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Motosapiens 16 Febbraio 2019

PCB Cannas e Battilani… Il video della mostra sul motociclismo vincente attorno a Imola

Un pubblico numeroso e curioso ha segnato il successo del secondo appuntamento fra storia e motori (dopo la rassegna dello scorso anno dedicata al marchio BBFT-rivedi la mostra qui) proposto dal motoclub Racing Imolese #96 in collaborazione con Corso Bacchilega e Motosapiens all’interno del cartellone di eventi Cooperattivamente. Quasi un centinaio di visitatori hanno infatti riempito il centro sociale La Stalla, lo scorso sabato, per la mostra PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola, appuntamento dedicato alle realizzazioni a due ruote degli anni Settanta del trio Casotti-Cricca-Bacchilega di Sesto Imolese e ai successi dei fratelli Cannas e del pilota Domenico Battilani.

A rievocare ricordi lontani di un «motociclismo d’altri tempi», come hanno detto i protagonisti di quegli anni, sono stati gli stessi Ettore Bacchilega, Rino Casotti, Domenico Battilani, Roberto e Carlo Cannas, che hanno raccontato la storia di tre amici appassionati che moto che hanno deciso, un giorno, di costruire un telaio da corsa per partecipare al campionato juniores classe 50 cc, e poi i successi tecnici, i risultati sportivi, le soddisfazioni pubbliche… Ma soprattutto la passione ancora tangibile che ieri li ha mossi fino a sporcarsi letteralmente le mani e sabato li ha portati ad emozionare i tanti che allora c’erano ed anche qualche giovanissimo che ha avuto la possibilità di scoprire un pezzetto di storia locale e del motociclismo. Ancora oggi, infatti, il marchio PCB è conosciutissimo in Italia e non solo tra i cultori delle microcilindrate, ed alcune realizzazioni gareggiano ancora nei campionati riservati ai mezzi d’epoca.

«Il motociclismo, anche quello di ieri, è un argomento che interessa ancora tanto questo territorio – ha detto il presidente del motoclub Racing Imolese #96 Fabrizio Ghini, lanciando un’anticipazione -: noi ne siamo molto felici e ci impegneremo per proporre un evento fra moto e storia ogni anno».

Per gli organizzatori sono doverosi alcuni ringraziamenti per la collaborazione e il supporto alla realizzazione dell’evento: Domenico Battilani, Carlo e Roberto Cannas, Rino Pasotti ed Ettore Bacchilega, Motoapiens, Coop Bacchilega, Sabato Sera, Consiglio di zona Soci Coop Alleanza 3.0, centro sociale la Stalla, Dario Ballardini, Mauro Battilani, Renato Costa, Fabrizio Ghini, Loris Lucchi, Marco Benfenati, Raffaele Lanza, Benito Magazzini, Loretta Marsigli, Maurizio Mazzoni, Luigi Rivola, Katia Romagnoli, Gianluca Giorgi, Federico Porrozzi dell’Archivio Claudio Porrozzi, Gianni Santandrea, Franco Solaroli, Roberto Zucchini, Alfio Tosi… E chi involontariamente è stato dimenticato!

mi.mo.

Foto di copertina: IsolaPress

FOCUS CANNAS a cura di Massimiliano Regazzi

1972 Roberto Cannas inizia a gareggiare con una Mondial 50 5 marce notevolmente modificata e con varie innovazioni. In una gara la moto addirittura non passa le verifiche pre gara in quanto il radiatore dell’acqua è posizionato nel codone dietro la moto, e questo spiazza i commissari tecnici.

1974 Il cinquanta è piccolo e c’è la necessità di sfogare la passione con una moto più grande ma economica. Dopo che Roberto Cannas aveva onorato il servizio militare l’anno precedente la scelta, come per molti altri piloti e scuderie, cadde sulla Benelli 250 che necessitava comunque di tante cure per poter essere competitiva e il nome Cannas diventa familiare nel paddock per le pregevoli realizzazioni Roberto e Carlo Cannas , e notate anche dalla stampa specializzata.

1979 L’aretino Gian Franco Sabatini vince il titolo di categoria della TT3 (250 centrimetri cubici 2 tempi) dopo una stagione non facile per questo campionato che vede la Benelli -Cannas aggiudicarsi, tra le altre la gara di Imola. Contemporaneamente il bolognese Bruno Montanari si aggiudica, nell’automobilismo, il campionato di Formula 4 aperto a prototipi con motore di derivazione motociclistica. La vettura è spinta da un propulsore Benelli 2 tempi ed è costruita completamente in officina dai fratelli Cannas

1980 In campo automobilistico viene allestita una piccola serie di vetture sviluppate sia dal punto di vista aerodinamico sia del motore. Sabatini, passato alla 500 Grand Prix come cilindrata preponderante, riutilizza quando possibile anche la sua fida Benelli Cannas nella Grand Prix classe 250 ed ottiene a Monza il 15° tempo con la derivata di serie in mezzo ad uno stuolo di Grand Prix.

1981 William Marsigli vince il campionato italiano salita della TT3 con una Benelli Cannas evoluta nel motore e nel telaio , mentre Franco Guardigli, pilota di Sesto Imolese, si difende bene nella velocità sempre nella TT3. Intanto inizia a vedere la luce il pregevole progetto di Roberto Cannas, ovvero una rivoluzionaria 500 4 cilindri 2 tempi pensata dopo una stagione impiegata come meccanico di Graziano Rossi nel Motomondiale 500.

1982 William Marsigli diventa campione europeo di corse in salita, a cui si aggiunge il terzo posto nel campionato italiano a solo due punti dal vincitore e nonostante cinque vittorie di tappa.

1983 L’arrivo oramai implacabile delle due tempi di derivazione sportiva giapponesi anche nella produzione di serie e l’introduzione di nuove categorie rendono ormai alcuni motorizzazione italiane obsolete, anche a causa della mancanza di sviluppo da parte della casa madre. I Cannas, a questo punto, prediligono lo sviluppo del Benelli 400 4 tempi utilizzato nella Formula 4 e Roberto continua lo sviluppo della “sua” 500. Tre anni più tardi la Cannas scese in pista a Misano per le prove del campionato italiano e poi non venne più utilizzata per ovvi motivi di budget. Ma di quello moto si è tramandato il mito, negli anni, tra gli ancora innumerevoli cultori del 2 tempi grazie anche a una serie di soluzioni innovative e la ricerca della massima compattezza della motocicletta.

FOCUS BATTILANI a cura di Massimiliano Regazzi

Domenico Battilani inizia a gareggiare nel 1967 nel Campionato Italiano Juniores con una Ducati 125 nella scuderia Speedygonzales, e il primo risultato si rivela un 4° sullo stradale di Milano Marittima. Nello stesso anno conobbe il campionissimo Tarquinio Provini.

1968 Tramite Tarquinio Provini, Battilani ottiene una MotoBi 175 (con carter fusi in terra 4 marce).

1969 Battilani partecipa al Campionato Italiano Juniores con la MotoBi 175, vincendo la prima gara sullo stradale di Rimini con la pioggia e si classifica 2° in campionato

1970 Tramite sempre l’amico Tarquinio Provini, Battilani ottiene una MotoBi 175 preparata da Zanzani, vero mago nella preparazione di queste moto.

1971-72 La carriera agonistica di Battilani si ferma momentaneamente perché, pur avendo guadagnato l’accesso al prestigioso Campionato italiano Seniores (dove partecipavano anche i big del mondiale di allora coem Agosti o Pasolini ), non ha la disponibilità economica. Nel 1972, tuttavia, Battilani conosce i fortissimi riders finlandesi Jarno Saarinen e Teuvo Lansivuori in una occasione tutta particolare. I due piloti cadono durante le prove a Imola e si erano recati presso un negozio/officina a chiedere aiuto per rimettere insieme le motociclette con i motori rotti: Battilani è presente e si offre per aiutarli, facendo da due moto distrutte una pronta per correre. Da quell’episodionasce il rapporto con Saarinen e Lansivuori, facendogli da meccanico e cronometrista.

1972-73 Tramite Lansivuori Battilani ottiene un motore Yamaha 125 raffreddata ad aria, che monta in un telaio Italjet di derivazione stradale modificato da lui stesso, utilizzando tra l’altro la sella, le sospensioni e i freni del MotoBi. Con questa moto partecipa al Campionato Italiano Juniores. A Imola arriva un 4° posto con giro più veloce dopo una gara in rimonta perchè la motocicletta non era partita prontamente al via per un problema ai carburatori.

1974 Battilani vince il Campionato Italiano Juniores con la Italjet-Yamaha 125. Nelle selettiva ottiene un sesto, un quarto ed un settimo, mentre nelle finali mette il risultato al sicuro con due primi posti (di cui uno a Misano) su tre gare .

1975-1978 Battilani partecipa al Campionato Italiano Seniores nella categoria 125 e 350. Contemporaneamente, dopo la morte di Saarinen, ha continuato a fare da meccanico a Lansivuori quando è necessario, sempre con un occhio di riguardo verso i nuovi talenti. La collaborazione con il compianto Saarinen, Lansivuori e con i fratelli Soolonen in un primo tempo è stata fondamentale per avere accesso ad informazioni tecnologiche allora non disponibili a tutti.

Tra le altre note fece esordire (1975) Maria Teresa Ravaioli, poi partecipò al campionato Italiano juniores 125 affidando le sue Italjet-Yamaha a Massimo Matteoni e Giorgio Avveduti. Matteoni cade e si frattura una gamba mentre è in testa la campionato, il testimone lo prende dunque Avveduti che – secondo – passa in testa e vince il Campionato Italiano Juniores. L’anno successivo Battilani affida le moto a Diego Golinelli e Pierluigi Aldrovandi. Da registrare, nelle stagioni successive la partecipazione al Campionato Italiano Juniores con Gerani prima con la Italjet-Yamaha 125 poi con una motocicletta con motore MBA e telaio Golinelli, moto che monta anteriormente il freno DiPi controrotante. Inoltre Domenico Battilani ha contribuito alla nascita del marchio BBFT (una delle “B” della sigla è infatti legata al cognome Battilani) , e negli anni successivi, continua a tenere innumerevoli contatti con piloti e tecnici di tutto il mondo, cercando di trasmettere e la passione per le moto anche alle nuove generazioni.

PCB Cannas e Battilani… Il video della mostra sul motociclismo vincente attorno a Imola
Motosapiens 2 Febbraio 2019

PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola… Torna protagonista il 9 febbraio

PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola. Questo è il titolo dell’evento che si svolge sabato 9 febbraio al centro sociale La Stalla, in via Serraglio 20/B, dalle 14 alle 18 organizzato dal Motoclub racing Imolese #96 in collaborazione con Motosapiens e il cartellone di eventi CooperAttivaMente.
Dopo la rassegna che ebbe grande successo nel 2018 sulla BBFT, storica moto imolese che tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 calcò le piste nelle classi 50 ed 80 grazie alla grande passione dei fratelli Tosi e di un gruppo di amici, la curiosità di capire e soprattutto conoscere o ricordare quei momenti davvero importanti per il motociclismo è stata davvero tanta. E proprio Alfio Tosi, nel ricordare il compianto fratello Ivo, ha tenuto a sottolineare che la loro passione partiva da Sesto Imolese (da dove venivano) e furono in qualche modo contagiati dalla grande determinazione di un pilota, Domenico Battilani, che li accompagnò dalle prime scorribande alle gare.
Insomma, in un certo senso, abbiamo allargato l’obiettivo su un periodo davvero pieno di fermento non solo in città, ma anche in tutto l’estesissimo territorio imolese. Qualcuno, in gergo televisivo, potrebbe parlare di spin-off, ovvero le serie derivate da un filone principale di successo, ma con la differenza che queste storie sono tutte uguali, o meglio hanno tutta la loro importanza racchiusa, nel nostro caso, nella sigla PCB (Pasotti, Cricca, Bacchilega) e nei cognomi Cannas ed appunto Battilani. Per questo motivo la rassegna fra moto e storia di quest’anno voluta da Coop Bacchilega e Motoclub Racing Imolese #96 si intitola: PCB, Cannas e Battilani, il motociclismo vincente attorno a Imola.
Il marchio PCB racchiude, come già anticipato, l’esperienza di tre appassionati di Sesto Imolese (purtroppo Cricca è scomparso prematuramente a seguito di un incidente sul lavoro) che fino alla fine degli anni ’70 idearono parti ciclistiche complete, elaborarono motori, sempre nell’alveo della cilindrata 50, poi culminata con una pregevole realizzazione di una 80 centimetri cubici che tuttavia non corse mai. Ancora oggi il marchio PCB è conosciutissimo in Italia e non solo tra i cultori delle microcilindrate, ed alcune realizzazioni gareggiano ancora nei campionati riservati a mezzi d’epoca.
Passando a Cannas, proprio quest’anno si celebrano i 40 anni di una impresa che ha dell’incredibile, ovvero la contemporanea vittoria di un titolo tricolore nelle moto ed uno nelle auto. Era il 1979 e l’aretino Gian Franco Sabatini si aggiudicò il campionato nella TT3 con la Benelli 250 preparata dai fratelli Cannas (all’anagrafe Paolo, Roberto e Carlo), ed allo stesso tempo il bolognese Bruno Montanari vinse la Formula 4, campionato aperto a vetture con motori di derivazione motociclistica. Cannas poi è legato anche ad una pregevole realizzazione di un 500 2 tempi 4 cilindri dotato di pregevoli innovazioni per l’epoca ma che purtroppo non poté prendere il volo agonistico per i problemi di budget, in un periodo dove le case giapponesi arrivarono nella massima classe senza badare a spese.
Infine, ma non per ultimo, Domenico Battilani. Dalla sua un titolo Junior nel 1974, ma sicuramente, oltre alle doti di pilota dimostrate nell’epopea del passaggio dai circuiti stradali agli impianti moderni, Battilani è stato vicino come meccanico, ma anche consigliere, a grandissimi piloti come Tarquinio Provini, Massimo Matteoni, Teuvo Lansivuori e Jarno Saarinen, nomi questi ultimi che all’inizio degli anni ’70 portarono una ventata di novità e curiosità attorno ad un motociclismo che stava cambiando e che era sempre con meno frontiere e tutto il movimento imolese protagonista in casa e nel mondo.
m.r.
Nelle foto: in copertina, il trio (da sinistra) Bacchilega, Pazzaglia e Pasotti a Misano; Sabatini sulla Benelli 250 preparata dai fratelli Cannas; Domenico Dattilani in pista
PCB, Cannas e Battilani: il motociclismo vincente attorno a Imola… Torna protagonista il 9 febbraio
Motosapiens 22 Gennaio 2019

Kawasaki e palestra, il doppio 2019 di Ayrton Badovini

E’ doppia la stagione 2019 del pilota biellese (ma residente a Castel Bolognese, nel ravennate) Ayrton Badovini: da un lato la Kawasaki del team Pedercini (in foto la presentazione al MBE di Verona) per il campionato mondiale Supersport, dall’altro la nuovissima palestra Fitness Ayrton ASD, inaugurata a Castel Bolognese lo scorso 2 gennaio.

Grazie alla lunga esperienza nel fitness e nel training dovuto alla carriera nel mondo delle moto, Badovini ha infatti scelto di aprire la propria personalissima palestra grazie all’aiuto di altri quattro soci fra cui il preparatore atletico di sempre e tecnico federale Mauro Garolla.

“Il nostro obiettivo è quello di seguire le persone in maniera specifica per ogni tipo di allenamento e con qualunque macchinario o anche con i pesi – spiega Bado#86 -. Capita che anche coloro che frequentano da tempo le palestre non sanno fare in maniera corretta gli esercizi di base del corpo libero; così capitano asimmetrie che minano l’efficacia dell’esercizio e sono da correggere”.

Di fatto una palestra classica (ma nuova) come oggi non se ne vedono più tante, fra moda e mode. Un luogo dove non solo allenarsi ma imparare le modalità migliori e più efficaci per raggiungere il proprio obiettivo. Venendo dal mondo professionistico delle due ruote, sport altamente atletico diversamente da quanto potrebbe sembrare, Badovini conosce l’importanza dell’allenamento. “Partendo dal mio mondo, quello del motociclismo, noi qui puntiamo alla preparazione specifica per il raggiungimento di ogni obiettivo personale o sportivo di chi entra – continua Badovini -. Non solo: puntiamo anche alla riabilitazione motoria dopo un infortunio, al dimagrimento, al potenziamento, all’alimentazione“.

La palestra al momento è decisamente caratterizzata dallo stile motociclistico della carriera di Bado: foto, tute, pezzi di moto. “Ma siamo in grado di preparare chiunque per qualunque sport – garantisce -. Per ora siamo contenti del riscontro dell’utenza, ma siamo appena all’inizio ed abbiamo ancora tanto potenziale”.

La palestra Fitness Ayrton, in via Martiri di Felisio 300,è aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 7 alle 21, il martedì e il giovedì dalle 9 alle 22, il sabato dalle 8 alle 18 (domenica chiuso).

mi.mo

Foto Massy Momard

In copertina Badovini con il sindaco di Castel Bolognese

Kawasaki e palestra, il doppio 2019 di Ayrton Badovini
Motosapiens 27 Dicembre 2018

Lavorare in pista? Ecco come si diventa marshal (con il corso di gennaio a Imola)

Sono quelli con la divisa arancione, senza di loro non si scende in pista: sono i marshal, o commissari di percorso (o pista) o ancora ufficiali di gara (o pista), professionalità specializzate nella sicurezza in pista. I marshal, distribuiti su tutto il tracciato in corrispondenza delle curve e delle varianti, non solo segnalano eventuali incidenti o altri eventi in corso in pista con le apposite bandiere, ma intervengono anche per ripristinare la sicurezza del tracciato, recuperare i mezzi incidentali, pulire la pista; inoltre sono loro ad autorizzare gli interventi del personale medico per il soccorso di eventuali feriti.

Forse non lo sapevate, le bandiere che possono essere utilizzate in pista sono una decina!

Ma come si diventa marshal?

I commissari di pista per le gare automobilistiche sono gestiti dall’Aci, mentre quelli per le gare motociclistiche dalla Fmi. Per questo per diventare marshal sono necessarie licenze diverse per le diverse gare, auto o moto. Per entrare in possesso della licenza, dunque, è necessario seguire i corsi organizzati dalle varie federazioni e i relativi corsi di aggiornamento continuo. Per partecipare ad un corso per il conseguimento di una nuova licenza è necessario iscriversi ad un club o motoclub con regolare tessera annuale (che garantisce l’assicurazione per l’attività in pista) ed essere in possesso di certificato medico di idoneità sportiva non agonistica (nuova disposizione a partire dal 2019). Possono esercitare l’attività di marshal tutte le persone fra i 18 e i 68 anni compiuti che siano in possesso delle caratteristiche precedentemente elencate. Ma attenzione: essere marshal è sicuramente un lavoro specializzato, ma si tratta pur sempre di un’attività volontaria non retribuita bensì solamente rimborsata.

Marshal è pura passione per il motorsport!

SAVE THE DATE. Per i veri interessati, a gennaio all’autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola è previsto un nuovo corso per max quaranta nuove licenze. Per maggiori informazioni è necessario contattare il Marshal’s Team Imola: commissari@autodromoimola.it, infomarshalsteam@gmail.com.

mi.mo.

Lavorare in pista? Ecco come si diventa marshal (con il corso di gennaio a Imola)
Motosapiens 11 Dicembre 2018

Dainese Archivio aperto a dicembre con visita guidata gratuita (Motosapiens raccomanda)

La storia di Dainese, il marchio italiano più noto che veste e protegge i motociclisti dal 1972, in un museo: a Vicenza ha aperto da qualche mese il Dar Dainese Archivio, che per la prima volta mette in mostra per il pubblico una buona parte della collezione privata del fondatore (ed ex patron) dell’azienda Lino Dainese. Centinaia fra tute originali, caschi famosi, prototipi e idee future sono a disposizione del cliente affezionato e del motociclista curioso gratuitamente. E questo dicembre, in via eccezionale, tutte le domeniche sarà disponibile gratuitamente (previa prenotazione) anche la visita guidata, che Motosapiens ha fatto qualche settimana fa insieme ai lettori e clienti dello store Dainese Bologna e che consigliamo assolutamente per godere al massimo dell’occasione offerta dall’azienda vicentina e scoprire tutto ma proprio tutto sulla storia dell’abbigliamento e della protezione moto.. Dalle prime saponette all’evoluzione del d-air, dal casco realizzato da dentro alle nuove frontiere per lo spazio interstellare!

DIECI BUONI “FOTO-MOTIVI” PER VISITARE IL DAR-DAINESE ARCHIVIO (IL VIDEO)

Dainese Archivio aperto a dicembre con visita guidata gratuita (Motosapiens raccomanda)
Motosapiens 6 Dicembre 2018

Motoclub Santerno Checco Costa: ben 23 iscritti ottengono la medaglia d’oro per i centomila chilometri

Il secolo scorso è il momento storico in cui la motocicletta è prima stata inventata ed ha iniziato poi a diffondersi sempre più come mezzo di trasporto semplice ed economico. Ma è intorno alla motocicletta che un numero sempre maggiore di persone la sceglie per uno strano e forte sentimento di passione, non solo per la sua utilità. E insieme alle motociclette, nascono i motociclisti e i Motoclub.

Fra i primi in Italia nasce il Motoclub Santerno Checco Costa, fondato prima come Reale Associazione Motoristica Imolese grazie ad un gruppo auto organizzato di amici con la passione per le due ruote, che il 4 ottobre 1926 dà vita al motoclub che negli anni cambia più nomi, prima mc Imola poi mc Santerno; infine viene titolato allo storico presidente Checco Costa, padre del fondatore della Clinica Mobile.

Allora come oggi, fra gli ambiti di maggior interesse vi è l’attività mototuristica. Per ben cinque volte, infatti, il Motoclub Santerno vince il Campionato Europeo Fmi di Mototurismo grazie ai tanti chilometri macinati anno per anno.

Allora come oggi, il mc Santerno premia con la medaglia d’oro gli iscritti che raggiungono i centomila chilometri percorsi con il Motoclub. Ai 21 motociclisti di tutte le età già premiati quest’anno si sono aggiunti Luciano Bianconcini e Mirko Ceroni (nelle foto sotto). La storia del Motoclub Santerno è davvero una storia scritta sulla strada.

LE FOTO:

IL VIDEO: fra i premiati anche il Dottor Costa con un riconoscimento al merito per la Clinica Mobile. 

Motoclub Santerno Checco Costa: ben 23 iscritti ottengono la medaglia d’oro per i centomila chilometri
Motosapiens 4 Novembre 2018

Le molte sfumature del team managing. Intervista a Simone Steffanini del Team Green Speed

I piloti e le moto sono sempre ed inevitabilmente i protagonisti del mondo delle corse, dalla MotoGP al Civ. Ci mettono il manico, la faccia, la sensibilità tecnica, la vita. Ma non lavorano da soli: anche se non sembra, il motociclismo resta uno sport di squadra, di team. Ne abbiamo parlato con un team manager da anni impegnato nel mondo delle due ruote, Simone Steffanini, team manager bolognese (esattamente di Castel San Pietro Terme) del proprio team Green Speed motorizzato Kawasaki Italia, impegnato da anni al livello nazionale e non solo.

Chi è Simone Steffanini. Classe 1974, Steffanini è nel mondo delle moto dal 1994.Ha ricoperto vari ruoli, creandosi una carriera ricca di esperienze e soddisfazioni fino a decidere di fondare il proprio team. Fra e cose che ricorda con piacere ed emozione: il lavoro al fianco del preparatore bolognese Alberto Gubellini, gli anni come responsabile della moto di Cristiano Migliorati, il periodo di lavoro nel team di Davide Bulega (padre del più noto Niccolò), l’ottimo lavoro con il team Puccetti poi arrivato a vincere titoli mondiali, il Team Italia con Riccardo Russo e il titolo italiano Stock600 e l’esordio mondiale, il mondiale con Roberto Rolfo…Poi nel 2016 nasce il Team Green Speed.

Prima domanda, d’obbligo visto che il lavoro non ti mancava: perché un team tutto tuo?

Volevo essere libero nelle scelte tecniche dei fornitori ed anche sul modus operandi con cui affrontare le gare. Ho dovuto imparare un lavoro diverso, accanto a quello che sapevo già fare: le pubbliche relazioni e la ricerca di sponsor, competenze difficili da acquisire e che prendevano tempo al motivo per cui avevo deciso di fondare il mio team, il lavoro tecnico a modo mio. Ma devo ammettere che avere il mio tema regala anche grandi soddisfazioni, ad esempio l’appoggio che mi danno le aziende di settore che mi avevano conosciuto come tecnico significa che lavoro bene. E poi l’immensa soddisfazione per la wild card mondiale a Imola nel 2016, per una piccola realtà appena nata non era uno step ovvio!

Il tuo rapporto con i piloti?

Come team manager la mia sfida è sempre stata quella di lanciare giovani piloti, farli crescere, portarli ad essere pronti per sfide più grandi di quelle che potevo offrire io. Ad esempio ho portato Canducci al team ufficiale Kawasaki nel 2017. Ho lanciato Malone e Leotta, quest’ultimo vicecampione di Coppa Italia. Ma ho anche fatto correre piloti del calibro di Anthony West come wild card nel Civ, Rolfo nel campionato velocità in salita… La stagione appena finita è stata travagliata, non tanto per i risultati che ci vedono comunque 4 volte vincitori in altrettante gare nazionali…

La prossima stagione, invece, come sarà?

Ci stiamo lavorando. Sul piatto ci sono diverse prove del mondiale Supersport600 con un pilota italiano di assoluto valore nazionale, al fine di passare in pianta stabile al mondiale nel 2020. Ma stiamo lavorando anche per disputare campionati in ambito nazionale sempre con piloti giovani ed impiegando la nuova versione del Kawasaki Zx636.

Perché scommettere su piloti giovani?

Faccio quello che faccio più per passione che per lavoro, significa che devo divertirmi oltre a lavorare bene. La mia storia è sempre stata legata ai giovani ed è la strada che preferisco. Ritengo che sia più bello vincere con chi non ha mai vinto piuttosto che accontentarsi. La sfida è avere obiettivi competitivi: fare meglio della stagione precedente dando il massimo indipendentemente dalla posizione assoluta.

Come vedi il bacino di piloti italiani?

In Italia abbiamo ottimi talenti che faticano ad emergere a causa di una scarsa personalità più che della mancanza di talento. Il talento da solo non basta, bisogna aver voglia di mettersi in gioco con un po’ di sana fame di vittorie. La voglia di vincere fa la differenza ma oggi per troppi giovani è più importante dire che si è piloti piuttosto che dimostrare di esserlo.

Quali sono i limiti e i problemi di avere un proprio team?

Soprattutto limiti economici. Il motociclismo è uno sport di nicchia e i budget necessari sono elevati.

Secondo te gli organizzatori fanno abbastanza per promuovere il Civ?

No. Anche se è il massimo campionato nazionale viene comunemente considerato un campionato minore. Secondo me ci vorrebbe innanzitutto l’ingresso libero per il pubblico, avere più spettatori aiuta in termini di attenzione del pubblico e della stampa. Sulla stampa, poi, gli organizzatori dovrebbero investire per chiedere una maggiore presenza di giornali e tv: solo raccontando storie la gente si appassiona, e di belle storie il motociclismo è pieno a tutti i livelli.

E la Federazione, dal canto suo, cosa potrebbe fare?

La Federazione dovrebbe tornare un po’ indietro nel tempo, a quello che si faceva negli anni Novanta: appoggiare i team e non i singoli piloti, perchè i piloti crescono solo se hanno alle spalle delle buone squadre fatte da persone dalla comprovata esperienza in pista. E poi razionalizzare impegni e costi, ad esempio togliendo il giovedì in pista nei weekend di gara, cosa che aiuterebbe anche il pilota a lavorare più efficacemente e prepararsi più velocemente nell’ottica dei campionati superiori dove si gira poco e si deve essere in bolla subito. Quanto ai costi, poi, bisognerebbe abbassare i costi di iscrizione magari aprendo anche a circuiti più piccoli per rendere lo sport più capillare sul territorio nazionale. Il campionato inglese dimostra che correre in circuiti meno prestigiosi di quelli più noti non danneggia la spettacolarità delle tappe! Inoltre ritornare all’uso libero della benzina e liberalizzare le gomme, mentre ora siamo tutti obbligati a fare acquisti dagli sponsor dei campionati a prezzo superiori di un amatore che compra benzina e gomme! È assurdo: faccio pubblicità e paghiamo. Dal 2019 avremo l centralina unica in diverse categorie, il che significa un ulteriore aumento dei costi. È necessario che la federazione sia più lungimirante sui costi che sostengono i team, sono i team che vanno aiutati, sostenuti, in tutte le maniere possibili, anche sostenendo le squadre che portano in pista piloti famosi o stranieri come strategia di crescita del campionato.

mi.mo

Le molte sfumature del team managing. Intervista a Simone Steffanini del Team Green Speed
Motosapiens 2 Novembre 2018

Motosapiens e Dainese Bologna ti portano per musei

Motociclismo non è solo corse, velocità, adrenalina. Motociclismo è anche storia! Storia della tecnologia applicata allo sviluppo e all’evoluzione delle due ruote e storia della tecnica applicata alla protezione del pilota.

A dicembre Dainese Bologna ti porta al museo alla scoperta della storia del motociclismo attraverso due musei ricchi di storia e storie: la collezione Battilani di Imola, che ripercorre interamente l’evoluzione delle due ruote dalla prima bicicletta motorizzata alle prime moto da corsa moderne, e il Dainese Archivio, collezione personale del patron dell’azienda vicentina Lino Dainese con la storia della protezione e del design dell’abbigliamento per piloti e motociclisti e i pezzi migliori dei più grandi rider di sempre.

Due appuntamenti da non perdere, in collaborazione con Motosapiens:

1 dicembre Dar Dainese Archivio di Vicenza 

15 dicembre Collezione Battilani di Imola

Entrambi gli appuntamenti sono ad ingresso libero con posti limitati, dunque è obbligatoria la prenotazione presso il negozio Dainese Bologna (051374317).

Dove-quando. Per l’appuntamento a Vicenza il ritrovo è sabato 1 dicembre alle ore 9:30 presso il negozio Dainese Bologna da dove si partirà insieme in autobus (viaggio A/R Bologna-Vicenza euro 20 a persona, pranzo libero o convenzionato in loco); per l’appuntamento ad Imola il ritrovo è presso il negozio Dainese Bologna (via Stalingrado 71/5b) sabato 15 dicembre alle ore 14 per poi partire in direzione museo insieme ma con mezzi propri (e a seguire rientro in negozio per l’aperitivo).

Vantaggi aggiuntivi. Andare al museo con Dainese Bologna e Motosapiens ti garantisce inoltre un buono sconto del 10% sui tuoi acquisti in negozio entro il 31 dicembre 2018, mostrando i biglietti dei musei, e lo sconto del 15% sull’acquisto dei migliori libri sul motociclismo a Imola editi da Bacchilega Editore (Imola Mondiale, La 200 Miglia di Imola, Checco Costa a Imola. Passione moto – acquistabili entro il 31/12 presso la redazione dell’editore in viale Zappi 56/c a Imola inviando richiesta alla mail motosapiens@sabatosera.it).

Motosapiens e Dainese Bologna ti portano per musei
Motosapiens 10 Ottobre 2018

Sono dunque faccio: motociclisti in prima linea per la sicurezza delle strade

Oggigiorno non basta più asserire che cogito ergo sum, penso dunque sono. Con il crescere del numero di abitanti della Terra si moltiplicano anche i problemi da dover affrontare… Dal troppo inquinamento alla crescente usura e alla mancata manutenzione delle strade dove gli utenti circolano ogni giorno. Una problematica da non sottovalutare soprattutto se si viaggia sulle due ruote, perché per una moto una buca può rappresentare un pericolosissima ostacolo, una causa di incidenti finanche mortali.

Penso dunque sono, sono dunque faccio. Non si tratta di una nuova filosofia bensì di un pizzico di sano spirito civico che può migliorare non solo la propria giornata ma perfino la vita di qualcuno. Dove non arrivano, per colpa o purtroppo, le amministrazioni pubbliche è bene che il cittadino che si accorge di un possibile pericolo su strada lo segnali debitamente ed adeguatamente alle forze dell’ordine.

La lista delle segnalazioni che è bene fare per la sicurezza degli utenti a due ruote (ma non solo) è lunga:

  • buca
  • presenza di terra o altro materiale sdrucciolevole
  • tombino troppo infossato o rialzato
  • macchia di carburante o olio sull’asfalto
  • cordoli non visibili o non segnalati
  • bocciardatura non segnalata da appositi cartelli di lavori in corso
  • dossi non segnalati o non a norma

Alcune associazioni e realtà motociclistiche hanno aderito ad un progetto comune per la diffusione dello spirito civico e del materiale utile per le segnalazioni di pericoli sul manto stradale. Si tratta di un semplice modulo (in foto) da compilare e consegnare ad un comando di forze dell’ordine, vigili, carabinieri, polizia municipale.. Fra e associazioni che si occupano quotidianamente della divulgazione di buone pratiche per la sicurezza dei motociclisti, come l’Associazione Motociclisti Incolumi, c’è anche Motorlab-Idee in movimento, asd bolognese già protagonista del progetto Adotta un DR46 per la messa in sicurezza delle curve pericolose mediante l’applicazione di Guard Rail salva-motociclisti.

 

Sei, dunque fai.

mi.mo

Sono dunque faccio: motociclisti in prima linea per la sicurezza delle strade
Motosapiens 4 Ottobre 2018

Da Castello a Imola in un salto: Andrea Giorgia Grazia al mondiale di cross

Per la crossista castellana ventenne Andrea Giorgia Grazia, da Castel San Pietro a Imola c’è lo spazio di un salto, quello fatto per partecipare alla tappa conclusiva del mondiale cross femminile quale wild card locale.

«Sono una crossista giovane – racconta la Andrea#997, corro solo da tre anni mentre molte ragazze iniziano ben prima. Purtroppo mi sono appassionata alla moto solo recentemente, un po’ per caso, ma questo non mi ha impedito di dare sfogo alla mia nuova passione correndo nei campionati regionale e italiano, divertendomi e togliendomi anche qualche soddisfazione. La soddisfazione più grande? Disputare una prova mondiale e farlo sul circuito di casa realizzato ad Imola per il finale del campionato 2018. Una grandissima emozione: la mia prima esperienza mondiale e in casa, fra l’affetto di tanti amici venuti a trovarmi e l’agitazione per la prestazione agonistica. Mi sono divertita tanto ma ho anche fatto molti errori, spegnendo addirittura la moto in gara2 mentre mi giocavo la terzultima posizione. Ad ogni modo il risultato è migliore del previsto e non posso essere che contenta e carica per la prossima stagione. Sono arrivata penultima in classifica ma fra le prime quanto a felicità. E devo ringraziare per il sostegno la mia famiglia e Davide Degli Esposti, pilota supercross che mi ha allenata proprio con l’obiettivo Imola-mondiale».

Quest’anno prima il cambio di moto, quattro mesi fa da Kawasaki ad Honda, poi un infortunio hanno complicato la stagione della giovane, che si è comunque classificata in quinta posizione nel campionato regionale dell’Emilia Romagna ed ha solcato qualche podio in trofei Uisp amatoriali.

Ora che hai trovato il giusto feeling con una nuova moto, dopo che comunque con la Kawasaki ti eri laureata campionessa regionale, che obiettivi ti poni per la prossima stagione?

«Con la Honda 250 mi sento alla grande. Voglio partecipare al campionato italiano e dare il massimo, disputando forse qualche gara di regionale come allenamento ma senza puntare al titolo già ottenuto in passato – spiega -.  E poi vorrei partecipare di nuovo alla tappa imolese del mondiale, al momento prevista per il 22 settembre prossimo, e magari trovare il budget per iscrivermi anche alle altre due tappe italiane in programma per la prossima stagione mondiale, in Trentino e in Lombardia».

mi.mo

Foto: Massy Momard e Paolo Costa

Da Castello a Imola in un salto: Andrea Giorgia Grazia al mondiale di cross

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