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Cronaca 27 Novembre 2021

Coronavirus, ancora due vittime nell’Imolese. Donini: “Maggioranza dei ricoverati in terapia intensiva non è vaccinata”

Purtroppo il bollettino odierno sull’epidemia ci consegna altre due vittime per il circondario di Imola: si tratta di un uomo e di una donna, entrambi di 88 anni, deceduti durante il ricovero a Bologna. Sono due dei diciassette morti per e con Covid registrati oggi in Emilia Romagna. Sempre oggi ci sono 48 nuovi positivi nell’Imolese, ieri erano 63. Certo nulla a che vedere con i numeri in tripla cifra di Bologna (315 nuovi casi), Rimini (192), Ravenna (148), Modena (136), Reggio Emilia (100), Forlì-Cesena (75 più 98), queste ultime sono la quarta provincia in Italia per incidenza.

Ma è indubbio che il Coronavirus sta continuando a correre in Emilia Romagna e la nuova variante Omicron individuata in Sudafrica preoccupa per la possibilità che possa “bucare” la copertura del vaccino (tanto che l”Italia ha già vietato l”ingresso e il transito a chi negli ultimi 14 giorni è stato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini).

Per il momento, però, “i numeri continuano a dimostrare l’importanza assoluta della vaccinazione: in Emilia Romagna la stragrande maggioranza delle persone ricoverate in terapia intensiva non è vaccinata” ha ricordato l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, nel corso di una videoconferenza stampa ieri pomeriggio. “Un anno fa contavamo più di 250 ricoveri in terapia intensiva e oltre 2.600 nei reparti Covid, oggi sono circa un quinto” ha aggiunto. E questo fa sì che la situazione (6,6% dei posti letto in terapia intensiva occupati e il 7,3% nei reparti Covid ordinari) sia al momento ben al di sotto della soglia di rischio, rispettivamente del 10 e del 15% per il cambio di colore (occorre sforare entrambi).  

Dati confermati anche dal rapporto diffuso oggi dall’Istituto superiore di sanità: il tasso di terapie intensive nei vaccinati da meno di sei mesi in Italia è 12 volte più basso rispetto ai non vaccinati. “Dopo sei mesi dal completamento del ciclo vaccinale l”efficacia nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di Covid-19 scende dal 72% al 40% rispetto ai non vaccinati” ma resta alta l”efficacia vaccinale nel prevenire casi di malattia severa.

In Emilia Romagna oltre il 90% (3.618.561) ha ricevuto almeno una dose e l’88,3% con due, quasi 500 mila le terze dosi somministrate (13 mila nel solo circondario imolese). E da mercoledì 1 dicembre si procederà con l’apertura alla prenotazione e somministrazione della terza dose per tutti i maggiorenni.

Questo nell’attesa dell’ormai pressoché certo via libera della vaccinazione anche per i bambini da 5 a 11 anni (la Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa, l’Agenzia italiana per il farmaco, è stata convocata la prossima settimana dopo l’approvazione da parte dell’agenzia europea Ema). “Una decisione significativa nel momento in cui dal ritorno in classe il 19,1% dei contagi in Emilia-Romagna (5.185 su un totale di 27.216) sono avvenuti tra ragazzi in età scolastica” ha sottolineato Donini. Nelle scuole primarie la percentuale più alta (9,2%). Dati pressoché sovrapponibili a quelli del territorio del circondario di Imola. (l.a.)

Foto d”archivio

Coronavirus, ancora due vittime nell’Imolese. Donini: “Maggioranza dei ricoverati in terapia intensiva non è vaccinata”
Cronaca 25 Novembre 2021

Coronavirus, terza dose a 150 giorni, l'Ausl manderà un Sms con la prenotazione. A Castello riapre il reparto Covid

La terza dose di richiamo vaccinale (booster) appare come l’ancora di salvezza per contenere il propagarsi della quarta ondata di Covid-19. Il ministero della Salute ha pubblicato la circolare che permette l’anticipo a 5 mesi, così da ieri è possibile prenotare la dose booster dopo soli 150 giorni dalla conclusione del ciclo primario (seconda dose o dose unica) e non aspettare 180 giorni come in precedenza. E possono farlo tutti coloro che hanno compiuto 40 anni. Le prenotazioni possono essere effettuate tramite i consueti canali prenotativi (Fascicolo sanitario elettronico, Cup, farmacie, Cuptel 800040606). Sono oltre 18.000 le persone già prenotate per la terza dose nel circondario imolese secondo una nota odierna dell’Ausl di Imola.

Da notare che l’Ausl finora inviava solo un Sms per ricordare che era trascorso il tempo necessario e si poteva prenotare il booster, ora l”Azienda sanitaria informa che “nelle prossime settimane provvederà ad attivare anche una modalità di invio dell”appuntamento vaccinale via Sms”. Non è previsto, invece, l”accesso diretto senza prenotazione ai centri vaccinali, “se non in casi specificamente inviati dai servizi aziendali competenti”. 

I casi continuano ad aumentare, sebbene con numeri nettamente inferiori a quelli dello stesso periodo di un anno fa. «La vaccinazione ha evitato oltre 300 morti e circa 1.000 ricoveri ospedalieri, solo nel nostro territorio. Senza l’effetto protettivo del vaccino il sistema sanitario sarebbe stato nuovamente vicino al collasso» ha dichiarato il direttore generale dell’Ausl Andrea Rossi. 

Nel circondario imolese ad oggi sono 669 i casi positivi, 4 le persone in terapia intensiva. Le Aziende sanitarie dell’area metropolitana hanno comunque incrementato i posti letto per il trattamento non intensivo della Covid-19. Imola ha ampliato ancora i posti di degenza ordinari raddoppiandoli (in tutto 28). «Attualmente ospita 15 persone provenienti dal nostro territorio», oltre alle 9 ancora presenti del focolaio ospedaliero. Inoltre, da domani il quarto piano dell’Ospedale di Comunità di Castel San Pietro ritornerà a disposizione per i ricoveri Covid a bassa intensità (14 letti).

Oggi sono 64 i nuovi contagiati: 19 hanno meno di 14 anni, 1 dai 15 ai 24 anni, 17 tra i 25 e i 44 anni, 14 tra i 45 e i 64 anni e 13 dai 65 anni in poi; solo 18 sono asintomatici; 7 riferibili a focolai già noti. A questo proposito va ricordato che in questa quarta ondata l’Ausl parla di «contagio esponenziale nelle scuole», oltre alla primaria Campanella, in settimana si è registrato un focolaio nella primaria Pelloni-Tabanelli (Montebello). In aggiunta c’è anche un focolaio nella casa di riposo Villa Gloria con 36 ospiti e 9 operatori positivi. (l.a.)

Nella foto il direttore generale dell”Ausl Andrea Rossi e il sindaco di Imola Marco Panieri nel centro vaccinale dell”Osservanzza (foto d”archivio Isolapress)

Coronavirus, terza dose a 150 giorni, l'Ausl manderà un Sms con la prenotazione. A Castello riapre il reparto Covid
Cronaca 24 Novembre 2021

Coronavirus, «super Green pass»: cosa cambia e cosa c'è da sapere sul nuovo decreto

È arrivato in serata l’ok del consiglio dei ministri per il nuovo decreto Covid sul «super Green pass» valido (per ora) dal 6 dicembre al 15 gennaio. Il Governo ha deciso per la linea dura, con una stretta sui No Vax già in zona bianca. In arrivo infatti un passaporto «rafforzato» che si ottiene solo con vaccinazione o guarigione, ma la cui validità scenderà da 12 a 9 mesi e regolerà l’accesso a spettacoli, eventi sportivi, bar e ristoranti al chiuso, feste e discoteche e cerimonie pubbliche.

Sui posti di lavoro si potrà accedere ancora con il tampone negativo, mentre le attività ricreative al chiuso (teatri, bar, ristoranti, cinema o palestre) saranno aperte solo ai vaccinati o ai guariti, come accade in Germania. Il Green pass «base», ovvero il passaporto ottenibile anche con un semplice tampone negativo, dal 6 dicembre sarà obbligatorio anche, a differenza di quanto accade oggi, per alberghi, spogliatoi per l’attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale.

La vaccinazione obbligatoria (ora vigente per il personale sanitario) sarà estesa dal 15 dicembre al personale amministrativo della sanità, docenti e personale amministrativo della scuola, militari, forze di polizia e soccorso pubblico. Sempre dalla stessa data scatterà il richiamo obbligatorio per le professioni sanitarie, già previste per legge. Niente obbligo di mascherina all’aperto in zona bianca, mentre scatterà in zona gialla sia all’aperto che ovviamente al chiuso, sia per i vaccinati che non. Restano infine invariate le tipologie e la durata dei tamponi. (r.cr.)

Coronavirus, «super Green pass»: cosa cambia e cosa c'è da sapere sul nuovo decreto
Cronaca 20 Novembre 2021

Coronavirus, nella primaria Campanella didattica in presenza sospesa e sanificazione. Terze dosi si accelera, da lunedì anche over 40

Nella serata di ieri il dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl ha decretato la sospensione delle attività didattiche in presenza per la primaria Campanella di Imola. Il provvedimento parte da oggi fino al 27 novembre compreso. Per il plesso di via Gioberti è stata disposta anche la sanificazione degli ambienti. La decisione è arrivata “visto l’alto livello di circolazione del virus Sars-Cov-2 all’interno della comunità scolastica (quarantena per 5 classi su 10 e sorveglianza per 1 classe)”, precisano dall’Azienda sanitaria con una nota.

In questa quarta ondata di Coronavirus si tratta della seconda scuola imolese interessata dal provvedimento (la prima è stata quella di Chiusura). I contagi in generale continuano ad aumentare, sebbene con numeri inferiori a quelli dello stesso periodo di un anno fa e soprattutto con meno casi gravi e ricoveri. Comunque oggi i nuovi positivi sono 92, in regione le province di Bologna e Ravenna, Rimini, Forlì e Cesena sono in tripla cifra. E le persone del circondario imolese ricoverate in terapia intensiva a Bologna sono salite oggi a 6.

Martedì il sistema sanitario si è riorganizzato in previsione di un eventuale peggioramento: le Aziende sanitarie dell’area metropolitana hanno deciso di incrementare il numero dei posti letto per il trattamento non intensivo della Covid-19. Per Imola questo si è tradotto nella conversione di un settore di degenza in 14 posti per casi sospetti Covid o accertati, dove sono stati concentrati i pazienti del focolaio registratori in Medicina la scorsa settimana. «L’obiettivo è contenere il numero dei pazienti inviati negli ospedali di Bologna» ha dichiarato il direttore dell’Ausl, Andrea Rossi. Nulla cambia, per il momento, per quanto riguarda le cure intensive o semi-intensive Covid, l’indicazione rimane di centralizzare i pazienti verso gli ospedali Covid Intensive Care nel capoluogo felsineo.

L’Emilia Romagna è ancora ben lontana da numeri che possono preoccupare per un possibile cambio di colore («Le dotazioni attuali di posti letto appaiono congrue»), ma l’attenzione è d’obbligo in questo novembre in cui per altre regioni (dal Friuli al Veneto) il rischio «giallo» e relative restrizioni appaiono sempre più vicine.

Oramai è chiaro a tutti quanto ricorda Rossi: «Negli ultimi due mesi l’effetto protettivo del vaccino si sta riducendo in modo significativo e questo rende ragione dell’estensione progressiva delle dosi di richiamo a tutta la popolazione». Così, si accelera sulle terze dosi o booster.

Ieri l’Ausl di Imola ha inviato circa 8000 Sms ad altrettante persone over 60, ad estremamente vulnerabili, sanitari e socio sanitari per ricordare loro la possibilità di vaccinazione tra il 15 ed il 31 dicembre, per effettuare tempestivamente la prenotazione. E in generale “tutti i cittadini dai 60 anni di età sono invitati a prenotare quanto prima possibile la terza dose tramite Fascicolo sanitario elettronico, sportelli Cup aziendali, Cuptel 800040606 o farmacie”.

A partire da lunedì, invece, si apriranno le agende ovvero la possibilità di prenotare anche agli over 40 anni. Per tutti rimane l’unica accortezza di fissare la prenotazione dopo almeno 6 mesi o 180 giorni dall’ultima dose. (l.a.)

A sinistra nella foto il direttore dell”Ausl di Imola Andrea Rossi

Coronavirus, nella primaria Campanella didattica in presenza sospesa e sanificazione. Terze dosi si accelera, da lunedì anche over 40
Cronaca 15 Novembre 2021

Coronavirus, focolaio in ospedale: positivi anche 2 operatori sanitari

Il cluster (piccolo focolaio) evidenziatosi la scorsa settimana in ospedale a Imola vede attualmente 6 pazienti e 2 operatori sanitari positivi. A questi vanno aggiunti anche i tre decessi avvenuti nei giorni scorsi: si tratta di un uomo di 96 anni di Castel San Pietro, uno di 78 anni di Imola e una donna di 62 anni residente fuori circondario, che si trovavano ricoverati nel reparto di Medicina A in condizioni critiche per patologie gravissime pregresse e risultati anch’essi positivi, sono stati inseriti nelle statistiche come Covid correlati.

I pazienti attualmente positivi si trovano in isolamento al terzo piano del Santa Maria della Scaletta. I sanitari si stanno curando a domicilio o comunque non sono ricoverati. Il focolaio è stato individuato facendo i tamponi periodici ai pazienti.A scopo precauzionale l’Ausl dalla scorsa settimana ha sospeso l’accesso dei visitatori al reparto di Medicina A e ai settori Post Acuti e Geriatria.

Il  Coronavirus continua a diffondersi anche nel circondario imolese così come nel resto della regione e del Paese; i numeri sono nettamente inferiori a quelli di un anno fa così come i casi gravi, ma i timori non mancano. I positivi (casi attivi) sono saliti a 456 (una cinquantina in più rispetto alla scorsa settimana) e i ricoverati in terapia intensiva a Bologna sono 3 (+1 rispetto alla scorsa settimana). (l.a.)

Coronavirus, focolaio in ospedale: positivi anche 2 operatori sanitari
Cronaca 12 Novembre 2021

Coronavirus, focolaio in ospedale a Imola: sospeso l’accesso dei visitatori nei reparti Medicina A, Post Acuti e Geriatria

I tamponi su pazienti e operatori dell’ospedale di Imola non hanno evidenziato ulteriori positività dopo quelle riscontrate ieri, correlate anche al decesso di due pazienti molto anziani e gravi del reparto di Medicina A. Nell’ospedale Santa Maria della Scaletta rimangono due i casi, isolati in una zona dedicata. “I test su pazienti e operatori saranno ripetuti” precisano dall’Azienda sanitaria.

Inoltre è stato sospeso “a titolo precauzionale” e “per qualche giorno”, l’accesso dei visitatori al reparto di Medicina A e ai settori Post Acuti e Geriatria. “I reparti si stanno attrezzando con smartphone per garantire la comunicazione tra pazienti e familiari” assicurano dall’Ausl. 

Nel frattempo il livello di diffusione del virus continua a manenersi elevato con 34 nuovi contagiati oggi, compensati però da altrettante guarigioni; i casi attivi quindi sono 398, ma è sempre contenuto il numero dei casi gravi, con 2 ricoverati in terapia intensiva a Bologna. 

Per quanto riguarda i positivi di oggi: 6 hanno meno di 14 anni, 3 tra i 15 e i 24 anni, 3 tra i 25 e i 44 anni, 9 tra i 45 e i 64 anni e 13 dai 65 anni in poi. Solo 10 sono asintomatici, tutti i casi sono stati individuati tramite contact tracing, 7 sono riferibili a focolai già noti. (r.cr.)

Coronavirus, focolaio in ospedale a Imola: sospeso l’accesso dei visitatori nei reparti Medicina A, Post Acuti e Geriatria
Cronaca 12 Novembre 2021

Medicina coinvolge i medici di famiglia per vaccinare gli anziani allettati

Per i medicinesi allettati o con gravi difficoltà a muoversi è stata organizzata una rete per permettergli di ricevere la dose booster di vaccino anti-Covid e, per chi lo desidera, anche l’anti-influenzale.

Da un lato ci sono i medici di famiglia che portano il vaccino direttamente a domicilio degli over 80 non trasportabili, dall’altro l’équipe domiciliare dell’Ausl che lo somministra presso il centro prelievi della Casa della Salute, e chi non ha modo di esservi accompagnato dai propri famigliari potrà usufruire del servizio di trasporto grazie ad un accordo tra il Comune e volontari.

Ad oggi, nove medici di famiglia, sui 13 afferenti alla Casa della Salute, hanno già avviato la vaccinazione a domicilio dei loro assistiti e l’équipe domiciliare ha organizzato la vaccinazione di circa 50 anziani. Per gli anziani il cui medico non aderisce alla vaccinazione domiciliare, sono attive le équipe vaccinali domiciliari dell’Ausl, che hanno già programmato gli accessi nel mese di novembre. «Continua con l’aiuto di tutti il grande sforzo collettivo verso il ritorno alla normalità» ha commentato il sindaco di Medicina Matteo Montanari. (r.cr.)

Medicina coinvolge i medici di famiglia per vaccinare gli anziani allettati
Cronaca 11 Novembre 2021

Coronavirus, casi di positività in ospedale a Imola, morti anziani con gravi patologie

Il Covid-19 ritorna a mietere vittime tra i più anziani e fragili anche nel circondario imolese. Oggi il bollettino dell’Azienda usl segnala 26 nuove positività. Tra queste ce ne sono quattro che riguardano persone molto anziane che “al momento della diagnosi erano ricoverate in Medicina A all’ospedale Santa Maria della Scaletta di Imola” e due di queste, purtroppo, sono morte la notte scorsa. Si tratta di “pazienti già in severe condizioni di malattia” precisano dall’Ausl i cui decessi “saranno registrati come Covid-correlati”.  

Gli altri pazienti positivi “sono stati prontamente isolati in una zona dedicata al terzo piano”. Inoltre da ieri è stato esteso il testing con i tamponi su pazienti e operatori, e “fino a questo momento non sono state individuate ulteriori positività” dichiarano dall”Azienda sanitaria.

Sempre oggi è stato reso noto anche un ulteriore decesso verificatosi il 1 novembre scorso e riguardante un imolese di 85 anni, anch”egli affetto da severe patologie pregresse e risultato positivo al virus.  

Ad oggi la situazione epidemiologica vede 398 casi attivi nel circondario imolese, e ancora solo 2 persone in terapia intensiva a Bologna. (r.cr.)

Foto d”archivio (Isolapress)

Coronavirus, casi di positività in ospedale a Imola, morti anziani con gravi patologie
Cronaca 10 Novembre 2021

Coronavirus, Rossi: “Virus circola ma pochi casi gravi grazie ai vaccini”. Terza dose: l’Ausl invia Sms ai 60enni

Il Coronavirus continua a circolare, ma i numeri confermano l’efficacia dei vaccini. Il direttore dell’Ausl di Imola Andrea Rossi ne è convinto: «L’impatto ospedaliero è inversamente correlato alla copertura vaccinale, questa non è un’opinione è un fatto riscontrabile ad ogni latitudine». Un richiamo alla nuova ondata che sta mettendo in seria difficoltà altri Paesi attorno a noi e un invito a fare la terza dose (booster). 

Le positività nell’Imolese sono complessivamente 399 (46 nuovi contagi oggi) con oltre 700 persone in quarantena, ma sono solo un terzo di quelle che si registravano esattamente un anno fa quando la seconda ondata stava montando; soprattutto i casi gravi sono pochissimi: 13 ricoverati nei reparti ordinari e 2 in terapia intensiva, mentre un anno fa ne avevamo già 30 nei reparti e 6 in terapia intensiva e si allungava l’elenco dei morti. 

L’Azienda usl di Imola ha attivato una procedure in base alla quale invia un Sms quando sono trascorsi i 180 giorni dal completamento del ciclo per ricordare che a quel punto è possibile prenotare il booster (compreso chi ha ricevuto il monodose Johnson & Jonhson che ora può procedere con Pfizer come gli altri o mezza dose di Moderna secondo le recenti indicazioni ministeriali).  

Proprio oggi ha inviato circa 2400 Sms (ed ulteriori 750 saranno trasmessi domani) ad altrettante persone tra i 60 ed i 69 anni che da domani potranno prenotare la terza dose attraverso il proprio Fascicolo Sanitario personale, presso i punti Cup, il Cup telefonico 800040606 e le farmacie.  

“Si precisa che le agende sono aperte per tutti i cittadini ultrasessantenni (sempre che siano passati 6 mesi dall”inoculazione della seconda dose) a prescindere dal ricevimento dell”Sms che per questa classe di età costituiscono solo un promemoria” ricordano dall’Ausl con una nota. 

Invece gli operatori sanitari, sociosanitari e le persone incluse negli elenchi regionali degli estremamente vulnerabili possono prenotarsi attraverso delle agende dedicate mostrando agli sportelli Cup, in farmacia o leggendo all”operatore Cuptel sempre il testo del Sms ricevuto. (l.a.) 

Altri particolari sul “sabato sera” in edicola da domani 11 novembre.

Coronavirus, Rossi: “Virus circola ma pochi casi gravi grazie ai vaccini”. Terza dose: l’Ausl invia Sms ai 60enni
Cronaca 9 Novembre 2021

Coronavirus e scuola, nuove regole per evitare la Dad, quarantena ridotta per i vaccinati

Da ieri è entrato in vigore il protocollo ministeriale per la quarantena nelle scuole che introduce delle novità in particolare per elementari, medie e superiori e provvedimenti diversi a seconda dello status vaccinale. L’obiettivo è «fare il massimo possibile per garantire il diritto all’istruzione in presenza» ha dichiarato l’assessore alle Politiche per la salute regionale Raffaele Donini, partendo dal numero sempre maggiore di vaccinati (anche tra i ragazzi over 12) e dall’utilizzo esteso del tracciamento e dei tamponi.

La novità più importante, come detto, interessa le scuole primarie (elementari) e secondarie (medie e superiori) e prevede che con un caso positivo in classe, al contrario di quanto avvenuto sinora, non ci sia il passaggio automatico alla Dad; se i positivi sono due continuano in presenza solo i vaccinati e coloro che risultano guariti negli ultimi sei mesi, mentre gli altri faranno lezione in Dad; con più di tre casi in classe la quarantena scatta per tutti, ma sarà di 7 giorni per i vaccinati e i guariti, di 10 per gli altri. Inoltre, test subito per tutta la classe anche con un solo caso e un altro tampone dopo 5 giorni. Se i positivi sono due, gli alunni vaccinati o negativizzati da meno di 6 mesi vanno a scuola ma con tampone di controllo dopo 5 giorni.

Insegnanti o operatori potranno rientrare subito in servizio se sono vaccinati (o negativizzati negli ultimi 6 mesi) dopo un tampone negativo, cui seguirà quello di controllo dopo 5 giorni, mentre resteranno in quarantena per dieci giorni i non vaccinati. Con almeno tre casi positivi (tra studenti e docenti) quarantena di 10 giorni per tutta la classe e doppio tampone all’inizio e alla fine. Per gli altri operatori scolastici, valutazione del rischio a carico dell’Ausl.

Nei servizi dell”infanzia, invece, al primo caso positivo è previsto un test subito per i bambini della sezione e una quarantena di 10 giorni, al termine della quale dovranno effettuare un altro tampone; tampone subito anche per i loro insegnanti e operatori scolastici con quarantena di 7 o 10 giorni in base allo stato vaccinale e secondo tampone prima di tornare in servizio. Stessa cosa per un caso di positività tra insegnati e operatori scolastici. Nessun provvedimento per gli operatori di altre sezioni o gruppi. Se però i casi tra il personale scolastico sono due o più, la quarantena e il doppio tampone sarà necessario per tutti quelli che hanno operato con i positivi.

«Il ministero giustamente riconosce che la durata della quarantena per i vaccinati sia più breve – ha concluso Donini -. E che in determinate circostanze solo chi non è vaccinato debba seguire la didattica a distanza. Fondamentale sarà la tempestività dei tamponi: la situazione verrà monitorata dalla Regione per identificare eventuali criticità. Ci sembra un provvedimento giusto che garantisce, pur con i limiti della situazione attuale, il diritto all’istruzione in presenza». (r.cr.)

Foto d”archivio Regione Emilia Romagna

Coronavirus e scuola, nuove regole per evitare la Dad, quarantena ridotta per i vaccinati

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