Economia

Economia 17 Aprile 2020

«Un salto in edicola» arriva alla rivendita di viale D'Agostino 58 che è aperta sette giorni su sette

L’edicola Montanara è una certezza. Aperta con orario continuato fino alle 20, sette giorni su sette, è ormai un punto di riferimento per i clienti non solo del quartiere Pedagna, ma di tutta Imola. Dal 2004 a gestirla è Silvia Mariano, con l’aiuto del marito Enrico Gramantieri, di Borgo Tossignano. Più di recente anche la figlia Emily, di 24 anni, dopo il diploma in Ragioneria ha scelto anche lei questa professione, diventando contitolare assieme alla mamma. L’edicola Montanara è nella sede attuale da trent’anni e la gestione Mariano-Gramantieri è la più duratura delle quattro che si sono avvicendate dall’inizio. «Mia moglie lavorava come impiegata amministrativa in una azienda di Calderara di Reno – racconta Enrico Gramantieri -. Purtroppo l’azienda è fallita e dopo una serie di passaggi lavorativi intermedi ha pensato di rilevare questa edicola. Più che un sogno nel cassetto è stata una occasione, anche se abbastanza onerosa a suo tempo. La scelta di dare un servizio continuativo è stata quindi una necessità. Mia moglie la definirebbe una missione… umanitaria. A essere presenti in modo così costante alla fine si diventa un punto di riferimento».

Questa è la parte visibile a tutti. Mi racconta invece la parte che non si vede? A livello di organizzazione familiare, ad esempio, cosa comporta il fatto di esserci sempre?
«Facciamo una turnazione. Io vengo la mattina presto con mia figlia, apriamo ogni giorno alle quattro e mezza. Mia figlia fa lo smistamento e io le consegne esterne. Di solito serviamo una sessantina di bar, attività sospesa al momento a causa del Coronavirus, più una quarantina di clienti privati, soprattutto persone anziane. Un servizio gratuito a domicilio oppure a chiamata. Io torno poi al pomeriggio, mentre mia moglie è presente il sabato e la domenica. Ormai l’edicola è la nostra seconda casa. Anzi, in certi frangenti quasi la prima». (lo.mi.)

L”intervista completa è su «sabato sera» del 16 aprile

Nella foto Silvia Mariano dell”edicola Montanara

«Un salto in edicola» arriva alla rivendita di viale D'Agostino 58 che è aperta sette giorni su sette
Economia 17 Aprile 2020

L'allarme dei sindacati sulla crisi economica nel Circondario: «Oltre 14.500 lavoratori in cassa integrazione»

Le preoccupazioni espresse nelle scorse settimane sulle pagine del «sabato sera» dai rappresentanti delle associazioni di categoria trovano purtroppo riscontro nei dati dei sindacati territoriali. Dati che mettono in evidenza l’enorme impatto che il virus sta avendo anche sull’economia locale, dove peraltro già prima del Covid-19 c’erano segnali di difficoltà economiche e occupazionali.

«Fino al 6 aprile – dettaglia Mirella Collina, segretaria generale della Cgil di Imola – la nostra organizzazione sindacale ha sottoscritto nelle aziende del circondario (escluso il comune di Medicina che non rientra nel territorio della Camera del lavoro imolese, Ndr) 800 accordi di attivazione o proroga degli ammortizzatori sociali, che coinvolgono in totale circa 14.500 lavoratori. Si tratta purtroppo di dati provvisori e in continuo aumento, viste le oltre 70 richieste che arrivano ogni giorno alle nostre categorie di riferimento». I dati della Cisl ampliano l’orizzonte a tutta la provincia di Bologna. «Fino a inizio aprile – spiega Danilo Francesconi, segretario generale Cisl Area metropolitana bolognese – abbiamo firmato come Cgil,Cisl e Uil oltre 13.500 accordi di cassa integrazione per i vari settori. A questo numero vanno aggiunte le aziende con meno di cinque dipendenti che non erano tenute ad avere l’accordo, ma dovevano solo presentare la richiesta. Secondo le nostre stime, nell’area metropolitana il totale dei lavoratori interessati sfiora quota 80 mila».

«Non solo ai cittadini del territorio imolese, ma all’intera nazione, è stato richiesto un enorme sacrificio che rischia di essere vanificato – commenta Giuseppe Rago, segretario generale Uil Imol aall’ipotesi di una riapertura a breve -. Andrei molto cauto, perché laddove si è originata questa tragedia, a Wuhan, ci sono stati pericolosi segnali di ripartenza del contagio, che dovrebbero essere un monito per il resto del mondo». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 16 aprile

Nelle foto da sinistra: Mirella Collina, Danilo Francesconi e Giuseppe Rago

L'allarme dei sindacati sulla crisi economica nel Circondario: «Oltre 14.500 lavoratori in cassa integrazione»
Cronaca 17 Aprile 2020

«L’impresa che verrà», il talk radio di Confindustria Imola condotto dal presidente Marco Gasparri e Pietro Campanella

La delegazione imolese di Confindustria Emilia, in collaborazione con Radioimmaginaria, ha organizzato una trasmissione radio, dal titolo «L’impresa che verrà», in 18 puntate da 24 minuti condotta da Marco Gasparri, presidente della delegazione imolese dell’associazione e Pietro Campanella, studente alla Bocconi e grande appassionato di economia e innovazione.

Il talk radio va in onda tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, alle 9 con il contributo di importanti esperti, giornalisti, analisti di mercato, economisti, figure di riferimento nazionali e internazionali e con il racconto delle buone pratiche di tanti imprenditori del circondario, che hanno saputo convertire le proprie produzioni in presidi di immediata necessità. Tutti impegnati a intrattenere un dibattito sui grandi cambiamenti che l’industria dovrà affrontare. 

Volete riascoltare le prime tre puntate? Ecco come fare. (da.be.)

Nella foto: Marco Gasparri, presidente della delegazione imolese di Confindustria Emilia

«L’impresa che verrà», il talk radio di Confindustria Imola condotto dal presidente Marco Gasparri e Pietro Campanella
Economia 2 Aprile 2020

Le temperature sottozero del 24 e 25 marzo mettono in ginocchio l'agricoltura del territorio

Dopo un inverno con temperature ben al di sopra della media, è successo quanto si temeva. Il gelo è tornato all’improvviso, mettendo in ginocchio l’agricoltura. Nella notte tra il 24 e 25 marzo in pianura così come in vallata la temperatura è andata per diverse ore sottozero. A Casola Canina, ad esempio, il termometro ha toccato i meno sei gradi. Inevitabili, quindi, i danni alle colture, che le temperature miti dei mesi scorsi avevano portato a uno sviluppo anticipato.

«É stato veramente un brutto colpo – commenta Alessandro Scala, vicedirettore di Coldiretti Bologna-. In questi giorni stiamo raccogliendo le segnalazioni dei nostri associati e non abbiamo ancora un quadro preciso dell’entità dei danni. La zona colpita è vastissima, comprende l’imolese, il lughese, la pianura così come le vallate, del Santerno e del Marzeno. A farne le spese sono state soprattutto albicocche, pesche, susine e, in pianura, i kiwi. Abbiamo già chiesto alla Regione l’avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità».

Una prima stima dei danni arriva dalla Cia di Imola. «Per albicocche, pesche nettarine, susine e kiwi – Giordano Zambrini, presidente di Cia Imola – le stime dei nostri produttori indicano una perdita di produzione di circa il 70-80 per cento, anche se avremo i dati reali solo fra un paio di settimane». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 2 aprile

Nelle foto: a Casola Canina il termometro ha segnato -5,9°; gli effetti del gelo sui frutticini di albicocco e in campo a Borgo Tossignano

Le temperature sottozero del 24 e 25 marzo mettono in ginocchio l'agricoltura del territorio
Economia 29 Marzo 2020

Il mondo dopo il Coronavirus, Demostenes Floros: «L’Italia può giocarsi un futuro tra Cina, Russia e Stati Uniti»

Dopo la pandemia ci aspetta la crisi economica ma per l’Italia ci potrebbe essere un’opportunità ritagliandosi un ruolo nuovo tra Russia, Cina e Stati Uniti. E’ l’opinione di Demostenes Floros senior energy economist presso il Centro europa ricerche di Roma. Si occupa di analisi geopolitiche, in particolare in tema di materie prime, petrolio e gas naturale. Floros abita a Medicina e in questi giorni si trova come gli altri nella zona rossa di contenimento per il Coronavirus.

Cosa la preoccupa rispetto all’Italia e all’Europa?
«La situazione dell’Europa è grave perchè non ci siamo ancora ripresi dalla crisi da eccesso di capitali, beni e servizi del 2008, dove la parte finanziaria rappresentava solo il sintomo non la patologia. E le regole dell’Unione europea e monetaria, i fondamenti di Maastricht hanno peggiorato la situazione».

A proposito della Cina, come uscirà dalla pandemia?
«Notevolmente rafforzata all’interno del panorama internazionale. Al di là delle legittime opinioni su quel sistema politico-economico, la Cina ha investito nel sistema sanitario e nella formazione del personale, in ricerca e tecnologia, ma abbiamo visto anche una disciplina e un legame tra gruppo dirigente e popolo che non sussiste nei nostri Paesi occidentali. Piuttosto mi preoccupa fatto che il portavoce del ministro degli Esteri cinese abbia accusato gli Stati Uniti in merito alla diffusione del Covid-19, quando in precedenza la diplomazia cinese aveva sempre preferito un profilo basso. Questo significa che lo scontro tra le due grandi potenze sta raggiungendo un livello mai visto nel recente passato».

Per l’Italia stremata dal Coronavirus si prospetta un futuro davvero fosco.
«Non è detto che sia così, e dipende anche da noi. Stiamo vivendo una situazione difficile, ma l’aiuto della Cina e le parole della diplomazia russa ci dicono che siamo considerati un paese importante dai due colossi euroasiatici. Possiamo approfittare di questa crisi per assumere un ruolo ponte tra gli Stati Uniti da una parte e Cina-Russia dall’altra. Il messaggo del softpower cinese è chiarissimo: vogliamo avere un rapporto con voi. La Via della Seta è un mega-progetto infrastrutturale marino e terrestre che in valore è un multiplo del piano Marshall, determinerà i nuovi rapporti di forza a livello mondiale e siamo l’unico Paese del G7 e tra i fondatori della Ue, che l’ha sottoscritto. Senza dubbio, Germania e Olanda non vedono la cosa di buon occhio: i porti di Rotterdam e Amburgo diverrebbero meno importanti a vantaggio dei nostri, ad esempio». (l.a.)

L”intervista completa tra geopolitica ed economia sul “sabato sera” del 26 marzo

Il mondo dopo il Coronavirus, Demostenes Floros: «L’Italia può giocarsi un futuro tra Cina, Russia e Stati Uniti»
Economia 20 Marzo 2020

E' in vendita la Wegaplast di Toscanella, pubblicato il bando per la cessione del complesso aziendale

La Wegaplast di Toscanella è in vendita. A circa otto mesi dalla richiesta di concordato preventivo, il tribunale di Bologna ha pubblicato il bando per la cessione dell’intero complesso aziendale. Il pacchetto comprende macchinari, impianti, marchi, brevetti, personale e parco clienti, più l’intera partecipazione nella società polacca Wega Polska, anch’essa, come Wegaplast, appartenente al gruppo di società guidato dalla famiglia Ponzellini. Prezzo del lotto: 1 milione e 400 mila euro, a cui vanno aggiunti 1 milione e 600 mila euro per il magazzino (materie prime, semilavorati e prodotti finiti) e l’obbligo a partecipare fra quattro anni a un’ulteriore asta per l’acquisto anche dello stabilimento di via I Maggio, al prezzo base di 2 milioni di euro.

Quello che ha tutta l’aria di un epilogo per la società avviata nel 1952 e specializzata nello stampaggio di articoli in plastica, in realtà è un nuovo inizio, come ci spiega Paolo Finatti, l’amministratore che da poco più di un anno sta gestendo Wegaplast con l’obiettivo di arrivare alla ristrutturazione del debito, riuscendo nel contempo a mantenere la continuità produttiva e l’occupazione. «La cessione – puntualizza – riguarda tutto quello che fa parte dell’attività produttiva, che in questi mesi non si è mai fermata, senza però crediti e debiti pregressi: è cioè quella che si suol dire la “good company”». (lo.mi.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 19 marzo

Una foto dello stabilimento Wegaplast di Toscanella

E' in vendita la Wegaplast di Toscanella, pubblicato il bando per la cessione del complesso aziendale
Economia 5 Marzo 2020

Stefano Manara si prepara a lasciare il Cda di Hera: «In futuro? Riciclo chimico delle plastiche e power to gas per il fotovoltaico»

Stefano Manara si sta preparando a lasciare il Consiglio di amministrazione di Hera Spa, dove siede dal 2014 a rappresentare il ConAmi (di cui era presidente del Cda) e il territorio imolese. Le nuove nomine sono previste per il 29 aprile. Il colosso delle multiutility, nato quasi vent’anni fa dalla fusione di undici municipalizzate, compresa l’imolese Ami, si appresta nel frattempo ad approvare un bilancio con un valore della produzione (fatturato) di 6,5 miliardi. «Il gruppo Hera avrà 9.000 dipendenti nel 2023, quasi 17 mila con l’indotto e mi piacerebbe ci fosse orgoglio per questa azienda da parte dei cittadini e dei quasi 400 Comuni soci o clienti, perché lo merita» esordisce.

Il territorio imolese potrà indicare chi la sostituirà?
«Chiariamo. All’interno del Patto di sindacato che comprende gli azionisti pubblici di Hera, lo statuto prevede che il territorio romagnolo, a cui fa capo il ConAmi, proponga quattro consiglieri e il presidente del Cda. Bisogna mettersi d’accordo prima nel ConAmi e poi con gli altri Comuni (una sessantina in tutto), ad esempio Ravenna o Cesena».

Il Consorzio Ami detiene 108 milioni di azioni Hera, i rendimenti portano utili per attività e bilanci degli enti locali soci. Come vanno i dividendi?
«Il valore delle azioni è in crescita, nell’ultimo periodo siamo saliti a circa 4 euro. Nel 2019 i Comuni hanno avuto 10 centesimi per azione, che si prevede arrivino a 10,5 centesimi nel 2020 con una prospettiva di 12 centesimi per il 2023, superiore di un centesimo rispetto al piano industriale precedente».

Qualcuno sostiene che Hera dovrebbe pensare meno a remunerare le azioni e abbassare le bollette dei cittadini.
«E’ la supposta frattura tra la corretta remunerazione agli azionisti e le tariffe. Ma non c’è connessione diretta. Meno del 4% del valore della produzione va alla remunerazione dei soci azionisti, il 35% va all’indotto, aziende e servizi, l’8% per gli stipendi e la maggior parte per investimenti».

Quali sono le novità del patto industriale di Hera al 2023?
«In questi anni l’azienda ha fatto uno sforzo per delineare il suo impatto sociale e ambientale per tendere al 100% della sostenibilità e risulta che già ora il 36% del suo margine operativo, certificato da enti terzi, è su attività che migliorano l’uso dell’acqua, ottimizzano l’uso dell’energia e delle altre risorse, e l’obiettivo è salire al 42% nel 2023. La base sono i 17 goals dell’Onu sul global compact. Tutto questo mentre continua a fare il suo mestiere, con investimenti nelle reti per 3 miliardi nei prossimi quattro anni per migliorare la qualità dell’acqua, ridurre perdite e sprechi. Un beneficio vero e immediato per i cittadini».

Hera sta investendo molto sulla ricerca, si parla da tempo di biocarburanti dai rifiuti.
«Abbiamo realizzato a Sant’Agata un biodigestore per la produzione di biogas, stiamo guardando con grande attenzione ai biocarburanti e anche al riciclo chimico delle plastiche. Inoltre stiamo lavorando alla tecnologia power to gas per stoccare l’energia del fotovoltaico sotto forma di gas naturale, più facile da immagazzinare e utilizzare al bisogno. E per il momento su questo non posso dire altro». (l.a.)

L’intervista completa sul «sabato sera» del 20 febbraio 2020.

Stefano Manara si prepara a lasciare il Cda di Hera: «In futuro? Riciclo chimico delle plastiche e power to gas per il fotovoltaico»
Economia 28 Febbraio 2020

Le spese che si possono ancora pagare in contanti e i casi in cui è necessario il pagamento tracciabile

Detto dell’ultima legge di bilancio e della novità in sede di denuncia dei redditi, quali sono le spese che si possono ancora pagare in contanti? Prestazioni sanitarie, rese dalle strutture pubbliche o dalle strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale. Medicinali acquistati in farmacia con scontrino «parlante». Dispositivi medici, ad esempio: occhiali da vista; lenti a contatto e soluzioni per lenti a contatto; apparecchi acustici; cerotti, bende, garze e medicazioni avanzate; siringhe; test di gravidanza; termo- metri; apparecchi per aerosol; apparecchi per la misurazione della pressione arteriosa; pannoloni per incontinenza; prodotti ortopedici (ad esempio tutori, ginocchiere, cavigliere, stampelle e ausili per la deambulazione in generale); ausili per disabili (ad esempio cateteri); prodotti per dentiere (ad esempio creme adesive, compresse disinfettanti); materassi ortopedici e materassi antidecubito; igienizzanti e mascherine, purché riconosciuti dal ministero della Salute. «Per essere deducibile – sottolinea Gilberta Camorani – il costo deve risultare da uno scontrino fiscale “parlante” o da una fattura, con indicati la tipologia del prodotto e il codice fiscale dell’acquirente. Oltre al documento di spesa, per i dispositivi medici è necessario conservare anche la documentazione relativa alla marcatura CE, ossia la dichiarazione o certificazione di conformità, stampata sulla confezione».

Al contrario, invece, quali sono i casi in cui è necessario il pagamento tracciabile? In base a quanto previsto dall’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir), forniamo qui di seguito alcuni esempi: prestazioni rese da medici o professionisti privati non accreditati al Servizio sanitario nazionale; spese scolastiche per frequenza asili/scuola/università (tasse di iscrizione, trasporto scolastico, mensa, gite); spese per minori con certificato di disturbo specifico dell’apprendimento; affitto per studenti universitari fuori sede; attività sportive dei figli minorenni (limite di detrazione 210 euro); cure termali; spese veterinarie (limite di detrazione 500 euro annui); abbona- menti (mensili o annuali) ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale, interregionale; interessi passivi mutui prima casa (comprese spese notarili); intermediazioni immobiliari per abitazione principale; visite di rinnovo patente; spese per la badante; spese funebri; erogazioni liberali; premi per assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni; previdenza complementare; spese bonifiche consortili. (r.e.)

Le spese che si possono ancora pagare in contanti e i casi in cui è necessario il pagamento tracciabile
Economia 28 Febbraio 2020

Scontrini ed estratti conto per detrarre alcune spese in dichiarazione dei redditi

Pagare in contanti o con sistemi tracciabili come carta di credito o bancomat? Da quest’anno la modalità di pagamento diventa fondamentale ai fini della possibilità di detrarre in dichiarazione dei redditi determinate spese. La novità è stata introdotta dalla legge di Bilancio 2020, approvata il 27 dicembre scorso, e obbliga i contribuenti a pagare con sistemi tracciabili, cioè con carta di credito, carta bancomat, assegno, bonifico o bollettino postale, per poter beneficiare, al momento della denuncia dei redditi, della detrazione fiscale del 19%.

Abbiamo quindi chiesto a Gilberta Camorani, presidente dell’Osservatorio pro- fessionale imolese (Opi) che riunisce una sessantina di commercialisti, ragionieri e consulenti del lavoro operanti nel circondario, di entrare nel merito, fornendoci anche qualche esempio pratico. «Innanzitutto – chiarisce subito – la novità non si applica alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali, dispositivi medici e prestazioni sanitarie, rese dalle strutture pubbliche o dalle strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale. In questi casi si potrà continuare a pagare in contanti anche ai fini della detrazione e non cambia nulla rispetto a prima. L’obbligo di tracciabilità riguarda invece le prestazioni rese da medici o professionisti privati, non accreditati al Servizio sanitario nazionale e gli altri oneri detraibili previsti dall’articolo 15 del Testo unico delle imposte sui redditi (Tuir): spese per l’istruzione, spese sportive per i figli minorenni, spese veterinarie o l’abbonamento ai trasporti pubblici. Questi sono solo alcuni esempi, in realtà l’elenco è lungo. Se in passato ai fini della detrazione era sufficiente lo scontrino o la ricevuta, ora è necessario che il contribuente fornisca prova del pagamento, presentando anche la ricevuta del Pos oppure l’estratto conto bancario o la fotocopia dell’assegno». (lo.mi.)

L’articolo completo su «sabato sera» del 27 febbraio.

Nella foto: Gilberta Camorani, presidente dell’Osservatorio professionale imolese (Opi)

Scontrini ed estratti conto per detrarre alcune spese in dichiarazione dei redditi
Economia 14 Febbraio 2020

ENERGIA DELL'AMORE E FISICA DELLE EMOZIONI

CENTRO CIVICO VASON – Per la rassegna Caffé letterario, la professoressa Gloria Nobili conduce un incontro gratuito dedicato alla fisica delle emozioni. Titolo: L”energia dell”amore, come passare un San Valentino diverso. Iniziativa organizzata dall”associazione culturale-ricreativa Il Ponte. Per informazioni: tel. 338/2781228 (Loris). Ozzano Emilia, via Duse 2

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