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Cronaca 10 Marzo 2020

Un nuovo tetto fotovoltaico per la Cra «Fiorella Baroncini»

Un nuovo tetto, quasi 300 metri quadrati di pannelli solari e la sostituzione del gruppo frigorifero. E’ il triplice obiettivo che sta inseguendo l’Asp per la casa di riposo Fiorella Baroncini (Rsa) di Imola, attraverso un bando per la riqualificazione energetica sviluppato da Bryo Spa, partecipata del ConAmi nonché energy service company (Esco) certificata. Corollario finale del progetto pubblico-privato sarà il miglioramento complessivo e tangibile dell’efficienza energetica dell’edificio.
La casa di riposo di via Montericco è una struttura residenziale da 70 posti letto suddivisi in un immobile su due piani di proprietà del Comune di Imola, gestita direttamente dall’Azienda servizi alla persona (Asp) del circondario imolese. L’Asp ha dato il via al tutto l’anno scorso «incaricando Area blu di seguire da un punto di vista tecnico la procedura – precisa Michele Pasotti di Area blu -. Bryo Spa si è poi aggiudicata il bando, che è stato presentato successivamente al bando regionale per accedere ai contributi europei per la riqualificazione energetica degli edifici pubblici».
Gli interventi previsti sono, in primo luogo il rifacimento della copertura che, allo stato attuale, presenta infiltrazioni in più punti. La coibentazione del tetto verrà sostituita con una nuova termica, una guaina impermeabilizzante e vernice ad elevata riflettenza solare. A quel punto verrà installato un impianto fotovoltaico da 50,46 kWp che occupa una superficie di 295,8 metri quadrati per produrre l’energia necessaria all’edificio. (l.a.)

Ulteriori informazioni nel numero del Sabato sera del 5 marzo

Un nuovo tetto fotovoltaico per la Cra «Fiorella Baroncini»
Economia 5 Marzo 2020

Stefano Manara si prepara a lasciare il Cda di Hera: «In futuro? Riciclo chimico delle plastiche e power to gas per il fotovoltaico»

Stefano Manara si sta preparando a lasciare il Consiglio di amministrazione di Hera Spa, dove siede dal 2014 a rappresentare il ConAmi (di cui era presidente del Cda) e il territorio imolese. Le nuove nomine sono previste per il 29 aprile. Il colosso delle multiutility, nato quasi vent’anni fa dalla fusione di undici municipalizzate, compresa l’imolese Ami, si appresta nel frattempo ad approvare un bilancio con un valore della produzione (fatturato) di 6,5 miliardi. «Il gruppo Hera avrà 9.000 dipendenti nel 2023, quasi 17 mila con l’indotto e mi piacerebbe ci fosse orgoglio per questa azienda da parte dei cittadini e dei quasi 400 Comuni soci o clienti, perché lo merita» esordisce.

Il territorio imolese potrà indicare chi la sostituirà?
«Chiariamo. All’interno del Patto di sindacato che comprende gli azionisti pubblici di Hera, lo statuto prevede che il territorio romagnolo, a cui fa capo il ConAmi, proponga quattro consiglieri e il presidente del Cda. Bisogna mettersi d’accordo prima nel ConAmi e poi con gli altri Comuni (una sessantina in tutto), ad esempio Ravenna o Cesena».

Il Consorzio Ami detiene 108 milioni di azioni Hera, i rendimenti portano utili per attività e bilanci degli enti locali soci. Come vanno i dividendi?
«Il valore delle azioni è in crescita, nell’ultimo periodo siamo saliti a circa 4 euro. Nel 2019 i Comuni hanno avuto 10 centesimi per azione, che si prevede arrivino a 10,5 centesimi nel 2020 con una prospettiva di 12 centesimi per il 2023, superiore di un centesimo rispetto al piano industriale precedente».

Qualcuno sostiene che Hera dovrebbe pensare meno a remunerare le azioni e abbassare le bollette dei cittadini.
«E’ la supposta frattura tra la corretta remunerazione agli azionisti e le tariffe. Ma non c’è connessione diretta. Meno del 4% del valore della produzione va alla remunerazione dei soci azionisti, il 35% va all’indotto, aziende e servizi, l’8% per gli stipendi e la maggior parte per investimenti».

Quali sono le novità del patto industriale di Hera al 2023?
«In questi anni l’azienda ha fatto uno sforzo per delineare il suo impatto sociale e ambientale per tendere al 100% della sostenibilità e risulta che già ora il 36% del suo margine operativo, certificato da enti terzi, è su attività che migliorano l’uso dell’acqua, ottimizzano l’uso dell’energia e delle altre risorse, e l’obiettivo è salire al 42% nel 2023. La base sono i 17 goals dell’Onu sul global compact. Tutto questo mentre continua a fare il suo mestiere, con investimenti nelle reti per 3 miliardi nei prossimi quattro anni per migliorare la qualità dell’acqua, ridurre perdite e sprechi. Un beneficio vero e immediato per i cittadini».

Hera sta investendo molto sulla ricerca, si parla da tempo di biocarburanti dai rifiuti.
«Abbiamo realizzato a Sant’Agata un biodigestore per la produzione di biogas, stiamo guardando con grande attenzione ai biocarburanti e anche al riciclo chimico delle plastiche. Inoltre stiamo lavorando alla tecnologia power to gas per stoccare l’energia del fotovoltaico sotto forma di gas naturale, più facile da immagazzinare e utilizzare al bisogno. E per il momento su questo non posso dire altro». (l.a.)

L’intervista completa sul «sabato sera» del 20 febbraio 2020.

Stefano Manara si prepara a lasciare il Cda di Hera: «In futuro? Riciclo chimico delle plastiche e power to gas per il fotovoltaico»
Cronaca 28 Gennaio 2020

Il Comune di Medicina aumenta le colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici

Il Comune di Medicina aumenta le colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici sul territorio per promuovere una mobilità sostenibile. Le postazioni sono in posizioni strategiche: in centro, nelle frazioni, vicino all’ospedale e nelle zone industriali e commerciali.

Grazie al fondo idrocarburi, sono state finanziate e installate 5 colonnine da 44Kw per la carica dei veicoli elettrici sul territorio medicinese, in modo da coprire la vasta aerea comunale. Il Comune ha inoltre acquistato a fine anno 2019 un”auto elettrica.
I siti dove trovare le colonnine sono piazza Andrea Costa, via Saffi (parcheggio Ospedale), via Fabbri a Sant”Antonio, via San Vitale a Crocetta e piazza Bersani a Villa Fontana.Le colonnine sono in attesa dell’allacciamento elettrico, che avverrà nelle prossime settimane.

Un’ulteriore spinta verso la mobilità sostenibile è quella data dalla collaborazione tra l’Amministrazione Comunale ed Enel Sì, che sta predisponendo l’installazione di ulteriori 6 colonnine tutte a marchio Enel: tre in capoluogo, due nella frazione di Fossatone e una a Portonovo.
Di quelle che saranno installate in capoluogo quella che sarà sita via Fava (Bus Station) avrà un potenza di 95Kw, tale da permettere la carica di un veicolo in 20 minuti. (r.cr.)

Il Comune di Medicina aumenta le colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici
Cronaca 6 Settembre 2019

Con la sfida del cubo di ghiaccio il Settembre Castellano affronta il tema dell'efficienza energetica

Due piccole casette ospiteranno al loro interno, per una intera settimana e senza ausilio di impianti, due cubi di ghiaccio del peso di circa 500 chili cadauno, l’una simulando un edificio «ordinario», l’altra un edificio ad alta efficienza energetica. Scopo dell’esperimento non sarà tanto la conservazione del ghiaccio, quanto verificare quale dei due prototipi sarà in grado di preservarne di più.

La Sfida del cubo di ghiaccio avrà inizio sabato 7 settembre con la presentazione in piazza Galvani (fronte curva delle corriere) dell’evento di sensibilizzazione e divulgazione riguardo al tema dell’efficienza energetica degli edifici organizzato dal
network Casaclima Emilia Romagna, associazione presieduta per il triennio 2019-2022 dall’architetto castellano Loris Serrantoni.

«La Sfida è un evento che assume tanto più valore quanto più questa si svolge a contatto con le persone», spiegano gli organizzatori, motivando la scelta di  realizzare l’evento contestualmente al Settembre castellano. A corollario, per l’intera settimana, si terranno convegni e conferenze. (r.cr.)

Con la sfida del cubo di ghiaccio il Settembre Castellano affronta il tema dell'efficienza energetica
Economia 22 Maggio 2019

Cefla insieme ad una società di Bolzano costruirà una centrale di cogenerazione nella città tedesca di Cottbus

Nuova importante commessa per la divisione Engineering di Cefla, specializzata in impiantistica civile, industriale e nel settore energia. In joint-venture con Atzwanger, storica società impiantistica di Bolzano, l’azienda imolese ha vinto la gara indetta da Stadtwerke Cottbus, municipalizzata della omonima città tedesca nel Land di Brandeburgo (al confine con la Polonia), per la realizzazione «chiavi in mano» di una nuova centrale di cogenerazione da 50 Megawatt, con motori alimentati a gas metano. «Il bando – rende noto Cefla – fa parte di un piano di investimenti voluto dal governo tedesco che mira a sostituire le centrali a carbone con impianti di nuova generazione».

Stadtwerke Cottbus investirà nel progetto 75 milioni di euro; l’obiettivo, annuncia l’azienda sulla propria pagina Facebook, è rendere la nuova centrale più flessibile nella produzione di energia elettrica e termica, ridurre le emissioni di anidride carbonica di circa il 30% (pari a circa 100 mila tonnellate) e migliorare l’efficienza dell’impianto del 20%. Nella mattinata del 30 aprile, in Germania, si è svolta la cerimonia per la firma del contratto, che per Cefla, a nome del Cda, è stata posta dal vicepresidente Claudio Fedrigo. I lavori, al via nei prossimi giorni, si concluderanno entro il 2021.

«Il contratto – spiega Massimo Pinoli, responsabile commerciale international di Cefla Engineering – prevede progettazione, costruzione, installazione e collaudo di una nuova centrale di cogenerazione da 50 Megawatt, e di tutti gli impianti ausiliari connessi, che vedrà installati cinque motori Jenbacher J920 da 10 Megawatt l’uno. Quella di Cottbus sarà una centrale che fornirà energia elettrica e termica, sfruttando le più efficienti tecnologie impiantistiche. Così come per l’impianto che abbiamo già realizzato a Roma per Acea, nella zona di Tor di Valle, tutto il calore alimenterà la rete di teleriscaldamento cittadina, al servizio di quasi 100 mila residenti. Per questo impianto, che sostituisce in toto l’esistente centrale a carbone, il cantiere prevede la realizzazione di un edificio di centrale a due piani, che conterrà tutti gli impianti ausiliari e gli “equipment” della centrale, più un set di 15 serbatoi di stoccaggio per l’acqua calda, da circa 30 metri di altezza, in una configurazione appositamente progettata da Cefla». (r.cr.)

Nella foto il rendering del progetto della nuova centrale

Cefla insieme ad una società di Bolzano costruirà una centrale di cogenerazione nella città tedesca di Cottbus

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