana di Lugo. Qui viene fatta una selezione meccanica, anche attraverso lettori ottici, e una ulteriore selezione manuale. E’ il Corepla, il consorzio nazionale che recupera gli imballaggi in plastica, a dirci a quali centri mandare il materiale da noi selezionato. Il Corepla ha un meccanismo di aste attraverso cui distribuisce i rifiuti, in base sia alla tipologia sia alla disponibilità delle strutture, garantendo una equa ripartizione tra i vari centri di recupero. Per tutta la provincia di Bologna, ad esempio, sono 14, sparsi in tutta Italia, da Bergamo a Teramo. Di questi, 12 sono anche produttori di plastica. Noi, in prima battuta, eliminiamo lo scarto, cioè quello che non è di plastica e che non è imballaggio. Il giocattolo, ad esempio, anche se è di plastica, viene comunque scartato, perché non c’è ancora una tecnologia in grado di riciclare la plastica dura. Lo scarto viene conferito pressoché totalmente alla discarica di Ravenna. In media, parliamo del 28 per cento dei 31 chili. Il restante 72 per cento viene  invece recuperato, in parte attraverso riciclo e in parte (49 per cento) attraverso il recupero energetico, percentuali in linea anche con i dati nazionali Corepla». (lo. mi.)

L’intervista completa sul numero del Sabato sera del 28 novembre

Fotografia tratta dal sito di Corepla

Il viaggio della plastica dal cassonetto in poi
Cronaca 2 Dicembre 2019

Stazione ecologica di Imola chiusa da domani a giovedì per lavori

E’ partito a fine ottobre e terminerà entro febbraio 2020 l’intervento di Hera, concordato insieme al Comune di Imola, per la sistemazione e manutenzione degli spazi della stazione ecologica di via Brenta, che renderà più agevole per i cittadini utilizzare questo servizio.
In questo lasso di tempo i lavori sono stati organizzati per permettere alla stazione ecologica di funzionare senza interruzioni, a parte da martedì 3 a giovedì 5 dicembre quando rimarrà chiusa al pubblico per poter effettuare in totale sicurezza alcuni lavori di posa con l’autogru.

Nella giornata di mercoledì 4 dicembre sarà quindi chiuso al pubblico anche lo sportello tessere. Si ricorda che in caso di necessità uno sportello tessere è a disposizione anche al 1° piano del Borghetto (Mercato Coperto), in viale Rivalta, con apertura al pubblico il giovedì dalle 9 alle 12.
Appositi cartelli informativi sono stati posizionati alla stazione ecologica per informare gli utenti. (r.cr.)

Fotografia di Marco Isola/Isolapress

Stazione ecologica di Imola chiusa da domani a giovedì per lavori
Cronaca 12 Novembre 2019

McDonald’s e Gruppo Hera insieme per la sostenibilità

McDonald’s e il Gruppo Herahanno firmato a Ecomondoun accordo per ridurre la quantità e migliorare la qualità della raccolta differenziatanei trenta ristoranti dell’insegna serviti dalla multiutility in Emilia-Romagna.

L’accordo, al via il 1 gennaio 2020, ha l’obiettivo di potenziare la raccolta differenziata dei rifiuti riciclabili come carta e organico, attuando un monitoraggio che valuti costantemente la quantità ma soprattutto la qualità dei rifiuti prodotti.
Il progetto avrà una durata di due anni e coinvolgerà 30 ristoranti in 14 comuni diversi, per una media di 45.000 clienti McDonald’s al giorno.

Per questo obiettivo, sarà introdotto un nuovo modello di contenitore per i rifiuti, studiato insieme a Hera, per aiutare i clienti a separare sempre meglio quanto rimane sul vassoio alla fine del pasto così da limitare al massimo errori di conferimento dei prodotti.
Fondamentale nel progetto saranno anche la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei clienti, che saranno i destinatari di una campagna dedicata che troverà spazio sempre all’interno dei ristoranti. (r.cr.)

Fotografia del Gruppo Hera

McDonald’s e Gruppo Hera insieme per la sostenibilità
Cronaca 6 Novembre 2019

Si amplia la stazione ecologica di Imola, i lavori in corso costano 200 mila euro e dureranno fino a febbraio

Sono iniziati nei giorni scorsi i lavori di manutenzione straordinaria alla stazione ecologica di Imola, che si concluderanno (salvo inconvenienti, precisano da Hera) entro febbraio 2020. L”intervento, realizzato da Hera e concordato con il Comune di Imola, costerà 200 mila euro e sarà organizzato in modo da non interrompere il servizio, ad eccezione di alcuni giorni di chiusura necessari al fine di eseguire alcuni lavori di scavo che saranno comunicati tempestivamente. I lavori sono finalizzati alla sistemazione e manutenzione degli spazi della stazione, che si sviluppa su una superficie complessiva di 5.200 metri quadri. Sono previsti in particolare l”aumento dei parcheggi interni da 6 a 12, la realizzazione di un nuovo accesso pedonale per collegare direttamente il parcheggio pubblico esterno lungo via Brenta al piazzale interno, in modo da alleggerire il traffico di veicoli in entrata e agevolare i cittadini che si recano al centro di raccolta per usufruire solo dello sportello tessere, l”introduzione di un senso di marcia unico dentro alla stazione ecologica. Al termine dei lavori entrata e uscita saranno diversificate, in modo da rendere più fluida la viabilità interna.

Sarà inoltre installato un sistema di pesatura con una pesa ponte carrabile, dotato di una capacità di carico fino a 50 tonnellate, che consentirà ai mezzi che trasportano quantitativi voluminosi di materiali di passarvi agevolmente sopra sia in entrata, a pieno carico, che in uscita, con la registrazione automatica quindi del peso conferito. Sono infine previsti l’adeguamento degli impianti antincendio e di illuminazione esterna, la realizzazione di una nuova recinzione lungo via Brenta e la revisione di tutta la segnaletica di viabilità interna e di sicurezza.

La stazione ecologica è un servizio sempre più utilizzato dai cittadini, come dimostra il numero degli accessi costantemente in aumento. Si stima, infatti, che al termine del 2019 saranno circa 6 mila in più rispetto al 2018, confermando la tendenza in atto da diversi anni. Nel 2017, ad esempio, gli accessi furono oltre 72 mila, nel 2018 circa 74 mila e nel 2019 la previsione, in base ai dati dei primi nove mesi che ne registrano oltre 60 mila, è di avvinarsi a quota 80mila. Secondo Hera, questo trend è dovuto a vari fattori, dalla sempre maggiore motivazione dei cittadini nella raccolta differenziata alla possibilità di avere degli sconti in bolletta per il conferimento di alcuni tipi di materiali. L”aumento dei cittadini che accedono alla stazione ha tuttavia comportato anche un allungamento dei tempi di attesa, al quale Hera ha fatto fronte aumentando il numero degli addetti, per poi affrontare il tema della disponibilità di parcheggi all’interno del centro. In media, sono 220 gli accessi e quasi 11 le tonnellate di rifiuti differenziati conferiti ogni giorno alla stazione ecologica Hera di Imola. I tipi di rifiuti conferiti sono, in ordine decrescente: carta, legno, inerti, ingombranti, vetro, plastica, ferro, verde e potature, cartone, piccoli e grandi elettrodomestici e così via. Alla stazione ecologica si accede soprattutto di sabato e le famiglie prevalgono nettamente sulle attività produttive (88% contro 12%). (r.cr.)

Si amplia la stazione ecologica di Imola, i lavori in corso costano 200 mila euro e dureranno fino a febbraio
Cronaca 25 Ottobre 2019

Abbandoni di rifiuti, sono un centinaio le infrazioni rilevate dalle telecamere nei mesi di agosto e settembre

In due mesi le sanzioni sono state un centinaio, di cui circa sessanta ad agosto e una quarantina a settembre. Stiamo parlando del fenomeno dell”abbandono di rifiuti in strada, per contrastare il quale l”Amministrazione comunale di Imola ha deciso di fare ricorso alle telecamere piazzate in prossimità dei cassonetti per identificare i colpevoli e poterli così multare. Non si tratta però di una iniziativa inedita dalle nostre parti: il primo Comune a ricorrere alla videosorveglianza contro i “furbetti” del rusco, infatti, è stato quello di Ozzano Emilia, che poi proprio un anno fa ha deciso addirittura di pubblicare sulla sua pagina Facebook ufficiale, a scopo deterrente, i filmati dei trasgressori, ovviamente con gli opportuni accorgimenti per evitare che siano riconoscibili (leggi qui l”articolo dell”ottobre 2018).

Il Comune di Imola ha comunicato questa scelta circa tre mesi fa, in concomitanza con l”avvio del nuovo sistema di raccolta del pattume porta a porta in centro storico che ha determinato un aumento dei casi di abbandono di rifiuti fuori dai cassonetti. E oggi ecco il primo report derivante dall”analisi dei filmati registrati dalle telecamere ed inviati alla Polizia locale, dai quali emerge il rilevamento, con relativa notifica, di una sessantina di infrazioni ad agosto, scese a quaranta circa nel mese successivo. Per i casi in cui la tecnologia non è stata sufficiente all”identificazione dei trasgressori, o perché non era possibile leggere la targa dei veicoli o perchè l”infrazione è stata commessa da persone a piedi o in bicicletta, si è fatto ricorso al Corpo Guardie Ambientali Metropolitane, che hanno prelevato tanti sacchetti abbandonati al fine di ricercare tra gli stessi rifiuti elementi utili per identificare e poi sanzionare i colpevoli.    

E” il caso di ricordare che l”abbandono di rifiuti comporta un aggravio di spesa per le casse comunali e dunque a carico della cittadinanza. Hera infatti, a titolo di extra canone per il recupero dei rifiuti abbandonati o gettati sulla strada, riscuote una somma annua di 151 mila euro. Un altro motivo che, accanto alla necessità di preservare l”ambiente e il decoro urbano, ha spinto l”Amministrazione a ricorrere alla videosorveglianza per “incastrare” gli autori di questi gesti assai poco civili. E per chi volesse avere qualche esempio di cosa è stato abbandonato per strada in questi mesi il Comune ha messo a disposizione il link ad alcuni spezzoni di filmati nei quali si vedono mani e braccia “galeotte” che depositano accanto ai cassonetti elettrodomestici, materassi, pneumatici e in qualche caso anche l”intero carico di un furgoncino. Provare per credere. (mi.ta.)

Per saperne di più: www.youtube.com/playlist?list=PLCk5ldEA3R7U30edXmVJZctGY850tzBV9

Nelle foto tratte dai filmati: a sinistra l”abbandono di un grande elettrodomestico, a destra due persone scaricano da un furgoncino un intero carico di sacchi e scatoloni

Abbandoni di rifiuti, sono un centinaio le infrazioni rilevate dalle telecamere nei mesi di agosto e settembre
Cronaca 23 Ottobre 2019

Allarme di Confindustria Emilia-Romagna: “Recupero dei rifiuti, economia poco circolare'

La legge regionale 16 del 2015 sull’economia circolare non troverà piena attuazione se non si interverrà a sostegno della filiera dei rifiuti.

A dirlo è Confcooperative Emilia Romagna, sottolineando come la scarsa propensione del mercato industriale ad utilizzare le materie riciclate e il crollo dei prezzi dovuto al blocco delle importazioni attuato dalla Cina (con conseguente aumento dell’offerta sul mercato interno) possano essere causa di gravi ripercussioni in termini economici, ambientali e sociali.
Infatti, se non c’è chi acquista e impiega i nuovi prodotti ricavati dai rifiuti tramite il processo di end of waste (tradotto in italiano significa «cessazione della qualifica di rifiuto», si riferisce ad un processo di recupero eseguito su un rifiuto al termine del quale esso perde tale qualifica per acquisire quella di prodotto) il ciclo dell’economia circolare non si chiude e ci si troverà con tonnellate di carta, cartone e plastica riciclata da smaltire.

L’appello dell’organizzazione regionale (1.600 cooperative associate, con oltre 80.000 occupati e 230.000 soci) è rivolto alle istituzioni di tutti i livelli, alle quali si chiedono interventi (compresi incentivi e agevolazioni) per aiutare le imprese a completare il ciclo dell’economia circolare, altrimenti destinato a bloccarsi, e continuare così a svolgere un servizio fondamentale a favore di tutta la collettività.
«Diversi impianti di smaltimento e riciclo presenti in regione sono a rischio saturazione – sottolinea il presidente di Confcooperative Emilia Romagna, Francesco Milza –. Continuiamo a produrre troppi rifiuti e a non sapere come riutilizzarli, perché la materia riciclata non trova un mercato di riferimento. Non si riesce a generare un’adeguata filiera industriale tale da consentire alle imprese che recuperano rifiuti di avere sostenibilità economica. Ben venga l’obiettivo del 73 per cento di raccolta differenziata della Regione entro il 2020, ma questa è una precondizione per gestire in modo virtuoso il ciclo dei rifiuti: ma se non si trovano industrie disposte ad acquistare le materie riciclate e se i prezzi non si risollevano, soprattutto adesso che la Cina non importa più come prima questi prodotti, l’economia circolare dell’Emilia Romagna è destinata a bloccarsi, con pesanti conseguenze, e gli impianti di recupero non riusciranno più ad assolvere alla loro funzione di tutela ambientale». (r.cr.)

Allarme di Confindustria Emilia-Romagna: “Recupero dei rifiuti, economia poco circolare'
Cronaca 14 Ottobre 2019

Nuovi cestini col posacenere per gettare i mozziconi di sigaretta

Non hanno un bell’aspetto, inquinano e si insinuano tra le pietre di strade e piazze dei centri storici, offrendo un’immagine di sciatteria e conplicando le operazioni di pulizia. Sono i mozziconi di sigaretta, verso i quali il Comune di Imola, in collaborazione con Hera, ha deciso di avviare un’azione di contrasto.

«Il mozzicone di sigaretta – spiega l’assessore comunale all’Ambiente, Andrea Longhi – è un rifiuto non biodegradabile che impiega circa 5 anni prima della completa degradazione. In questo lasso di tempo in esso rimangono intrappolate tutte le 4 mila sostanze chimiche potenzialmente tossiche che hanno origine dalla combustione del tabacco. La loro dimensione rappresenta anche un problema per la pulizia urbana poiché, a causa delle ridotte dimensioni, spesso non possono essere rimossi tramite i macchinari in uso per la pulizia delle strade».

Così, dal mese in corso, è iniziato il posizionamento di 23 nuovi cestini per i rifiuti da passeggio, dotati anche di posacenere, in alcune aree verdi della città: la pineta 13 Maggio 1944, il parco Vittime 11 Settembre 2001, il giardino Aurelio Barnabè (quadrato).

Questa è solo la prima tappa di un percorso che ne vedrà progressivamente la collocazione in tutte le aree maggiormente frequentate della città, aggiungendosi ai cestini da tempo già collocati nel centro storico. (r.cr.)

Nuovi cestini col posacenere per gettare i mozziconi di sigaretta
Cronaca 11 Ottobre 2019

Enduro Motor Valley raccoglie e porta via i rifiuti abbandonati

«E’ uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare». Con questo motto i volontari di Enduro Motor Valley hanno dedicato le loro attenzioni, anziché ai sentieri di montagna, alla strada Montanara, da Borgo Tossignano al confine con la Toscana.

«In verità siamo andati anche oltre – spiega Alessandro Monti, collaboratore di Tele Vallata – perché presso la  bellissima cascata di Moraduccio sapevamo di una discarica abusiva formatasi con i rifiuti abbandonati dai turisti che frequentano il fiume. La strada per arrivarci è impervia e parzialmente franata proprio nel tornante più stretto, quindi i mezzi del Comune di Firenzuola non riescono a scendere per far pulizia. E’ stata quindi utilissima una Mutt, mezzo tattico usato dagli americani in Vietnam, con relativo rimorchietto, in dotazione ad Enduro Motor Valley, per raggiungere il sito e rimuovere tutte le immondizie maleodoranti ed infestate da topi».

Contemporaneamente altri volontari, partiti da Fontanelice e Castel del Rio, si sono presi cura dei bordi della Montanara. «Abbiamo diviso il percorso in settori di 2 chilometri – spiega Riccardo Quercia, promotore dell’intervento – assegnandone uno a ciascun volontario. I rifiuti sono stati raccolti in grossi sacchi, che sono stati lasciati a bordo strada, dopodiché siamo passati a recuperarli».

Corrado Collina, originario di Borgo Tossignano ma ora trasferitosi a Fontanelice, si è fatto carico proprio del tratto di Montanara che divide questi due paesi. «Non pensavo – sbotta – che ci fosse così tanta robaccia: in poco più di 20 chilometri di strada 72 sacchi di almeno 5 chili l’uno, con più di un quintale di vetro raccolto a parte, sono purtroppo l’indicatore di una grande carenza di senso civico di molti nostri concittadini. La nostra vallata merita un rispetto maggiore! I sindaci di Fontanelice e Castel del Rio, che ci hanno seguiti da vicino durante questo nostro intervento, si faranno sicuramente promotori di campagne di sensibilizzazione e rispetto ambientale che sta diventando un tema sempre più urgente da affrontare». (r.cr.)

Enduro Motor Valley raccoglie e porta via i rifiuti abbandonati
Cronaca 7 Ottobre 2019

Lo sportello Hera in vallata lascia Borgo ma raddoppia con Casalfiumanese e Fontanelice

Due nuovi sportelli di Hera dedicati alla gestione delle tessere dei servizi ambientali, necessarie per aprire i cassonetti dei rifiuti presenti nei quattro comuni della vallata del Santerno. Il primo è operativo da sabato scorso a Casalfiumanese, il secondo da sabato prossimo, 12 ottobre, a Fontanelice. Le due sedi si alterneranno nell”apertura: primo e terzo (eventualmente anche quinto) sabato del mese a Casalfiumanese (sala ex anagrafe, via I Maggio 20, zona Martelluzza, dalle ore 9 alle 12); secondo e quarto sabato del mese a Fontanelice (all’interno del municipio, in piazza del Tricolore 2, dalle ore 9 alle 12).

Nel contempo, però, chiuderà l’attuale sportello presente in municipio a Borgo Tossignano per via della riorganizzazione degli uffici comunali. Ma i residenti e le attività di Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio si potranno rivolgere indifferentemente nei due nuovi sportelli, a seconda di quello ritenuto più comodo.

Gli sportelli sono dedicati esclusivamente ai servizi ambientali, nello specifico distribuzione delle tessere o loro sostituzione, distribuzione di opuscoli e relative informazioni di base sui servizi.

Per le nuove utenze, trasferimenti, subentri, eccetera, i cittadini dovranno invece prima rivolgersi al servizio clienti Hera per le famiglie (800/999500) e per le attività (800/999700). In entrambi i casi la chiamata sarà gratuita da fisso e cellulare e gli operatori saranno a disposizione dal lunedì al venerdì dalle ore 8 alle 22 ed il sabato dalle 8 alle 18.

La tessera dei servizi ambientali serve anche per velocizzare i conferimenti alle stazioni ecologiche. In vallata ce ne sono quattro, una in ciascun comune. Questi gli indirizzi: via Allende a Borgo Tossignano, via Casalino a Casalfiumanese, via del Lavoro (accesso da via Galloni) a Fontanelice, via Pertini a Castel del Rio. Gli abitanti della vallata possono utilizzarle tutte indifferentemente, così come possono recarsi in una qualsiasi delle stazioni ecologiche presenti nei restanti sei comuni del circondario. Una scelta condivisa da Hera con le Amministrazioni comunali per rendere i conferimenti più semplici e comodi ai cittadini: si può andare alla stazione ecologica «di strada». (r.cr.)

Lo sportello Hera in vallata lascia Borgo ma raddoppia con Casalfiumanese e Fontanelice

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