Economia

Economia 3 Luglio 2019

Confcooperative, il neopresidente Luca Dal Pozzo: «Imola sta perdendo la capacità di fare leadership»

Luca Dal Pozzo, presidente del gruppo cooperativo sociale Solco Imola, è stato eletto presidente di Confcooperative del circondario imolese, prendendo il posto di Giovanni Bettini, presidente della Clai. La struttura associativa subprovinciale è costituita da una quarantina di realtà che contano 8.000 soci, 3.000 addetti, un patrimonio di oltre 400 milioni di euro e capaci di sviluppare un fatturato di circa 600 milioni di euro (con una quota legata all’export del 30%).

Ad aprile 2018 è stato confermato per altri quattro anni presidente di Federsolidarietà Emilia Romagna. Allora disse: «La società odierna, nel pieno di un cambiamento epocale, ha bisogno ancor più di prima di cooperazione sociale. In questi 30 anni dal riconoscimento legislativo delle nostre imprese abbiamo saputo dare risposte alle necessità emerse nei territori della regione. Ora però siamo chiamati a un cambio di passo: non essere più solo fornitori di servizi e di manodopera alla committenza pubblica, ma sempre più co-protagonisti nella progettazione delle politiche di welfare, aperti alle sfide del mercato».
«In quell’occasione facevo riferimento ad una visione più regionale, in cui Imola peraltro si distingueva per avere maggiormente sviluppato il proprio welfare locale attraverso meccanismi di sussidiaretà, in cui il privato, in particolare la cooperazione sociale, ha saputo esprimere una propria capacità di offrire servizi sia in una logica di domanda sussidiata dal pubblico, sia in una logica totalmente privata. Una peculiarità poco riscontrabile altrove, perché la storia della nostra regione ha visto un prevalente intervento nel welfare con denaro pubblico. Imola, invece, ha saputo creare nel tempo un sistema solidaristico a cui concorrono la componente pubblica e quella privata nelle sue varie componenti. Un modello, quello imolese, che ha funzionato bene e che, a mio parere, meritava di essere copiato. Di qui la mia esortazione di un anno fa».

Si torna sempre lì: alla capacità che Imola ha saputo esprimere, anche in tempi recenti, nell’elaborazione di propri modelli distintivi e di successo. Però Imola ha perso la sua centralità tra l’Emilia e la Romagna, divenendo periferia dell’area metropolitana di Bologna da un lato e della Romagna agroalimentare dall’altro…
«La progressiva perdita della capacità di fare leadership è palpabile. Però, nel dare un giudizio, una cosa è il sistema territoriale e una cosa sono le singole realtà che qui hanno sede. Imola, storicamente, è sempre riuscita a promuoversi e ad accreditarsi come sistema territoriale. Ebbene, oggi il sistema Imola è in affanno. E’ evidente a molti, se non a tutti. Diversamente, se guardiamo alle singole eccellenze, queste si sono integrate o si stanno integrando positivamente coi due sistemi limitrofi: quello bolognese e quello romagnolo. Però l’integrazione delle singole realtà porta benefici limitati alla loro sfera di intesse e non all’intero territorio. Il che è un limite».

Quale priorità per il territorio imolese?
«La sanità, con tutto il welfare che ci sta dietro, è sicuramente un fattore competitivo che Imola deve preservare perché non è accettabile che ci si debba recare a Ravenna, a Faenza o a Bologna non per necessità specialistiche bensì per ricevere prestazioni ordinarie. E questo chiama in ballo i rapporti con Bologna. Bologna è sicuramente l’hub regionale. Imola può esserne la periferia oppure avere anche voce in capitolo nella definizione delle strategie e parte attiva nella loro concretizzazione. L’università, ad esempio, ha rappresentato una importante molla di sviluppo per Forlì, che è una città non molto più grande di Imola, il che richiama il tema della riqualificazione dell’Osservanza. Però, per confrontarsi alla pari con Bologna, occorrono condizioni che oggi non vedo». (fu.an.) 

L’intervista completa sul “sabato sera” 27 giugno. 

Nella foto Luca Dal Pozzo 

Confcooperative, il neopresidente Luca Dal Pozzo: «Imola sta perdendo la capacità di fare leadership»
Economia 3 Luglio 2019

Azienda Dalfiume Nobilvini, una storia di lavoro e passione che va avanti da settant'anni

L’amore per il vino e per la lavorazione della vigna della famiglia Dalfiume nasce molto prima dei 70 anni che l’azienda vinicola festeggia nel 2019. Già nei primi decenni del secolo scorso, infatti, Odoardo Dalfiume coltivava la vite nel podere che conduceva in affitto, in via Corlo, nella pianura al di qua del Sillaro, vendendo ad amici e vicini il vino che ne ricavava. Erano anni in cui la linea di imbottigliamento era a mano e le consegne venivano fatte con la bicicletta a tre ruote. Con la fine della seconda guerra mondiale, la sua passione imprenditoriale si fece ancora più forte.

E come molte altre famiglie i Dalfiume decisero di trasferirsi a Bologna: era la primavera del 1949 quando Odoardo e la moglie Adele fondarono in via Massarenti 74, proprio di fronte all’ospedale Sant’Orsola, la «Cantina Dalfiume e figli», dando effettivamente avvio alla storia dell’impresa. In breve tempo i Dalfiume sentirono l’esigenza di organizzare l’attività in modo più strutturato e trasferirono la cantina in zona Pontevecchio, sempre a Bologna. In quegli anni i figli gemelli di Odoardo e Adele, Gianni e Franco, fin da bambini coinvolti nell’attività familiare, divennero braccia e mente di un’azienda che si era ormai garantita un’importante quota di mercato in città e provincia. E sull’onda dei loro sogni di espansione, nel 1975 la famiglia acquistò la cantina di Alberici Cleto, a Castel San Pietro Terme, in via Madonnina, dando avvio a un nuovo capitolo della storia di Dalfiume Nobilvini in quella terra che aveva accompagnato i primi passi dell’attività di Odoardo e Adele.

Gli anni ’80 sono stati un periodo di grande sviluppo per l’azienda, diventata produttrice diretta di uve grazie all’affitto di alcuni poderi sui colli bolognesi. Fu così che nel decennio successivo Franco Dalfiume coinvolse il fratello Gianni in un altro grande sogno, nato dall’amore a prima vista per una collina castellana: era il 1991 quando i Dalfiume acquistarono gli oltre 70 ettari della tenuta Poggiolo, l’azienda vitivinicola che ha dato il nome al top quality brand «Villa Poggiolo», con il quale i Dalfiume amano raccontarsi negli eventi organizzati sia in cantina che in vigneto. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 27 giugno

Nella foto le due bottiglie “LXX Riserva Settanta” firmate dai campioni che sono state messe all”asta la scorsa settimana nella serata benefica “Tutti in piedi per Nicole”

Azienda Dalfiume Nobilvini, una storia di lavoro e passione che va avanti da settant'anni
Economia 2 Luglio 2019

Il sindaco Luca Lelli e l'assessore Claudio Garagnani in visita alle aziende, la Best Tool e l'impegno con l'Ozzanese calcio

Il sindaco Luca Lelli, fresco di conferma elettorale, ha ripreso le visite alle aziende presenti nel territorio ozzanese, ora accompagnato dal neo-assessore alle Attività produttive, Claudio Garagnani. «E’ un impegno al quale ho sempre tenuto in maniera particolare fin dall’inizio del mio primo mandato – motiva Lelli -. Sono incontri molto utili, sia per noi, sia per gli imprenditori, che così hanno la possibilità di conoscere programmi e progetti nei quali è impegnata l’Amministrazione comunale. Le aziende – continua il sindaco – sono importanti per un territorio, perché creano lavoro e contribuiscono all’innalzamento della qualità della vita e devo dire che molte volte, visitandole, mi sono trovato di fronte a delle vere e proprie eccellenze in vari settori».

Così, nei giorni scorsi sindaco e assessore hanno incontrato Piero Tinnirello e Matteo Capitani, presidente e vicepresidente della Best Tool, azienda informatica relativamente giovane, presente a Ozzano dal 2011, oggi nei nuovi locali di via Nobel Alfred Bernhard. «La Best Tool è una bellissima realtà – racconta Lelli – che si è perfettamente integrata nel tessuto sociale, tanto che il presidente ha scelto di viverci con la propria famiglia e si impegna per aiutare le associazioni, vedi la sponsorizzazione dell’Ozzanese Calcio. Parlando con loro siamo venuti a conoscenza dei tanti progetti che stanno cercando di portare avanti a Ozzano. E come Amministrazione cercheremo, per quanto sarà di nostra competenza, di essere al loro fianco». (r.cr.)

Nella foto, da sinistra Matteo Capitani, l”assessore Garagnani, Piero Tinnirello e il sindaco Lelli

Il sindaco Luca Lelli e l'assessore Claudio Garagnani in visita alle aziende, la Best Tool e l'impegno con l'Ozzanese calcio
Economia 26 Giugno 2019

La società Intech ha donato un “banco didattico' all'istituto tecnico industriale Alberghetti

La società imolese Intech Automazione Sistemi ha donato all’Istituto tecnico industriale Alberghetti un «banco didattico» per il laboratorio dell’indirizzo di Elettrotecnica, che consentirà agli studenti di tradurre in pratica quanto imparato a lezione. «L’iniziativa – spiega la presidente Stefania Farolfi – nasce dal desiderio di promuovere e rafforzare il rapporto tra il mondo del lavoro e la scuola. Il processo di formazione nelle scuole superiori porterà i nostri giovani a diventare, a breve, i lavoratori, gli operai e i professionisti che guideranno le aziende del territorio e dell’economia italiana, sono loro la speranza e la garanzia del domani. Consapevoli di questa sfida ci è sembrato particolarmente interessante metterci in gioco in prima persona. Aprire una concreta finestra sul settore dell’automazione industriale, stimolando gli studenti con applicazioni pratiche».

Il banco didattico progettato da Intech è un’apparecchiatura costituita da un quadro elettronico di comando gestito da un Plc programmabile. Il banco didattico è corredato da un manuale operativo, redatto da Valter Boldrini, socio fondatore di Intech, che contiene cinque esercitazioni sperimentali per permettere agli alunni di familiarizzare con i concetti di «regolazione a velocità variabile», «conversione statica di potenza» e «alimentazione a velocità variabile».

La consegna dell’apparecchiatura è avvenuta a fine maggio alla presenza della dirigente scolastica Vanna Maria Monducci, del docente Michele Sanguedolce e degli studenti. (r.cr.)

La società Intech ha donato un “banco didattico' all'istituto tecnico industriale Alberghetti
Economia 26 Giugno 2019

Fibra ottica, accordo ventennale tra Open Fiber e gruppo Hera per estendere la connessione veloce nelle zone non coperte

La collaborazione tra la società di telecomunicazioni Open Fiber e il gruppo Hera si rafforza. Dopo l’intesa firmata nel 2017 e i due contratti per l’utilizzo delle infrastrutture di rete gestite dalla multiutility bolognese nei territori serviti, in particolare nei comuni di Modena e Imola, è stato sottoscritto nei giorni scorsi un ulteriore accordo ventennale, che permetterà a Open Fiber di collegarsi all’infrastruttura esistente di Acantho, la società di telecomunicazioni e digital company del gruppo Hera con sede a Imola, per favorire lo sviluppo dei servizi a banda ultralarga.

In particolare, il nuovo accordo permette a Open Fiber di sfruttare la rete di Acantho, per interconnettere alcune delle centrali che sta costruendo nelle cosiddette «aree bianche» delle province di Modena, Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini. Le aree bianche, lo ricordiamo, sono zone in cui non è disponibile il servizio di banda ultralarga e nelle quali Open Fiber sta realizzando, come società concessionaria dei bandi pubblici Infratel, una nuova rete interamente in fibra ottica. Utilizzando 450 chilometri di infrastrutture di Acantho, Open Fiber riuscirà così a estendere ulteriormente la rete in fibra ottica, rendendo più capillare il servizio e permettendo a cittadini e imprese di accedere alla banda ultralarga.

L’accordo conferma, inoltre, il rapporto di collaborazione in essere tra le due aziende, poiché Acantho, in alcune aree del territorio, eroga già servizi ai clienti finali, proprio utilizzando l’infrastruttura in fibra di Open Fiber, che permette di raggiungere direttamente le unità immobiliari. Da questa attività sinergica nasce anche un essenziale contributo all’Agenda digitale dell’Unione europea, in particolare alla strategia Europa 2020, che prevede azioni volte a rendere la fibra ottica accessibile alla maggior parte dei cittadini dell’Unione entro il prossimo anno. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 giugno

Fibra ottica, accordo ventennale tra Open Fiber e gruppo Hera per estendere la connessione veloce nelle zone non coperte
Economia 26 Giugno 2019

La connessione veloce della fibra ottica di Open Fiber dal 2017 ha già raggiunto 21 mila case di Imola

A Imola la fibra ultraveloce di Open Fiber ha già raggiunto circa 21 mila case. Proseguono i lavori avviati nel novembre 2017 per sviluppare anche in città la banda ultralarga attraverso la posa di una infrastruttura in fibra ottica che consente una velocità di connessione fino a 1 Gigabit al secondo. Nei giorni scorsi, Open Fiber, la società milanese costituita alla fine del 2015 da Enel e Cassa depositi e prestiti, ha infatti annunciato il completamento del cablaggio delle prime 21 mila unità immobiliari nei quartieri Pedagna, Villaggio e Zolino, ma sono in corso i lavori per completare il piano di sviluppo.

L’obiettivo è connettere quasi 24 mila case e uffici attraverso 14 mila chilometri di fibra ottica, per un investimento complessivo di circa 8 milioni di euro. La rete posata da Open Fiber in gergo tecnico si chiama Ftth, dall’inglese “fiber to the home”, letteralmente «fibra a casa», mentre la finora più diffusa Fttc, “fiber to the cabinet”, raggiunge solo le cabine stradali e da qui le case con reti in rame o miste fibra-rame che consentono una velocità di trasmissione dati inferiore. «L’Ftth di Open Fiber – spiega la società – è un asset strategico per la crescita dei territori urbani, poiché sviluppa connessioni e servizi digitali, leve principali della produttività per affrontare le sfide economiche e sociali di oggi e dei prossimi anni. I servizi abilitati dalla banda ultra larga sono numerosi, e si estendono ad ambiti come l’Internet of Things, l’e-health, il cloud computing, lo streaming online di contenuti in Hd, l’accesso ai servizi avanzati della Pubblica amministrazione, applicazioni “smart city”», come la mobilità sostenibile, il controllo elettronico degli accessi, il monitoraggio ambientale, la gestione dell’illuminazione pubblica e la digitalizzazione dei servizi per il turismo». (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 giugno

L”immagine è tratta dal sito della società Open Fiber

La connessione veloce della fibra ottica di Open Fiber dal 2017 ha già raggiunto 21 mila case di Imola
Economia 25 Giugno 2019

Inaugurata la nuova sede di Logimatic a Ponte Rizzoli, nel comune di Ozzano. La società è partecipata al 30% dall'Ima

L’inaugurazione della nuova sede di Logimatic in via della Grafica a Ponte Rizzoli (comune di Ozzano) è avvenuta lo scorso 7 giugno. Trasferitasi ad aprile da via Nobel, la società partecipata da Ima per circa il 30% e specializzata nei servizi produttivi per l’industria meccanica (in particolare costruzione di macchine automatiche per conto terzi) oggi occupa una struttura di oltre 9 mila metri quadri. Dal 2010, inoltre, Logimatic è capofila della rete Sinermatic, composta da una trentina di aziende, tutte compartecipate da Ima, che fanno parte della catena distributiva del gruppo ozzanese.

Nata nel 2004, forte dell’esperienza pluriennale di un’altra azienda meccanica specializzata nel montaggio e nella revisione di macchine automatiche, Logimatic ha ampliato la propria attività anche alla produzione di componenti meccanici per offrire un servizio altamente specializzato nella realizzazione di macchine automatiche in fornitura piena (chiavi in mano), grazie all’utilizzo di tecnologie gestionali d’avanguardia e alla capacità di dirigere i flussi di lavoro in modo flessibile ed organizzato. Logimatic conta ad oggi 87 dipendenti, con un volume d’affari in crescita. La società prevede di raggiungere nel 2019 un fatturato di 43 milioni di euro (nel 2018 circa 41 milioni), di cui il 15% verso l’Unione europea e il 30% verso i paesi extra Ue.

Nel 2010, anno d’ingresso di Ima nel capitale, i dipendenti erano 16. Al taglio del nastro erano presenti Andrea Zaccari, amministratore delegato di Logimatic, Marco Vacchi, presidente onorario di Ima, Luca Lelli, sindaco di Ozzano Emilia. «Siamo molto orgogliosi di questa nuova sede – questo il commento dell’Ad Zaccari – realizzata nel rispetto della sostenibilità ambientale, che rappresenta per noi un punto di inizio e di svolta verso nuovi traguardi. Siamo felici di far parte di un territorio del fare, che vanta eccellenze nel settore della meccanica avanzata e dell’automazione industriale. Grazie alla sinergia con Ima, prevediamo di continuare a crescere, creando valore e occupazione». (r.cr.)

Nella foto il taglio del nastro con il sindaco di Ozzano Luca Lelli

Inaugurata la nuova sede di Logimatic a Ponte Rizzoli, nel comune di Ozzano. La società è partecipata al 30% dall'Ima
Economia 24 Giugno 2019

Best managed companies, la Clai premiata a Milano dalla multinazionale Deloitte per il secondo anno consecutivo

Per il secondo anno consecutivo Clai, la Cooperativa lavoratori agricoli imolesi, ha vinto il premio conferito da Deloitte, multinazionale dei servizi professionali alle imprese, alle «Best managed companies». Si tratta di un riconoscimento attribuito quest’anno a 46 aziende italiane che si sono distinte per strategia, competenze, impegno verso le persone e performance.

La cooperativa di Imola è stata premiata il 28 maggio al palazzo della Borsa italiana a Milano da un giuria indipendente, formata da autorevoli esponenti del panorama imprenditoriale, accademico e istituzionale italiano. «Qualità, innovazione e rispetto per l’ambiente, ma anche una strategia occupazionale per i giovani. Negli ultimi anni – spiega il direttore generale Pietro D’Angeli – oltre ad aumentare il fatturato, Clai ha attuato una politica aziendale basata sui valori che da sempre fanno parte dell’identità della cooperativa. I valori fondamentali dell’azienda risiedono nell’esperienza degli uomini Clai che, con dedizione e anni di lavoro, hanno reso concreto e vissuto il patto intergenerazionale, vero fondamento di questa impresa».

L’iniziativa Deloitte è nata nel 1993 in Canada. A oggi sono state riconosciute più di 1.200 Best managed companies e il programma è attivo in 13 Paesi. L’edizione italiana, che conta sulla partnership di Confindustria, Elite (Borsa italiana) e Università Cattolica, ha l’obiettivo di premiare l’impegno e le capacità di quelle società che si distinguono, diventando protagoniste del mercato e che perseguono l’eccellenza in tutti gli aspetti della gestione aziendale. (r.cr.)

Nella foto il direttore generale di Coop Clai Pietro D”Angeli

Best managed companies, la Clai premiata a Milano dalla multinazionale Deloitte per il secondo anno consecutivo
Economia 22 Giugno 2019

A Casalfiumanese incontro su varietà e valorizzazione dell'albicocca tra gli eventi della Sagra dedicata al frutto

In occasione della 49ª edizione della mostra e Sagra dell’albicocca di Casalfiumanese è in programma domani, domenica 23 giugno, alle 10, nel teatro comunale di via II Giugno 2, una giornata di approfondimento che ha come protagonista questo prodotto di assoluto rilievo e qualità del territorio.

L’amministrazione comunale, a fronte delle pesanti difficoltà vissute dai produttori agricoli in relazione alle avverse condizioni di mercato riscontrate anche negli anni scorsi, in collaborazione con il Centro ricerche produzioni vegetali (Crpv) di Cesena e il Nuovo circondario imolese, promuove un incontro tecnico sul tema: “Varietà e valorizzazione dell’albicocca”. Interverranno i produttori locali, le associazioni di categoria ed esperti del Crpv di Cesena; contestualmente sarà allestita la mostra pomologica, dove saranno esposti, sempre a cura del Crpv, i campioni delle nuove varietà di albicocche.

L”edizione 2019 della Sagra dell”albicocca, che accompagna quella del tortello, è prevista dal 22 al 24 giugno e dal 29 giugno al 1° luglio. (r.cr.)

A Casalfiumanese incontro su varietà e valorizzazione dell'albicocca tra gli eventi della Sagra dedicata al frutto
Economia 21 Giugno 2019

Sacmi assegna le borse di studio alla memoria di Giorgio Sarani, premiati i migliori prototipi dell'Alberghetti

Luca Tassinari, Federico Omicini, Giacomo Caroli e Andrea Fossi sono i diplomandi dell’Istituto Alberghetti che si sono aggiudicati le borse di studio Sarani, messe in palio per il quarto anno consecutivo dalla Sacmi. Nata nel 2016 per onorare la memoria di Giorgio Sarani, prematuramente scomparso nel 2015 e per trent’anni tecnico Sacmi, l’iniziativa premia con una borsa di studio i quattro studenti più meritevoli delle specializzazioni Meccanica ed Elettronica-elettrotecnica, per favorirne il completamento del percorso formativo.

«Siamo orgogliosi di questa iniziativa, oramai consolidata – ha sottolineato il presidente di Sacmi, Paolo Mongardi, durante la premiazione – che vuole rappresentare un aiuto concreto alla passione e al lavoro dei nostri ragazzi, confermando l’impegno quotidiano della cooperativa a supporto dei giovani e per la diffusione della cultura tecnica».

Luca Tassinari ha vinto con il progetto di uno smart vehicle (Elettronica), Federico Omicini, con un progetto di restauro e miglioramento di un prototipo di go-kart (Meccanica). Al secondo posto nelle rispettive specializzazioni, Giacomo Caroli con il suo Active gimbal stabilizer e Andrea Fossi, con il progetto di una inscatolatrice automatica.

L’iniziativa rafforza ulteriormente il rapporto privilegiato tra Sacmi e l’Itis Alberghetti, diretto dalla professoressa Vanna Maria Monducci. Sacmi ha inoltre già annunciato l’intenzione di rifinanziare il premio per almeno un ulteriore triennio. (r.cr.)

L”articolo completo è su «sabato sera» del 20 giugno

Sacmi assegna le borse di studio alla memoria di Giorgio Sarani, premiati i migliori prototipi dell'Alberghetti

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