Economia

Economia 30 Marzo 2021

Comune di Mordano e Florim, prove tecniche di pacifica convivenza

«Una futura reciproca collaborazione, che ponga la massima attenzione alla tutela dell’ambiente e dei cittadini». Così si chiude la nota congiunta firmata il 19 marzo scorso dal sindaco di Mordano, Nicola Tassinari, e dal presidente di Florim, Claudio Lucchese, e in cui sono stati messi nero su bianco alcuni punti fermi riguardanti sia l’Amministrazione comunale sia l’azienda ceramica (la versione integrale qui).

La prima ha preso atto dell’impegno di Florim nel cercare di eliminare o contenere i disagi provocati dallo stabilimento industriale; la seconda si è impegnata a spostare entro giugno otto vibrosetacci e a migliorare al massimo delle proprie possibilità eventuali ulteriori disagi. Allo stesso modo Florim auspica che l’iter di approvazione dei nuovi investimenti, da circa 20-25 milioni di euro sul sito produttivo di via Selice, possa essere condiviso. Il Comune si è impegnato a istruire un percorso autorizzativo efficace e celere, nel rispetto delle regole vigenti. Insomma, prove tecniche di collaborazione.

Sindaco, il presidente di Florim ha chiesto all’Amministrazione comunale «trasparenza», un percorso «chiaro e definito», senza «rimpalli e cambi di linea». Qual è il suo punto di vista?

«Il presidente mi ha più volte manifestato la volontà di realizzare l’ampliamento che comprende un piazzale per deposito merci, ma anche uffici e un capannone, che verranno demoliti e ricostruiti. A prescindere dalla volontà, gli iter partono dal momento in cui l’azienda presenta i documenti in Comune. Florim lo ha fatto per la prima volta una ventina di giorni fa. Si tratta di interventi importanti, che seguono le procedure amministrative previste per legge. In base alle regole, non decise da me e che vengono fatte rispettare dal nostro ufficio tecnico, l’istanza era manchevole di alcuni elementi indispensabili per poter iniziare a valutare il procedimento. È stata quindi respinta, ma sono stati anche precisati le motivazioni e il percorso corretto. Nulla vieta a Florim di ripresentarla, seguendo le indicazioni date. Da parte nostra non c’è nessuna volontà di mettere in difficoltà Florim. La nota congiunta è un “punto zero” da cui ripartire». (lo.mi.)

L’intervista su «sabato sera» del 25 marzo.

Nella foto: il sindaco di Mordano, Nicola Tassinari 

Comune di Mordano e Florim, prove tecniche di pacifica convivenza
Economia 30 Marzo 2021

Banca di Imola chiude il bilancio 2020 con un utile di oltre 1 milione di euro

Banca di Imola ha chiuso il bilancio d’esercizio 2020 con un utile netto di 1 milione 44 mila euro. L’assemblea ordinaria dei soci ha deliberato la distribuzione di un dividendo di 5 centesimi di euro, per ogni azione ordinaria, in contanti, e di destinare a riserva di 638 mila euro. «Nonostante la situazione economica generale rimanga complessa, pur con alcuni timidi segnali di ripresa – fa sapere l’istituto bancario del gruppo La Cassa di Ravenna – i dati di movimentazione delle varie attività e servizi alla clientela sono positivi e in crescita a dimostra-zione del grado di fiducia di cui gode la Banca di Imola». In forte crescita la raccolta diretta da clientela, pari a 1.474 milioni di euro (+14,8%), mentre gli impieghi verso imprese e famiglie ammontano a 882 milioni di euro (-0,29%). L’assemblea all’unanimità ha poi eletto il nuovo Consiglio di amministrazione per il prossimo triennio, confermando Giovanni Tamburini alla presidenza, Antonio Patuelli alla vicepresidenza e Alberto Domenicali nel ruolo di presidente onorario. (lo.mi.) 

Nella foto: da sinistra, il presidente di Banca di Imola, Giovanni Tamburini, e il direttore generale, Sergio Zavatti

Banca di Imola chiude il bilancio 2020 con un utile di oltre 1 milione di euro
Economia 29 Marzo 2021

Covid, il gruppo Italcer disponibile a ospitare un presidio vaccinale nello stabilimento di Castel Bolognese

Il gruppo ceramico Italcer è disponibile a ospitare centri per la somministrazione del vaccino contro il Covid-19 negli spazi esterni delle sue tre sedi di Rubiera, Vetto e Castel Bolognese. L’iniziativa fa parte della campagna «Fabbriche di comunità», promossa da Confindustria, a cui hanno aderito circa 7 mila realtà italiane in soli nove giorni. La somministrazione avverrà  secondo  le  modalità  che  saranno  ritenute opportune dalle autorità competenti.

«Abbiamo aderito con piacere all’iniziativa di Confindustria – spiega Graziano Verdi, amministratore delegato di Italcer, che a Castel Bolognese ha rilevato nel 2017 La Fabbrica e nel 2020 Cedir – rendendoci fin da subito disponibili a ospitare nelle nostre sedi un presidio  vaccinale.  Crediamo  che,  per  uscire  dalla  pandemia,  ognuno  debba  fare  la  propria  parte. Vogliamo fare tutto il possibile per dare il nostro contributo alla campagna vaccinale e ci impegniamo non solo per i nostri collaboratori, ma anche, qualora possibile e in accordo con le autorità sanitarie, per la popolazione». (lo.mi.) 

Nella foto: Graziano Verdi, amministratore delegato del gruppo Italcer

Covid, il gruppo Italcer disponibile a ospitare un presidio vaccinale nello stabilimento di Castel Bolognese
Economia 27 Marzo 2021

Ferrero «mangia» le nocciole di Terremerse

Nocciole più Ferrero e pensi alla Nutella. A prescindere che le nocciole diventino crema spalmabile o altro, l’evocazione nell’immaginario collettivo è forte per l’accordo tra il colosso dolciario italiano e la cooperativa romagnola Terremerse che nel territorio imolese ha raccolto l’eredità dell’ex Pempa.

L’accordo prevede il 75% del prodotto conferito dai soci a Terremerse partire in direzione Ferrero, mentre l’altro 25% potrà essere venduto a libero mercato, ovviamente senza preclusioni per Ferrero stessa. Questo accordo è la naturale conseguenza del progetto avviato da Terremerse meno di un anno fa per la messa a dimora di 600 ettari di nocciolo in 5 anni nelle regioni maggiormente vocate per questa coltura, tra cui l’Emilia Romagna.

Si tratta di una pianta caratterizzata da notevole rusticità e, quindi, riduce i rischi legati ai cambiamenti climatici, con una grande domanda dell’industria. L’obiettivo è la creazione di filiera di qualità, tracciabile, 100% italiana. Evidentemente, musica per le orecchie di Ferrero. «Sono ovviamente molto soddisfatto – commenta il presidente della cooperativa Marco Casalini -. E’ un accordo importante che si basa su un principio di lavoro in filiera su cui ci stiamo impegnando e puntando da tempo, come dimostrano le altre importanti partnership che abbiamo. Tra i punti di forza di maggior rilievo dell’accordo sicuramente quello di avere un partner di primaria importanza che garantisce determinate quantità ogni anno, lavorando con una metodologia chiara e condivisa». (c.f.)

Approfondimenti e intervista al presidente di Terremerse Marco Casalini su «sabato sera» del 25 marzo.

Ferrero «mangia» le nocciole di Terremerse
Economia 25 Marzo 2021

Bilancio di previsione 2021, Comune di Imola e sindacati firmano il verbale di accordo

Scuola, welfare, casa, lavoro, pari opportunità e ambiente, sui quali sono impegnati alcune centinaia di migliaia di euro. Su questi sei punti si incentra il verbale di accordo firmato questo pomeriggio tra la Giunta comunale di Imola e le Organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Csil, Uilp Uil in merito al Bilancio di previsione 2021, bilancio che insieme al Dup (Documento Unico di Programmazione) sarà sottoposto al voto del Consiglio comunale domani, venerdì 26 marzo.

Piena condivisione sulla «necessità di rilanciare il territorio attraverso investimenti provenienti dal Governo, dalla Regione e dalla Città Metropolitana, poiché è evidente che nuovi investimenti per le infrastrutture, per il disagio abitativo e per le opere pubbliche in generale, creano sviluppo e posti di lavoro» e sulla volontà dell’Amministrazione comunale «di non aumentare le aliquote relative ai tributi locali, in un momento economico così difficile per la cittadinanza». Infine, Giunta comunale e organizzazioni sindacali “condividono il potenziamento della struttura comunale, che sarà attuato in particolare declinando il più recente piano occupazionale che vede l’assunzione di 46 unità di personale».

«La firma del verbale di accordo, in modo unanime, con le organizzazioni sindacali è un risultato rilevante e sono soddisfatto per il lavoro fatto. Di questo voglio ringraziare la delegazione trattante, in primo luogo il vice sindaco ed assessore al Bilancio, Fabrizio Castellari, per il contributo determinante in questo periodo particolarmente complicato, e le organizzazioni sindacali» commenta Marco Panieri, sindaco di Imola.

Nella foto: il verbale di accordo firmato oggi dalla Giunta di Imola ed i sindacati 

Bilancio di previsione 2021, Comune di Imola e sindacati firmano il verbale di accordo
Economia 25 Marzo 2021

Stabilimenti Bio-on utilizzati per produrre vaccini, parere favorevole anche dal Consiglio della Città metropolitana

E’ stato approvato ieri dal Consiglio della Città metropolitana l’ordine del giorno che chiede al Governo «in sintonia con quanto già richiesto dalla Regione Emilia-Romagna, di valutare attentamente e in tempi rapidi la possibilità di utilizzare gli stabilimenti di Bio-on e i bioreattori, opportunamente riconvertiti, per una produzione di vaccini autorizzati che consenta di fronteggiare non solo una situazione di emergenza, ma anche e soprattutto le esigenze di medio lungo periodo».

L’ordine del giorno è stato proposto con richiesta di urgenza da Simona Lembi (Pd) e sottoscritto poi anche dai consiglieri Alessandro Santoni e Lorenzo Mengoli di Rete Civica. Dopo la presentazione in Aula di Simona Lembi e del consigliere delegato Fausto Tinti, il documento è stato approvato con 12 voti a favore (Pd, Rete Civica, Palumbo-Indipendente), hanno dichiarato la non partecipazione al voto Erika Seta e Marta Evangelisti di Uniti per l’Alternativa.

Nel frattempo oggi era arrivata anche la risposta del ministero dello Sviluppo economico. (r.e.)

Nella foto: lo stabilimento produttivo di Bio-On a Gaiana

Stabilimenti Bio-on utilizzati per produrre vaccini, parere favorevole anche dal Consiglio della Città metropolitana
Economia 25 Marzo 2021

Bio-on azienda «di interesse nazionale», la risposta del ministero dello Sviluppo economico

Sulla vicenda Bio-on è arrivata una prima risposta ufficiale dal ministero dello Sviluppo economico, in merito alla possibilità di convertire lo stabilimento di Castel San Pietro alla produzione di vaccini anti Covid. La viceministra al Mise, Alessandra Todde, ha infatti risposto all’interrogazione presentata il 12 marzo dal capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera, Gianluca Benamati. Benamati ha formalmente chiesto «se il Governo intenda considerare Bio-on un’azienda di “interesse nazionale” per la produzione del vaccino e se e quali iniziative di competenza intenda porre in essere per agire con velocità e rendere al più presto l’impianto in grado di produrre vaccini contro il Covid-19».

La risposta: «Il Governo è al lavoro in tale settore, e sta altresì verificando la possibilità di agevolare la riconversione di bioreattori esistenti o l’acquisto di nuovi, assieme alle aziende che hanno manifestato la loro disponibilità al progetto di produzione dei vaccini in Italia. In tale contesto, la Bio-on rappresenta uno dei siti industriali che potrà essere valutato – come molti altri – nell’ottica della realizzazione di un polo specializzato». (lo.mi.)

Approfondimenti su «sabato sera» del 25 marzo, con un’interessante intervista al sindaco di Castel San Pietro, Fausto Tinti, intervenuto sull’argomento.  

Nella foto: lo stabilimento di Bio-on a Gaiana

Bio-on azienda «di interesse nazionale», la risposta del ministero dello Sviluppo economico
Economia 24 Marzo 2021

Covid-19 e imprese in crisi, «buon affare» per le mafie. Il 2021 sarà l’anno della ripresa economica?

«Il processo di superamento dell’emergenza, se non adeguatamente gestito, può rappresentare un’ulteriore opportunità di espansione dell’economia criminale». Inizia così l’ultima relazione semestrale della Direzione investigativa antimafia (Dia), relativa al primo semestre del 2020. Il riferimento è alla pandemia di Coronavirus. Fin dal primo lockdown le organizzazioni mafiose hanno approfittato della crisi sanitaria per aumentare il controllo del territorio e incrementare il consenso sociale, grazie alla disponibilità di liquidità criminale utilizzata per «aiutare» le imprese in difficoltà: il rischio prospettato dalla Dia è che le attività imprenditoriali, in particolare quelle medio-piccole, vengano fagocitate dalla criminalità e utilizzate per riciclare capitali illeciti. Un rischio dal quale l’Emilia Romagna non è esente.

In una regione a forte presenza mafiosa, come hanno dimostrato i numeri processi celebrati nei tribunali emiliano-romagnoli, è concreto il rischio che le attività vengano svendute alle associazioni malavitose. Lo dice non solo la Direzione investigativa antimafia, ma anche alcune le evidenze di alcune recenti operazioni delle forze dell’ordine. «‘Sto Coronavirus è proprio un buon affare», si sente in un’intercettazione. A parlare è Salvatore Ermolo, ritenuto affiliato al clan camorristico dei Di Lauro e gestore, tramite prestanome, di un’azienda operante nel settore delle sanificazioni anti Covid-19 tra Rimini e Pesaro. Sembra di tornare indietro nel tempo, al maggio del 2012 quando l’Emilia venne colpita dal terremoto e, in una ormai nota telefonata, due ‘ndranghetisti, dopo la prima scossa, ridono dicendo: «Dai che andiamo a lavorare…».

Oggi siamo in una fase nuova, più complessa, dove è alto il rischio che le mafie presenti in regione, moderne e mimetiche, facciano in modo di approfittarne, lucrando ancora una volta sulla disperazione. Una fase caratterizzata dai sempre più evidenti effetti di una emergenza sanitaria che ha generato anche una crisi economica con gravi ricadute in ambito sociale: il pericolo è che si rafforzi il legame tra espansione criminale e fragilità. Un aspetto messo in evidenza dall’associazione Libera Bologna nel suo dossier «Mafie e crisi». «Il rischio più grande – si legge – è quello che riguarda la possibilità per le mafie di diventare promotrici di un welfare sociale sostitutivo di quello previsto dalla nostra Costituzione».

Ci sono, però, delle azioni che possono bloccare l’espansione delle associazioni criminali: prima fra tutte, lo stanziamento di fondi che arrivino davvero a chi ne ha
bisogno, ai più fragili. Politi- che attente e lungimiranti, a livello non solo nazionale ma anche e soprattutto locale. Privilegiare gestioni attente e non «iper-velocizzate», capaci di supportare realmente lo sviluppo economico post-crisi, facendo in modo di non dover scegliere tra il contrasto delle infiltrazioni mafiose e lo sviluppo economico più veloce possibile. E poi una rete sociale forte, che lotti per mantenere alla base di tutto un lavoro degno, l’equità, i diritti e la solidarietà. (Sofia Nardacchione)

Ma il 2021 sarà l’anno della ripresa economia? Su «sabato sera» del 25 marzo la nostra inchiesta tra le associazioni economiche del territorio (enti e associazioni di categoria del mondo cooperativo, industria, artigianato, commercio e agricoltura ed i sindacati), dopo uno studio di Prometeia pubblicato dalla Camera di Commercio di Bologna che prevede per quest’anno una risalita del Pil del 5% nell’area metropolitana bolognese.

Nella foto: la copertina del dossier «Mafia e crisi» redatto da Libera Bologna
e Libera Informazione

Covid-19 e imprese in crisi, «buon affare» per le mafie. Il 2021 sarà l’anno della ripresa economica?
Economia 24 Marzo 2021

Bilancio 2020, il Gruppo Hera ha chiuso l’esercizio con risultati positivi

Il Cda del Gruppo Hera, presieduto da Tomaso Tommasi di Vignano, ha approvato oggi all’unanimità i risultati economici consolidati al 31 dicembre 2020 e la relazione sulla politica di remunerazione e sui compensi corrisposti, insieme al bilancio di sostenibilità.

Il Gruppo Hera ha chiuso l’esercizio 2020 con risultati positivi, in linea con quanto consuntivato in tutti i trimestri, pur in un anno particolarmente complesso per il Paese a causa dell’emergenza Coronavirus. Anche nel periodo del lockdown, infatti, Hera ha garantito continuità, sicurezza, qualità ed efficienza dei servizi e, oltre ai propri dipendenti, ha messo in campo una serie di azioni concrete per clienti, fornitori e comunità locali: dalla rateizzazione e posticipo dei pagamenti delle bollette al reverse factoring per le piccole e medie imprese, a cui si sono aggiunte iniziative di solidarietà sui territori serviti. Più in generale, il Gruppo Hera è riuscito a proseguire nel percorso di crescita ininterrotta che lo caratterizza fin dalla nascita, nel 2002, continuando a far leva sulla propria strategia: un mix bilanciato di crescita interna ed esterna, con importanti economie di scala e l’estrazione di sinergie superiori alle attese.

Nello specifico, i ricavi 2020 del Gruppo Hera salgono a 7.079 milioni di euro, in crescita di 166,2 milioni (+2,4% rispetto ai 6.912,8 milioni del 2019), grazie soprattutto alle attività nel settore energia. Il Mol (margine operativo lordo) del Gruppo sale a quota 1.123 milioni di euro, +3,5%, in aumento di 37,9 milioni rispetto ai 1.085,1 milioni di euro del 2019. Sale anche il risultato operativo netto a 551,3 milioni di euro, in crescita di 8,8 milioni (+1,6% rispetto ai 542,5 milioni del 2019). Il risultato netto dell’esercizio sale a 322,8 milioni (+1,8%), con una crescita di 5,7 milioni rispetto ai 317,1 milioni del 2019. In aumento anche l’utile netto di pertinenza degli azionisti, che a fine 2020 si attesta a 302,7 milioni di euro (+0,6%), rispetto a quello dell’esercizio precedente di 300,8 milioni (valore al netto degli effetti non ricorrenti del 2019). 

Il Consiglio di Amministrazione, in considerazione dei positivi risultati raggiunti, ha deciso di proporre all’assemblea dei soci del 28 aprile la distribuzione di un dividendo di 11 centesimi per azione, in crescita del 10% rispetto all’ultimo dividendo pagato e in rialzo rispetto a quanto previsto nel Piano industriale per l’esercizio in corso. Inoltre, ne beneficerà la politica di remunerazione degli azionisti descritta nel Piano industriale, in quanto sarà applicata alla nuova base di partenza, consentendo così di arrivare a un dividendo di 13 centesimi per azione al 2024, con una crescita costante anno per anno. L’aumento dell’esborso finanziario dei dividendi previsti in arco Piano sarà coperto integralmente dalla cassa generata nel 2020. Lo stacco della cedola avverrà il 5 luglio 2021, con pagamento a partire dal 7 luglio 2021. Il dividendo sarà corrisposto alle azioni in conto alla data del 6 luglio 2021. (r.e.)

Nella foto: la sede di Hera

Bilancio 2020, il Gruppo Hera ha chiuso l’esercizio con risultati positivi
Economia 24 Marzo 2021

Gelate e danni alle colture, Cia Imola chiede agevolazioni immediate

Dopo le gelate dei giorni scorsi, Cia Agricoltori italiani Imola sta facendo le prime stime dei danni ai frutteti, in particolare di albicocchi e susini, ma anche alle colture orticole. «C’è un elemento che salta all’occhio – commenta con preoccupazione il presidente di Cia Imola, Giordano Zambrini -: il gelo, a causa dei diversi “microclimi” che caratterizzano soprattutto la valle del Santerno, ha colpito in maniera non uniforme, tanto che ci sono aziende limitrofe con situazioni totalmente differenti, fattore che rende ancora più difficile la ricognizione dei danni. Il  danno reale si potrà valutare solo in fase di maturazione, tra qualche mese. Un altro dato rilevante, è che spesso sono le stesse aziende degli anni scorsi ad aver subito le gelate, fatto che ci allarma ancora di più, visto che questi produttori sono senza reddito da almeno due anni».

Per Cia, reti o ventole che proteggono dal gelo non sono completamente efficaci e gli strumenti assicurativi devono essere rivisti alla luce dei cambiamenti climatici. «Chiediamo risarcimenti assicurativi più semplici da calcolare e più certi. Inoltre – conclude il presidente – serve un vero e proprio Patto per l’agricoltura a livello regionale, con una serie di agevolazioni immediate per chi ha subito danni, come una moratoria dei mutui o finanziamenti a fondo perduto. Se vogliamo salvare la frutticoltura del circondario imolese serve un deciso e immediato cambio di passo». (lo.mi.) 

Nella foto: fioriture danneggiate dal gelo dei giorni scorsi 

Gelate e danni alle colture, Cia Imola chiede agevolazioni immediate

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